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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 17-05-2026

ANGELICA
Angelica Archangelica L.

Medaglia di bronzo

TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superasteridae
Clade Asteridae
Clade Lamiidae
Ordine Apiales
Famiglia Apiaceae
Sottofamiglia Apioideae
Tribù Selineae
Genere Angelica
Specie Angelica archangelica

Famiglia: Apiaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Arcangelica, Angelica di Boemia, Erba degli angeli, Bragosse, Canoti, Lucanta, Zaccarìa, Finocchione, Bracalà, Angelica acquatica, Imperatoria, Angelique, Angelika, Garden angelica, Archangel, Aunt Jericho, Plante angelique, Angelikapflanze, European angelica, Raiz do Espirito Santo

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Angelica Archangelica Subsp. Litoralis (Fries) Thell., Angelica Officinalis Hoffm., Archangelica Officinalis Hoffm. Ex Hoffm.

DESCRIZIONE BOTANICA...
ERBACEA BIENNALE ALTA FINO A 2 METRI, ROBUSTA E AROMATICA. FUSTO ERETTO, CAVO, SCANALATO E RAMIFICATO IN ALTO. FOGLIE ALTERNE, GRANDI, COMPOSTE, PENNATE O TRIPENNATE, CON SEGMENTI OVATO-LANCEOLATI E DENTATI. INFIORESCENZA A GRANDE OMBRELLA COMPOSTA, SFERICA, CON NUMEROSI FIORI PICCOLI, VERDASTRI O BIANCASTRI. FRUTTO È UN ACHENIO OVALE, APPIATTITO, CON COSTE ALATE. TUTTA LA PIANTA HA UN FORTE ODORE AROMATICO.

FIORITURA O ANTESI...
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, FINE PRIMAVERA, ESTATE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ VERDE CHIARO
________ VERDE OLIVA

HABITAT...
Originaria delle regioni settentrionali dell'Europa e dell'Asia, spingendosi fino alla Groenlandia e all'Islanda. Predilige habitat umidi e ombrosi, come rive di fiumi, fossi, boschi umidi e zone paludose, spesso in montagna anche a quote elevate. In Italia è considerata piuttosto rara e si trova principalmente nelle valli montane con elevata umidità. Tuttavia, a causa delle sue proprietà aromatiche e medicinali, è stata coltivata in diverse parti d'Europa, come Francia, Germania, Romania e in alcune zone dell'Asia. In alcune regioni si è naturalizzata al di fuori del suo areale originario, insediandosi in ambienti simili a quelli spontanei. La sua presenza è quindi legata a zone con climi temperati freschi e umidi, con suoli ricchi e ben drenati, sia in natura che in coltivazioni.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
OTTOBRE, NOVEMBRE, DICEMBRE, ALLA FIORITURA, AUTUNNO, INIZIO INVERNO

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
RIZOMA E RADICE RACCOLTE NELL´AUTUNNO SUCCESSIVO AL TRAPIANTO / FRUTTI [SEMI]

AROMI DELLA DROGA...
INTENSAMENTE AROMATICO-DOLCE, CON NOTE BALSAMICHE, TERROSE E SFUMATURE MUSCHIATE (DOVUTE A FTALIDI E ALFA-PINENE)

SAPORI DELLA DROGA...
AMAROGNOLO-DOLCE (FTALIDI), CON NOTE BALSAMICHE, LEGGERMENTE PICCANTI E UN RETROGUSTO TERROSO-LEGNOSO

TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: La specie presenta un profilo tossicologico generalmente favorevole alle dosi fitoterapiche corrette, ma contiene furanocumarine fototossiche documentate come angelicina, bergaptene e xantotossina. Sono possibili fotosensibilizzazione, dermatiti fototossiche e interazioni con esposizione UV soprattutto con olio essenziale o estratti concentrati. La tossicità dipende quindi dalla preparazione utilizzata, dal dosaggio, dalla durata d’uso e dall’esposizione solare concomitante

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Angelica archangelica L. dispone di uso fitoterapico tradizionale consolidato e di dati farmacologici sperimentali coerenti soprattutto per radice ed olio essenziale impiegati come eupeptici, carminativi e spasmolitici gastrointestinali. Tuttavia le evidenze cliniche controllate dirette sulla specie risultano limitate e non sufficienti per una classificazione pienamente confermata. L’attività appare dipendente dalla parte utilizzata, dalla presenza di olio essenziale e dalle preparazioni standardizzate tradizionali documentate in monografie EMA, ESCOP e WHO.

PRINCÍPI ATTIVI...
Olio Essenziale: alfa-pinene, beta-pinene, delta-tre-carene, limonene, fellandrene, alfa-fellandrene, beta-fellandrene, mircene, sabinene, para-cimene, cariofillene, umulene, borneolo, terpinen-4-olo, linalolo, acetato di bornile, acetato di terpinile Furanocumarine: angelicina, imperatorina, xantotossina, bergaptene, isoimperatorina, pimpinellina, isopimpinellina, archangelicina, oxipeucedanina Cumarine: umbelliferone, ostolo, osthenolo, scopoletina, erniarina, umbelliprenina Acidi Fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido protocatecuico Flavonoidi: quercetina, rutina, kaempferolo, luteolina, apigenina Lattoni E Composti Sesquiterpenici: angelicina derivati, bisabolene derivati, lattoni sesquiterpenici aromatici Poliacetileni: falcarinolo, falcarindiolo, falcarinone Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico Tannini: tannini idrolizzabili, tannini condensati Resine E Composti Amari: resine aromatiche, principi amari terpenici Polisaccaridi: pectine, mucillagini, emicellulose Vitamine: vitamina C acido ascorbico, vitamina B3 niacina, vitamina B2 riboflavina Minerali E Oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, ferro, manganese Zuccheri E Polioli: glucosio, fruttosio, saccarosio

Bibliografia
  • European Medicines Agency, Assessment report on Angelica archangelica L. radix, 2015
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Angelica archangelica radix, various editions
  • ESCOP Monographs, Angelicae radix, The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, various editions
  • Bradley PR, British Herbal Compendium Volume 1, Angelica archangelica, 1992
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Angelica archangelica, 2004
  • Sarker SD, Nahar L, Natural Medicine: The Genus Angelica, Current Medicinal Chemistry, 2004
  • Bisset NG, Wichtl’s Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers, various editions
  • Sigurdsson S, Gudbjarnason S, Franzson L, Chemical composition of the essential oil of Angelica archangelica, Planta Medica, 1985
  • Fraternale D, Ricci D, Flamini G, Giomaro G, Volatile profiles of redangelica and cultivated Angelica archangelica essential oils, Natural Product Communications, 2014
  • Appendino G, Pollastro F, Verotta L, Ballero M, Romano A, Wyrembek P, Polyacetylenes from the roots of Angelica archangelica, Journal of Natural Products, 2004

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili evidenze cliniche controllate robuste, meta-analisi o revisioni sistematiche sufficienti per confermare in modo definitivo specifiche indicazioni terapeutiche di Angelica archangelica L. come monoterapia fitoterapica. Sono tuttavia presenti monografie ufficiali EMA, ESCOP e WHO che riconoscono l’uso tradizionale consolidato della radice per disturbi digestivi lievi, dispepsia, flatulenza e spasmi gastrointestinali sulla base di lunga esperienza d’uso e plausibilità farmacologica, ma non su prove cliniche forti secondo criteri moderni evidence-based. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività eupeptica e stomachica Documentata principalmente da uso fitoterapico tradizionale europeo, monografie ufficiali e dati farmacologici relativi ai principi amari e all’olio essenziale della radice. L’attività è coerente con effetti secretagoghi gastrici e stimolanti digestivi osservati sperimentalmente. Attività carminativa e antiflatulenta Supportata da uso tradizionale consolidato e dati farmacologici sperimentali sull’olio essenziale. L’impiego riguarda soprattutto meteorismo, tensione addominale e digestione lenta. Le evidenze cliniche dirette risultano limitate. Attività spasmolitica gastrointestinale Alcuni studi sperimentali in vitro e in vivo animale mostrano effetti antispastici su muscolatura liscia intestinale attribuiti ai composti terpenici e cumarinici della specie. Mancano conferme cliniche robuste specifiche. Attività antimicrobica in vitro Estratti e olio essenziale mostrano attività antibatterica e antifungina in modelli sperimentali in vitro contro diversi microrganismi. Le concentrazioni efficaci sperimentali non consentono estrapolazioni terapeutiche cliniche dirette. Attività antinfiammatoria sperimentale Studi in vitro e modelli animali indicano moderata attività antinfiammatoria associata a cumarine, furanocumarine e componenti terpenici dell’olio essenziale. Le evidenze cliniche sono insufficienti. Attività antiossidante Documentata in vitro mediante saggi fitochimici e farmacologici su estratti della radice e dell’olio essenziale. Non esistono sufficienti conferme cliniche specifiche. Attività ansiolitica e sedativa lieve sperimentale Alcuni dati preclinici e osservazionali suggeriscono possibile attività sedativa lieve e rilassante, ma le evidenze risultano limitate, indirette e non conclusive. Attività espettorante tradizionale Riportata nella fitoterapia tradizionale europea per catarri bronchiali e affezioni respiratorie lievi. Le evidenze moderne specifiche sono limitate prevalentemente all’uso storico documentato. Attività diuretica lieve tradizionale Segnalata nella medicina tradizionale nord-europea e monastica, ma scarsamente documentata da studi sperimentali moderni specifici sulla specie. Uso storico e nella tradizione Angelica archangelica L. è stata una delle principali piante officinali della medicina monastica medievale europea, utilizzata come rimedio digestivo, tonico aromatico e protettivo contro le “influenze pestilenziali”. Nella tradizione nordica la radice e i semi venivano impiegati come stomachici, carminativi e rimedi contro coliche, raffreddamenti e debolezza generale. La specie era considerata storicamente una “pianta protettiva” nelle epidemie medievali e veniva utilizzata in preparazioni aromatiche, elisir e liquori medicinali. In Islanda, Scandinavia e regioni alpine l’angelica veniva consumata anche come alimento aromatico, candita oppure utilizzata nella preparazione di distillati e bevande digestive tradizionali. L’uso popolare comprendeva inoltre applicazioni per tosse, catarro, disturbi mestruali e stati di affaticamento, senza validazione clinica moderna sufficiente.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    +SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    +SPASMOLITICO GASTRO-ENTERICO
    +SPASMOLITICO INTESTINALE
    !!DIGESTIVO
    !!DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO
    !!DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ?COLITE
    ++CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO
    ++FOTOSENSIBILIZZANTE FOTOTOSSICO
    ++METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI
    +ANTIMICOTICO ANTIFUNGINO (MICOSI)
    +ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    +ANTINFIAMMATORIO
    +ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    +BALSAMICO RESPIRATORIO
    +RILASSANTE MUSCOLATURA LISCIA

    Uso storico e nella tradizione

    ?ANALGESICO GASTRICO E VISCERALE
    ?ASTENIA O ESAURIMENTO E STRESS
    ?DIARREA E DISSENTERIA
    +++AROMATIZZANTE
    ++AMARO TONICO
    ++BEVANDA GRADEVOLE
    ++CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO
    ++EMMENAGOGO
    ++INAPPETENZA E ANORESSIA
    +ALIMENTO NUTRACEUTICO
    +COLERETICO
    +DISMENORREA E OLIGOMENORREA
    +GASTRALGIA O MAL DI STOMACO
    +TONICO GENERALE RINVIGORENTE

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • European Medicines Agency, Assessment report on Angelica archangelica L. radix, 2015
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Angelica archangelica L. radix, 2015
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Angelica archangelica radix, various editions
  • ESCOP Monographs, Angelicae radix, The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, various editions
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Angelica archangelica, 2004
  • Sarker SD, Nahar L, Natural Medicine: The Genus Angelica, Current Medicinal Chemistry, 2004
  • Bradley PR, British Herbal Compendium Volume 1, Angelica archangelica, 1992
  • Barnes J, Anderson LA, Phillipson JD, Herbal Medicines, Pharmaceutical Press, various editions
  • Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Angelica archangelica, 2002
  • Fraternale D, Ricci D, Flamini G, Giomaro G, Volatile profiles of redangelica and cultivated Angelica archangelica essential oils, Natural Product Communications, 2014

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    PIANTA SEGNALATA

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    POSSIBILE FOTOSENSIBILIZZAZIONE CUTANEA ASSOCIATA ALL’IMPIEGO DI ESTRATTI CONCENTRATI, OLIO ESSENZIALE O USO PROLUNGATO. L’EVIDENZA È FARMACOLOGICA E FITOCHIMICA, CORRELATA AL CONTENUTO DI FURANOCUMARINE FOTOREATTIVE. SI RACCOMANDA CAUTELA IN SOGGETTI SOTTOPOSTI A INTENSA ESPOSIZIONE SOLARE O FOTOTERAPIA. POSSIBILI INTERAZIONI TEORICHE CON FARMACI FOTOSENSIBILIZZANTI. L’AVVERTENZA È BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA RELATIVA ALL’ATTIVITÀ FOTOTOSSICA DELLE FURANOCUMARINE PRESENTI NELLA SPECIE. POSSIBILE IRRITAZIONE GASTRICA O DISPEPSIA IN SOGGETTI SENSIBILI O PREDISPOSTI. L’EVIDENZA DERIVA DA DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALL’AZIONE SECRETAGOGA GASTRICA DELL’OLIO ESSENZIALE E DEI PRINCIPI AMARI. L’OLIO ESSENZIALE PURO NON DEVE ESSERE UTILIZZATO A DOSAGGI ELEVATI O PER PERIODI PROLUNGATI SENZA SUPERVISIONE PROFESSIONALE. L’AVVERTENZA DERIVA DALLA CONCENTRAZIONE ELEVATA DI MONOTERPENI E FURANOCUMARINE CON POTENZIALE IRRITATIVO E FOTOTOSSICO DOCUMENTATO SPERIMENTALMENTE. MANCANO DATI CLINICI SUFFICIENTI SULLA SICUREZZA DURANTE ALLATTAMENTO, ETÀ PEDIATRICA E USO CRONICO PROLUNGATO DI PREPARAZIONI CONCENTRATE STANDARDIZZATE. LA LIMITAZIONE DERIVA DALL’ASSENZA DI STUDI CLINICI ADEGUATI SPECIFICI SULLA SPECIE. LA SPECIE PUÒ ESSERE CONFUSA CON APIACEAE TOSSICHE MORFOLOGICAMENTE SIMILI DURANTE RACCOLTA SPONTANEA. L’AVVERTENZA È ETNOBOTANICA E TOSSICOLOGICA ED È PARTICOLARMENTE RILEVANTE PER RACCOLTE NON CONTROLLATE.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ NOTA AD ANGELICA ARCHANGELICA L. O AD ALTRE APIACEAE CON DOCUMENTATA CROSS-REATTIVITÀ ALLERGICA. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE E FARMACOLOGICHE RELATIVE A REAZIONI ALLERGICHE E DERMATITI DA CONTATTO. USO CONCOMITANTE AD ESPOSIZIONE INTENSA A RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE IN CASO DI IMPIEGO DI OLIO ESSENZIALE O ESTRATTI CONCENTRATI RICCHI IN FURANOCUMARINE. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLA DOCUMENTATA ATTIVITÀ FOTOTOSSICA DI COMPOSTI QUALI BERGAPTENE, XANTOTOSSINA E ANGELICINA PRESENTI NELLA SPECIE. GRAVIDANZA. LA CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLE PRINCIPALI MONOGRAFIE FITOTERAPICHE PER POSSIBILE ATTIVITÀ UTEROSTIMOLANTE TRADIZIONALMENTE ATTRIBUITA ALLA SPECIE E PER INSUFFICIENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA. ULCERA PEPTICA ATTIVA O GASTRITE IPERSECRETIVA. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLA PRESENZA DI PRINCIPI AMARI E OLIO ESSENZIALE CON POSSIBILE INCREMENTO DELLA SECREZIONE GASTRICA DOCUMENTATO FARMACOLOGICAMENTE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    FOTOSENSIBILIZZANTI
    GASTROLESIVI
    IRRITANTI GASTROINTESTINALI
    LUCE
    OLI ESSENZIALI FOTOSENSIBILIZZANTI
    SOSTANZE IRRITANTI CUTANEE (ES. PEPERONCINO)
    SOSTANZE RICCHE DI COMPOSTI AROMATICI O SENSIBILIZZANTI
    TERAPIE UV (PUVA, FOTOTERAPIA)
    ULTRAVIOLETTI (RADIAZIONI)

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    IPERICO
    RUTA

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di ANGELICA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco di radice di Angelica archangelica L. Preparazione ottenuta principalmente dalla radice essiccata, utilizzata in fitoterapia digestiva e carminativa. Gli estratti secchi vengono generalmente standardizzati sul contenuto in olio essenziale totale oppure su derivati cumarinici e furanocumarinici. Le titolazioni commerciali sono variabili e raramente uniformate secondo standard farmacopoeici internazionali. I dosaggi comunemente impiegati negli estratti secchi corrispondono generalmente a 500-1500 mg/die di droga equivalente suddivisa in due o tre assunzioni. Le indicazioni tradizionalmente documentate riguardano dispepsia, meteorismo, atonia digestiva e spasmi gastrointestinali lievi. Estratto fluido idroalcolico di angelica Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica della radice. Utilizzata soprattutto come eupeptico aromatico, stomachico e carminativo. I dosaggi tradizionali documentati corrispondono generalmente a 1-3 ml fino a tre volte al giorno dopo i pasti oppure circa 40-60 gocce per assunzione in acqua. Le preparazioni ad elevata concentrazione richiedono cautela per la presenza di furanocumarine fototossiche. Tintura madre di Angelica archangelica L. Preparazione fitoterapica tradizionale ottenuta dalla radice fresca o essiccata mediante macerazione idroalcolica. Utilizzata principalmente per supporto digestivo, inappetenza, meteorismo e dispepsia funzionale. La posologia tradizionale più frequentemente riportata è di 30-60 gocce due o tre volte al giorno dopo i pasti. Le evidenze cliniche moderne specifiche risultano limitate. Olio essenziale di Angelica archangelica L. Preparazione volatile ottenuta prevalentemente per distillazione in corrente di vapore della radice o dei semi. Ricco in alfa-pinene, beta-pinene, fellandrene e composti cumarinici. Utilizzato soprattutto in aromaterapia e fitoterapia digestiva come carminativo e spasmolitico aromatico. L’impiego orale deve essere prudente e professionalmente supervisionato per il rischio di fotosensibilizzazione e irritazione gastrica. I dosaggi tradizionali orali risultano generalmente molto bassi, spesso inferiori a 1-2 gocce diluite per assunzione. Estratto titolato in olio essenziale Preparazioni nutraceutiche standardizzate soprattutto sul contenuto totale in olio essenziale, frequentemente comprese tra 0,3% e 1%. Le formulazioni vengono utilizzate come coadiuvanti digestivi e carminativi. La standardizzazione è importante per limitare variabilità fitochimica e potenziale fototossicità correlata alle furanocumarine. Estratto combinato digestivo con Angelica archangelica L. Angelica archangelica L. è frequentemente associata in formulazioni fitoterapiche tradizionali a Gentiana lutea, Foeniculum vulgare, Carum carvi, Mentha × piperita e Melissa officinalis. Tali preparazioni sono impiegate come eupeptici, stomachici e carminativi. Le evidenze disponibili riguardano prevalentemente l’uso tradizionale consolidato più che studi clinici specifici sulla combinazione. Polvere micronizzata di radice Preparazione utilizzata in capsule o compresse digestive. I dosaggi tradizionali generalmente compresi tra 500 mg e 2 g al giorno dipendono dalla qualità della droga e dal contenuto aromatico. L’efficacia risulta correlata soprattutto alla presenza di olio essenziale volatile integro. Preparazioni galeniche amaricanti e aperitive La radice di Angelica archangelica L. è utilizzata in estratti liquorosi, elisir amari, aperitivi digestivi e formulazioni aromatiche tradizionali europee. L’impiego fitoterapico riguarda soprattutto ipochloridria, atonia gastrica e digestione lenta. Preparazioni omeopatiche di Angelica archangelica L. Disponibili come tintura madre e diluizioni hahnemanniane o korsakoviane ottenute prevalentemente dalla radice. Gli impieghi omeopatici tradizionali comprendono dispepsia, disturbi nervosi funzionali e spasmi gastrointestinali lievi. Non esistono evidenze cliniche robuste che confermino efficacia terapeutica delle preparazioni omeopatiche secondo criteri moderni evidence-based. Granuli omeopatici di angelica Disponibili soprattutto nelle diluizioni 4 CH, 5 CH, 7 CH e superiori. L’uso deriva dalla tradizione omeopatica europea e non dispone di conferme farmacologiche cliniche specifiche.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Angelica archangelica L. radix, 2015
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Angelica archangelica L. radix, 2015
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Angelica archangelica radix, various editions
  • ESCOP Monographs, Angelicae radix, The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, various editions
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Angelica archangelica, 2004
  • Sarker SD, Nahar L, Natural Medicine: The Genus Angelica, Current Medicinal Chemistry, 2004
  • Bradley PR, British Herbal Compendium Volume 1, Angelica archangelica, 1992
  • Barnes J, Anderson LA, Phillipson JD, Herbal Medicines, Pharmaceutical Press, various editions
  • Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Angelica archangelica, 2002
  • Fraternale D, Ricci D, Flamini G, Giomaro G, Volatile profiles of redangelica and cultivated Angelica archangelica essential oils, Natural Product Communications, 2014

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di ANGELICA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso digestivo carminativo con angelica e finocchio Radice di Angelica archangelica L. 1,5 g Frutti di Foeniculum vulgare 2 g Frutti di Carum carvi 1 g Foglie di Melissa officinalis 1 g Infondere in 250 ml di acqua a 90 °C per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali fino a due volte al giorno. La formulazione è orientata al supporto digestivo, al meteorismo e alle dispepsie funzionali lievi. Tisana stomachica amaro-tonica Radice di Angelica archangelica L. 1 g Radice di Gentiana lutea 0,5 g Scorza di Citrus aurantium amaro 1 g Foglie di Mentha × piperita 1 g Infondere in 200 ml di acqua calda per 8 minuti. Assumere circa 20 minuti prima dei pasti principali. Utilizzata tradizionalmente come supporto in caso di ipochloridria, atonia gastrica e digestione lenta. Infuso balsamico aromatico per vie respiratorie Radice di Angelica archangelica L. 1 g Foglie di Thymus vulgaris 1 g Foglie di Salvia officinalis 1 g Frutti di Pimpinella anisum 1 g Infondere in 250 ml di acqua per 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno. La preparazione è destinata tradizionalmente al supporto balsamico e secretolitico delle vie respiratorie superiori. Decotto digestivo tradizionale nord-europeo Radice di Angelica archangelica L. 2 g Radice di Inula helenium 1 g Frutti di Foeniculum vulgare 1,5 g Far bollire in 250 ml di acqua per 5 minuti e lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per spasmi gastrointestinali lievi, fermentazioni intestinali e senso di pesantezza gastrica. Formulazione erboristica per meteorismo e spasmi intestinali Estratto secco di Angelica archangelica L. 200-400 mg Estratto secco di Mentha × piperita 150-300 mg Estratto secco di Foeniculum vulgare 150-300 mg Estratto secco di Matricaria chamomilla 100-250 mg Assumere dopo i pasti principali una o due volte al giorno. La formulazione deriva da associazioni fitoterapiche digestive tradizionali europee documentate in monografie erboristiche. Infuso rilassante digestivo serale Radice di Angelica archangelica L. 1 g Foglie di Melissa officinalis 2 g Fiori di Matricaria chamomilla 1,5 g Foglie di Tilia cordata 1 g Infondere in 250 ml di acqua per 10 minuti. Assumere nelle ore serali in presenza di tensione addominale, digestione nervosa o spasmi gastrointestinali lievi. Preparazione aperitiva aromatica tradizionale Radice di Angelica archangelica L. 1 g Radice di Gentiana lutea 0,5 g Scorza di Citrus limon 0,5 g Frutti di Coriandrum sativum 0,5 g Macerare in acqua calda per 15 minuti oppure utilizzare come base aromatica per preparazioni digestive tradizionali. L’impiego storico riguarda inappetenza, digestione lenta e atonia gastrica. Infuso carminativo pediatrico tradizionale Radice di Angelica archangelica L. 0,3-0,5 g Frutti di Foeniculum vulgare 1 g Fiori di Matricaria chamomilla 1 g Infondere in 150 ml di acqua per 5-7 minuti. Uso tradizionale limitato e prudenziale per coliche gassose leggere; evitare uso prolungato e preparazioni concentrate per la presenza di furanocumarine.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Angelica archangelica L. radix, 2015
  • European Medicines Agency, Community herbal monograph on Angelica archangelica L. radix, 2015
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Angelica archangelica radix, various editions
  • ESCOP Monographs, Angelicae radix, The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, various editions
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Angelica archangelica, 2004
  • Bradley PR, British Herbal Compendium Volume 1, Angelica archangelica, 1992
  • Sarker SD, Nahar L, Natural Medicine: The Genus Angelica, Current Medicinal Chemistry, 2004
  • Barnes J, Anderson LA, Phillipson JD, Herbal Medicines, Pharmaceutical Press, various editions
  • Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Angelica archangelica, 2002
  • Bisset NG, Wichtl’s Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers, various editions

  • PREPARATI ALCOLICI...
    Vini, elisir, amari, tinture di ANGELICA
    Vino medicato di Angelica (vino alcolico aromatizzato) Descrizione: Il “vino medicato di angelica” è una infusione alcolica di parti della pianta (tipicamente radice e/o rizoma, a volte includendo semi o cortecce interne) in un vino secco. Questa preparazione rientra nella tradizione delle preparazioni erboristiche alcoliche utilizzate per estrarre compostì solubili in alcol in grado di sostenere diverse funzioni organiche. Ingredienti di base: Vino secco di buona qualità (bianco o rosso) con gradazione alcolica naturale. Radice essiccata di Angelica archangelica, tagliata in pezzi o macinata grossolanamente. Facoltativo: agenti aromatici complementari (ad esempio scorze di agrumi, pepe, finocchio); questi non sono necessari ma possono migliorare profilo aromatico e digestive associate. Preparazione: Peso della pianta: utilizzare circa 10–30 grammi di radice essiccata per 500 ml di vino secco. Infusione: posizionare la radice nel vino in un contenitore di vetro scuro con chiusura ermetica. Macerazione: lasciare in luogo fresco e buio per 2–4 settimane, agitando delicatamente il contenitore ogni giorno nelle prime fasi e poi settimanalmente. Filtrazione: una volta trascorso il tempo di macerazione, filtrare il vino per rimuovere residui vegetali. Imbottigliamento: conservare il vino medicato in bottiglie di vetro scuro, ben chiuse, al riparo dalla luce. Uso e posologia: Dose tipica: 20–30 ml di vino medicato una volta o due volte al giorno, preferibilmente diluiti in poca acqua o assecondati da un pasto leggero. Indicato come tonico digestivo da assumere dopo i pasti, oppure come sostegno generale nei periodi di appetito ridotto o digestione lenta. Può essere assunto in piccole quantità anche in contesti sociali come aperitivo aromatico con funzione digestiva. Note di sicurezza ed effetti: Il contenuto alcolico del vino medicato è quello del vino base; pertanto è inappropriato per categorie che evitano l’alcol (bambini, donne in gravidanza o allattamento, chi assume farmaci che interagiscono con l’alcol). L’uso deve essere moderato e non prolungato senza supervisione professionale se impiegato per scopi funzionali. A dosi elevate o con uso frequente può causare irritazione gastrointestinale in individui sensibili a componenti amari o aromatici. Infuso alcolico concentrato (tintura “vinosa”) di Angelica Descrizione: Una variante del vino medicato è l’uso di una base alcolica più forte (ad esempio alcol etilico diluito a circa 30–40% v/v) per ottenere una tintura erboristica alcolica molto più concentrata. È simile alla tintura classica, ma può essere diluita in vino, acqua o altre bevande di consumo. Preparazione: Materia prima: radice essiccata di Angelica archangelica. Solvente alcolico: alcol etilico alimentare diluito (circa 30–40% v/v). Rapporto: 1 parte di radice secca per 5 parti di solvente alcolico. Macerazione: lasciare in infusione per 2–6 settimane con agitazione periodica. Filtrazione: rimuovere residui vegetali e conservare il liquido in bottiglie scure. Uso e posologia: Dose tipica di tintura: 5–15 gocce diluite in acqua o succo 2–3 volte al giorno. In alternativa, la tintura può essere aggiunta a bicchieri di vino per una azione tonica più piacevole e aromatica. Indicazioni d’uso: Supporto alla digestione lenta, tensioni addominali post-prandiali e sensazione di gonfiore. Favorisce un effetto carminativo e aromatico, con potenziale sollievo sul tono gastrico. Uso tradizionale e considerazioni generali Entrambe le preparazioni si fondano sulla proprietà aromatica e carminativa della radice di Angelica archangelica. Il vino medicato è maggiormente associato a usi conviviali e digestivi leggeri, mentre la tintura alcolica concentrata è impiegata a piccole dosi per effetti fitoterapici più mirati. L’alcol funge da solvente efficace per i composti volatili e aromatici (oli essenziali) della pianta, che contribuiscono all’effetto complessivo sul sistema digestivo e su mucose. Bibliografia
  • Monograph on *Angelica archangelica* L. radix – Commissione di fitoterapia BfArM
  • Angelica archangelica: aromatic herb for functional digestive support – review of phytochemistry and applications
  • European Medicines Agency assessment report on *Angelica archangelica* – scientific overview and herbal quality standards
  • Angelica archangelica L. root extract and its application in traditional and complementary medicine – phytotherapeutic review
  • Herbal formulations and alcoholic extracts: methods and safety with aromatic plant roots
  • A comprehensive review of digestive tonics based on supplementary herbs including Angelica species
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    USO ALIMENTARE...
    Angelica archangelica L. è tradizionalmente utilizzata come pianta aromatica alimentare soprattutto nelle regioni nordiche europee, in Islanda, Scandinavia, Lapponia e nelle antiche tradizioni monastiche alpine. Le parti maggiormente impiegate in cucina sono i giovani fusti, i piccioli fogliari, i semi e la radice. I giovani steli e i piccioli vengono consumati canditi in zucchero e utilizzati storicamente nella pasticceria europea, soprattutto francese e inglese, per decorazione di dolci, torte, creme, gelati e prodotti da forno. L’angelica candita è uno degli impieghi gastronomici più noti della specie. La radice essiccata e i semi sono impiegati come aromatizzanti in liquori digestivi, amari, vermouth, gin, chartreuse, bénédictine e distillati erbacei tradizionali. L’aroma è intensamente balsamico, muschiato, speziato e leggermente amarognolo. I semi vengono utilizzati in piccole quantità come spezia aromatica in preparazioni da forno, pane speziato, biscotti e dolci tradizionali nord-europei. Le foglie giovani possono essere aggiunte fresche in insalate aromatiche oppure cotte in zuppe e preparazioni vegetali tradizionali, soprattutto nella cucina islandese storica e lappone. In alcune tradizioni culinarie nordiche i piccioli freschi venivano consumati come vegetale primaverile o conservati sotto zucchero e miele. L’angelica è stata utilizzata anche per aromatizzare latte, composte di frutta, marmellate e bevande fermentate erbacee. L’impiego alimentare moderno tende a privilegiare quantità moderate per l’elevata intensità aromatica e per la presenza di furanocumarine fototossiche, particolarmente concentrate in alcune preparazioni estrattive o nell’olio essenziale.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA...
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale. Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica. Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia. Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute" Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia. Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata. Bibliografia: J Nutr 2001;131:2957-62. Cancer Res 2005;65:879-86. J Clin Oncol 2002;15:1449-55. J Clin Oncol 2000;18:1068-74. J Epidemiol 2010;20:83-9. Nutr J 2008;7:17. CDI Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS Fitoestrogeni ed iperplasia dell'endometrio. (Prescrire International 2006; 15: 62-3) I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1). Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni). Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Il nome Angelica archangelica L. deriva dal latino medievale e dalla tradizione secondo cui la pianta sarebbe stata rivelata agli uomini dall’arcangelo Michele come rimedio protettivo durante le epidemie di peste. Per questo motivo venne considerata per secoli una “radice angelica” o “erba degli angeli”. Nel Medioevo europeo era una delle piante più importanti della medicina monastica e veniva coltivata nei giardini officinali di abbazie e conventi insieme a salvia, melissa e ruta. Durante le epidemie di peste e infezioni contagiose si usavano radici e semi di angelica come amuleti aromatici, fumigazioni o ingredienti di elisir protettivi, pur senza reale validazione scientifica moderna di tali usi. In Islanda medievale Angelica archangelica L. era considerata una risorsa alimentare così preziosa che alcune leggi locali regolavano i diritti di raccolta e proprietà delle aree dove cresceva spontaneamente. I giovani fusti canditi di angelica erano un ingrediente molto apprezzato nella pasticceria aristocratica europea tra XVII e XIX secolo, specialmente in Francia e Inghilterra. La specie è uno degli aromi botanici tradizionalmente più importanti nella produzione del gin e di numerosi liquori monastici e digestivi europei. L’aroma caratteristico dell’angelica è considerato uno dei più complessi nel panorama officinale europeo, con note muschiate, resinose, erbacee e balsamiche molto persistenti. La pianta possiede una notevole imponenza morfologica e può raggiungere oltre due metri di altezza in condizioni favorevoli. Angelica archangelica L. deve essere distinta con attenzione da altre Apiaceae spontanee tossiche, poiché esistono specie morfologicamente simili potenzialmente pericolose o letali. La presenza di furanocumarine fototossiche rese storicamente nota la capacità della pianta di provocare dermatiti e irritazioni cutanee dopo esposizione al sole in soggetti sensibili. In diverse tradizioni popolari nord-europee la pianta era considerata protettiva contro spiriti maligni, malattie e influenze negative, assumendo anche un ruolo rituale e simbolico oltre che medicinale.


    Ricerche di articoli scientifici su Angelica Archangelica L.

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Immagine antica di pubblico dominio modificata per uso didattico. (NO ©)
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    Foto modificata per uso didattico. Gentile concessione del Centro Clinico Medicina Naturale (naturamedica.net)
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    Low resolution image for educational use. Courtesy Herbier Philatélique Pierre Guertin Philatelic Herbarium
    Angelica archangelica - Sverige


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