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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 18-05-2026 |
BOLDO |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Angiospermae Clade Magnoliidae Ordine Laurales Famiglia Monimiaceae Genere Peumus Specie Peumus boldus |
Famiglia: Monimiaceae |
| Hoja De Boldo, Boldus Leaves, Boldobaum, Chilean Boldo |
| Boldea Boldus (Molina) Looser, Boldea Fragrans (Ruiz & Pav.) Endl., Boldea Fragrans (Ruiz & Pav.) Gay, Boldoa Fragrans (Ruiz & Pav.) Endl., Boldu Boldus (Molina) Lyons, Boldu Chilanum Nees, Boldu Chilensis Schult. & Schult.f., Boldus Boldus (Molina) Lyons, Boldus Chilense Poepp., Boldus Chilense Poepp. Ex Meisn., Boldus Chilensis Schult. & Schult.fil., Laurus Belloto Miers, Laurus Belloto Miers Ex Nees, Peumus Fragrans (Ruiz & Pav.) Pers., Peumus Fragrans Ruiz & Pav., Ruizia Fragrans Ruiz & Pav. |
| ALBERO O ARBUSTO SEMPREVERDE ALTO FINO A 15 METRI, CON CORTECCIA LISCIA GRIGIASTRA. FOGLIE OPPOSTE, OVALI O ELLITTICHE, CORIACEE, VERDE SCURO, CON MARGINE REVOLUTO E PUNTEGGIATURE GHIANDOLARI AROMATICHE. FIORI ERMAFRODITI O UNISESSUALI (PIANTA DIOICA), PICCOLI, BIANCHI O GIALLASTRI, PROFUMATI, RIUNITI IN RACEMI ASCELLARI. FRUTTO È UNA PICCOLA DRUPA GLOBOSA, BLU-NERASTRA A MATURAZIONE, CON POLPA DOLCE E UN SEME. |
| FIORISCE IN TARDA PRIMAVERA E INIZIO ESTATE, TRA SETTEMBRE, OTTOBRE, NOVEMBRE, DICEMBRE NELL’EMISFERO SUD (CILE, ARGENTINA). IN EUROPA, SE COLTIVATO, PUÒ FIORIRE IN MAGGIO-GIUGNO. |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| Albero o arbusto sempreverde endemico del Cile centrale e meridionale, tra i 33° e i 40° di latitudine sud. Cresce tipicamente nelle foreste sclerofille del Cile centrale, spesso in associazione con altre specie arbustive, formando una densa savana arbustiva. Si adatta a climi temperati caldi e può tollerare brevi gelate leggere fino a circa -4°C. Si trova a quote comprese tra 5 e 1000 metri sul livello del mare, in habitat che vanno dalle foreste umide a condizioni piuttosto secche. La specie è stata introdotta anche in Europa e nel Nord Africa, sebbene sia meno comune al di fuori dei giardini botanici. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| FINE ESTATE-AUTUNNO (MARZO-MAGGIO NELL’EMISFERO SUD, SETTEMBRE-OTTOBRE IN EUROPA) |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FOGLIE [BOLDI FOLIA F.U.] |
| AROMA CANFORATO (EUCALIPTOLO), TERPENICO (LIMONENE/PINENO), ERBACEO-AMARO (ALCALOIDI/TANNINI), LIEVEMENTE BALSAMICO (ASCARIDOLO). |
| AMARO INTENSO, CANFORATO, LEGGERMENTE PICCANTE, CON RETROGUSTO ERBACEO E ASTRINGENTE (TANNINI) |
| TOSSICITÀ: MEDIA |
| Motivazione: La tossicità di Peumus boldus Molina è principalmente correlata all’olio essenziale contenente ascaridolo, composto documentato come potenzialmente neurotossico ed epatotossico ad alte dosi o in preparazioni concentrate. Le infusioni tradizionali e gli estratti standardizzati delle foglie mostrano generalmente buona tollerabilità alle dosi fitoterapiche corrette, mentre l’uso prolungato o concentrato dell’olio essenziale può comportare rischi tossicologici documentati sperimentalmente e nella letteratura farmacologica. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: Peumus boldus Molina possiede un uso fitoterapico consolidato supportato da dati farmacologici coerenti e da numerosi studi sperimentali in vitro e in vivo animale relativi soprattutto ad attività coleretica, colagoga, digestiva, antispasmodica ed epatoprotettiva. Le evidenze cliniche controllate moderne risultano limitate e non sufficienti per classificare la specie come confermata da evidenze scientifiche cliniche, ma l’insieme delle evidenze farmacologiche e dell’uso tradizionale documentato supporta una valutazione complessivamente buona. |
| Alcaloidi Aporfinici: boldina, isoboldina, norisoboldina, laurolitsina, reticulina, coclaurina, N-metilcoclaurina, asimilobina Oli Essenziali E Monoterpeni: ascaridolo, cineolo uno-otto, limonene, para-cimene, linalolo, terpinen-4-olo, alfa-pinene, beta-pinene, canfene Flavonoidi: quercetina, rutina, kaempferolo, isoquercitrina Composti Fenolici: catechina, epicatechina, tannini catechici, polifenoli aromatici Acidi Fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido clorogenico, acido p-cumarico Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Sesquiterpeni: beta-cariofillene, germacrene D Lignani: boldoglucinolo derivati in tracce Resine E Composti Resinici: resine aromatiche, composti balsamici Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Acidi Grassi: acido oleico, acido linoleico, acido palmitico Polisaccaridi: mucillagini vegetali, pectine Minerali E Oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, manganese Vitamine: vitamina C acido ascorbico in tracce, vitamina E tocoferoli in tracce |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L'OLIO ESSENZIALE È NEUROTOSSICO PER LA PRESENZA DI ASCARIDOLO. L’OLIO ESSENZIALE DI PEUMUS BOLDUS MOLINA CONTIENE ASCARIDOLO, COMPOSTO CON POTENZIALE NEUROTOSSICO ED EPATOTOSSICO DOCUMENTATO SPERIMENTALMENTE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA IN VIVO E FARMACOLOGICA DOCUMENTATA. L’IMPIEGO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DI ESTRATTI CONCENTRATI PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E TOSSICITÀ EPATICA. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE DOCUMENTATA. LE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE DELLA SPECIE DEVONO ESSERE UTILIZZATE CON CAUTELA IN SOGGETTI CON ALTERAZIONI EPATOBILIARI FUNZIONALI. EVIDENZA FARMACOLOGICA COERENTE CON L’ATTIVITÀ COLERETICA E COLAGOGA DOCUMENTATA. LE INFUSIONI TRADIZIONALI DELLE FOGLIE PRESENTANO UN PROFILO TOSSICOLOGICO SIGNIFICATIVAMENTE PIÙ FAVOREVOLE RISPETTO ALL’OLIO ESSENZIALE CONCENTRATO. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E TOSSICOLOGICA DOCUMENTATA. SONO STATE DESCRITTE POSSIBILI INTERAZIONI TEORICHE CON FARMACI ANTICOAGULANTI E ANTIAGGREGANTI A CAUSA DELLA PRESENZA DI ALCALOIDI E COMPOSTI FENOLICI, MA LE EVIDENZE CLINICHE DIRETTE RESTANO LIMITATE. EVIDENZA FARMACOLOGICA PRELIMINARE E PLAUSIBILITÀ BIOCHIMICA DOCUMENTATA. L’USO IN ETÀ PEDIATRICA NON DISPONE DI SUFFICIENTI DATI CLINICI MODERNI DI SICUREZZA SPECIFICI PER LA SPECIE. EVIDENZA INSUFFICIENTE. L’UTILIZZO CONCOMITANTE DI PREPARAZIONI CONCENTRATE CONTENENTI ASCARIDOLO CON ALTRE SOSTANZE EPATOTOSSICHE PUÒ TEORICAMENTE AUMENTARE IL RISCHIO TOSSICOLOGICO. EVIDENZA TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) OSTRUZIONE DELLE VIE BILIARI E COLANGITE. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA EVIDENZE FARMACOLOGICHE E DALLA NOTA ATTIVITÀ COLERETICA E COLAGOGA DELLA SPECIE. CALCOLOSI BILIARE SINTOMATICA GRAVE O OCCLUSIVA. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DA DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALLA STIMOLAZIONE DEL FLUSSO BILIARE E DALL’USO FITOTERAPICO DOCUMENTATO. PATOLOGIE EPATICHE SEVERE ATTIVE. LA CONTROINDICAZIONE È CORRELATA ALLA PRESENZA DI ASCARIDOLO NELL’OLIO ESSENZIALE E AI DATI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI RELATIVI A POTENZIALE EPATOTOSSICITÀ. IPERSENSIBILITÀ NOTA A PEUMUS BOLDUS MOLINA O AI COMPONENTI DELL’OLIO ESSENZIALE. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E FARMACOLOGICHE RELATIVE A REAZIONI ALLERGICHE E IRRITATIVE. USO DELL’OLIO ESSENZIALE DI BOLDO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI RELATIVI ALL’ASCARIDOLO E ALLA POTENZIALE ATTIVITÀ EMBRIOTOSSICA E NEUROTOSSICA. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI |
| COLERETICI E COLECISTOCINETICI |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9 |
| NEUROTOSSICI |
| OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI |
| OLI ESSENZIALI CONTENENTI TUJONE (ASSENZIO, SALVIA) |
| PARACETAMOLO |
| SEDATIVI DEL SNC |
| TINTURA DI ASSENZIO |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| CARCIOFO |
| FUMARIA |
| MENTA PIPERITA |
| TARASSACO |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| ASSENZIO ROMANO |
| CHENOPODIO AMBROSIOIDE |
| KAWA-KAWA |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di BOLDO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco acquoso di foglie Estratto secco ottenuto da foglie di Peumus boldus Molina con rapporto droga/estratto generalmente 5:1 ed estrazione acquosa, utilizzato come supporto fitoterapico nelle dispepsie funzionali e nei disturbi epatobiliari lievi. Le monografie europee indicano una posologia orale compresa tra 200 e 400 mg per dose fino a due volte al giorno, per un totale giornaliero di 400–800 mg. Le preparazioni acquose sono preferite per il contenuto ridotto di ascaridolo rispetto agli estratti idroalcolici. Estratto secco titolato in boldina Disponibile come estratto standardizzato delle foglie con titolazioni variabili in alcaloidi totali o boldina, generalmente non inferiori a 0,05% di boldina. Utilizzato principalmente come coadiuvante digestivo ed epatobiliare. In letteratura fitoterapica e tecnica vengono riportate quantità equivalenti a circa 1 mg di boldina per dose nelle dispepsie biliari e congestioni epatobiliari. Estratto fluido Preparazione idroalcolica tradizionale delle foglie impiegata storicamente come digestivo amaro e coleretico. L’impiego moderno è limitato dalla possibile concentrazione di ascaridolo nelle preparazioni alcoliche. Le monografie regolatorie europee considerano preferibili le preparazioni acquose rispetto agli estratti etanolici per motivi di sicurezza tossicologica. Tintura madre Preparazione idroalcolica ottenuta dalle foglie fresche o essiccate, tradizionalmente utilizzata in fitoterapia digestiva e biliare. Le posologie riportate nelle pratiche erboristiche tradizionali sono generalmente comprese tra 20 e 40 gocce fino a tre volte al giorno prima dei pasti, ma l’uso prolungato richiede cautela per il contenuto di componenti volatili potenzialmente tossici. Le evidenze cliniche moderne risultano limitate. Polvere micronizzata di foglie Utilizzata in capsule o compresse come preparazione tradizionale ad azione digestiva ed epatobiliare. I dosaggi fitoterapici tradizionali si collocano generalmente tra 0,5 e 2 g al giorno suddivisi in più somministrazioni. Le moderne monografie regolatorie privilegiano tuttavia estratti acquosi standardizzati. Preparazioni omeopatiche Disponibili come Boldo oppure Peumus boldus in diluizioni omeopatiche variabili, comunemente dalla D3 alla CH30, utilizzate nella pratica omeopatica per disturbi digestivi, dispepsia epatobiliare e cefalee digestive. Non esistono evidenze cliniche robuste che ne confermino l’efficacia terapeutica secondo criteri evidence-based. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di BOLDO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso digestivo ed epatobiliare tradizionale Peumus boldus Molina foglie 1–2 g, Cynara scolymus L. foglie 1 g, Mentha × piperita L. foglie 0,5–1 g. Infondere in 200 mL di acqua calda per 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti principali. Preparazione tradizionalmente utilizzata per dispepsia funzionale, digestione lenta e supporto epatobiliare. Le formulazioni acquose sono preferite per ridurre l’esposizione all’ascaridolo dell’olio essenziale. Tisana coleretica e carminativa Peumus boldus Molina foglie 1 g, Foeniculum vulgare Mill. frutti 1 g, Melissa officinalis L. foglie 1 g. Infusione in 200–250 mL di acqua per circa 8–10 minuti. Utilizzata nella fitoterapia tradizionale per meteorismo, tensione addominale e digestione difficoltosa. L’uso deve essere limitato in presenza di ostruzioni biliari documentate. Decotto digestivo amaro tradizionale Peumus boldus Molina foglie 1 g, Taraxacum officinale F.H.Wigg. radice 1–2 g, Gentiana lutea L. radice 0,5 g. Bollire delicatamente per 5 minuti e lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Preparazione tradizionale impiegata come amaro-tonico digestivo e supporto della secrezione biliare. Non raccomandato in gastrite erosiva o ulcera peptica attiva. Infuso antispasmodico gastrointestinale Peumus boldus Molina foglie 1 g, Matricaria chamomilla L. capolini 1 g, Mentha × piperita L. foglie 0,5 g. Infondere per 10 minuti in 200 mL di acqua. Utilizzato nella pratica fitoterapica tradizionale per spasmi digestivi lievi, senso di pesantezza gastrica e fermentazioni intestinali. Preparazione tradizionale sudamericana per digestione lenta Peumus boldus Molina foglie 1–2 g in infusione semplice in 200 mL di acqua per 10 minuti. Assunzione tradizionale dopo pasti ricchi o grassi come correttivo digestivo ed eupeptico aromatico. L’uso continuativo prolungato non è raccomandato a causa della presenza di ascaridolo. Miscela epatobiliare tradizionale Peumus boldus Molina foglie 1 g, Fumaria officinalis L. sommità 1 g, Cynara scolymus L. foglie 1 g. Infondere in 250 mL di acqua per circa 10 minuti. Utilizzata tradizionalmente per supporto digestivo ed epatobiliare funzionale. Le evidenze cliniche moderne sulle associazioni rimangono limitate ma farmacologicamente coerenti. Le preparazioni contenenti olio essenziale concentrato di boldo non sono considerate appropriate per l’uso domestico tradizionale a causa del rischio tossicologico correlato all’ascaridolo. Le monografie moderne raccomandano prevalentemente preparazioni acquose delle foglie e trattamenti di durata limitata. |
| Vini, elisir, amari, tinture di BOLDO
Vino medicinale digestivo tradizionale al boldo Preparazione storicamente utilizzata nella fitoterapia europea e sudamericana come stomachico amaro e supporto epatobiliare. Si prepara lasciando macerare 20–30 g di foglie essiccate di Peumus boldus Molina in 1 litro di vino bianco secco a moderata gradazione per circa 5–7 giorni, filtrando successivamente il preparato. L’assunzione tradizionale prevedeva 20–50 mL dopo i pasti principali come digestivo e coleretico leggero. L’uso moderno è limitato e prudenziale per la presenza di ascaridolo e per il possibile aumento del rischio epatico associato alle preparazioni alcoliche. Tintura vinosa aromatica digestiva Preparazione tradizionale ottenuta associando Peumus boldus Molina con Cynara scolymus L. e Mentha × piperita L. in vino bianco o marsala secco. Le foglie venivano lasciate in macerazione per alcuni giorni in rapporto tradizionale di circa 10–20 g di droga totale per litro di vino. Utilizzata storicamente come aperitivo amaro e digestivo aromatico nelle dispepsie funzionali e nella digestione lenta. Le evidenze cliniche moderne risultano limitate e le monografie regolatorie attuali privilegiano preparazioni acquose rispetto alle preparazioni alcoliche. Liquore digestivo tradizionale al boldo In alcune tradizioni erboristiche sudamericane ed europee il boldo veniva incorporato in liquori amari digestivi mediante macerazione idroalcolica delle foglie, spesso insieme ad altre droghe amare e aromatiche. L’utilizzo era prevalentemente digestivo e stomachico. Le moderne valutazioni tossicologiche raccomandano cautela per la concentrazione dei composti volatili e dell’ascaridolo nelle preparazioni alcoliche concentrate. Elisir epatobiliare tradizionale Preparazione storica erboristica ottenuta mediante macerazione idroalcolica di foglie di Peumus boldus Molina insieme a Fumaria officinalis L. e Taraxacum officinale F.H.Wigg. in vino liquoroso o soluzione idroalcolica diluita. Utilizzata tradizionalmente come coadiuvante digestivo ed epatobiliare. L’uso prolungato non è considerato appropriato secondo le moderne valutazioni di sicurezza fitoterapica. Le moderne monografie europee e internazionali tendono a non raccomandare preparazioni alcoliche concentrate di Peumus boldus Molina, privilegiando invece infusi ed estratti acquosi delle foglie per ridurre l’esposizione all’ascaridolo dell’olio essenziale. |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
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NOTE VARIE E STORICHE...
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