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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 18-05-2026

BOLDO
Peumus boldus Molina


TOSSICITÀ MEDIA


EFFICACIA BUONA


 ++ 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Magnoliidae
Ordine Laurales
Famiglia Monimiaceae
Genere Peumus
Specie Peumus boldus

Famiglia: Monimiaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Hoja De Boldo, Boldus Leaves, Boldobaum, Chilean Boldo

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Boldea Boldus (Molina) Looser, Boldea Fragrans (Ruiz & Pav.) Endl., Boldea Fragrans (Ruiz & Pav.) Gay, Boldoa Fragrans (Ruiz & Pav.) Endl., Boldu Boldus (Molina) Lyons, Boldu Chilanum Nees, Boldu Chilensis Schult. & Schult.f., Boldus Boldus (Molina) Lyons, Boldus Chilense Poepp., Boldus Chilense Poepp. Ex Meisn., Boldus Chilensis Schult. & Schult.fil., Laurus Belloto Miers, Laurus Belloto Miers Ex Nees, Peumus Fragrans (Ruiz & Pav.) Pers., Peumus Fragrans Ruiz & Pav., Ruizia Fragrans Ruiz & Pav.

DESCRIZIONE BOTANICA...
ALBERO O ARBUSTO SEMPREVERDE ALTO FINO A 15 METRI, CON CORTECCIA LISCIA GRIGIASTRA. FOGLIE OPPOSTE, OVALI O ELLITTICHE, CORIACEE, VERDE SCURO, CON MARGINE REVOLUTO E PUNTEGGIATURE GHIANDOLARI AROMATICHE. FIORI ERMAFRODITI O UNISESSUALI (PIANTA DIOICA), PICCOLI, BIANCHI O GIALLASTRI, PROFUMATI, RIUNITI IN RACEMI ASCELLARI. FRUTTO È UNA PICCOLA DRUPA GLOBOSA, BLU-NERASTRA A MATURAZIONE, CON POLPA DOLCE E UN SEME.

FIORITURA O ANTESI...
FIORISCE IN TARDA PRIMAVERA E INIZIO ESTATE, TRA SETTEMBRE, OTTOBRE, NOVEMBRE, DICEMBRE NELL’EMISFERO SUD (CILE, ARGENTINA). IN EUROPA, SE COLTIVATO, PUÒ FIORIRE IN MAGGIO-GIUGNO.

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO

HABITAT...
Albero o arbusto sempreverde endemico del Cile centrale e meridionale, tra i 33° e i 40° di latitudine sud. Cresce tipicamente nelle foreste sclerofille del Cile centrale, spesso in associazione con altre specie arbustive, formando una densa savana arbustiva. Si adatta a climi temperati caldi e può tollerare brevi gelate leggere fino a circa -4°C. Si trova a quote comprese tra 5 e 1000 metri sul livello del mare, in habitat che vanno dalle foreste umide a condizioni piuttosto secche. La specie è stata introdotta anche in Europa e nel Nord Africa, sebbene sia meno comune al di fuori dei giardini botanici.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
FINE ESTATE-AUTUNNO (MARZO-MAGGIO NELL’EMISFERO SUD, SETTEMBRE-OTTOBRE IN EUROPA)

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE [BOLDI FOLIA F.U.]

AROMI DELLA DROGA...
AROMA CANFORATO (EUCALIPTOLO), TERPENICO (LIMONENE/PINENO), ERBACEO-AMARO (ALCALOIDI/TANNINI), LIEVEMENTE BALSAMICO (ASCARIDOLO).

SAPORI DELLA DROGA...
AMARO INTENSO, CANFORATO, LEGGERMENTE PICCANTE, CON RETROGUSTO ERBACEO E ASTRINGENTE (TANNINI)

TOSSICITÀ:
MEDIA
Motivazione: La tossicità di Peumus boldus Molina è principalmente correlata all’olio essenziale contenente ascaridolo, composto documentato come potenzialmente neurotossico ed epatotossico ad alte dosi o in preparazioni concentrate. Le infusioni tradizionali e gli estratti standardizzati delle foglie mostrano generalmente buona tollerabilità alle dosi fitoterapiche corrette, mentre l’uso prolungato o concentrato dell’olio essenziale può comportare rischi tossicologici documentati sperimentalmente e nella letteratura farmacologica.

EFFICACIA:
BUONA
Motivazione: Peumus boldus Molina possiede un uso fitoterapico consolidato supportato da dati farmacologici coerenti e da numerosi studi sperimentali in vitro e in vivo animale relativi soprattutto ad attività coleretica, colagoga, digestiva, antispasmodica ed epatoprotettiva. Le evidenze cliniche controllate moderne risultano limitate e non sufficienti per classificare la specie come confermata da evidenze scientifiche cliniche, ma l’insieme delle evidenze farmacologiche e dell’uso tradizionale documentato supporta una valutazione complessivamente buona.

PRINCÍPI ATTIVI...
Alcaloidi Aporfinici: boldina, isoboldina, norisoboldina, laurolitsina, reticulina, coclaurina, N-metilcoclaurina, asimilobina Oli Essenziali E Monoterpeni: ascaridolo, cineolo uno-otto, limonene, para-cimene, linalolo, terpinen-4-olo, alfa-pinene, beta-pinene, canfene Flavonoidi: quercetina, rutina, kaempferolo, isoquercitrina Composti Fenolici: catechina, epicatechina, tannini catechici, polifenoli aromatici Acidi Fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido clorogenico, acido p-cumarico Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Sesquiterpeni: beta-cariofillene, germacrene D Lignani: boldoglucinolo derivati in tracce Resine E Composti Resinici: resine aromatiche, composti balsamici Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Acidi Grassi: acido oleico, acido linoleico, acido palmitico Polisaccaridi: mucillagini vegetali, pectine Minerali E Oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, manganese Vitamine: vitamina C acido ascorbico in tracce, vitamina E tocoferoli in tracce

Bibliografia
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Peumus boldus, various editions
  • European Medicines Agency, Assessment report on Peumus boldus Molina, various documents
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Peumus boldus, various editions
  • Evans WC, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
  • Bruneton J, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Peumus boldus, 2002
  • O'Brien P, Carrasco-Pozo C, Speisky H, Boldine and its antioxidant or health-promoting properties, Chemico-Biological Interactions, 2006
  • Speisky H, Cassels BK, Boldo and boldine An emerging case of natural drug development, Pharmacological Research, 1994
  • Muñoz O, Montes M, Wilkomirsky T, Plantas medicinales de uso en Chile Química y farmacología, 2001

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili evidenze cliniche controllate sufficientemente robuste, meta-analisi o revisioni sistematiche definitive che confermino indicazioni terapeutiche specifiche di Peumus boldus Molina secondo criteri clinici moderni evidence-based. Gli studi clinici disponibili risultano limitati, eterogenei e prevalentemente osservazionali o relativi a formulazioni combinate. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività coleretica e colagoga Documentata in modelli in vivo animale e supportata dall’uso fitoterapico tradizionale consolidato delle foglie. Gli alcaloidi aporfinici, in particolare la boldina, mostrano incremento della secrezione biliare e modulazione della funzione epatobiliare. Le evidenze cliniche moderne rimangono limitate. Attività digestiva e dispeptica Supportata dalla fitoterapia tradizionale documentata e da osservazioni farmacologiche coerenti con l’attività coleretica, colagoga e antispasmodica della specie. Utilizzata storicamente nei disturbi digestivi funzionali e nella digestione lenta. Attività antispasmodica gastrointestinale Osservata in studi sperimentali in vitro e in vivo animale su estratti fogliari e alcaloidi della specie. Le evidenze cliniche dirette risultano insufficienti. Attività epatoprotettiva sperimentale La boldina e alcuni estratti di Peumus boldus Molina hanno mostrato attività antiossidante ed epatoprotettiva in modelli sperimentali animali e cellulari relativi a stress ossidativo e danno epatico. Mancano conferme cliniche robuste nell’uomo. Attività antiossidante Documentata in vitro e in vivo animale soprattutto per la boldina, alcaloide aporfinico principale della specie. Gli studi riportano riduzione della perossidazione lipidica e modulazione dello stress ossidativo. Significato clinico non completamente definito. Attività antimicrobica Alcuni estratti e l’olio essenziale mostrano attività antimicrobica in vitro contro differenti microrganismi. Le evidenze risultano preliminari e prive di conferma clinica terapeutica. Attività antinfiammatoria sperimentale Osservata in modelli sperimentali in vitro e animali relativi ai composti fenolici e alcaloidici della specie. Le implicazioni terapeutiche cliniche restano non confermate. Attività antiparassitaria tradizionale L’olio essenziale ricco in ascaridolo è stato storicamente utilizzato come antielmintico tradizionale. Tuttavia la tossicità dell’ascaridolo limita significativamente l’impiego terapeutico moderno della specie a tale scopo. Uso storico e nella tradizione Peumus boldus Molina è utilizzato tradizionalmente nella medicina popolare cilena e sudamericana come digestivo, coleretico, colagogo e rimedio per disturbi epatici e biliari. Le foglie venivano impiegate in infusi tradizionali per dispepsia, digestione lenta, sensazione di pienezza gastrica e disturbi funzionali della secrezione biliare. L’olio essenziale della specie veniva storicamente utilizzato come antielmintico tradizionale, sebbene tale impiego sia oggi limitato dai noti rischi tossicologici dell’ascaridolo. La specie ha trovato ampio impiego etnobotanico anche come aromatico digestivo e correttivo amaro nelle tradizioni erboristiche sudamericane ed europee.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ++DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
    ++EPATOBILIARE FUNZIONALE
    ++SPASMOLITICO FEGATO E VIE BILIARI
    !!COLAGOGO
    !!COLERETICO

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ++COLECISTOCINETICO
    ++DIGESTIVO
    ++DIGESTIVO EUPEPTICO AMARO PURO
    ++METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI
    +ATONIA GASTRICA
    +CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO
    +COLECISTOPATIE E COLECISTITE
    +DEPURATIVO DRENANTE
    +DIGESTIVO EUPEPTICO AROMATICO
    +GASTRALGIA O MAL DI STOMACO
    +INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI VIE EPATICHE E BILIARI
    +INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
    +IPOCLORIDRIA O IPOSECREZIONE GATRICA
    +SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    +SPASMOLITICO GASTRO-ENTERICO

    Uso storico e nella tradizione

    ?COLICHE BILIARI
    ?DIURETICO ANTISETTICO ANTIPUTRIDO
    ?INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI APPARATO URO-GENITALE
    ?LASSATIVO O PURGANTE
    ?STITICHEZZA O STIPSI
    +COLICHE E CRAMPI INTESTINALI
    +INAPPETENZA E ANORESSIA

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, Peumus boldus, 2002
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Peumus boldus Molina, folium, 2013
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Peumus boldus, 2019
  • Speisky H, Cassels BK, Boldo and boldine An emerging case of natural drug development, Pharmacological Research, 1994
  • O'Brien P, Carrasco-Pozo C, Speisky H, Boldine and its antioxidant or health-promoting properties, Chemico-Biological Interactions, 2006
  • Alarcón de la Lastra C, Martín MJ, Motilva V, Antiulcer and gastroprotective effects of the leaf extract of Peumus boldus in experimental animals, Journal of Ethnopharmacology, 1993
  • Backhouse N, Delporte C, Negrete R, Erazo S, Zuniga A, Pinto A, Cassels BK, Analgesic and anti-inflammatory effects of boldine, Inflammation Research, 1994
  • Schmeda-Hirschmann G, Yesilada E, Traditional medicine and gastroprotective crude drugs, Journal of Ethnopharmacology, 2005
  • Muñoz O, Montes M, Wilkomirsky T, Plantas medicinales de uso en Chile Química y farmacología, 2001
  • Bruneton J, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    L'OLIO ESSENZIALE È NEUROTOSSICO PER LA PRESENZA DI ASCARIDOLO. L’OLIO ESSENZIALE DI PEUMUS BOLDUS MOLINA CONTIENE ASCARIDOLO, COMPOSTO CON POTENZIALE NEUROTOSSICO ED EPATOTOSSICO DOCUMENTATO SPERIMENTALMENTE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA IN VIVO E FARMACOLOGICA DOCUMENTATA. L’IMPIEGO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DI ESTRATTI CONCENTRATI PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E TOSSICITÀ EPATICA. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE DOCUMENTATA. LE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE DELLA SPECIE DEVONO ESSERE UTILIZZATE CON CAUTELA IN SOGGETTI CON ALTERAZIONI EPATOBILIARI FUNZIONALI. EVIDENZA FARMACOLOGICA COERENTE CON L’ATTIVITÀ COLERETICA E COLAGOGA DOCUMENTATA. LE INFUSIONI TRADIZIONALI DELLE FOGLIE PRESENTANO UN PROFILO TOSSICOLOGICO SIGNIFICATIVAMENTE PIÙ FAVOREVOLE RISPETTO ALL’OLIO ESSENZIALE CONCENTRATO. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E TOSSICOLOGICA DOCUMENTATA. SONO STATE DESCRITTE POSSIBILI INTERAZIONI TEORICHE CON FARMACI ANTICOAGULANTI E ANTIAGGREGANTI A CAUSA DELLA PRESENZA DI ALCALOIDI E COMPOSTI FENOLICI, MA LE EVIDENZE CLINICHE DIRETTE RESTANO LIMITATE. EVIDENZA FARMACOLOGICA PRELIMINARE E PLAUSIBILITÀ BIOCHIMICA DOCUMENTATA. L’USO IN ETÀ PEDIATRICA NON DISPONE DI SUFFICIENTI DATI CLINICI MODERNI DI SICUREZZA SPECIFICI PER LA SPECIE. EVIDENZA INSUFFICIENTE. L’UTILIZZO CONCOMITANTE DI PREPARAZIONI CONCENTRATE CONTENENTI ASCARIDOLO CON ALTRE SOSTANZE EPATOTOSSICHE PUÒ TEORICAMENTE AUMENTARE IL RISCHIO TOSSICOLOGICO. EVIDENZA TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    OSTRUZIONE DELLE VIE BILIARI E COLANGITE. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA EVIDENZE FARMACOLOGICHE E DALLA NOTA ATTIVITÀ COLERETICA E COLAGOGA DELLA SPECIE. CALCOLOSI BILIARE SINTOMATICA GRAVE O OCCLUSIVA. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DA DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALLA STIMOLAZIONE DEL FLUSSO BILIARE E DALL’USO FITOTERAPICO DOCUMENTATO. PATOLOGIE EPATICHE SEVERE ATTIVE. LA CONTROINDICAZIONE È CORRELATA ALLA PRESENZA DI ASCARIDOLO NELL’OLIO ESSENZIALE E AI DATI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI RELATIVI A POTENZIALE EPATOTOSSICITÀ. IPERSENSIBILITÀ NOTA A PEUMUS BOLDUS MOLINA O AI COMPONENTI DELL’OLIO ESSENZIALE. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E FARMACOLOGICHE RELATIVE A REAZIONI ALLERGICHE E IRRITATIVE. USO DELL’OLIO ESSENZIALE DI BOLDO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI RELATIVI ALL’ASCARIDOLO E ALLA POTENZIALE ATTIVITÀ EMBRIOTOSSICA E NEUROTOSSICA.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    COLERETICI E COLECISTOCINETICI
    EPATOTOSSICI
    FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9
    NEUROTOSSICI
    OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI
    OLI ESSENZIALI CONTENENTI TUJONE (ASSENZIO, SALVIA)
    PARACETAMOLO
    SEDATIVI DEL SNC
    TINTURA DI ASSENZIO

    ERBE SINERGICHE *...
    (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
    CARCIOFO
    FUMARIA
    MENTA PIPERITA
    TARASSACO

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    ASSENZIO ROMANO
    CHENOPODIO AMBROSIOIDE
    KAWA-KAWA

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di BOLDO
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco acquoso di foglie Estratto secco ottenuto da foglie di Peumus boldus Molina con rapporto droga/estratto generalmente 5:1 ed estrazione acquosa, utilizzato come supporto fitoterapico nelle dispepsie funzionali e nei disturbi epatobiliari lievi. Le monografie europee indicano una posologia orale compresa tra 200 e 400 mg per dose fino a due volte al giorno, per un totale giornaliero di 400–800 mg. Le preparazioni acquose sono preferite per il contenuto ridotto di ascaridolo rispetto agli estratti idroalcolici. Estratto secco titolato in boldina Disponibile come estratto standardizzato delle foglie con titolazioni variabili in alcaloidi totali o boldina, generalmente non inferiori a 0,05% di boldina. Utilizzato principalmente come coadiuvante digestivo ed epatobiliare. In letteratura fitoterapica e tecnica vengono riportate quantità equivalenti a circa 1 mg di boldina per dose nelle dispepsie biliari e congestioni epatobiliari. Estratto fluido Preparazione idroalcolica tradizionale delle foglie impiegata storicamente come digestivo amaro e coleretico. L’impiego moderno è limitato dalla possibile concentrazione di ascaridolo nelle preparazioni alcoliche. Le monografie regolatorie europee considerano preferibili le preparazioni acquose rispetto agli estratti etanolici per motivi di sicurezza tossicologica. Tintura madre Preparazione idroalcolica ottenuta dalle foglie fresche o essiccate, tradizionalmente utilizzata in fitoterapia digestiva e biliare. Le posologie riportate nelle pratiche erboristiche tradizionali sono generalmente comprese tra 20 e 40 gocce fino a tre volte al giorno prima dei pasti, ma l’uso prolungato richiede cautela per il contenuto di componenti volatili potenzialmente tossici. Le evidenze cliniche moderne risultano limitate. Polvere micronizzata di foglie Utilizzata in capsule o compresse come preparazione tradizionale ad azione digestiva ed epatobiliare. I dosaggi fitoterapici tradizionali si collocano generalmente tra 0,5 e 2 g al giorno suddivisi in più somministrazioni. Le moderne monografie regolatorie privilegiano tuttavia estratti acquosi standardizzati. Preparazioni omeopatiche Disponibili come Boldo oppure Peumus boldus in diluizioni omeopatiche variabili, comunemente dalla D3 alla CH30, utilizzate nella pratica omeopatica per disturbi digestivi, dispepsia epatobiliare e cefalee digestive. Non esistono evidenze cliniche robuste che ne confermino l’efficacia terapeutica secondo criteri evidence-based.
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Peumus boldus Molina folium, 2016
  • European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph on Peumus boldus Molina folium, 2016
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Peumus boldus, 2019
  • Speisky H, Cassels BK, Boldo and boldine An emerging case of natural drug development, Pharmacological Research, 1994
  • O'Brien P, Carrasco-Pozo C, Speisky H, Boldine and its antioxidant or health-promoting properties, Chemico-Biological Interactions, 2006
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Bruneton J, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
  • Muñoz O, Montes M, Wilkomirsky T, Plantas medicinales de uso en Chile Química y farmacología, 2001

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di BOLDO
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso digestivo ed epatobiliare tradizionale Peumus boldus Molina foglie 1–2 g, Cynara scolymus L. foglie 1 g, Mentha × piperita L. foglie 0,5–1 g. Infondere in 200 mL di acqua calda per 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti principali. Preparazione tradizionalmente utilizzata per dispepsia funzionale, digestione lenta e supporto epatobiliare. Le formulazioni acquose sono preferite per ridurre l’esposizione all’ascaridolo dell’olio essenziale. Tisana coleretica e carminativa Peumus boldus Molina foglie 1 g, Foeniculum vulgare Mill. frutti 1 g, Melissa officinalis L. foglie 1 g. Infusione in 200–250 mL di acqua per circa 8–10 minuti. Utilizzata nella fitoterapia tradizionale per meteorismo, tensione addominale e digestione difficoltosa. L’uso deve essere limitato in presenza di ostruzioni biliari documentate. Decotto digestivo amaro tradizionale Peumus boldus Molina foglie 1 g, Taraxacum officinale F.H.Wigg. radice 1–2 g, Gentiana lutea L. radice 0,5 g. Bollire delicatamente per 5 minuti e lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Preparazione tradizionale impiegata come amaro-tonico digestivo e supporto della secrezione biliare. Non raccomandato in gastrite erosiva o ulcera peptica attiva. Infuso antispasmodico gastrointestinale Peumus boldus Molina foglie 1 g, Matricaria chamomilla L. capolini 1 g, Mentha × piperita L. foglie 0,5 g. Infondere per 10 minuti in 200 mL di acqua. Utilizzato nella pratica fitoterapica tradizionale per spasmi digestivi lievi, senso di pesantezza gastrica e fermentazioni intestinali. Preparazione tradizionale sudamericana per digestione lenta Peumus boldus Molina foglie 1–2 g in infusione semplice in 200 mL di acqua per 10 minuti. Assunzione tradizionale dopo pasti ricchi o grassi come correttivo digestivo ed eupeptico aromatico. L’uso continuativo prolungato non è raccomandato a causa della presenza di ascaridolo. Miscela epatobiliare tradizionale Peumus boldus Molina foglie 1 g, Fumaria officinalis L. sommità 1 g, Cynara scolymus L. foglie 1 g. Infondere in 250 mL di acqua per circa 10 minuti. Utilizzata tradizionalmente per supporto digestivo ed epatobiliare funzionale. Le evidenze cliniche moderne sulle associazioni rimangono limitate ma farmacologicamente coerenti. Le preparazioni contenenti olio essenziale concentrato di boldo non sono considerate appropriate per l’uso domestico tradizionale a causa del rischio tossicologico correlato all’ascaridolo. Le monografie moderne raccomandano prevalentemente preparazioni acquose delle foglie e trattamenti di durata limitata.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, Peumus boldus, 2002
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Peumus boldus Molina folium, 2016
  • European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph on Peumus boldus Molina folium, 2016
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Peumus boldus, 2019
  • Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Bruneton J, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Speisky H, Cassels BK, Boldo and boldine An emerging case of natural drug development, Pharmacological Research, 1994
  • O'Brien P, Carrasco-Pozo C, Speisky H, Boldine and its antioxidant or health-promoting properties, Chemico-Biological Interactions, 2006
  • Muñoz O, Montes M, Wilkomirsky T, Plantas medicinales de uso en Chile Química y farmacología, 2001

  • PREPARATI ALCOLICI...
    Vini, elisir, amari, tinture di BOLDO
    Vino medicinale digestivo tradizionale al boldo Preparazione storicamente utilizzata nella fitoterapia europea e sudamericana come stomachico amaro e supporto epatobiliare. Si prepara lasciando macerare 20–30 g di foglie essiccate di Peumus boldus Molina in 1 litro di vino bianco secco a moderata gradazione per circa 5–7 giorni, filtrando successivamente il preparato. L’assunzione tradizionale prevedeva 20–50 mL dopo i pasti principali come digestivo e coleretico leggero. L’uso moderno è limitato e prudenziale per la presenza di ascaridolo e per il possibile aumento del rischio epatico associato alle preparazioni alcoliche. Tintura vinosa aromatica digestiva Preparazione tradizionale ottenuta associando Peumus boldus Molina con Cynara scolymus L. e Mentha × piperita L. in vino bianco o marsala secco. Le foglie venivano lasciate in macerazione per alcuni giorni in rapporto tradizionale di circa 10–20 g di droga totale per litro di vino. Utilizzata storicamente come aperitivo amaro e digestivo aromatico nelle dispepsie funzionali e nella digestione lenta. Le evidenze cliniche moderne risultano limitate e le monografie regolatorie attuali privilegiano preparazioni acquose rispetto alle preparazioni alcoliche. Liquore digestivo tradizionale al boldo In alcune tradizioni erboristiche sudamericane ed europee il boldo veniva incorporato in liquori amari digestivi mediante macerazione idroalcolica delle foglie, spesso insieme ad altre droghe amare e aromatiche. L’utilizzo era prevalentemente digestivo e stomachico. Le moderne valutazioni tossicologiche raccomandano cautela per la concentrazione dei composti volatili e dell’ascaridolo nelle preparazioni alcoliche concentrate. Elisir epatobiliare tradizionale Preparazione storica erboristica ottenuta mediante macerazione idroalcolica di foglie di Peumus boldus Molina insieme a Fumaria officinalis L. e Taraxacum officinale F.H.Wigg. in vino liquoroso o soluzione idroalcolica diluita. Utilizzata tradizionalmente come coadiuvante digestivo ed epatobiliare. L’uso prolungato non è considerato appropriato secondo le moderne valutazioni di sicurezza fitoterapica. Le moderne monografie europee e internazionali tendono a non raccomandare preparazioni alcoliche concentrate di Peumus boldus Molina, privilegiando invece infusi ed estratti acquosi delle foglie per ridurre l’esposizione all’ascaridolo dell’olio essenziale.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, Peumus boldus, 2002
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Peumus boldus Molina folium, 2016
  • European Medicines Agency, European Union Herbal Monograph on Peumus boldus Molina folium, 2016
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Peumus boldus, 2019
  • Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
  • Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Bruneton J, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Speisky H, Cassels BK, Boldo and boldine An emerging case of natural drug development, Pharmacological Research, 1994
  • O'Brien P, Carrasco-Pozo C, Speisky H, Boldine and its antioxidant or health-promoting properties, Chemico-Biological Interactions, 2006
  • Muñoz O, Montes M, Wilkomirsky T, Plantas medicinales de uso en Chile Química y farmacología, 2001
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    APPROFONDIMENTO SU DROGHE ATTIVE SUL FEGATO...
    DROGHE ATTIVE SUL FEGATO Le varie patologie del fegato e della cistifellea portano a una insufficiente produzione o alterato rilascio di bile o alla formazione di calcoli nelle vie biliari oppure a una sofferenza delle cellule epatiche. Le droghe attive sui meccanismi biliari e sul fegato vengono chiamate a) Coleretici, se producono un aumento del succo biliare e si suddividono in:- Coleretici veri, se aumentano la secrezione dei costituenti biliari (Carciofo, Curcuma, Combreto, Calendula, Melanzana, Enula, Tarassaco);- Idrocoleretici, se aumentano la secrezione del componente acquoso biliare aumentando la fluidità (Lavanda, Menta, Melissa, Timo). b) Colaghoghi, se accelerano il deflusso dal fegato alla cistifellea o da questa nell'intestino e possono essere suddivise in:- Fluidificanti della bile, se accelerano il deflusso abbassandone la viscosità (Boldo);- Colecistocinetici, se aumentano l'escrezione della bile stimolando le contrazioni della cistifellea (Boldo, Carciofo, Rabarbaro, Tuorlo d'uovo, Olio d'oliva). c) Protettivi o detossicanti del fegato, se contribuiscono a normalizzare la struttura delle biomembrane dell'epatocita, migliorandone la funzione (Cardo mariano, Melanzana, Rosmarino). d) Preventivi della calcolisi biliare o epatica e da impiegarsi per l'espulsione di piccoli calcoli (microlitiasi).I calcoli possono formarsi nella cistifellea (calcolosi biliare colecistica) o, più raramente, nei condotti biliari (calcolosi biliare epatica). Il sintomo caratteristico è la colica prodotta dalle contrazioni attraverso le quali l'organismo tenta di eliminare il calcolo spingendolo nell'intestino. Le erbe utili ad azione colagoga-coleretica e fluidificante sono: Boldo, Combreto, Carciofo. Anche e soprattutto l'olio d'oliva, assunto a digiuno a dose di 1-4 cucchiai, è utile alla espulsione di piccoli calcoli. Attenzione, comunque a questo tipo di automedicazione perché in questa patologia, molto spesso è più utile non 'smuovere' il calcolo che potrebbe andare ad ostruire le vie biliari procurando una situazione risolvibile solo con trattamento chirurgico di urgenza. [Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Peumus boldus Molina è una specie arborea endemica del Cile centrale ed è considerata una delle piante medicinali più emblematiche della tradizione fitoterapica cilena e mapuche. Il nome comune “boldo” deriva probabilmente da adattamenti linguistici locali sudamericani antecedenti alla sistematica botanica moderna descritta da Juan Ignacio Molina nel XVIII secolo. Le foglie di boldo sono facilmente riconoscibili per il caratteristico aroma intenso e speziato dovuto all’elevata presenza di composti volatili aromatici e alcaloidi aporfinici. La boldina, principale alcaloide della specie, è stata una delle prime molecole naturali sudamericane ampiamente studiate nella farmacologia moderna per le sue proprietà antiossidanti ed epatobiliari. Fu introdotto dai coloni spagnoli nel XVI secolo come rimedio per: Ittero e calcoli biliari (usato dai monaci gesuiti). Nel XIX e XX secolo il boldo venne esportato massicciamente dal Cile verso Europa e Nord America come rimedio digestivo ed epatobiliare, entrando stabilmente nelle farmacopee erboristiche europee. Storicamente il boldo veniva spesso associato ad altre droghe amare e coleretiche nella composizione di vini medicinali digestivi e liquori stomachici. L’olio essenziale della specie contiene ascaridolo, composto noto anche nel chenopodio americano, che ha storicamente suscitato notevole interesse farmacologico ma anche preoccupazioni tossicologiche per la possibile neurotossicità ed epatotossicità ad alte dosi. Nella medicina popolare cilena il boldo era tradizionalmente impiegato non solo per disturbi digestivi ma anche come pianta aromatica rituale e purificante. Le foglie presentano una superficie punteggiata da ghiandole oleifere visibili controluce, caratteristica diagnostica importante nella farmacognosia della droga vegetale. In Cile, le foglie giovani sono usate per avvolgere pesce durante la cottura (aroma canforato) e aromatizzare liquori artigianali (es. "aguardiente de boldo"). Si credeva che masticare boldo prima di bere alcol prevenisse l’ubriachezza (effetto epatoprotettivo oggi parzialmente confermato). Nella tradizione andina, si piantava vicino alle case per scacciare spiriti maligni. Peumus boldus Molina appartiene alla famiglia Monimiaceae, gruppo botanico relativamente ristretto e poco rappresentato nella fitoterapia occidentale rispetto ad altre famiglie medicinali più note. La specie è considerata una delle principali fonti naturali mondiali di boldina utilizzata nella ricerca fitochimica e farmacologica sperimentale. In alcune aree rurali cilene il boldo viene ancora utilizzato tradizionalmente anche come aromatizzante alimentare e correttivo amaro in bevande popolari digestive.


    Ricerche di articoli scientifici su Peumus boldus Molina

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Peumus boldus

    © erbeofficinali.org (CC BY-SA 3.0)
    Autore: A.Tucci

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    Autore: A.Tucci


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