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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 24-05-2026 |
ELICRISO |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Angiospermae Clade Eudicotyledones Clade Asteridae Ordine Asterales Famiglia Asteraceae Sottofamiglia Asteroideae Tribù Gnaphalieae Sottotribù Gnaphaliinae Genere Helichrysum Specie Helichrysum italicum |
Famiglia: Asteraceae |
| Elicriso Italiano, Perpetuini D'Italia, Semprevivo Odoroso, Semprevivo Italiano, Sole D'Italia, Stella D'oro, Fior Di Carta Odoroso, Curry Plant (inglese), Immortelle D'Italie (francese), Italienische Strohblume (tedesco), Siempreviva Amarilla (spagnolo), Perpétua-das-areias (portoghese), Currykraut (tedesco), Helichryse (francese), Everlasting (inglese), Goldilocks (inglese), Yellow Chaste Weed (inglese), Italian Strawflower (inglese). |
| Gnaphalium Glutinosum Var. Glutinosum, Helichrysum Italicum Var. Ericoaedeum Fiori, Helichrysum Italicum Var. Italicum, Helichrysum Italicum Var. Numidicum (Pomel) Quézel & Santa |
| SUFFRUTICE O ARBUSTO NANO CON FUSTI LEGNOSI ALLA BASE E RAMIFICATI, DENSAMENTE RICOPERTI DI TOMENTO BIANCO-ARGENTEO. LE FOGLIE SONO LINEARI-LANCEOLATE, SESSILI, ANCH'ESSE TOMENTOSE E DI COLORE GRIGIO-ARGENTO, EMANANO UN FORTE ODORE AROMATICO SIMILE ALLA LIQUIRIZIA O AL CURRY. I FIORI SONO PICCOLI CAPOLINI GLOBOSI DI COLORE GIALLO VIVO, RIUNITI IN CORIMBI TERMINALI DENSI E COMPATTI. LE BRATTEE INVOLUCRALI SONO SCARIOSE E PERSISTENTI, CONTRIBUENDO ALL'ASPETTO "IMMORTALE" DEL FIORE RECISO. I FRUTTI SONO ACHENI PICCOLI E GLABRI CON UN PAPPO SETOLOSO BIANCASTRO CHE FAVORISCE LA DISPERSIONE ANEMOCORA. |
| ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO), CAPOLINI GIALLO-ORO PERSISTENTI |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO GIALLASTRO |
| ________ GIALLO CHIARISSIMO |
| ________ GIALLO DORATO |
| ________ GIALLOGNOLO |
| Predilige ambienti aridi e soleggiati, crescendo spontaneamente su terreni rocciosi, garighe, macchie, dune sabbiose costiere e pendii sassosi. Si adatta bene a suoli poveri, ben drenati e anche calcarei. È diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, dalle coste atlantiche del Portogallo alla Grecia e al Nord Africa. In Italia è comune nelle regioni costiere e collinari, specialmente in quelle centro-meridionali e insulari, ma si può trovare anche in zone interne più calde e aride. La sua resistenza alla siccità e al vento lo rende adatto a colonizzare ambienti difficili. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| PIENA ESTATE (LUGLIO-AGOSTO), MASSIMA CONCENTRAZIONE DI OLI ESSENZIALI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| SOMMITÀ FIORITE (HELICHRYSI FLOS), OCCASIONALMENTE FOGLIE |
| INTENSO, AROMATICO, CON NOTE DI CURRY, MIELE E LIQUIRIZIA, LEGGERMENTE BALSAMICO |
| AMAROGNOLO, PICCANTE, CON RETROGUSTO CANFORATO E LEGGERA DOLCEZZA |
| TOSSICITÀ: BASSISSIMA |
| Motivazione: alle dosi fitoterapiche e aromatiche tradizionali Helichrysum italicum (Roth) G.Don mostra generalmente buona tollerabilità e bassa tossicità documentata. Gli effetti indesiderati riportati risultano prevalentemente lievi e occasionali, consistenti soprattutto in possibili irritazioni cutanee o sensibilizzazione da olio essenziale in soggetti predisposti. I dati tossicologici sperimentali disponibili non evidenziano tossicità sistemica rilevante alle dosi terapeutiche comunemente utilizzate, sebbene manchino studi clinici estesi sull’uso prolungato ad alte concentrazioni di olio essenziale. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: Helichrysum italicum (Roth) G.Don presenta un uso fitoterapico mediterraneo consolidato soprattutto come antinfiammatorio, lenitivo cutaneo, balsamico e dermoprotettivo. Sono disponibili numerosi studi in vitro e in vivo che documentano attività antinfiammatorie, antimicrobiche, antiossidanti e cicatrizzanti attribuite principalmente a flavonoidi, floroglucinoli e componenti dell’olio essenziale come arzanolo, italidioni e acetato di nerile. Tuttavia gli studi clinici controllati moderni specifici sulla specie risultano ancora limitati e insufficienti per classificare l’attività terapeutica come confermata da evidenze cliniche definitive. La significativa variabilità chemotipica della specie limita inoltre la standardizzazione farmacologica. |
| Flavonoidi: arzanolo, gnaphaliina, tiliroside, quercetina, isoquercitrina, rutina, apigenina, luteolina, kaempferolo, naringenina, elicrisina A, elicrisina B Sesquiterpeni: italidioni, gamma-curcumene, alfa-curcumene, beta-cariofillene, alfa-selineno, beta-selineno, nerolidolo, ar-curcumene, cariofillene ossido Monoterpeni: acetato di nerile, alfa-pinene, limonene, linalolo, geraniolo, borneolo, canfene, mircene, beta-pinene, terpinen-4-olo Acetofenoni: elicrisina, acetofenoni prenilati, composti floroglucinolici acetofenonici Floroglucinoli: arzanolo, elicripirone, elicrisoidi, composti prenilati floroglucinolici Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido rosmarinico, acido ferulico, acido p-idrossibenzoico Diterpeni: acido comunico, derivati labdanici, diterpeni ossigenati Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico, uvaolo Pironi: elicriso-pironi, pironi aromatici poliossigenati Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Cumarine: scopoletina, umbelliferone Poliacetileni: derivati acetilenici lipofili, composti poliinici Tannini: tannini condensati, tannini catechici Carotenoidi: luteina, beta-carotene Acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico Composti volatili aromatici: eugenolo, acetato di geranile, acetato di linalile, sesquiterpeni ossigenati |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’OLIO ESSENZIALE DI HELICHRYSUM ITALICUM (ROTH) G.DON PRESENTA MARCATA VARIABILITÀ CHEMOTIPICA E FITOCHIMICA IN FUNZIONE DELLA SOTTOSPECIE, DELL’ORIGINE GEOGRAFICA E DELLE CONDIZIONI COLTURALI. EVIDENZA FITOCHIMICA DOCUMENTATA DA STUDI COMPARATIVI SUGLI OLI ESSENZIALI MEDITERRANEI. PREPARAZIONI CONCENTRATE DI OLIO ESSENZIALE POSSONO PROVOCARE IRRITAZIONE CUTANEA, DERMATITE DA CONTATTO O SENSIBILIZZAZIONE LOCALE, SPECIALMENTE IN SOGGETTI ATOPICI O CON CUTE SENSIBILE. EVIDENZA OSSERVAZIONALE DERMATOLOGICA E SPERIMENTALE. GLI ESTRATTI E L’OLIO ESSENZIALE MOSTRANO ATTIVITÀ ANTINFIAMMATORIE, ANTIOSSIDANTI E ANTIMICROBICHE PREVALENTEMENTE DIMOSTRATE IN VITRO E IN MODELLI ANIMALI; LE CONFERME CLINICHE CONTROLLATE NELL’UOMO RIMANGONO LIMITATE. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI. ALCUNI COMPONENTI TERPENICI E FLOROGLUCINOLICI BIOLOGICAMENTE ATTIVI POSSONO MOSTRARE ATTIVITÀ FARMACOLOGICA SIGNIFICATIVA IN FORMULAZIONI CONCENTRATE; L’USO AD ALTE DOSI O PROLUNGATO NON È STATO ADEGUATAMENTE VALUTATO MEDIANTE STUDI CLINICI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA LIMITATA. L’IMPIEGO ORALE DELL’OLIO ESSENZIALE PURO RICHIEDE CAUTELA PER POSSIBILE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E MUCOSALE CORRELATA ALL’ELEVATA CONCENTRAZIONE DI COMPOSTI VOLATILI TERPENICI. EVIDENZA FARMACOLOGICA PLAUSIBILE E OSSERVAZIONALE. NON SONO DISPONIBILI DATI CLINICI SUFFICIENTI E SPECIFICI SULLA SICUREZZA DELL’USO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. EVIDENZA LIMITATA PER ASSENZA DI STUDI CLINICI ADEGUATI. LE PREPARAZIONI COMMERCIALI DENOMINATE “ELICRISO” POSSONO DERIVARE DA DIFFERENTI SOTTOSPECIE O CHEMOTIPI DI HELICHRYSUM ITALICUM (ROTH) G.DON CON PROFILI FITOCHIMICI NON EQUIVALENTI; CIÒ PUÒ INFLUENZARE RIPRODUCIBILITÀ FARMACOLOGICA E TOLLERABILITÀ. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA DOCUMENTATA. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) HELICHRYSUM ITALICUM (ROTH) G.DON È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA ALLA SPECIE O AI COMPONENTI DELL’OLIO ESSENZIALE, INCLUSI CASI DI SENSIBILIZZAZIONE CUTANEA OSSERVATI NELLA PRATICA DERMATOLOGICA E AROMATERAPICA. L’USO TOPICO CONCENTRATO DELL’OLIO ESSENZIALE È CONTROINDICATO IN PRESENZA DI CUTE GRAVEMENTE LESA O FORTEMENTE REATTIVA PER POSSIBILE INCREMENTO DELL’IRRITAZIONE LOCALE OSSERVATA IN SOGGETTI PREDISPOSTI. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| FOTOSENSIBILIZZANTI |
| OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI |
| OLI ESSENZIALI FOTOSENSIBILIZZANTI |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse) |
| ARNICA |
| CAPSICO (PER ESTRATTI MOLTO PICCANTI) |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di ELICRISO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Olio essenziale di Helichrysum italicum (Roth) G.Don ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite. I preparati fitoterapici e aromaterapici più studiati risultano standardizzati soprattutto in acetato di nerile, gamma-curcumene, italidioni e beta-dichetoni. La composizione varia significativamente in base al chemotipo mediterraneo e alla sottospecie botanica. Per uso topico vengono generalmente impiegate diluizioni comprese tra 1% e 5% in oli vettore o preparazioni dermatologiche. L’uso orale dell’olio essenziale puro non è standardizzato clinicamente e richiede particolare cautela per possibile irritazione mucosale e gastrointestinale. Estratto secco idroalcolico delle sommità fiorite standardizzato in flavonoidi totali e composti fenolici, in particolare arzanolo e derivati floroglucinolici. Gli estratti disponibili in fitoterapia vengono utilizzati soprattutto come coadiuvanti antinfiammatori, antiossidanti e dermatologici. I dosaggi comunemente impiegati negli integratori fitoterapici oscillano indicativamente tra 200 mg e 600 mg al giorno di estratto secco titolato, generalmente suddivisi in una-due somministrazioni. Non esistono tuttavia monografie cliniche ufficiali che definiscano titoli terapeutici universalmente validati. Estratto fluido idroalcolico delle parti aeree fiorite con rapporto droga/estratto variabile secondo farmacopea e produttore. Utilizzato tradizionalmente come preparazione aromatica, balsamica ed epatobiliare lieve. Le formulazioni commerciali impiegano generalmente dosaggi compresi tra 1 mL e 4 mL al giorno suddivisi in più assunzioni. Oleolito di Helichrysum italicum (Roth) G.Don ottenuto mediante macerazione delle sommità fiorite in olio vegetale. Impiegato prevalentemente in dermatologia fitoterapica e cosmetologia funzionale come coadiuvante lenitivo, cicatrizzante e protettivo cutaneo. Le preparazioni commerciali possono essere utilizzate direttamente oppure incorporate in creme e unguenti. Preparazioni semisolide topiche contenenti estratto lipofilo o olio essenziale di Helichrysum italicum (Roth) G.Don a concentrazioni generalmente comprese tra 1% e 10%. Utilizzate soprattutto in ambito dermocosmetico e fitoterapico per cute irritata, arrossamenti, contusioni superficiali e stress ossidativo cutaneo. Le evidenze disponibili derivano principalmente da studi sperimentali e osservazionali. Estratti supercritici ottenuti mediante anidride carbonica supercritica, caratterizzati da elevata concentrazione di sesquiterpeni e composti lipofili bioattivi. Tali preparazioni vengono impiegate soprattutto nella cosmetologia avanzata e nelle formulazioni dermatologiche ad attività antiossidante e lenitiva. Mancano protocolli clinici standardizzati per posologia e titolo terapeutico. Integratori nutraceutici contenenti estratti standardizzati di Helichrysum italicum (Roth) G.Don associati a flavonoidi, vitamina E o altri antiossidanti vegetali. Le formulazioni vengono utilizzate principalmente come supporto antiossidante e dermatologico. La standardizzazione fitochimica risulta però eterogenea e non uniformemente regolamentata. Preparazioni omeopatiche di Helichrysum italicum (Roth) G.Don disponibili soprattutto in diluizioni decimali o centesimali ottenute da tintura madre delle sommità fiorite. L’impiego omeopatico tradizionale riguarda prevalentemente disturbi cutanei, microcircolatori e contusivi. Non sono disponibili evidenze cliniche robuste che ne confermino l’efficacia secondo criteri evidence-based. Tintura madre fitoterapica ottenuta dalle sommità fiorite fresche o essiccate mediante estrazione idroalcolica. Utilizzata tradizionalmente come preparazione aromatica digestiva, balsamica e dermofunzionale. Le posologie storicamente riportate risultano generalmente comprese tra 20 e 50 gocce diluite una-due volte al giorno, con significativa variabilità secondo formulazione e concentrazione estrattiva. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di ELICRISO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso balsamico mediterraneo con Helichrysum italicum (Roth) G.Don 2 g e Thymus vulgaris L. 1 g in 200 mL di acqua calda. Lasciare in infusione per circa 10 minuti e assumere fino a due volte al giorno. Tradizionalmente impiegato come coadiuvante nelle affezioni catarrali lievi e nella tosse produttiva. L’associazione è supportata soprattutto da uso fitoterapico tradizionale mediterraneo e da dati farmacologici su oli essenziali e flavonoidi. Tisana digestiva aromatica con Helichrysum italicum (Roth) G.Don 1,5 g, Foeniculum vulgare Mill. 1,5 g e Melissa officinalis L. 1 g. Infusione in 200–250 mL di acqua per 8–10 minuti. Utilizzata tradizionalmente come preparazione eupeptica e balsamica lieve. Le evidenze moderne disponibili risultano prevalentemente farmacologiche e osservazionali. Infuso lenitivo respiratorio con Helichrysum italicum (Roth) G.Don 2 g e Althaea officinalis L. 1,5 g. Lasciare in infusione 10 minuti in acqua calda non bollente. Preparazione tradizionalmente utilizzata come coadiuvante nelle irritazioni delle vie respiratorie superiori e nella tosse secca. Evidenze principalmente etnofarmacologiche e sperimentali indirette. Decotto dermatologico per uso esterno con Helichrysum italicum (Roth) G.Don 3 g e Calendula officinalis L. 2 g in circa 250 mL di acqua. Bollitura lieve per 5 minuti seguita da filtrazione. Utilizzato tradizionalmente per lavaggi cutanei, impacchi e applicazioni lenitive su cute irritata o arrossata. L’associazione risulta coerente con dati sperimentali antinfiammatori e vulnerari. Infuso aromatico mediterraneo con Helichrysum italicum (Roth) G.Don 1,5 g e Lavandula angustifolia Mill. 1 g. Preparazione impiegata tradizionalmente come tisana rilassante aromatica e balsamica. Le evidenze disponibili derivano prevalentemente da farmacologia sperimentale e uso tradizionale consolidato. Formulazione erboristica topica con oleolito di Helichrysum italicum (Roth) G.Don associato a Calendula officinalis L. e Matricaria chamomilla L. in base oleosa dermatologica. Utilizzata nella tradizione fitocosmetica mediterranea come preparazione lenitiva, emolliente e dermoprotettiva per cute sensibile o arrossata. Le evidenze disponibili risultano principalmente sperimentali e osservazionali. Infuso epatobiliare tradizionale con Helichrysum italicum (Roth) G.Don 2 g e Cynara cardunculus subsp. scolymus (L.) Hegi 1 g. Lasciare in infusione per circa 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente come preparazione aromatica digestiva e coleretica lieve. Le evidenze cliniche dirette su Helichrysum italicum (Roth) G.Don rimangono tuttavia limitate. Preparazione inalatoria aromatica con Helichrysum italicum (Roth) G.Don e Thymus vulgaris L. mediante infusione concentrata in acqua calda per fumigazioni tradizionali. Impiegata storicamente nelle affezioni respiratorie catarrali e nelle irritazioni delle vie aeree superiori. I dati disponibili sono prevalentemente etnobotanici e farmacologici indiretti. |
| Vini, elisir, amari, tinture di ELICRISO
Vino aromatico di Helichrysum (uso tradizionale) Preparazione utilizzata in alcune aree del Mediterraneo, soprattutto in Sardegna e Corsica, dove la pianta è storicamente apprezzata per le sue proprietà aromatiche, digestive e balsamiche. Ingredienti 20–30 g di sommità fiorite essiccate di Helichrysum italicum 1 litro di vino bianco secco Facoltativi: scorza di limone non trattato, 1–2 bacche di ginepro, piccola quantità di miele (solo a fine filtrazione) Preparazione Introdurre le sommità fiorite in un contenitore di vetro a chiusura ermetica. Versare il vino bianco secco sulle erbe. Aggiungere eventuali aromi complementari (ginepro o scorza di limone), evitando quantità eccessive che coprirebbero l’aroma dell’immortella. Lasciare macerare per 7–10 giorni in luogo fresco e buio, agitando leggermente ogni giorno. Filtrare finemente, imbottigliare e lasciare riposare almeno 2–3 giorni. Se gradito, dolcificare con una piccola quantità di miele, sciolto separatamente nel vino filtrato. Uso tradizionale Dose: 30–50 ml prima o dopo i pasti. Finalità: digestivo leggero, tonico aromatico, supporto nelle sensazioni di pesantezza post-prandiale, bevanda conviviale profumata. Nota: non è un rimedio curativo ma una preparazione aromatica tradizionale. Precauzioni: evitare in gravidanza, allattamento, gastrite attiva o problemi epatici; non utilizzare in persone che devono limitare l’alcol. Tintura tradizionale di Helichrysum (uso interno controllato o solo esterno) Sebbene non sia propriamente un “vino”, è una forma alcolica storica molto diffusa. Preparazione Sommità fiorite fresche o essiccate in rapporto droga/solvente 1:5 o 1:10. Alcol etilico alimentare 40–70%. Macerazione per 10–20 giorni con agitazione quotidiana. Filtrazione e conservazione in vetro scuro. Uso Interno (solo se prodotto di grado alimentare e secondo indicazioni professionali): 20–30 gocce in poca acqua, 1–2 volte al giorno. Esterno: applicazione diluita su cute arrossata o irritata, o aggiunta a impacchi e lozioni. Bibliografia |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Helichrysum italicum (Roth) G.Don |