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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 20-05-2026

CANAPA INDIANA O SATIVA
Cannabis sativa L. subsp. indica (Lam.) E. Small & Cronquist

Medaglia d'argento

TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO


EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE


 ook 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosidae
Clade Fabidae
Ordine Rosales
Famiglia Cannabaceae
Genere Cannabis
Specie Cannabis sativa
Sottospecie Cannabis sativa subsp. indica

La delimitazione tassonomica infra-specifica di Cannabis sativa rimane parzialmente controversa nella letteratura sistematica contemporanea; numerosi autori trattano “indica” come sottospecie, varietà o gruppo cultivar più che come taxon nettamente separato.

Famiglia: Cannabaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Hemp, Haschisch, Hashish konoplya, Marijuana, Kenop, Kender, Kannab, Hampa, Canapa, Canamo, Hennep, Hanf, Chanvre marijuana, Mary Jane, Grass, Pot, Ta ma (cin), Indian hemp, Indian cannabis

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Cannabis Indica Lam., Cannabis Indica F. Afghanica (Vavilov) Vavilov, Cannabis Indica Var. Kafiristanica Vavilov, Cannabis Kafiristanica (Vavilov) Chrtek, Cannabis Orientalis Lam., Cannabis Sativa F. Afghanica Vavilov, Cannabis Sativa Var. Afghanica (Vavilov) Mc Partl. & E.Small, Cannabis Sativa Var. Indica (Lam.) E.Small & Cronquist, Cannabis Sativa Var. Indica (Lam.) Persoon, Cannabis Sativa Var. Indica (Lam.) Wehmer, Cannabis Sativa Var. Kafiristanica (Vavilov) E.Small & Cronquist, Cannabis Sativa Var. Kif A.DC.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ANNUALE CESPUGLIOSA E COMPATTA, GENERALMENTE PIÙ BASSA E RAMIFICATA RISPETTO ALLA SOTTOSPECIE SATIVA, RAGGIUNGENDO ALTEZZE DI 0.5-1.5 METRI. LE FOGLIE SONO DI COLORE VERDE SCURO, CON FOGLIOLINE PIÙ LARGHE E CORTE RISPETTO ALLA SATIVA, SPESSO CON LOBI PIÙ AMPI E MENO SEGHETTATI. LE INFIORESCENZE FEMMINILI SONO DENSE E COMPATTE, FORMANDO CIME RESINOSE. I FIORI MASCHILI SONO PORTATI IN PANNOCCHIE LASSE E PRODUCONO POLLINE. I FRUTTI SONO ACHENI OVALI, COMPRESSI, DI COLORE GRIGIO-MARRONE, RACCHIUSI NEL PERIANZIO PERSISTENTE. LA PIANTA È CARATTERIZZATA DA UN CICLO DI CRESCITA PIÙ BREVE RISPETTO ALLA SATIVA E TENDE A PRODURRE MAGGIORI QUANTITÀ DI CANNABINOIDI COME IL CBD (CANNABIDIOLO).

FIORITURA O ANTESI...
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO CREMA
________ BIANCO VERDASTRO
________ GIALLOGNOLO
________ VERDE CHIARO

HABITAT...
Originaria delle regioni montuose dell'Asia, in particolare dell'India, del Pakistan, dell'Afghanistan e del Nepal. Tradizionalmente, cresce in climi più freschi e in altitudini più elevate rispetto alla sottospecie sativa. Si adatta a condizioni ambientali difficili, caratterizzate da estati brevi e fresche e inverni freddi e rigidi. Predilige terreni ben drenati, ma può tollerare una varietà di tipi di suolo, spesso prosperando in terreni montuosi e rocciosi. Grazie alla sua adattabilità, è stata coltivata e naturalizzata in diverse regioni del mondo con climi temperati e subtropicali. Oggi, la si trova spesso coltivata in ambienti controllati per scopi ricreativi e medicinali, ma in alcune aree può anche crescere spontaneamente in natura.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
LUGLIO, AGOSTO, ESTATE

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
INFIORESCENZE FEMMINILI (FIORI/CIME) ESSICCATE, RICCHE DI COMPOSTI ATTIVI. TUTTAVIA, A SECONDA DELL'APPLICAZIONE (TERAPEUTICA, RICREATIVA O INDUSTRIALE), POSSONO ESSERE IMPIEGATE ANCHE ALTRE PARTI DELLA PIANTA. 1. FIORI MATURI (CON TRICOMI GHIANDOLARI) PRINCIPI ATTIVI PRINCIPALI: Δ9-TETRAIDROCANNABINOLO (THC) (PSICOATTIVO), CANNABIDIOLO (CBD) (NON PSICOATTIVO), TERPENI (MIRCENE, LIMONENE, PINENE) USI TERAPEUTICI: ANTIDOLORIFICO, ANTINFIAMMATORIO, ANTIEMETICO (ES. NAUSEA DA CHEMIO) USI RICREATIVI: EFFETTI SEDATIVI/RILASSANTI (TIPICI DELLE VARIETÀ INDICA) 2. RESINA (ESTRATTA DAI TRICOMI) FORME DERIVATE: HASHISH (RESINA COMPRESSA), OLI CONCENTRATI (BHO, CO₂ EXTRACT) CONCENTRAZIONE DI CANNABINOIDI: FINO AL 60-90% USI: POTENZIAMENTO EFFETTI TERAPEUTICI/RICREATIVI 3. FOGLIE E PARTI VEGETALI MINORI CONTENUTO: BASSO IN CANNABINOIDI, ALTO IN FIBRE USI TRADIZIONALI: INFUSI (SENZA EFFETTI PSICOATTIVI SIGNIFICATIVI), APPLICAZIONI INDUSTRIALI (FIBRE TESSILI, CARTA) 4. SEMI CONTENUTO: PRIVI DI CANNABINOIDI, RICCHI DI ACIDI GRASSI (OMEGA-3/6) USI: ALIMENTARI (OLIO DI CANAPA, PROTEINE), COSMETICI

AROMI DELLA DROGA...
INTENSO, TERROSO-MUSCHIATO, CON NOTE DI PINO, SPEZIE DOLCI (CANNELLA/CHIODI DI GAROFANO) E UNDERTONES AGRUMATI O FRUTTATI IN ALCUNE VARIETÀ.

SAPORI DELLA DROGA...
TERROSO-LEGNOSO CON NOTE DOLCI DI SANDALO, SPEZIE CALDE (PEPE, CANNELLA) E RETROGUSTO A VOLTE FRUTTATO O DI AGRUMI, A SECONDA DEL CHEMIOTIPO.

TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: La tossicità documentata varia significativamente in funzione del contenuto di delta-nove-tetraidrocannabinolo, della dose, della frequenza d’uso, della via di somministrazione e della vulnerabilità individuale. Sono documentati effetti avversi neuropsichiatrici, cognitivi, cardiovascolari e respiratori, specialmente con uso cronico o ad alte dosi di preparazioni ricche in delta-nove-tetraidrocannabinolo. Le preparazioni standardizzate a uso medico mostrano invece un profilo di sicurezza più controllabile sotto supervisione clinica. Le evidenze derivano da studi clinici, farmacovigilanza, tossicologia umana e revisioni sistematiche.

EFFICACIA:
CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Esistono studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi su preparazioni standardizzate derivate da Cannabis sativa ad alto contenuto di cannabinoidi, in particolare delta-nove-tetraidrocannabinolo e cannabidiolo, per indicazioni quali dolore neuropatico, spasticità nella sclerosi multipla, nausea e vomito da chemioterapia ed epilessie farmacoresistenti specifiche. Le evidenze cliniche sono dirette sulla specie, ma l’efficacia terapeutica dipende fortemente dalla composizione chemotipica, dal rapporto tra cannabinoidi, dalla forma farmaceutica e dalla via di somministrazione.

PRINCÍPI ATTIVI...
Cannabinoidi: Delta-nove-tetraidrocannabinolo, Acido delta-nove-tetraidrocannabinolico, Cannabidiolo, Acido cannabidiolico, Cannabinolo, Cannabigerolo, Acido cannabigerolico, Cannabicromene, Acido cannabicromenico, Tetraidrocannabivarina, Cannabidivarina, Cannabigerovarina, Cannabiciclolo, Cannabielsoina, Cannabitriolo Terpeni E Terpenoidi: Mircene, Beta-cariofillene, Limonene, Alfa-pinene, Beta-pinene, Linalolo, Umulene, Terpinolene, Ocimene, Nerolidolo, Bisabololo, Farnesene, Eucaliptolo, Guaiolo, Borneolo, Pulegone, Valencene, Sabinene Flavonoidi: Cannflavina A, Cannflavina B, Cannflavina C, Apigenina, Luteolina, Quercetina, Kaempferolo, Vitexina, Isovitexina, Orientina Composti Fenolici: Acidi fenolici, Acido ferulico, Acido caffeico, Acido cumarico Alcaloidi: Cannabisativina, Anidrocannabisativina Steroli E Triterpeni: Beta-sitosterolo, Campesterolo, Stigmasterolo, Friedelina, Epifriedelanolo Acidi Grassi E Lipidi: Acido linoleico, Acido alfa-linolenico, Acido oleico, Acido stearico, Acido palmitico, Gamma-linolenico Pigmenti E Carotenoidi: Beta-carotene, Luteina, Xantofille Composti Azotati E Aminoacidi: Colina, Trigonellina, Aminoacidi essenziali Polisaccaridi E Fibre: Fibre insolubili, Pectine, Emicellulose La composizione varia significativamente tra chemiotipi e cultivar.

Bibliografia
  • Ethan B. Russo, Taming THC: Potential Cannabis Synergy and Phytocannabinoid-Terpenoid Entourage Effects, British Journal of Pharmacology, 2011
  • Rudolf Brenneisen, Chemistry and Analysis of Phytocannabinoids and Other Cannabis Constituents, Marijuana and the Cannabinoids, 2007
  • Franjo Grotenhermen, Pharmacokinetics and Pharmacodynamics of Cannabinoids, Clinical Pharmacokinetics, 2003
  • David T. Brown, Cannabis: The Genus Cannabis, Medicinal and Aromatic Plants Industrial Profiles, 2014
  • Monique M. M. Hazekamp, Cannabis Review, Phytochemistry and Ethnopharmacology, International Journal of Cannabis Research, 2018
  • United Nations Office on Drugs and Crime, Recommended Methods for the Identification and Analysis of Cannabis and Cannabis Products, 2009
  • Leslie L. Iversen, The Science of Marijuana, Oxford University Press, 2008
  • National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine, The Health Effects of Cannabis and Cannabinoids: The Current State of Evidence and Recommendations for Research, 2017

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Attività analgesica nel dolore neuropatico e nel dolore cronico Supportata da studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi su preparazioni standardizzate contenenti delta-nove-tetraidrocannabinolo e cannabidiolo. Le evidenze cliniche risultano moderate per dolore neuropatico refrattario, dolore oncologico selezionato e dolore associato a sclerosi multipla. L’efficacia dipende dalla formulazione, dal dosaggio e dal rapporto tra cannabinoidi. Attività antispastica nella sclerosi multipla Documentata da studi clinici randomizzati e revisioni sistematiche su estratti standardizzati oromucosali e preparazioni medicinali derivate da Cannabis sativa. Le evidenze mostrano riduzione della spasticità soggettiva e miglioramento sintomatologico in alcuni pazienti con sclerosi multipla. Attività antiemetica nella nausea e nel vomito da chemioterapia Supportata da studi clinici e meta-analisi principalmente su cannabinoidi standardizzati derivati dalla specie. L’efficacia appare documentata soprattutto nei casi refrattari agli antiemetici convenzionali. Attività anticonvulsivante in specifiche epilessie farmacoresistenti Documentata soprattutto per preparazioni ricche in cannabidiolo in sindromi epilettiche severe come sindrome di Dravet e sindrome di Lennox-Gastaut. Evidenze cliniche controllate e revisioni sistematiche confermano riduzione della frequenza convulsiva in pazienti selezionati. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività ansiolitica Supportata da studi preclinici, studi osservazionali e alcuni studi clinici preliminari soprattutto per preparazioni ricche in cannabidiolo. I risultati risultano variabili e dipendenti dalla composizione cannabinoidica e dalla dose. Attività antinfiammatoria Dimostrata in vitro e in modelli animali tramite modulazione citochinica, immunitaria e neuroinfiammatoria mediata dai fitocannabinoidi. Le evidenze cliniche restano incomplete per molte indicazioni infiammatorie. Attività neuroprotettiva Supportata da studi sperimentali in vitro e in vivo animale su stress ossidativo, neuroinfiammazione ed eccitotossicità neuronale. Mancano conferme cliniche robuste per patologie neurodegenerative. Attività orexigena Documentata clinicamente soprattutto per delta-nove-tetraidrocannabinolo in contesti di cachessia, perdita dell’appetito e wasting syndrome, ma con evidenze cliniche meno solide rispetto ad altre indicazioni approvate. Attività ipnoinducente e sedativa Supportata da studi osservazionali, dati sperimentali e pratica fitoterapica documentata. Gli effetti dipendono fortemente dal chemotipo e dal contenuto in delta-nove-tetraidrocannabinolo e terpeni sedativi. Attività broncodilatatrice acuta Osservata in studi fisiologici sperimentali con cannabinoidi inalatori; l’effetto non giustifica uso terapeutico respiratorio a causa dei rischi associati all’inalazione combustiva. Attività antimicrobica Documentata in vitro contro alcuni batteri Gram-positivi e ceppi resistenti mediante estratti cannabinoidici e terpenici. Mancano conferme cliniche terapeutiche. Attività antiproliferativa antitumorale sperimentale Osservata in vitro e in modelli animali per alcuni fitocannabinoidi su linee cellulari tumorali specifiche. Le evidenze cliniche sono insufficienti e non consentono indicazioni oncologiche validate. Uso storico e nella tradizione Cannabis sativa subsp. indica è stata utilizzata storicamente nella medicina ayurvedica, persiana, araba e tradizionale asiatica come sedativo, analgesico, antispasmodico e coadiuvante rituale. Nella medicina tradizionale indiana preparazioni a base di cannabis venivano impiegate per dolore, insonnia, spasmi, disturbi gastrointestinali, stress e pratiche spirituali. Nella tradizione medica ottocentesca europea e nordamericana estratti di cannabis erano utilizzati per nevralgie, emicrania, crampi, dismenorrea e insonnia. Gli usi storici ed etnobotanici non costituiscono conferma clinica moderna e risultano spesso non standardizzati dal punto di vista farmacologico.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ookANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO
    ookCONVULSIONI (ANTICONVULSIVANTE)
    ookEPILESSIA
    ookNAUSEA DA CHEMIOTERAPIA
    ookSCLEROSI MULTIPLA
    ookSPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    ookVOMITI DA CHEMIOTERAPIA
    NooALLUCINOGENO
    NooECCITO-STUPEFACENTE
    ?ALZHEIMER-PERUSINI (MORBO)
    ?GASTRALGIA O MAL DI STOMACO
    ++DOLORI INSOPPORTABILI DA VARIE PATOLOGIE
    ++NEVRALGIE
    ++SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
    ++VOMITI INCOERCIBILI E CINETOSI
    !!ANSIOLITICO (ANSIA E AGITAZIONE NERVOSA)
    !!ANTINFIAMMATORIO
    !!INSONNIA
    !!IPNOTICO
    !!NEUROPROTETTIVO NEUROTROFICO E ANTI-AGING
    !!PARKINSON (MORBO)

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ?ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    ?ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO)
    ?BRONCODILATATORE ANTIASMATICO
    ?GLAUCOMA
    ?TENDINITE E FIBROMIALGIA
    ++ANALGESICO GASTRICO E VISCERALE
    ++DEPRIMENTE CENTRI BULBARI
    ++GASTRALGIA DA CANCRO
    ++INAPPETENZA E ANORESSIA
    ++MIORILASSANTE
    ++REUMATISMI E DOLORI REUMATICI
    !!MODULAZIONE ASSE NEUROIMMUNITARIO
    !!MODULAZIONE CITOCHINICA

    Uso storico e nella tradizione

    ?AFRODISIACO
    ?ANAFRODISIACO
    ?SUPERFOOD
    +++EUFORIZZANTE
    +++STUPEFACENTE
    ++SEDATIVO O CALMANTE
    ++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    +ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    +AROMATIZZANTE
    +DEPRESSIVO
    +MEDICINE ALTERNATIVE

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine, The Health Effects of Cannabis and Cannabinoids: The Current State of Evidence and Recommendations for Research, 2017
  • World Health Organization, Cannabis and Cannabis Resin Critical Review Report, 2018
  • World Health Organization, Cannabidiol Critical Review Report, 2018
  • Franjo Grotenhermen, Pharmacokinetics and Pharmacodynamics of Cannabinoids, Clinical Pharmacokinetics, 2003
  • Ethan B. Russo, Taming THC: Potential Cannabis Synergy and Phytocannabinoid-Terpenoid Entourage Effects, British Journal of Pharmacology, 2011
  • Deepak Cyril D’Souza, Mohini Ranganathan, Medical Marijuana: Is the Cart Before the Horse?, JAMA, 2015
  • Geoffrey W. Guy, Brian A. Whittle, Philip Robson, The Medicinal Uses of Cannabis and Cannabinoids, Pharmaceutical Press, 2004
  • European Medicines Agency, Guideline on the Quality of Herbal Medicinal Products Containing Cannabis Derivatives, 2023
  • Leslie L. Iversen, The Science of Marijuana, Oxford University Press, 2008

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI. MONITORARE EFFETTI PSICOTROPI, EVITARE GUIDA/STRUMENTI PESANTI, INIZIARE CON DOSI BASSE, SOSPENDERE GRADUALMENTE, CONTROLLARE PRESSIONE SANGUIGNA, EVITARE ALCOL, NON ASSOCIARE AD ANSIOLITICI, PREFERIRE USO SERALE PER SEDAZIONE, VERIFICARE QUALITÀ DEL PRODOTTO.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    LE PREPARAZIONI RICCHE IN DELTA-NOVE-TETRAIDROCANNABINOLO POSSONO COMPROMETTERE ATTENZIONE, COORDINAZIONE PSICOMOTORIA, TEMPI DI REAZIONE E CAPACITÀ COGNITIVE; EVIDENZE CLINICHE CONTROLLATE E STUDI NEUROCOGNITIVI SUPPORTANO IL RISCHIO DI ALTERAZIONE DELLA GUIDA E DELL’UTILIZZO DI MACCHINARI. L’USO CRONICO AD ALTE DOSI È ASSOCIATO A RISCHIO DOCUMENTATO DI DIPENDENZA, DISTURBO DA USO DI CANNABIS E SINTOMI DA SOSPENSIONE; EVIDENZE EPIDEMIOLOGICHE, CLINICHE E NEUROBIOLOGICHE CONSOLIDATE. SONO DOCUMENTATE INTERAZIONI FARMACOCINETICHE CON FARMACI METABOLIZZATI DAL CITOCROMO P450, IN PARTICOLARE CYP3A4, CYP2C9 E CYP2C19; LE EVIDENZE DERIVANO DA STUDI FARMACOCINETICI UMANI E SPERIMENTALI SUI CANNABINOIDI. PREPARAZIONI AD ALTO CONTENUTO DI DELTA-NOVE-TETRAIDROCANNABINOLO POSSONO INDURRE ANSIA, ATTACCHI DI PANICO, PARANOIA, DISFORIA O ALTERAZIONI PERCETTIVE SOPRATTUTTO IN SOGGETTI PREDISPOSTI; EVIDENZE CLINICHE E OSSERVAZIONALI. L’INALAZIONE TRAMITE COMBUSTIONE È ASSOCIATA A ESPOSIZIONE A PRODOTTI TOSSICI DELLA PIROLISI E IRRITANTI RESPIRATORI; EVIDENZE PNEUMOLOGICHE E TOSSICOLOGICHE UMANE DOCUMENTANO RISCHIO DI BRONCHITE CRONICA E IRRITAZIONE BRONCHIALE. LE EVIDENZE CLINICHE RISULTANO ALTAMENTE DIPENDENTI DALLA COMPOSIZIONE CHEMOTIPICA, DAL RAPPORTO TRA CANNABINOIDI, DALLA VIA DI SOMMINISTRAZIONE E DALLA STANDARDIZZAZIONE FARMACEUTICA DEL PREPARATO UTILIZZATO.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    ALLUCINOGENI
    AMFETAMINE
    ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO)
    ANTIPERTENSIVI
    CAFFEINA
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9
    NICOTINA
    OPPIACEI
    PSICOTROPI
    SEDATIVI DEL SNC
    SIMPATICOMIMETICI
    STATINE

    ERBE SINERGICHE *...
    (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
    LUPPOLO
    PEPE

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di CANAPA INDIANA O SATIVA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto standardizzato ad alto contenuto di Cannabidiolo Estratti oleosi o resinoidi ottenuti dalle infiorescenze femminili standardizzati prevalentemente in cannabidiolo con contenuti variabili dal 5% al 98% di Cannabidiolo e contenuto di Delta-nove-tetraidrocannabinolo generalmente inferiore allo 0,2-0,3% nei prodotti non stupefacenti europei. Utilizzati soprattutto per epilessia farmacoresistente, ansia, dolore neuropatico e disturbi neuroinfiammatori. Nei preparati farmaceutici a uso clinico il dosaggio orale di Cannabidiolo varia generalmente da 5 a 20 mg/kg/die secondo indicazione terapeutica e tollerabilità. Estratto standardizzato ad alto contenuto di Delta-nove-tetraidrocannabinolo Preparazioni ottenute dalle infiorescenze resinose con titolazioni variabili generalmente dal 5% al 25% di Delta-nove-tetraidrocannabinolo. Utilizzate in contesti medici regolamentati per dolore neuropatico, spasticità, nausea da chemioterapia e cachessia. I dosaggi terapeutici inalatori o orali vengono titolati progressivamente secondo risposta clinica e tollerabilità, generalmente nell’intervallo di 2,5-30 mg/die di Delta-nove-tetraidrocannabinolo equivalente. Estratti bilanciati Delta-nove-tetraidrocannabinolo/Cannabidiolo Estratti standardizzati con rapporto approssimativo 1:1 tra Delta-nove-tetraidrocannabinolo e Cannabidiolo. Utilizzati soprattutto per dolore neuropatico, sclerosi multipla e spasticità. Le formulazioni oromucosali standardizzate impiegano generalmente dosaggi progressivi individualizzati equivalenti a 2,7 mg di Delta-nove-tetraidrocannabinolo e 2,5 mg di Cannabidiolo per singola erogazione, fino a risposta clinica. Oleoliti galenici di Cannabis medicinale Preparazioni lipidiche ottenute per estrazione delle infiorescenze standardizzate in olio vegetale. Le titolazioni variano secondo chemotipo e normativa farmaceutica locale. Gli oleoliti terapeutici vengono generalmente titolati in milligrammi/ml di Cannabidiolo e Delta-nove-tetraidrocannabinolo per consentire dosaggio individualizzato graduale sotto supervisione medica. Preparazioni per vaporizzazione medicale Infiorescenze essiccate standardizzate in cannabinoidi e terpeni impiegate mediante dispositivi medicali di vaporizzazione controllata. I chemotipi terapeutici vengono classificati secondo contenuto di Delta-nove-tetraidrocannabinolo e Cannabidiolo. Le quantità utilizzate variano generalmente da 100 a 500 mg di infiorescenza per seduta terapeutica controllata. Estratti full spectrum Estratti contenenti fitocomplesso completo di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi della pianta. Utilizzati nella pratica fitoterapica integrativa soprattutto per dolore cronico, disturbi neurovegetativi e supporto sintomatico oncologico. La standardizzazione si basa prevalentemente sul contenuto di Cannabidiolo e Delta-nove-tetraidrocannabinolo e sul profilo terpenico. Integratori nutraceutici a base di semi di Cannabis Preparazioni ottenute dai semi di Cannabis sativa a basso contenuto di cannabinoidi psicoattivi. Ricchi in acido linoleico, acido alfa-linolenico, proteine e fitosteroli. Utilizzati come supporto nutrizionale e metabolico. I dosaggi alimentari generalmente utilizzati variano da 10 a 30 g/die di semi o da 5 a 15 ml/die di olio di semi. Preparazioni omeopatiche di Cannabis indica Disponibili in diluizioni variabili dalla D3 alla 200CH utilizzate nella pratica omeopatica tradizionale per insonnia, disturbi percettivi, cefalea, ansia e spasmi. Non esistono evidenze cliniche validate che confermino efficacia terapeutica delle preparazioni omeopatiche della specie.
  • National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine, The Health Effects of Cannabis and Cannabinoids: The Current State of Evidence and Recommendations for Research, 2017
  • World Health Organization, Cannabis and Cannabis Resin Critical Review Report, 2018
  • World Health Organization, Cannabidiol Critical Review Report, 2018
  • Franjo Grotenhermen, Pharmacokinetics and Pharmacodynamics of Cannabinoids, Clinical Pharmacokinetics, 2003
  • Ethan B. Russo, Taming THC: Potential Cannabis Synergy and Phytocannabinoid-Terpenoid Entourage Effects, British Journal of Pharmacology, 2011
  • European Medicines Agency, Guideline on the Quality of Herbal Medicinal Products Containing Cannabis Derivatives, 2023
  • Geoffrey W. Guy, Brian A. Whittle, Philip Robson, The Medicinal Uses of Cannabis and Cannabinoids, Pharmaceutical Press, 2004
  • Leslie L. Iversen, The Science of Marijuana, Oxford University Press, 2008

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di CANAPA INDIANA O SATIVA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso serale rilassante con Cannabis a prevalenza di Cannabidiolo Infiorescenze di Cannabis sativa subsp. indica a basso contenuto di Delta-nove-tetraidrocannabinolo e standardizzate in Cannabidiolo 0,1-0,3 g Melissa officinalis foglie 1,5 g Lavandula angustifolia fiori 0,5 g Matricaria chamomilla capolini 1,5 g Infondere in 200 ml di acqua calda con aggiunta opzionale di una piccola quota lipidica alimentare per favorire l’estrazione dei cannabinoidi. Assunzione serale singola. Formulazione coerente con uso rilassante e neurovegetativo documentato soprattutto per preparazioni ricche in Cannabidiolo. Tisana fitoterapica per dolore neuropatico lieve e tensione muscolare Infiorescenze standardizzate di Cannabis sativa subsp. indica con rapporto Cannabidiolo/Delta-nove-tetraidrocannabinolo bilanciato 0,05-0,15 g Salix alba corteccia 1 g Harpagophytum procumbens radice 1 g Mentha piperita foglie 0,5 g Preparazione per infusione prolungata in acqua molto calda con assunzione controllata. Utilizzata nella pratica fitoterapica integrativa per discomfort neuro-muscolare lieve. La presenza di cannabinoidi richiede cautela farmacologica e supervisione professionale nei soggetti sensibili. Decotto aromatico coadiuvante gastroenterico e antiemetico Cannabis sativa subsp. indica chemotipo a prevalenza Cannabidiolo 0,05-0,1 g Zingiber officinale rizoma 1 g Foeniculum vulgare frutti 1 g Melissa officinalis foglie 1 g Breve decotto di 5 minuti seguito da infusione coperta. Utilizzato tradizionalmente come supporto sintomatico per nausea, discomfort gastrico e tensione neurovegetativa. Le evidenze cliniche più solide riguardano preparazioni standardizzate cannabinoidiche e non le tisane tradizionali. Preparazione oleosa fitoterapica orale standardizzata Oleolito galenico di Cannabis sativa subsp. indica titolato in Cannabidiolo e Delta-nove-tetraidrocannabinolo Olio di semi di canapa q.b. Somministrazione individualizzata in gocce secondo titolazione clinica progressiva. Utilizzato in ambito medico regolamentato per dolore neuropatico, spasticità e sintomatologia neurologica. L’impiego richiede monitoraggio clinico e adeguamento posologico personalizzato. Miscela erboristica vaporizzabile per spasmi e dolore cronico Infiorescenze di Cannabis sativa subsp. indica standardizzate 0,1-0,3 g Humulus lupulus strobili 0,1 g Lavandula angustifolia fiori 0,1 g Preparazione destinata esclusivamente a vaporizzazione controllata non combustiva. Utilizzata nella pratica integrativa per spasticità, tensione neuro-muscolare e dolore cronico refrattario. L’efficacia dipende dal profilo cannabinoidico e terpenico del preparato. Preparazione topica lenitiva e antinfiammatoria Estratto lipidico di Cannabis sativa subsp. indica ricco in Cannabidiolo Calendula officinalis estratto oleoso Aloe vera gel Applicazione locale su aree cutanee integre interessate da discomfort infiammatorio o irritativo lieve. Le evidenze disponibili riguardano prevalentemente attività antinfiammatoria sperimentale dei fitocannabinoidi.
  • National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine, The Health Effects of Cannabis and Cannabinoids: The Current State of Evidence and Recommendations for Research, 2017
  • World Health Organization, Cannabis and Cannabis Resin Critical Review Report, 2018
  • World Health Organization, Cannabidiol Critical Review Report, 2018
  • Franjo Grotenhermen, Pharmacokinetics and Pharmacodynamics of Cannabinoids, Clinical Pharmacokinetics, 2003
  • Ethan B. Russo, Taming THC: Potential Cannabis Synergy and Phytocannabinoid-Terpenoid Entourage Effects, British Journal of Pharmacology, 2011
  • European Medicines Agency, Guideline on the Quality of Herbal Medicinal Products Containing Cannabis Derivatives, 2023
  • Geoffrey W. Guy, Brian A. Whittle, Philip Robson, The Medicinal Uses of Cannabis and Cannabinoids, Pharmaceutical Press, 2004
  • Leslie L. Iversen, The Science of Marijuana, Oxford University Press, 2008

  • PREPARATI ALCOLICI...
    Vini, elisir, amari, tinture di CANAPA INDIANA O SATIVA
    Esiste una preparazione alcolica tradizionale a base di Cannabis sativa che rientra nel patrimonio storico delle bevande officinali e popolari. Tale preparazione non è un “vino” nel senso commerciale moderno, ma un vino medicato a base di infiorescenze di cannabis, descritto in testi storici di farmacopea e fitoterapia. Preparazione (Vino di Cannabis): Si raccolgono infiorescenze mature e secche di Cannabis sativa (preferibilmente senza semi e senza parti vegetali fibrose e grossolane). Le infiorescenze vengono tritate finemente per aumentare la superficie di estrazione. Si pone la droga vegetale in un contenitore di vetro scuro e si copre con vino rosso secco di buona qualità (tradizionalmente un vino corposo, 12–14% vol.). La miscela viene macerata per un periodo variabile (ad esempio 2–4 settimane) in un luogo fresco e buio, con occasionali agitazioni leggere. Terminata la macerazione, il vino viene filtrato attraverso garze o filtri molto fini per eliminare le parti solide. Il prodotto ottenuto può essere imbottigliato e conservato in bottiglie scure, lontano da luce e calore e consumato secondo le indicazioni terapeutiche. Uso tradizionale e fitoterapico: Utilizzato in passato come digestivo stimolante, e come rimedi per disturbi nervosi lievi, tensione, insonnia o “crampi muscolari”. Bevuto in piccole dose omeopatiche o da erboristeria (generalmente un bicchierino prima dei pasti o alla sera). Non esistono evidenze cliniche moderne robuste a supporto dell’uso come “vino medicato” per indicazioni specifiche; ogni uso terapeutico attuale richiede supervisione medica e rispetto delle normative vigenti. Avvertenza: la preparazione e l’uso di vini o preparati alcolici con cannabis possono essere soggetti a regolamentazioni legali molto restrittive a seconda del paese. Prima di preparare o utilizzare tali prodotti è necessario verificare la normativa locale e consultare un professionista sanitario. Bibliografia
  • Medical cannabinoids: a pharmacology-based systematic review and meta-analysis for all relevant medical indications, BMC Medicine, 2022
  • Medical cannabinoids: a pharmacology-based systematic review and meta-analysis of dronabinol, nabilone, cannabidiol, nabiximols clinical efficacy and adverse events, PubMed
  • Cannabis, a Miracle Drug with Polyvalent Therapeutic Utility: Preclinical and Clinical Evidence, PubMed
  • Cannabis sativa: A comprehensive ethnopharmacological review, PubMed
  • Pharmacological and toxicological aspects of cannabis use: Preclinical evidence and clinical implications, Frontiers in Pharmacology, 2022
  • Traditional and historical medicinal uses of cannabis and cannabinoids, Journal of Ethnopharmacology
  • Effects of cannabis on sleep and the endocannabinoid system, Current Psychiatry Reports
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    PIANTA DOPANTE
    Contiene tetraidrocannabinolo (THC) e altri cannabinoidi naturali, che sono proibiti in competizione secondo la categoria S8 dei cannabinoidi della Lista Proibita WADA.

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...
    Cannabis sativa L. subsp. indica può essere considerata una pianta mellifera, poiché i fiori producono polline e nettare che le api possono raccogliere. Tuttavia, nella pratica, la resa in nettare è generalmente bassa rispetto a piante come trifoglio o acacia, quindi il miele di cannabis è piuttosto raro. Le caratteristiche del miele di Cannabis sativa subsp. indica sono le seguenti: Colore: da ambra chiaro a dorato scuro, talvolta con sfumature verdognole se derivato da raccolti intensi di fiori freschi. Sapore: dolce con un retrogusto erbaceo, leggermente speziato, e note che ricordano foglie e fiori di cannabis; il sapore può risultare più intenso se il miele è concentrato. Aroma: aromatico e vegetale, con sentori terrosi, erbacei e resinose, tipici della pianta; può avere lievi note floreali. Consistenza: generalmente fluido, con cristallizzazione lenta, media, fine e uniforme. Proprietà nutrizionali: zuccheri semplici (glucosio e fruttosio), minerali, piccole quantità di cannabinoidi in tracce (non psicoattive nella maggior parte dei casi), e composti fenolici con attività antiossidante. Usi tradizionali: apprezzato come miele aromatico, dolcificante naturale e in tisane o preparazioni gourmet, soprattutto per il suo sapore caratteristico.

    USO ALIMENTARE...
    L’uso culinario di Cannabis sativa L. subsp. indica, se considerato in modo corretto, sicuro e conforme alle normative, è limitato e ben distinto tra parti non psicoattive e preparazioni tradizionali o controllate. Di seguito una sintesi chiara e scientificamente corretta. Uso culinario ammesso e sicuro Semi di cannabis È l’unico uso culinario universalmente accettato e legale. Consumati interi, decorticati o macinati Utilizzati in: pane, prodotti da forno, barrette insalate e piatti freddi bevande vegetali Privi di cannabinoidi psicoattivi Elevato valore nutrizionale: proteine ad alto valore biologico acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3 in rapporto fisiologico vitamine e minerali Olio alimentare di semi Estratto a freddo dai semi Uso: condimento a crudo ingrediente nutrizionale Non adatto alla cottura ad alte temperature Nessun effetto psicotropo Uso culinario tradizionale o storico (non standardizzato) Foglie e infiorescenze Storicamente impiegate in alcune culture asiatiche e medio-orientali: come spezia in preparazioni dolci o bevande rituali Questi usi: non rientrano nella cucina comune moderna non sono standardizzati possono comportare effetti farmacologici Oggi non considerati uso culinario propriamente detto, ma etnobotanico o rituale Uso culinario moderno con limitazioni Preparazioni alimentari con estratti Esistono prodotti alimentari contenenti cannabinoidi solo: in contesti regolamentati con dosaggi controllati Classificati come: alimenti funzionali regolamentati oppure prodotti medicali Non rientrano nella cucina domestica tradizionale

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU LA CANAPA...
    LA CANAPA Il seme di canapa è l'alimento vegetale con il più alto valore nutrizionale.In primo luogo ha un contenuto di proteine pari al 20-25 % : l'elevato contenuto di edestina, insieme con l'altra proteina globulare, l'albumina, fa in modo che tali proteine contengano tutti e nove gli amminoacidi essenziali in una combinazione proteica unica in tutto il mondo vegetale; fornendo così al nostro corpo la base su cui creare altre proteine come le immunoglobuline: anticorpi che respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili. Il seme di canapa presenta una frazione grassa (34-35%) di ottima qualità e di composizione equilibrata costituita, per il 70-75%, da una miscela di acidi grassi polinsaturi quali l'acido linoleico, l'acido linolenico ed il gammalinolenico (insostituibile, quest'ultimo, nel processo di sintesi delle prostaglandine, sostanze che regolano l'attività di numerose ghiandole, dei muscoli e dei ricettori nervosi).Secondo il medico nutrizionista Udo Erasmus - una vera autorità internazionale nel campo dei grassi e degli oli alimentari - quello di canapa è l'olio vegetale più bilanciato, grazie all'elevato contenuto ed al rapporto ottimale dei due acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6.Di grande rilievo anche il tenore dei carboidrati che gli conferiscono un valore energetico elevato (516 Kcal per 100 g). Buona è anche la percentuale di fibra grezza e di sali minerali, tra cui prevalgono il ferro ed il fosforo. Considerevole anche la dotazione di vitamine A,E,PP,C, e del gruppo B, con l'esclusione della B 12. [Tratto da: Fattidicanapa http://www.fattidicanapa.it/derivati/olio%20di%20canapa.htm]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Origine del nome “indica” Il termine indica deriva dall’India, area in cui piante di cannabis con effetto psicoattivo marcato erano note e utilizzate già in epoca vedica. Lamarck fu tra i primi botanici europei a distinguere queste forme per la loro maggiore produzione di resina rispetto alle popolazioni europee. La Cannabis sativa e la Cannabis sativa ssp. Indica sono piante simili sia nella botanica che nella azione farmacologica, sebbene vi siano differenze chimiche nei relativi principi attivi. In definitiva, anche se entrambe vengono utilizzate a scopo voluttuario, pare che la Cannabis sativa ssp. Indica abbia effetti stupefacenti molto più decisi della Cannabis sativa L. nostrana. Dal punto di vista botanico vengono considerate due varietà della stessa specie e, da alcuni autori, invece, una specie collettiva con due specie elementari. A complicare ulteriormente la sistematica e la farmacologia di questo genere ci pensa infine la Cannabis sativa ssp. sativa chiamata comunemente anch'essa Marijuana, Mary Jane, Grass, Hashish, Hemp, Pot. La suddivisione tra indica e sativa è oggi considerata in gran parte storico-culturale. Le moderne analisi genetiche mostrano che la differenziazione reale è più legata a chemotipi (profilo dei cannabinoidi e terpeni) che a vere sottospecie botaniche. Pianta sacra e medicinale nell’India antica Nella tradizione induista la cannabis era associata al dio Shiva. Preparazioni a base di cannabis venivano usate in contesti rituali, ascetici e terapeutici, considerate capaci di favorire introspezione, resistenza alla fatica e distacco dal dolore. Presenza nelle prime farmacopee occidentali Nel XIX secolo estratti di Cannabis indica comparivano nelle farmacopee europee e nordamericane come sedativi, analgesici e antispastici. Medici come William O’Shaughnessy ne introdussero l’uso in Occidente dopo osservazioni cliniche in India. Problemi di standardizzazione storica Uno dei motivi dell’abbandono medico della cannabis tra fine Ottocento e inizio Novecento fu la forte variabilità di efficacia, dovuta a: differenze tra piante degradazione dei principi attivi assenza di dosaggi standard Questo problema è stato risolto solo in epoca recente con estratti standardizzati e molecole isolate. Resina come criterio distintivo Tradizionalmente, le forme “indica” erano riconosciute per: crescita più compatta foglie più larghe maggiore produzione di resina Queste caratteristiche le rendevano preferite per preparazioni medicinali e rituali. Ruolo nella scoperta del sistema endocannabinoide Lo studio dei fitocannabinoidi presenti soprattutto nelle forme tradizionalmente chiamate indica ha portato, nel XX secolo, alla scoperta del sistema endocannabinoide umano, uno dei contributi più rilevanti della cannabis alla biologia moderna. Curiosità tassonomica Secondo la classificazione di Small & Cronquist, indica è formalmente una sottospecie di Cannabis sativa. Tuttavia, questa classificazione non è universalmente accettata e coesiste con modelli alternativi (una sola specie, due o tre specie). Uso medico più antico della scrittura moderna Tracce di uso terapeutico della cannabis in Asia centrale e meridionale precedono molte delle prime testimonianze scritte di altre piante officinali, rendendola una delle piante medicinali più antiche conosciute dall’uomo. Simbolo di conflitto tra medicina e politica Poche piante come la cannabis incarnano il conflitto tra: uso medico tradizionale evidenze scientifiche moderne regolamentazione legale Questo ha rallentato la ricerca per decenni, creando un caso unico nella storia della farmacologia vegetale.


    Ricerche di articoli scientifici su Cannabis sativa L. subsp. indica (Lam.) E. Small & Cronquist

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Cannabis sativa

    Foto o Immagine modificata per uso didattico
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    Public domain image for educational use. Courtesy ecoport.org
    Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA.

    Per gentile concessione dell
    Autore: Maurizio Trenchi

    Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
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    Cannabis sativa ssp indica Photo by van Wik Ben-Erik

    Low resolution image for educational use. Courtesy Erowid
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    Altre Foto e Immagini di CANAPA INDIANA O SATIVA