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Intolleranze alimentari e allergie: un difficile problema diagnostico. - Dott.ssa De Leo

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Differenze tra Allergie e Intolleranze



Pur essendo entrambi i fenomeni l'espressione della reattività immunitaria dello stesso sistema immunologico, tra allergie e intolleranze esistono delle precise differenze.
Infatti, mentre la sintomatologia delle allergie è immediatamente percepibile, con un chiaro rapporto di causa ed effetto, le intolleranze sono il frutto di un ridotto, ma ripetuto stimolo immunologico che rende difficoltoso il riconoscimento della sostanza che scatena la reazione. Le reazioni possono, infatti, insorgere anche dopo giorni dall'introduzione dell'alimento, con un meccanismo molto simile a quello di un avvelenamento progressivo, nel quale solo il ripetersi dello stimolo consente di superare il livello di soglia e lo scatenarsi della sintomatologia.
Le reazioni allergiche sono caratterizzate, inoltre, da un aumento di immunoglobuline IgE nel siero del paziente, mentre nelle Intolleranze si ha l'insorgere di fenomeni di ipersensibilità indipendentemente dalla presenza di IgE.
Oggi si è arrivati a parlare di intolleranze o pseudoallergie per fenomeni non IgE-dipendenti, nei quali sono senz'altro coinvolti altri meccanismi del sistema immune.
Recentemente si è anche evidenziato che accanto ad un aumentato numero di malattie allergiche non sembra esserci, invece, un parallelo incremento di allergie Ig-E positive.

 

L'alimentazione e lo stile di vita sembrano essere dei fattori determinanti nell’insorgere di tali patologie.
La presenza sistematica di alcune sostanze nella alimentazione quotidiana, quali ad es. il latte, costantemente presente nei cibi industriali, accanto ad una mancata rotazione alimentare legata al ripetuto consumo di cibi anche fuori stagione, potrebbero determinare uno stato irritativo costante sul sistema immunitario che faciliterebbe la reattività e l'alterarsi dei meccanismi di regolazione dell’organismo.

Com'è noto, è ormai dimostrato che interferenze sul sistema immunitario possono contribuire all'insorgenza di molte patologie.
La presenza nell’organismo di una ipersensibilità alimentare determina l’insorgenza di una elevata produzione endogena di radicali liberi, tale situazione favorirebbe lo sviluppo di malattie degenerative.

Numerose sono le patologie (quasi tutte caratterizzate da uno stato infiammatorio persistente) per le quali è stato ipotizzato il coinvolgimento di fenomeni di intolleranza alimentare:
  • GASTRO INTESTINALI: Sindrome del colon irritabile, Morbo di Chron, Difficoltà digestive, Meteorismo, Aerofagia, Nausea, Diarrea.
  • MUSCOLO SCHELETRICHE: Mialgie, Crampi muscolari, Dolenzia articolare, Artrite giovanile.
  • DERMATOLOGICHE: Eczema, Dermatite atopica, Orticaria, Psoriasi, Acne.
  • RESPIRATORIE: Rinite, Sinusite, Catarro, Asma, Bronchiti ricorrenti, Otite, Congestione nasale.
  • GENITO-URINARIE: Dismenorrea, Enuresi, Cistiti croniche.
  • SNC: Cefalee, Depressione, Iperattività, Astenia, Torpore mentale, Scarsa concentrazione.
  • GENERALI: Fatica cronica, Attacchi di panico, Obesità.




Tali reazioni si possono spiegare con un meccanismo di immunoflogosi a distanza, per la liberazione di istamina in seguito all’introduzione dell’alimento incriminato.
Risulta di particolare importanza verificare una possibile intolleranza al latte nel lattante e nella prima infanzia per poter sostituire il latte vaccino con preparati ipoallergenici o con il latte di soia o di riso.

Anche per quel che riguarda le micosi si ritiene che accanto ad un opportuno trattamento farmacologico sia necessario associare un altrettanto corretto regime dietetico volto a riequilibrare il sistema immunitario ed a consentire un corretto assorbimento a livello intestinale di vitamine e minerali. Risulta quindi di grande utilità effettuare una dieta atta ad eliminare le varie sostanze positive ai test che possono indurre sia direttamente che indirettamente, la crescita dei miceti, attraverso una deplezione delle difese immunitarie.

La presenza di Intolleranze può determinare anche condizioni non necessariamente patologiche, quali Sovrappeso , Stanchezza cronica, frequenti Mal di testa, diminuita Performance sportiva, in cui una alimentazione adeguatamente controllata può apportare dei grossi benefici.
Nei soggetti in Sovrappeso l'identificazione di una intolleranza alimentare consentirà di perdere massa grassa e di guadagnare massa muscolare. I cibi incriminati vengono, infatti, smaltiti dall'organismo molto più lentamente, trasformandosi obbligatoriamente in energia di deposito e sovrappeso, inducendo spesso una sintomatologia di mal funzionamento dell'organismo (digestione lenta, gonfiori addominali, grasso localizzato, cellulite, stipsi, stanchezza cronica).

E' stato inoltre dimostrato un calo dei livelli ematici di serotonina dopo l'ingestione di alimenti "tossici"; a tale fenomeno l'individuo cerca istintivamente di porre rimedio ingerendo carboidrati e zuccheri che hanno la capacità, attraverso una aumentata produzione di insulina, di incrementare i livelli cerebrali di triptofano e quindi di serotonina (di cui è il precursore), innescando un circolo vizioso dal quale è possibile uscire solo eliminando dalla dieta i cibi verso i quali si è intolleranti che agirebbero a monte innescando tale processo.

Per ciò che riguarda le Cefalee , è noto che molte persone ne soffrono in modo frequente e ripetitivo. Lo scatenamento del dolore è per lo più determinato da infiammazione muscolare o da problemi vascolari; in quest'ultimo caso gli alimenti (in particolare, i formaggi, il cioccolato, il vino, dadi, cibi in scatola, ecc..), sembrerebbero avere un ruolo, contribuendo alla liberazione di sostanze vasoattive, quali l'istamina.

In natura esistono numerose reattività crociate tra allergeni respiratori ed alimentari e tra un allergene e l'altro.
Chi soffre di allergie ai pollini delle graminacee, per esempio, può avere uno scatenamento della sintomatologia allergica sia in seguito all'introduzione di graminacee alimentari (riso, orzo, frumento) che per una cross-reattività con certi alimenti ( pomodoro, kiwi, melone, anguria).
In un soggetto con intolleranze asintomatiche il contatto con le graminacee determina, quindi, la comparsa della sintomatologia (asma, rinite); in assenza di intolleranza lo stimolo delle graminacee non raggiunge invece il livello di soglia e la patologia asmatica non compare.

Difficilmente si può riuscire a definire spontaneamente quale siano le sostanze responsabili delle Intolleranze. Si rende pertanto indispensabile affidarsi a dei Test che possano portare ad individuare con esattezza quali siano tali sostanze.
Si renderà poi indispensabile prescrivere al paziente una idonea ed accurata dieta di eliminazione e di rotazione , proponendo degli adeguati alimenti alternativi.

L'eliminazione ha come obiettivo quello della disintossicazione dell'organismo ed in particolare rende possibile la perdita di memoria da parte dei leucociti.
Dopo un periodo di astinenza (variabile a secondo del grado di reazione) gli alimenti risultati positivi vengono reintrodotti nella dieta con un sistema di "rotazione" che evita un nuovo accumulo di tossine nell'organismo.

Nel periodo di 1-2 mesi, se le patologie sono in relazione alle intolleranze alimentari, sono destinate a risolversi o a migliorare nettamente.

 
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