PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Colore: Ambrato chiaro con riflessi verdognoli (dipende dalla percentuale di nettare di Centella nel miele multiflora).
Aroma: Delicato, erbaceo-fresco, con note leggere di muschio e foglia verde.
Sapore: Dolce ma non stucchevole, con retrogusto leggermente erbaceo e una punta minerale.
Cristallizzazione: Media-lenta, con formazione di cristalli fini.
Proprietà uniche
Ricchezza in antiossidanti: Grazie ai triterpenoidi (asiaticoside, madecassoside) trasferiti dal nettare, ha un’attività antiradicalica superiore a molti mieli comuni (Journal of Apicultural Research, 2021).
Effetto trofico: Analogamente alla pianta, può favorire la riparazione tissutale (uso tradizionale in Sri Lanka per ferite superficiali).
Leggera attività adattogena: Consumato sciolto in tisane, può aiutare a ridurre lo stress ossidativo.
Diffusione e raccolta
Aree di produzione: Zone tropicali/subtropicali (Sri Lanka, India meridionale, Madagascar), dove la pianta fiorisce abbondantemente.
Rarità: Miele monoflora è raro; più spesso è un miele multiflora con prevalenza di Centella.
Studi preliminari ne confermano il potenziale come integratore funzionale (Food Chemistry, 2023).
Non somministrare a bambini sotto l’anno.
Conservare al buio (i triterpeni sono fotosensibili). |
APPROFONDIMENTO SU PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI...
| PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Centella asiatica (L.) Urban è una delle piante più antiche della medicina tradizionale asiatica, con documentazione d’uso che risale a oltre duemila anni nelle farmacopee ayurvediche e nella medicina tradizionale cinese, dove è conosciuta rispettivamente come Mandukaparni e Gotu kola.
Nella tradizione ayurvedica è stata considerata una pianta “medhya rasayana”, cioè un rimedio destinato al miglioramento delle funzioni cognitive e della longevità, con un ruolo simbolico di rigenerazione sia mentale sia fisica.
Una curiosità storica diffusa ma non verificabile scientificamente attribuisce alla pianta un ruolo nella longevità di alcune popolazioni asiatiche, in particolare nello Sri Lanka, dove il consumo regolare della pianta come alimento è stato associato in modo aneddotico a una maggiore aspettativa di vita.
Nel XIX e XX secolo la Centella asiatica fu introdotta nella farmacopea occidentale, inizialmente in Francia, per il trattamento delle lesioni cutanee e della lebbra, segnando il passaggio da uso etnobotanico a interesse farmacologico moderno.
Il termine Gotu kola deriva dalla lingua singalese e indica letteralmente una pianta a forma di coppa, riferimento alla morfologia delle foglie, che ricorda piccoli ventagli o reni, caratteristica che ha influenzato anche interpretazioni simboliche nella medicina tradizionale.
In ambito cosmetico moderno la pianta è diventata uno degli attivi più utilizzati nella cosmeceutica antiaging, grazie alla diffusione globale dei suoi triterpeni, spesso indicati come “cica” nei prodotti dermocosmetici contemporanei.
Dal punto di vista botanico, Centella asiatica presenta una notevole variabilità chimica in funzione dell’area geografica di crescita, con differenze significative nel contenuto di asiaticoside e madecassoside, aspetto rilevante per la standardizzazione fitoterapica.
Un aspetto interessante è il suo doppio ruolo come alimento e pianta medicinale in diverse culture, con utilizzo sia crudo in insalate sia come rimedio terapeutico, caratteristica che ha favorito la sua diffusione e integrazione nella dieta quotidiana in molte regioni tropicali. |
Ricerche di articoli scientifici su Centella asiatica (L.) Urban
Bibliografia relativa a principi attivi| European Medicines Agency, Assessment report on Centella asiatica L. Urban, 2015Brinkhaus B et al., Chemical pharmacological and clinical profile of the East Asian medical plant Centella asiatica, 2000James J T et al., Centella asiatica A review of its medicinal uses and pharmacology, 2004Orhan I E, Centella asiatica L. Urban From traditional medicine to modern medicine with neuroprotective potential, 2012Gray N E et al., Centella asiatica modulates antioxidant and mitochondrial pathways and improves cognitive function, 2016 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Gohil, K. J., et al. (2010). "Pharmacological Review on Centella asiatica: A Potential Herbal Cure-all." *Indian Journal of Pharmaceutical Sciences*, 72(5), 546–556. Orhan, I. E. (2012). "Centella asiatica (L.) Urban: From Traditional Medicine to Modern Medicine with Neuroprotective Potential." *Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine*. WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Vol. 1 (1999). "Centella asiatica." World Health Organization. EMA Assessment Report (2010). "Centella asiatica (L.) Urban, herba." European Medicines Agency. Bian, D., et al. (2022). "Madecassoside in Centella asiatica: Mechanisms and Clinical Applications in Wound Healing." *Frontiers in Pharmacology*.
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Bibliografia relativa a estratti e integratori| European Medicines Agency, Assessment report on Centella asiatica L. Urban, 2015Brinkhaus B et al., Chemical pharmacological and clinical profile of Centella asiatica, 2000James J T et al., Centella asiatica A review of its medicinal uses and pharmacology, 2004Puziah Hashim et al., Triterpene composition and bioactivities of Centella asiatica, 2011Sun B et al., Therapeutic potential of Centella asiatica and its triterpenes A review, 2020Gohil K J et al., Phytopharmacology of Centella asiatica A review, 2010 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| European Medicines Agency, European Union herbal monograph on Centella asiatica L. Urban herba, 2020Brinkhaus B et al., Chemical pharmacological and clinical profile of Centella asiatica, 2000James J T et al., Centella asiatica A review of its medicinal uses and pharmacology, 2004Sun B et al., Therapeutic potential of Centella asiatica and its triterpenes A review, 2020Gohil K J et al., Phytopharmacology of Centella asiatica A review, 2010 |
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