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La scelta vegetariana


Illustrare lo scenario della cultura alimentare vegetariana è un compito al contempo stimolante e complesso. Stimolante, perché permette di discutere sulle scelte che sono alla base di chi prende la strada del vegetarianesimo, e complesso, perché nella moltitudine di informazioni che si possono trovare al riguardo, è necessario operare delle scelte definendo ciò a cui è più importante dar voce.

La cultura vegetariana si è diffusa in Italia negli anni settanta. Prima, nel dopoguerra, la carne in tavola era un "lusso" per le feste comandate e il salame in cantina un vero e proprio tesoro. Poi carne tutti i giorni, in scatola, bollita, arrosto, allo spiedo, in salsa e anche carne artificiale. Carne fino a non poterne più! Oggi, l'eccessivo consumo di carne, sta portando alla rottura dell'equilibrio tra l'uomo e la natura e a pagarne le conseguenze è sia l'ambiente che l'essere umano. Non a caso, numerose ricerche scientifiche hanno ormai reso noto lo stretto legame che intercorre tra l'alimentazione moderna e le malattie cardiovascolari, obesità e forme tumorali.

Avvicinarsi alla cucina vegetariana

Per me è avvenuto più di due anni fa. Amo gli animali da sempre, ma fino ad allora, non avevo avuto nessun interesse nel cercare delle risposte ad alcune domande che da tempo mi ponevo, e che mi avrebbero portato in seguito a cambiare prospettiva, perché di questo si tratta: vedere le cose da un altro punto di vista. Il mio cambiamento è avvenuto nel tempo, quando ad un certo punto della mia vita ho sentito l'esigenza di "capire". Mi si è aperto un mondo fino ad allora sconosciuto. Un mondo che agisce al di sotto della nostra consapevolezza, un mondo basato su maltrattamenti e ingiustizie gratuite, l'animale trattato come chi merita la peggior punizione divina. Un mondo in cui a farne da padrona è la prepotenza delle grandi industrie alimentari, che, assetate di profitto, hanno come unico obiettivo la velocità produttiva. Un obiettivo più che ammirevole, se non vengono considerati i mezzi con cui viene raggiunto.

La mia dieta alimentare è cambiata in maniera graduale. Mentre iniziavo ad evitare i vari alimenti di origine animale, ho iniziato parallelamente a creare nuove ricette di verdure, legumi, cereali, approcciando al mondo del seitan, del tofu e della soia con timidezza, fino a realizzare delle vere e proprie prelibatezze. In cucina non mi annoio mai, ogni giorno c'è qualcosa di nuovo da sperimentare.

A mio parere, è importante pensare che prepararsi da mangiare non è una perdita di tempo: se è vero che siamo ciò che mangiamo, allora è il tempo speso meglio. Così come è importante guardare con occhio critico al supermercato e ai suoi numerosi cugini e riprenderci il titolo di consumatori consapevoli.

Le motivazioni alla base della scelta vegetariana

La scelta etica
Il principio fondamentale che sostiene la scelta vegetariana è il rispetto di ogni creatura vivente che deve essere inserita in un sistema di vita non violento e che non deve essere vittima di sfruttamento da parte degli uomini. Viviamo oggi in un contesto in cui gli interessi degli allevatori sono tutelati molto di più dei diritti degli animali. Per quanto i media mostrino immagini di mucche felici sulle confezioni di hamburger e formaggi, gli animali non sono affatto felici negli allevamento. Gli animali da macello sono destinati a vivere in condizioni di profondo disagio, sofferenza, e in condizioni di scarsa igiene. Stipati in minuscole gabbie dove a stento riescono a muoversi. Le procedure attuali spesso li portano a patire un'agonia piuttosto lunga e cruenta prima della loro fine. Molti animali, percorrono distanze enormi affrontando viaggi (se così si possono definire) senza acqua, senza spazio per respirare, scaricati poi dai tir come la peggior merce e condotti nelle stalle, stremati di fatica. Alcuni, non riescono ad arrivare a destinazione. Nella maggior parte del mondo le aziende avicole sono autorizzate a separare i pulcini maschi, non produttivi, dalle femmine, produttive, gettando i primi in macchine che li macinano ancora vivi. Così come i cuccioli delle bufale, ingravidate a forza per produrre latte, vengono separati dalle loro mamme con estrema sofferenza. Secondo voi, questa, è VITA?

La scelta ambientale
Se questa motivazione non fosse sufficiente, si deve anche considerare che l'allevamento intensivo degli animali inquina e distrugge gli ecosistemi naturali. Metà delle terre del pianeta sono coltivate a cereali e foraggi da destinare agli animali da macello con grave spreco dei raccolti, di acqua e di energia e conseguente inquinamento dovuto alle sostanze chimiche impiegate per "tutelare" i raccolti. L'emissione di anidride carbonica, derivante dallo sproporzionato numero di animali allevati rispetto a quello degli animali che ci sarebbero sulla terra se solo fossero lasciati allo stato brado, sta contribuendo pesantemente all'effetto serra e ai cambiamenti climatici. La produzione di latte e di carne è la più dispendiosa in termini energetici. Basti pensare che per ottenere un chilogrammo di carne vengono impiegati 15 chilogrammi di alimenti vegetali e 100.000 litri d'acqua, mentre per coltivare un chilogrammo di patate, bastano 500 litri d'acqua.
In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme. I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero sufficienti a sfamare tutti, se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali destinati alle nostre tavole.

La scelta salutistica
La scelta vegetariana può semplicemente essere dettata da una motivazione salutistica. Tutti noi abbiamo avuto modo di vedere come la manipolazione effettuata dall'uomo sulla natura nel campo dell'allevamento abbia portato a effetti catastrofici. Trasformare animali erbivori in carnivori ha permesso lo sviluppo di morbi che si sono estesi alla popolazione umana. Le diverse epidemie, che nel corso dei secoli hanno attaccato gli allevamenti, assumono nei tempi moderni una virulenza e una propagazione mai viste finora. Gli scandali riguardanti i pericoli per la salute derivati dal consumo di carne hanno scosso l'opinione pubblica, evidenziando i rischi dell'attuale sistema di allevamento intensivo. Inoltre, l'utilizzo intensivo di antibiotici e farmaci per gli animali d'allevamento, così come l'uso autorizzato degli ormoni per la crescita, espone i consumatori di carne al rischio di assumere una forte concentrazione di sostanze tossiche, le stesse che si ritrovano anche nella carne di molti pesci (avvelenamento da metalli pesanti, come il mercurio). L'industria alimentare ha sostanzialmente trasformato il cibo in un frullato di chimica e gusti finti, gusti diventati più famosi di quelli naturali.

Una piccola grande curiosità: numerose sono le celebrità, di tutte le epoche, che hanno fatto una scelta alimentare vegetariana. Mahatma Gandhi, Martin Luther King, Albert Einstein, Richard Wagner, Franz Kafka, Leonardo Da Vinci, Pitagora... e molti altri.



Invito tutti a non fermarsi qui, ad approfondire le proprie conoscenze perchè l'informazione -ormai alla portata di tutti- e la presa di coscienza, sono alla base delle scelte alimentari che potranno concorrere, a loro volta, a migliorare le condizioni future dell'ambiente e della vita sul nostro pianeta.

Voglio infine sottolineare che il gusto di un pasto senza carne o pesce, dal punto di vista organolettico, non ha niente da invidiare ad un pasto classico moderno. Anche se inizialmente i nuovi sapori potranno sembrare meno intensi, in un secondo momento si rivelaranno nuovi e gradevolmente inattesi, lasciando in bocca quella sensazione di buono e naturale. Per questo riporto di seguito alcune mie semplici ricette con l'augurio di aver stimolato la vostra curiosità per una prova a favore della scelta vegetariana.




Febbraio 2015
Dott.ssa Stefania Tucci
Psicologa della comunicazione e del marketing





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