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La storia dell'ape e del fiore

Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita
[Albert Einstein]

Attraverso l'osservazione del mondo naturale l'uomo apprende le strategie di adattamento di maggior successo nell'evoluzione delle specie viventi, spesso frutto della cooperazione e scambio tra organismi differenti.

Le tracce dei primi scambi tra piante e fiori ai fini dell'impollinazione risalgono al pleistocene, un moscerino fossile intrappolato in una goccia d'ambra presentava le primitive caratteristiche anatomiche atte all'impollinazione.
La vecchia storia dell'ape e del fiore ci racconta la collaborazione che da più di 2 milioni di anni impegna piante e animali, nella coevoluzione di specie viventi, impegnate in un rapporto di reciproco scambio.


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Ad oggi sono ancora milioni le specie vegetali che utilizzano l'azione degli insetti per riprodursi (impollinazione entomofila) mentre altre hanno scelto di portare a compimento il loro compito riproduttivo attraverso altre strategie (impollinazione anemofila attraverso il vento, ...). La meraviglia della strategia adottata con l'impollinazione, risulta ancora più evidente se si pensa che attraverso questo sistema la pianta assicura alla specie una maggiore adattabilità ai cambiamenti, poiché gli insetti trasportando i pollini su differenti esemplari incrementano il pool genetico della specie bottinata.

E gli insetti cosa ci guadagnano?

Oltre al polline, utilizzato dagli insetti come fonte proteica, alcune piante hanno scelto di offrire un dono ai propri visitatori.
Una goccia di liquido zuccherino, il nettare, dono prezioso ricercato perfino dai Dei dell'Olimpo!
Curioso pensare che questa sostanza secreta dalle piante non abbia per esse nessuna funzione intrinseca, ma sia esclusivamente il mezzo scelto per attrarre a se i suoi golosi consumatori.

Se continuiamo a percorrere la strada che ci solleva dalla rigida visione antropocentrica scopriamo anche che gli stessi fiori, sono probabilmente gli organi che la pianta ha scelto per comunicare con gli insetti e gli altri animali impollinatori. I fiori che sono un evoluzione qualitativa delle foglie hanno dovuto differenziarsi, nelle eterogenee e meravigliose varietà di colori, profumi, forme e dimensioni entro una vera e propria strategia di marketing pubblicitario!!

Alcune piante hanno perfino sviluppato forme di adattamento specie-specifiche tali da essere visitate da un'unica specie di insetto, perfetto esempio di incontro tra forma e funzione.
Di tutta questa incredibile storia evolutiva, alla maggior parte di noi non rimane che una piccola traccia nel cucchiaio di miele che consumiamo perlopiù quando abbiamo i sintomi del mal di gola!

Del perché i fiori dispensino a tutti così tanta bellezza e del continuo lavorio di questi instancabili insetti pochi sembrano essere consapevoli.
Quando cerco di far capire ai bambini come saprebbe il mondo senza le api chiedo loro di pensare di andare al supermercato e di non trovare più né zucchine né pomodori, né carne né latte e loro tra stupore e preoccupazione, sembrano capire, senza l'aiuto di molte parole, quello che la mente geniale di Albert Einstein usava dire sulle api "senza la loro presenza l'intera umanità morirebbe nel giro di 4 anni"

Per gli adulti, ormai arrugginiti nella semplice intuizione del mondo, propongo qualche numero:
si stima che il lavoro degli insetti impollinatori produca nel settore agricolo un indotto solo per l'Italia di circa 2,6 milioni di euro l'anno oltre a circa 60 milioni solo per la produzione apistica.

Ad oggi il numero degli insetti impollinatori, in particolare delle api, sta drasticamente diminuendo.

Un esempio è l'estremo caso degli uomini-ape, che in alcune regioni della Cina impollinano a mano centinaia di ettari di frutteto orami inadatti ad ospitare altre forme di vita.
Anche in Italia la presenza di pesticidi che avvelenano gli insetti, l'aratura frequente che distrugge le loro tane, l'inquinamento delle acque, dell'aria, della terra e non ultimo il commercio di prodotti apistici che diffonde malattie e agenti patogeni da altre parti del mondo, causa moria di api ed altri insetti impollinatori in tutta la nazione e nel mondo.


Come possiamo fare per reagire a tutto questo?
Io che alla mia indolenza verso le angosce ed i sensi di colpa nell'appartenere a questo folle genere umano contrappongo spesso la beata indifferenza e l'ignoranza, mi sento di suggerirvi le azioni che io stessa cerco di compiere quotidianamente.
L'osservazione, lo stupore ed il ricordo.
Così la prossima volta che ti troverai da osservare un fiore potrai vederlo più seduttivo ed attraente di una pubblicità di intimo femminile, stupirti che tutta questa sapienza e bellezza non è affatto lì solo per te e ricordarti della necessità di continuare a raccontare la vecchia storia dell'ape e del fiore.

Imitare la natura nel collaborare

Dott.ssa Chiara Calicchia
Psicologa - Apicoltrice





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