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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento del 16-06-2026 |
FARFARA |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Asteranae Ordine Asterales Famiglia Asteraceae Sottofamiglia Asteroideae Tribù Senecioneae Genere Tussilago Specie Tussilago farfara |
Famiglia: Asteraceae |
| Tussilagine, Tossilaggine comune, Farfaro, Coltsfoot, Farfaria, Tussilagem, Casco de cavalo, Dove-dock, Dummy Weed, Fieldhove, Foalfloor, Foal´s foot, Hall foot, Hogweed, Asse´s foot, Bull-foot, Clatter-Clogs, Clay weed, Clayt, Colt, Coltsfoot herb, Unha-de-asno, Huflattich, Podbjal |
| Cineraria Farfara (L.) Bernh., Farfara Radiata Gilib., Petasites Farfara (L.) Baill., Tussilago Alpestris Hegetschw., Tussilago Farfara F. Pallida Hyl., Tussilago Farfara Var. Duplicatolobatum Murr, Tussilago Farfara Var. Spinulifolia Elías, Tussilago Farfara Var. Spinulifolia Elías Ex Sennen, Tussilago Farfara Var. Tubulosa Günther, Grab. & Wimm., Tussilago Generalis E.H.L.Krause, Tussilago Radiata Gilib., Tussilago Ruderalis Salisb., Tussilago Rupestris Wall., Tussilago Umbertina Borbás, Tussilago Vulgaris Hill, Tussilago Vulgaris Lam. |
| PIANTA ERBACEA PERENNE CON UN RIZOMA STRISCIANTE E SQUAMOSO. LE FOGLIE BASALI COMPAIONO DOPO LA FIORITURA, SONO LUNGAMENTE PICCIOLATE, A FORMA DI CUORE O RENIFORMI, CON MARGINE DENTATO E PAGINA INFERIORE DENSAMENTE TOMENTOSA DI BIANCO. I FIORI SONO GIALLI, RIUNITI IN UN SINGOLO CAPOLINO SU UNO SCAPO ERETTO, SQUAMOSO E LANOSO, CHE COMPARE IN PRIMAVERA PRIMA DELLE FOGLIE. IL CAPOLINO È COMPOSTO DA FIORI LIGULATI ESTERNI FEMMINILI E FIORI TUBULOSI CENTRALI ERMAFRODITI. IL FRUTTO È UN ACHENIO CON UN PAPPO BIANCO E SETOSO CHE NE FAVORISCE LA DISPERSIONE ANEMOCORA. |
| FINE INVERNO-INIZIO PRIMAVERA (FEBBRAIO MARZO APRILE) |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO |
| ________ GIALLO CHIARISSIMO |
| ________ GIALLO DORATO |
| Predilige habitat umidi e disturbati, come bordi di strade, scarpate, rive di corsi d'acqua, terreni argillosi umidi, siti di scavo e aree incolte. Si adatta a una vasta gamma di tipi di suolo, ma prospera particolarmente su quelli argillosi e limosi, spesso ricchi di minerali e con una buona ritenzione idrica. È una specie pioniera che colonizza rapidamente aree denudate. La sua distribuzione è ampia in Europa, Asia temperata e Nord Africa, ed è stata introdotta anche in Nord America. Cresce tipicamente dal livello del mare fino a quote montane, preferendo esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. La sua capacità di diffondersi tramite rizomi sotterranei contribuisce alla sua presenza in habitat eterogenei. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| PRIMAVERA (MARZO-MAGGIO) PER I FIORI, ESTATE (GIUGNO-LUGLIO) PER LE FOGLIE |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| FOGLIE (FARFARAE FOLIUM) E FIORI (FARFARAE FLOS) ESSICCATI |
| FIORI - MIELE VEGETALE; FOGLIE - ERBACEO CON NOTE AMARE |
| MUCILLAGINOSO-DOLCE (FIORI), AMAROGNOLO-ASTRINGENTE (FOGLIE) |
TOSSICITÀ: MEDIA |
| Motivazione: La specie contiene alcaloidi pirrolizidinici documentati, tra cui senkirkina e altri derivati epatotossici potenzialmente responsabili di tossicità epatica, inclusa malattia veno-occlusiva epatica in caso di esposizione sufficiente o prolungata. Il rischio tossicologico è ben documentato sulla specie e rappresenta il principale fattore limitante dell'impiego fitoterapico. Le moderne preparazioni fitoterapiche utilizzano droghe selezionate o estratti controllati per ridurre tali composti, ma la presenza naturale di alcaloidi pirrolizidinici impedisce una classificazione di tossicità bassa. Evidenza disponibile: analisi fitochimiche dirette sulla specie, studi tossicologici sperimentali e valutazioni regolatorie ufficiali. |
| EFFICACIA: !! DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Per Tussilago farfara L. esistono dati farmacologici diretti sulla specie, inclusi studi in vitro e in vivo che documentano attività antinfiammatoria, antitussiva ed espettorante attribuite principalmente alle mucillagini, ai flavonoidi e al tussilagone. Tuttavia mancano studi clinici controllati robusti e revisioni sistematiche specifiche che confermino in modo definitivo l'efficacia terapeutica nell'uomo. Inoltre l'impiego fitoterapico moderno è limitato alla disponibilità di preparazioni controllate o certificate a basso contenuto o prive di alcaloidi pirrolizidinici. Evidenza disponibile: farmacologica sperimentale, in vivo animale, uso fitoterapico tradizionale documentato. |
| Mucillagini: polisaccaridi mucillaginosi acidi, arabinogalattani, galattani, arabinosio, galattosio, glucosio, ramnosio, acido galatturonico Flavonoidi: rutina, iperoside, isoquercitrina, quercetina, kaempferolo, astragalina Acidi fenolici e derivati dell'acido caffeico: acido clorogenico, acido neoclorogenico, acido criptoclorogenico, acido caffeico, acido ferulico Sesquiterpeni: tussilagone, isotussilagone, farfaranolo, derivati bisabolanici Alcaloidi pirrolizidinici: senkirkina, senecionina, senecifillina, integerrimina, derivati N-ossido Triterpeni: faradiolo, arnidiolo, beta-amirina, taraxasterolo, pseudo-taraxasterolo Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Tannini: tannini condensati, proantocianidine Oli essenziali e composti volatili: linalolo, alfa-pinene, beta-pinene, cariofillene, nerolidolo Inulina e polisaccaridi di riserva: inulina, fruttani Minerali e oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, silicio, manganese, zinco |
Bibliografia |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L'IMPIEGO DEVE ESSERE LIMITATO A PREPARAZIONI CERTIFICATE PRIVE O A CONTENUTO CONTROLLATO DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. EVIDENZA DISPONIBILE: ANALISI FITOCHIMICHE DIRETTE DELLA SPECIE, VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE E DOCUMENTAZIONE REGOLATORIA. L'USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI RICHIEDE CAUTELA PER IL POTENZIALE RISCHIO DI ACCUMULO DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI E CONSEGUENTE TOSSICITÀ EPATICA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI E VALUTAZIONI DI SICUREZZA SULLA SPECIE. È RACCOMANDABILE MONITORARE LA FUNZIONALITÀ EPATICA NEI CASI DI UTILIZZO RIPETUTO O PROLUNGATO DI PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE. EVIDENZA DISPONIBILE: PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA DERIVANTE DALLA PRESENZA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI IDENTIFICATI NELLA SPECIE. LA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA PUÒ VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE IN FUNZIONE DELL'ORIGINE BOTANICA, DELLE CONDIZIONI DI COLTIVAZIONE E DELLA PARTE DELLA PIANTA UTILIZZATA, CON CONSEGUENTI DIFFERENZE NEL CONTENUTO DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI COMPARATIVI SULLA SPECIE. LE EVIDENZE CLINICHE CONTROLLATE SPECIFICHE PER TUSSILAGO FARFARA L. SONO LIMITATE; GRAN PARTE DELLE CONOSCENZE DISPONIBILI DERIVA DA STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONI SCIENTIFICHE E MONOGRAFIE UFFICIALI. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLA PRESENZA DOCUMENTATA NELLA SPECIE DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI CON POTENZIALE TOSSICITÀ EPATICA E GENOTOSSICA RICONOSCIUTA DA VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE UFFICIALI E MONOGRAFIE FITOTERAPICHE. CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON PATOLOGIE EPATICHE PREESISTENTI. LA PRESENZA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI EPATOTOSSICI NELLA SPECIE COSTITUISCE UNA CONTROINDICAZIONE FARMACOLOGICA DIRETTA SUPPORTATA DA DATI TOSSICOLOGICI E FITOCHIMICI SPECIFICI. CONTROINDICATA IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ NOTA A TUSSILAGO FARFARA L. O AD ALTRI COMPONENTI DELLA PREPARAZIONE. TALE CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLA PRATICA FITOTERAPICA E DAI PRINCIPI GENERALI DI SICUREZZA APPLICATI ALLE PREPARAZIONI VEGETALI CONTENENTI LA SPECIE. |
| ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI PER LA TUBERCOLOSI (ES. ISONIAZIDE) |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| ALTEA |
| ANICE STELLATO |
| EDERA HELIX |
| ENULA CAMPANA |
| FINOCCHIO |
| LIQUIRIZIA |
| MALVA |
| PIANTAGGINE MAGGIORE |
| TIMO VOLGARE |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di FARFARA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratti di Tussilago Farfara L. (FARFARA) Estratto secco nebulizzato o atomizzato da foglie Gli estratti secchi di Tussilago farfara sono impiegati tradizionalmente come emollienti delle mucose respiratorie e coadiuvanti nelle affezioni catarrali. Non esiste un titolo universalmente riconosciuto come necessario all'effetto terapeutico. Le preparazioni moderne privilegiano materie prime certificate prive o estremamente povere di alcaloidi pirrolizidinici. Le dosi tradizionalmente impiegate corrispondono a circa 300-1000 mg al giorno di estratto secco suddivisi in due o tre somministrazioni. Estratto secco titolato in polisaccaridi Alcuni integratori utilizzano estratti standardizzati sul contenuto di polisaccaridi o mucillagini, considerati tra i principali responsabili dell'effetto lenitivo sulle mucose. Non è disponibile un titolo terapeutico universalmente validato da monografie ufficiali internazionali. Le dosi comunemente utilizzate negli integratori variano da 200 a 800 mg al giorno. Estratto fluido L'estratto fluido ottenuto dalle foglie viene impiegato nelle preparazioni fitoterapiche tradizionali per il benessere delle vie respiratorie. In assenza di standardizzazioni universalmente accettate, la posologia tradizionale corrisponde generalmente a 1-4 mL al giorno in dosi suddivise, utilizzando esclusivamente prodotti certificati per il contenuto trascurabile di alcaloidi pirrolizidinici. Tintura madre La tintura madre da foglie o da parti aeree viene utilizzata nella tradizione fitoterapica europea come coadiuvante delle mucose respiratorie irritate. Le dosi comunemente riportate nella pratica erboristica sono comprese tra 20 e 60 gocce, una o tre volte al giorno, secondo concentrazione e preparazione. Estratti depirrolizidinizzati Le preparazioni moderne di maggiore interesse fitoterapico sono quelle ottenute mediante selezione varietale o processi tecnologici finalizzati alla drastica riduzione degli alcaloidi pirrolizidinici. Tali estratti rappresentano la forma più compatibile con gli attuali criteri di sicurezza. Le dosi dipendono dal rapporto droga-estratto e dalla standardizzazione adottata dal produttore. Preparazioni omeopatiche Tussilago farfara è presente in preparazioni omeopatiche ottenute dalla pianta fresca o dalle foglie. Le diluizioni più frequentemente reperibili comprendono D3, D4, D6, D12, CH5, CH7, CH9, CH15 e CH30. L'impiego segue i criteri della pratica omeopatica e non corrisponde a indicazioni terapeutiche validate secondo i criteri della fitoterapia evidence-based. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di FARFARA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso semplice per le vie respiratorie Foglie di Tussilago farfara 1,5 g Acqua 150 mL Versare acqua bollente sulla droga, lasciare in infusione 10 minuti e filtrare. Assumere fino a 2 volte al giorno per periodi limitati e utilizzando esclusivamente materiale certificato a basso contenuto di alcaloidi pirrolizidinici. Infuso emolliente e balsamico Foglie di Tussilago farfara 1 g Foglie di Althaea officinalis 1 g Foglie di Plantago lanceolata 1 g Acqua 200 mL Versare acqua bollente sulla miscela, lasciare in infusione 10-15 minuti e filtrare. Assumere 1-2 volte al giorno. La formulazione è basata sull'associazione tradizionale di droghe ricche in mucillagini con documentazione farmacologica coerente. Infuso per irritazione delle prime vie respiratorie Foglie di Tussilago farfara 1 g Sommità fiorite di Thymus vulgaris 0,5 g Foglie di Malva sylvestris 1 g Acqua 200 mL Lasciare in infusione 10 minuti e filtrare. Assumere 1-2 tazze al giorno. La combinazione associa l'azione emolliente delle mucillagini a droghe tradizionalmente impiegate nel benessere respiratorio. Infuso con piantaggine e altea Foglie di Tussilago farfara 1 g Foglie di Plantago lanceolata 1 g Radice di Althaea officinalis 1 g Acqua 200 mL Infondere per circa 10 minuti e filtrare. Utilizzare una o due volte al giorno per brevi periodi. Decotto leggero emolliente Foglie di Tussilago farfara 1 g Radice di Glycyrrhiza glabra 1 g Acqua 250 mL Portare ad ebollizione per 5 minuti, lasciare riposare 10 minuti e filtrare. Assumere una volta al giorno. Evitare l'uso prolungato della liquirizia in soggetti predisposti. Miscela tradizionale pettorale Foglie di Tussilago farfara 1 g Foglie di Marrubium vulgare 0,5 g Foglie di Plantago lanceolata 1 g Fiori di Malva sylvestris 1 g Acqua 250 mL Preparare come infuso per 10 minuti. Assumere una tazza una o due volte al giorno. Formulazione erboristica in miscela secca Foglie di Tussilago farfara 25% Foglie di Plantago lanceolata 25% Fiori di Malva sylvestris 25% Radice di Althaea officinalis 25% Utilizzare 3 g della miscela per 200 mL di acqua bollente, lasciare in infusione 10-15 minuti e filtrare. Assumere fino a due volte al giorno. |
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