Allergie e intolleranze alimentari
Le allergie e le intolleranze alimentari rappresentano un difficile problema diagnostico:
benché esse esistano e possano essere dimostrate, non vi è ancora molto accordo tra gli studiosi, infatti mentre da una parte
alcuni ne negano l’esistenza, altri invece ne sovrastimano l'incidenza, almeno in termini di frequenza; ed in effetti,
talvolta può essere molto difficoltoso districarsi e distinguerle.
Si sa che probabilmente la manifestazione di intolleranza-allergia sta seguendo un trend in aumento, mentre il significato
delle reazioni ai vari alimenti si sta modificando di pari passo con i cambiamenti che vengono apportati nell’alimentazione e,
probabilmente l'ultima frontiera dell'alimentazione, quella degli alimenti geneticamente modificati (OGM), potrebbe produrre
quadri sintomatologici nuovi e sicuramente più subdoli e quindi più difficili da individuare.
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In questi ultimi anni si è riscontrato un notevole aumento di persone che soffrono di intolleranze ed allergie
alimentari, passando in pochi anni dall’1-2% al 3-5%. Parte di queste reazioni sono probabilmente dovute ad un fenomeno di
reazioni crociate polline/frutta, per il quale le persone che hanno inizialmente una allergia respiratoria al polline di una
pianta o di un gruppo di piante appartenenti alla stessa famiglia botanica, possono sensibilizzarsi anche verso determinati
alimenti.
Come è noto, il sistema immunitario ha un meccanismo per riconoscere gli
agenti dannosi all’organismo: gli anticorpi. Quando il delicato equilibrio del sistema immunitario si altera, si possono
verificare delle reazioni eccessive agli anticorpi, che danno luogo alle allergie o alle intolleranze.
Quest’ultime sono le più insidiose, in quanto i sintomi, numerosissimi e molto diversi,
sono difficili da individuare. È quindi praticamente impossibile arrivare ad una diagnosi di
intolleranza dall'analisi di questi ultimi.
Allergie e intolleranze possono verificarsi anche diverso tempo dopo l’entrata in contatto con gli anticorpi,
solo quando viene superata una certa soglia. Ad esempio, una persona intollerante ai pomodori può avere la reazione
solo se ne mangia più di uno, magari uno a pranzo ed una a cena. Il giorno che ne mangia solo uno potrebbe non avere sintomi.
Inoltre possono manifestarsi anche solo in presenza di una combinazione simultanea di allergeni,
per esempio pomodoro + cavoli.
Da questo si capisce bene come sia difficile diagnosticare le intolleranze.
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Cause delle allergie
Altre cause frequenti sono la disbiosi, la
candida albicans, l’alimentazione, gli agenti inquinanti, le sostanze chimiche,
l’eccesso di antibiotici e le cure sintomatiche.
Inoltre, le intolleranze danno luogo a disturbi che creano situazioni di grande fastidio, anche se non sono patologie invalidanti,
creando un terreno su cui si possono instaurare della patologie anche molto gravi, a cominciare dalle malattie autoimmuni.
Perciò è molto importante individuarle. Esistono fondamentalmente due modi di diagnosticarle: i test del sangue
(citotest) e la biorisonanza. (es. Vega Test).
Il soggetto risultato intollerante deve quindi eseguire un periodo di eliminazione degli alimenti positivi,
associando una terapia di drenaggio (eliminazione delle tossine) con il ripristino delle funzionalità intestinali e il
riequilibrio della funzionalità immunitaria.
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