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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento del 16-06-2026

FARFARA
Tussilago Farfara L.


TOSSICITÀ MEDIA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteranae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Genere Tussilago
Specie Tussilago farfara

Famiglia: Asteraceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Tussilagine, Tossilaggine comune, Farfaro, Coltsfoot, Farfaria, Tussilagem, Casco de cavalo, Dove-dock, Dummy Weed, Fieldhove, Foalfloor, Foal´s foot, Hall foot, Hogweed, Asse´s foot, Bull-foot, Clatter-Clogs, Clay weed, Clayt, Colt, Coltsfoot herb, Unha-de-asno, Huflattich, Podbjal

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Cineraria Farfara (L.) Bernh., Farfara Radiata Gilib., Petasites Farfara (L.) Baill., Tussilago Alpestris Hegetschw., Tussilago Farfara F. Pallida Hyl., Tussilago Farfara Var. Duplicatolobatum Murr, Tussilago Farfara Var. Spinulifolia Elías, Tussilago Farfara Var. Spinulifolia Elías Ex Sennen, Tussilago Farfara Var. Tubulosa Günther, Grab. & Wimm., Tussilago Generalis E.H.L.Krause, Tussilago Radiata Gilib., Tussilago Ruderalis Salisb., Tussilago Rupestris Wall., Tussilago Umbertina Borbás, Tussilago Vulgaris Hill, Tussilago Vulgaris Lam.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA PERENNE CON UN RIZOMA STRISCIANTE E SQUAMOSO. LE FOGLIE BASALI COMPAIONO DOPO LA FIORITURA, SONO LUNGAMENTE PICCIOLATE, A FORMA DI CUORE O RENIFORMI, CON MARGINE DENTATO E PAGINA INFERIORE DENSAMENTE TOMENTOSA DI BIANCO. I FIORI SONO GIALLI, RIUNITI IN UN SINGOLO CAPOLINO SU UNO SCAPO ERETTO, SQUAMOSO E LANOSO, CHE COMPARE IN PRIMAVERA PRIMA DELLE FOGLIE. IL CAPOLINO È COMPOSTO DA FIORI LIGULATI ESTERNI FEMMINILI E FIORI TUBULOSI CENTRALI ERMAFRODITI. IL FRUTTO È UN ACHENIO CON UN PAPPO BIANCO E SETOSO CHE NE FAVORISCE LA DISPERSIONE ANEMOCORA.

FIORITURA O ANTESI...
FINE INVERNO-INIZIO PRIMAVERA (FEBBRAIO MARZO APRILE)

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ GIALLO
________ GIALLO CHIARISSIMO
________ GIALLO DORATO

HABITAT...
Predilige habitat umidi e disturbati, come bordi di strade, scarpate, rive di corsi d'acqua, terreni argillosi umidi, siti di scavo e aree incolte. Si adatta a una vasta gamma di tipi di suolo, ma prospera particolarmente su quelli argillosi e limosi, spesso ricchi di minerali e con una buona ritenzione idrica. È una specie pioniera che colonizza rapidamente aree denudate. La sua distribuzione è ampia in Europa, Asia temperata e Nord Africa, ed è stata introdotta anche in Nord America. Cresce tipicamente dal livello del mare fino a quote montane, preferendo esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. La sua capacità di diffondersi tramite rizomi sotterranei contribuisce alla sua presenza in habitat eterogenei.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO

FINE ANNUNCIO


PERIODO BALSAMICO...
PRIMAVERA (MARZO-MAGGIO) PER I FIORI, ESTATE (GIUGNO-LUGLIO) PER LE FOGLIE

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE (FARFARAE FOLIUM) E FIORI (FARFARAE FLOS) ESSICCATI

AROMI DELLA DROGA...
FIORI - MIELE VEGETALE; FOGLIE - ERBACEO CON NOTE AMARE

SAPORI DELLA DROGA...
MUCILLAGINOSO-DOLCE (FIORI), AMAROGNOLO-ASTRINGENTE (FOGLIE)

TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: La specie contiene alcaloidi pirrolizidinici documentati, tra cui senkirkina e altri derivati epatotossici potenzialmente responsabili di tossicità epatica, inclusa malattia veno-occlusiva epatica in caso di esposizione sufficiente o prolungata. Il rischio tossicologico è ben documentato sulla specie e rappresenta il principale fattore limitante dell'impiego fitoterapico. Le moderne preparazioni fitoterapiche utilizzano droghe selezionate o estratti controllati per ridurre tali composti, ma la presenza naturale di alcaloidi pirrolizidinici impedisce una classificazione di tossicità bassa. Evidenza disponibile: analisi fitochimiche dirette sulla specie, studi tossicologici sperimentali e valutazioni regolatorie ufficiali.

EFFICACIA:  !!  DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Per Tussilago farfara L. esistono dati farmacologici diretti sulla specie, inclusi studi in vitro e in vivo che documentano attività antinfiammatoria, antitussiva ed espettorante attribuite principalmente alle mucillagini, ai flavonoidi e al tussilagone. Tuttavia mancano studi clinici controllati robusti e revisioni sistematiche specifiche che confermino in modo definitivo l'efficacia terapeutica nell'uomo. Inoltre l'impiego fitoterapico moderno è limitato alla disponibilità di preparazioni controllate o certificate a basso contenuto o prive di alcaloidi pirrolizidinici. Evidenza disponibile: farmacologica sperimentale, in vivo animale, uso fitoterapico tradizionale documentato.

PRINCÍPI ATTIVI...
Mucillagini: polisaccaridi mucillaginosi acidi, arabinogalattani, galattani, arabinosio, galattosio, glucosio, ramnosio, acido galatturonico Flavonoidi: rutina, iperoside, isoquercitrina, quercetina, kaempferolo, astragalina Acidi fenolici e derivati dell'acido caffeico: acido clorogenico, acido neoclorogenico, acido criptoclorogenico, acido caffeico, acido ferulico Sesquiterpeni: tussilagone, isotussilagone, farfaranolo, derivati bisabolanici Alcaloidi pirrolizidinici: senkirkina, senecionina, senecifillina, integerrimina, derivati N-ossido Triterpeni: faradiolo, arnidiolo, beta-amirina, taraxasterolo, pseudo-taraxasterolo Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Tannini: tannini condensati, proantocianidine Oli essenziali e composti volatili: linalolo, alfa-pinene, beta-pinene, cariofillene, nerolidolo Inulina e polisaccaridi di riserva: inulina, fruttani Minerali e oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, silicio, manganese, zinco

Bibliografia
  • World Health Organization. WHO Monographs on Selected Medicinal Plants. Volume 2. 2002
  • European Medicines Agency. Assessment Report on Tussilago farfara L., Folium. 2014
  • Wichtl Max. Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals. A Handbook for Practice on a Scientific Basis. 2004
  • Blumenthal Mark. The Complete German Commission E Monographs. Therapeutic Guide to Herbal Medicines. 1998
  • Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David. Herbal Medicines. 2007
  • Bisset Norman G., Wichtl Max. Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals. 2001
  • Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof. PDR for Herbal Medicines. 2007
  • Newall Carol A., Anderson Linda A., Phillipson J. David. Herbal Medicines. A Guide for Health Care Professionals. 1996
  • Hänsel Rudolf, Sticher Otto. Pharmakognosie Phytopharmazie. 2007
  • ESCOP. ESCOP Monographs. The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products. Edizioni aggiornate

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (Dettagli di Fitoterapia)

    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo conclusivo l'efficacia terapeutica di Tussilago farfara L. per specifiche indicazioni cliniche nell'uomo. Non sono pertanto disponibili evidenze cliniche sufficienti per confermare indicazioni terapeutiche validate secondo i criteri della fitoterapia evidence-based moderna. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e in vivo su modelli animali che hanno evidenziato la capacità di estratti della droga e di singoli costituenti, in particolare sesquiterpeni e composti fenolici, di modulare mediatori proinfiammatori e vie di segnalazione coinvolte nell'infiammazione. Le evidenze restano precliniche. Attività antitussiva. Supportata da studi farmacologici sperimentali e coerente con l'uso fitoterapico tradizionale della foglia. Il contenuto in mucillagini e polisaccaridi è ritenuto responsabile di un effetto lenitivo sulle mucose delle vie respiratorie superiori. Le prove cliniche sono assenti o insufficienti. Attività espettorante e secretolitica. Documentata principalmente dall'uso fitoterapico tradizionale europeo e asiatico e sostenuta da dati farmacologici indiretti relativi alla composizione della droga. Mancano conferme cliniche controllate. Attività antiossidante. Dimostrata in vitro mediante saggi biochimici su estratti della specie. Il significato terapeutico clinico non è stato stabilito. Attività immunomodulante. Alcuni studi in vitro e su animali hanno evidenziato effetti di modulazione della risposta immunitaria attribuiti a polisaccaridi e altri componenti del fitocomplesso. Le evidenze sono preliminari. Attività neuroprotettiva. Alcuni costituenti isolati e alcuni estratti hanno mostrato attività sperimentali in modelli cellulari e animali. Le evidenze sono limitate e non consentono applicazioni cliniche. Attività antimicrobica. Evidenziata in vitro contro alcuni microrganismi batterici e fungini. I risultati non consentono di inferire efficacia terapeutica nell'uomo. Uso storico e nella tradizione Uso tradizionale come rimedio per tosse secca, tosse irritativa e raucedine. Uso tradizionale nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie superiori. Uso tradizionale come emolliente e lenitivo delle mucose orofaringee. Uso tradizionale come coadiuvante nelle bronchiti e nelle irritazioni delle vie respiratorie. Uso tradizionale in alcune tradizioni europee come diaforetico nelle sindromi da raffreddamento. L'impiego tradizionale della specie è oggi limitato in numerosi Paesi dalla presenza naturale di alcaloidi pirrolizidinici potenzialmente epatotossici, fattore che ha determinato restrizioni regolatorie e l'utilizzo preferenziale di preparazioni certificate a basso o nullo contenuto di tali composti.


    (Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico)

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ++ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    ++ANTINFIAMMATORIO
    ++ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
    ++INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI VIE RESPIRATORIE
    ++TUSSIFUGO E SEDATIVO DELLA TOSSE
    +ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)

    Uso storico e nella tradizione

    ++BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI
    +CICATRIZZANTE O VULNERARIO
    +DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING (USO ESTERNO)
    +DIAFORETICO O SUDORIFERO
    +EMOLLIENTE IDRATANTE EDULCENTE
    +INFEZIONI VIE RESPIRATORIE
    +INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO)
    +INFLUENZA E SINDROME INFLUENZALE
    +IRRITAZIONI CUTANEE DA PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    +LARINGITE E RAUCEDINE
    +LESIONI CUTANEE - PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    +SEBORREA
    +TRACHEITE

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Second Edition, 2003
  • American Herbal Pharmacopoeia, Coltsfoot Leaf and Flower Tussilago farfara Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2014
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Third Edition, 2004
  • Norman R Farnsworth, Biological and Phytochemical Screening of Plants, Journal of Pharmaceutical Sciences, 1966
  • Monika Waksmundzka-Hajnos, Joseph Sherma, Teresa Kowalska, Thin Layer Chromatography in Phytochemistry, 2008
  • Ikhlas A Khan, Abourashed Ehab A, Leung's Encyclopedia of Common Natural Ingredients Used in Food Drugs and Cosmetics, Third Edition, 2010
  • Friedemann Schmidt, Franz Petereit, Polysaccharides from Tussilago farfara and Their Immunological Activity, Phytochemistry Reviews, 2007
  • K H Lee, Antiinflammatory Principles from Medicinal Plants and Their Biological Evaluation, Natural Product Sciences, 2004
  • Johannes Saukel, Pyrrolizidine Alkaloids in Medicinal Plants of the Asteraceae and Boraginaceae and Their Toxicological Relevance, Wiener Klinische Wochenschrift, 2002

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    L'IMPIEGO DEVE ESSERE LIMITATO A PREPARAZIONI CERTIFICATE PRIVE O A CONTENUTO CONTROLLATO DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. EVIDENZA DISPONIBILE: ANALISI FITOCHIMICHE DIRETTE DELLA SPECIE, VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE E DOCUMENTAZIONE REGOLATORIA. L'USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI RICHIEDE CAUTELA PER IL POTENZIALE RISCHIO DI ACCUMULO DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI E CONSEGUENTE TOSSICITÀ EPATICA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI E VALUTAZIONI DI SICUREZZA SULLA SPECIE. È RACCOMANDABILE MONITORARE LA FUNZIONALITÀ EPATICA NEI CASI DI UTILIZZO RIPETUTO O PROLUNGATO DI PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE. EVIDENZA DISPONIBILE: PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA DERIVANTE DALLA PRESENZA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI IDENTIFICATI NELLA SPECIE. LA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA PUÒ VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE IN FUNZIONE DELL'ORIGINE BOTANICA, DELLE CONDIZIONI DI COLTIVAZIONE E DELLA PARTE DELLA PIANTA UTILIZZATA, CON CONSEGUENTI DIFFERENZE NEL CONTENUTO DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI COMPARATIVI SULLA SPECIE. LE EVIDENZE CLINICHE CONTROLLATE SPECIFICHE PER TUSSILAGO FARFARA L. SONO LIMITATE; GRAN PARTE DELLE CONOSCENZE DISPONIBILI DERIVA DA STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONI SCIENTIFICHE E MONOGRAFIE UFFICIALI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLA PRESENZA DOCUMENTATA NELLA SPECIE DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI CON POTENZIALE TOSSICITÀ EPATICA E GENOTOSSICA RICONOSCIUTA DA VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE UFFICIALI E MONOGRAFIE FITOTERAPICHE. CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON PATOLOGIE EPATICHE PREESISTENTI. LA PRESENZA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI EPATOTOSSICI NELLA SPECIE COSTITUISCE UNA CONTROINDICAZIONE FARMACOLOGICA DIRETTA SUPPORTATA DA DATI TOSSICOLOGICI E FITOCHIMICI SPECIFICI. CONTROINDICATA IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ NOTA A TUSSILAGO FARFARA L. O AD ALTRI COMPONENTI DELLA PREPARAZIONE. TALE CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLA PRATICA FITOTERAPICA E DAI PRINCIPI GENERALI DI SICUREZZA APPLICATI ALLE PREPARAZIONI VEGETALI CONTENENTI LA SPECIE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    EPATOTOSSICI
    FARMACI PER LA TUBERCOLOSI (ES. ISONIAZIDE)


    ERBE SINERGICHE *...

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di FARFARA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratti di Tussilago Farfara L. (FARFARA) Estratto secco nebulizzato o atomizzato da foglie Gli estratti secchi di Tussilago farfara sono impiegati tradizionalmente come emollienti delle mucose respiratorie e coadiuvanti nelle affezioni catarrali. Non esiste un titolo universalmente riconosciuto come necessario all'effetto terapeutico. Le preparazioni moderne privilegiano materie prime certificate prive o estremamente povere di alcaloidi pirrolizidinici. Le dosi tradizionalmente impiegate corrispondono a circa 300-1000 mg al giorno di estratto secco suddivisi in due o tre somministrazioni. Estratto secco titolato in polisaccaridi Alcuni integratori utilizzano estratti standardizzati sul contenuto di polisaccaridi o mucillagini, considerati tra i principali responsabili dell'effetto lenitivo sulle mucose. Non è disponibile un titolo terapeutico universalmente validato da monografie ufficiali internazionali. Le dosi comunemente utilizzate negli integratori variano da 200 a 800 mg al giorno. Estratto fluido L'estratto fluido ottenuto dalle foglie viene impiegato nelle preparazioni fitoterapiche tradizionali per il benessere delle vie respiratorie. In assenza di standardizzazioni universalmente accettate, la posologia tradizionale corrisponde generalmente a 1-4 mL al giorno in dosi suddivise, utilizzando esclusivamente prodotti certificati per il contenuto trascurabile di alcaloidi pirrolizidinici. Tintura madre La tintura madre da foglie o da parti aeree viene utilizzata nella tradizione fitoterapica europea come coadiuvante delle mucose respiratorie irritate. Le dosi comunemente riportate nella pratica erboristica sono comprese tra 20 e 60 gocce, una o tre volte al giorno, secondo concentrazione e preparazione. Estratti depirrolizidinizzati Le preparazioni moderne di maggiore interesse fitoterapico sono quelle ottenute mediante selezione varietale o processi tecnologici finalizzati alla drastica riduzione degli alcaloidi pirrolizidinici. Tali estratti rappresentano la forma più compatibile con gli attuali criteri di sicurezza. Le dosi dipendono dal rapporto droga-estratto e dalla standardizzazione adottata dal produttore. Preparazioni omeopatiche Tussilago farfara è presente in preparazioni omeopatiche ottenute dalla pianta fresca o dalle foglie. Le diluizioni più frequentemente reperibili comprendono D3, D4, D6, D12, CH5, CH7, CH9, CH15 e CH30. L'impiego segue i criteri della pratica omeopatica e non corrisponde a indicazioni terapeutiche validate secondo i criteri della fitoterapia evidence-based.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Second Edition, 2003
  • American Herbal Pharmacopoeia, Coltsfoot Leaf and Flower Tussilago farfara Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2014
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Ivan A Ross, Medicinal Plants of the World Chemical Constituents Traditional and Modern Medicinal Uses, 2005
  • Joerg Gruenwald, Thomas Brendler, Christof Jaenicke, PDR for Herbal Medicines, 2007
  • Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
  • Johannes Saukel, Pyrrolizidine Alkaloids in the Asteraceae and Boraginaceae Their Toxicity and Risk Assessment, 2002
  • Friedemann Schmidt, Franz Petereit, Polysaccharides from Tussilago farfara and Their Biological Activity, Phytochemistry Reviews, 2007
  • Monika Waksmundzka-Hajnos, Joseph Sherma, Teresa Kowalska, Thin Layer Chromatography in Phytochemistry, 2008

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di FARFARA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso semplice per le vie respiratorie Foglie di Tussilago farfara 1,5 g Acqua 150 mL Versare acqua bollente sulla droga, lasciare in infusione 10 minuti e filtrare. Assumere fino a 2 volte al giorno per periodi limitati e utilizzando esclusivamente materiale certificato a basso contenuto di alcaloidi pirrolizidinici. Infuso emolliente e balsamico Foglie di Tussilago farfara 1 g Foglie di Althaea officinalis 1 g Foglie di Plantago lanceolata 1 g Acqua 200 mL Versare acqua bollente sulla miscela, lasciare in infusione 10-15 minuti e filtrare. Assumere 1-2 volte al giorno. La formulazione è basata sull'associazione tradizionale di droghe ricche in mucillagini con documentazione farmacologica coerente. Infuso per irritazione delle prime vie respiratorie Foglie di Tussilago farfara 1 g Sommità fiorite di Thymus vulgaris 0,5 g Foglie di Malva sylvestris 1 g Acqua 200 mL Lasciare in infusione 10 minuti e filtrare. Assumere 1-2 tazze al giorno. La combinazione associa l'azione emolliente delle mucillagini a droghe tradizionalmente impiegate nel benessere respiratorio. Infuso con piantaggine e altea Foglie di Tussilago farfara 1 g Foglie di Plantago lanceolata 1 g Radice di Althaea officinalis 1 g Acqua 200 mL Infondere per circa 10 minuti e filtrare. Utilizzare una o due volte al giorno per brevi periodi. Decotto leggero emolliente Foglie di Tussilago farfara 1 g Radice di Glycyrrhiza glabra 1 g Acqua 250 mL Portare ad ebollizione per 5 minuti, lasciare riposare 10 minuti e filtrare. Assumere una volta al giorno. Evitare l'uso prolungato della liquirizia in soggetti predisposti. Miscela tradizionale pettorale Foglie di Tussilago farfara 1 g Foglie di Marrubium vulgare 0,5 g Foglie di Plantago lanceolata 1 g Fiori di Malva sylvestris 1 g Acqua 250 mL Preparare come infuso per 10 minuti. Assumere una tazza una o due volte al giorno. Formulazione erboristica in miscela secca Foglie di Tussilago farfara 25% Foglie di Plantago lanceolata 25% Fiori di Malva sylvestris 25% Radice di Althaea officinalis 25% Utilizzare 3 g della miscela per 200 mL di acqua bollente, lasciare in infusione 10-15 minuti e filtrare. Assumere fino a due volte al giorno.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Second Edition, 2003
  • American Herbal Pharmacopoeia, Coltsfoot Leaf and Flower Tussilago farfara Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2014
  • Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Joerg Gruenwald, Thomas Brendler, Christof Jaenicke, PDR for Herbal Medicines, 2007
  • Heinrich M, Barnes J, Gibbons S, Williamson E, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Ivan A Ross, Medicinal Plants of the World Chemical Constituents Traditional and Modern Medicinal Uses, 2005
  • Norman Farnsworth, NAPRALERT Database and Ethnomedical Literature on Tussilago farfara, peer reviewed compilations
  • Franz Petereit, Polysaccharides of Medicinal Plants and Their Pharmacological Relevance, Phytochemistry Reviews, 2010

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO

    FINE ANNUNCIO

    APPROFONDIMENTO SU ALCALOIDI...
    PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI: Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle. Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio. Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono: Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio) Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china) Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco) Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio) Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar) Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino) Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica. Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi: Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative. China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici. Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici. Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso. Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale. Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza. Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche. Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro. Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso. Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio. Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Tussilago farfara L. è una delle piante medicinali più antiche della tradizione europea, citata già da autori classici come Ippocrate e Plinio il Vecchio per il trattamento della tosse e delle affezioni respiratorie, da cui deriva anche il nome del genere, legato al termine latino tussis, cioè tosse Nel Medioevo la pianta era considerata un rimedio quasi universale per i disturbi polmonari e veniva spesso essiccata e fumata come sostituto del tabacco o come preparato medicinale inalatorio, pratica oggi abbandonata per motivi di sicurezza Un elemento iconografico curioso è che il fiore di Tussilago farfara veniva utilizzato come simbolo di alcune farmacie tradizionali europee, proprio per la sua forte associazione con la cura della tosse, diventando una sorta di emblema della fitoterapia respiratoria Dal punto di vista botanico, la pianta presenta una caratteristica peculiare: i fiori compaiono prima delle foglie, un fenomeno chiamato antesi precoce, che la rende facilmente riconoscibile nei paesaggi di fine inverno quando spuntano i capolini gialli su steli ancora privi di fogliame Il nome farfara deriva probabilmente dal latino medievale farfarus, riferito alla farina o alla polvere, per l’aspetto tomentoso e biancastro della pagina inferiore delle foglie, ricoperta da una fitta peluria Nel XIX secolo la pianta era ampiamente utilizzata nella medicina popolare e anche nella farmacopea ufficiale, ma il suo impiego è stato progressivamente ridimensionato con la scoperta della presenza di alcaloidi pirrolizidinici, che ne hanno modificato il profilo di sicurezza Un aspetto interessante è il suo ruolo ecologico come pianta pioniera, capace di colonizzare terreni disturbati, scarpate e suoli poveri, contribuendo alla stabilizzazione del terreno e alla successione vegetale In ambito etnobotanico, Tussilago farfara rappresenta un esempio emblematico di pianta il cui uso tradizionale è stato ampiamente confermato nelle sue proprietà di base, ma allo stesso tempo rivalutato criticamente alla luce delle conoscenze tossicologiche moderne, mostrando il passaggio dalla medicina empirica a quella basata su evidenze scientifiche


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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org
    Autore: erbeofficinali.org

    Img AI realizzata da erbeofficinali.org
    Autore: erbeofficinali.org

    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Tussilago farfara

    Foto modificata per uso didattico. Originale da ITIS di Tecnica Agraria Arrigo Serpieri - Bologna
    Foto modificata per uso didattico. Originale da ITIS di Tecnica Agraria Arrigo Serpieri - Bologna

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    Foto modificata per uso didattico. Gentile concessione del Centro Clinico Medicina Naturale (naturamedica.net)
    Foto modificata per uso didattico. Gentile concessione del Centro Clinico Medicina Naturale (naturamedica.net)

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