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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 05-06-2026 |
FITOLACCA |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Viridiplantae Clade Streptophyta Clade Embryophyta Clade Tracheophyta Clade Spermatophyta Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Superasteridae Clade Caryophyllanae Ordine Caryophyllales Famiglia Phytolaccaceae Genere Phytolacca Specie Phytolacca americana |
Famiglia: Phytolaccaceae |
| Cremasina uva-turca, Uva Turca, Uva selvatica, Amaranto, Belladonna d´Italia, American Pokeweed, Teinturière, Phytolaque, Riasin d´Amerique, Hierba carmín, Kermesbeere |
| Phytolacca decandra L., Phytolacca Esculenta Van Houtte, Phytolacca Vulgaris Bubani, Phytolacca Decandra Var. Purpurascens A.Braun & C.D.Bouché, Phytolacca Decandra Var. Typica R.E.Fr., Phytolacca Dioica Mill. (misapplied), Phytolacca Octandra L. (misapplied) |
| PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI ROBUSTI, ERETTI E RAMIFICATI, SPESSO DI COLORE ROSSASTRO, ALTI FINO A 3 METRI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, GRANDI, LANCEOLATE O OVATE, CON UN PICCIOLO CORTO. I FIORI SONO PICCOLI, BIANCHI O VERDASTRI, RIUNITI IN RACEMI PENDULI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE. IL CALICE È COMPOSTO DA 5 SEPALI PETALOIDI BIANCHI O ROSATI. LA COROLLA È ASSENTE. GLI STAMI SONO 10, CON ANTERE ROSATE. L'OVARIO È SUPERO, COMPOSTO DA 10 CARPELLI SALDATI, OGNUNO CONTENENTE UN OVULO. IL FRUTTO È UNA BACCA GLOBOSA, CARNOSA, DI COLORE NERO-VIOLACEO A MATURAZIONE, CONTENENTE 10 SEMI NERI LUCIDI. TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO CONSIDERATE TOSSICHE. |
| ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO), CON BACCHE CHE PERSISTONO FINO ALL'AUTUNNO |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| ________ FUCHSIA SCURO |
| Originaria del Nord America, ma ampiamente naturalizzata in molte regioni temperate e subtropicali del mondo, inclusa l'Europa meridionale e l'Italia. Predilige habitat disturbati e soleggiati o parzialmente ombreggiati, come bordi di strade, terreni incolti, radure boschive, giardini abbandonati e discariche. Cresce bene in una varietà di tipi di suolo, da argillosi a sabbiosi, purché ben drenati e spesso ricchi di nutrienti. La sua capacità di produrre un gran numero di semi e la sua crescita vigorosa contribuiscono alla sua rapida diffusione in nuovi ambienti. Si adatta a diverse altitudini, dalle pianure alle zone collinari. In alcune regioni è considerata una specie invasiva a causa della sua rapida crescita e della sua tendenza a formare dense colonie. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| TARDA ESTATE-AUTUNNO (RACCOLTA RADICI: SETTEMBRE-OTTOBRE; BACCHE: AGOSTO-OTTOBRE) |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| RADICI ESSICCATE (PRINCIPALE), BACCHE MATURE (USO LIMITATO E CAUTELATIVO) |
| RADICE: TERROSO-PUNGENTE, SGRADEVOLE; BACCHE: QUASI INODORI |
| RADICE: AMARO-ACRE INTENSO; BACCHE: DOLCIASTRO (MA TOSSICO) |
| TOSSICITÀ: ALTA |
| Motivazione: La tossicità della specie è ampiamente documentata da casi clinici umani, segnalazioni tossicologiche, studi farmacologici e osservazioni veterinarie. Radici, semi, foglie mature e bacche acerbe contengono saponine triterpeniche, lectine e proteine biologicamente attive responsabili di nausea, vomito, diarrea severa, dolori addominali, ipotensione, alterazioni neurologiche e, nei casi gravi, convulsioni e compromissione sistemica. Sono riportati numerosi casi di intossicazione accidentale nell'uomo. L'uso corretto richiede particolare cautela a causa della ridotta finestra di sicurezza e dell'assenza di dosaggi terapeutici clinicamente validati. |
| EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA |
| Motivazione: Non sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche o meta-analisi che confermino un'efficacia terapeutica di Phytolacca americana. Le attività immunomodulanti, antivirali, antinfiammatorie e citotossiche descritte in letteratura derivano prevalentemente da studi in vitro, da studi animali e da ricerche sui singoli costituenti quali pokeweed antiviral protein e lectine. L'uso fitoterapico tradizionale è documentato, ma le evidenze disponibili risultano insufficienti e non consentono di confermare indicazioni terapeutiche clinicamente validate per la specie. |
| Saponine triterpeniche: fitolaccagenina, acido oleanolico, acido jaligonicico, fitolaccosidi, esadesmosidi della fitolaccagenina, saponine della radice Proteine e glicoproteine biologicamente attive: pokeweed antiviral protein, PAP-I, PAP-II, PAP-S, PAP-R, PAP-C, fitolaccina Lectine: fitolacca lectina, pokeweed mitogen, lectine eritroagglutinanti Triterpeni: fitolaccagenina, acido oleanolico, acido estraidrossioleanolico Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido p-cumarico Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, rutina, isoquercitrina Betalaine: betanina, isobetanina, betanidina, fitolaccaxantina Lignani: lirioresinolo derivati, pinoresinolo derivati Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Polisaccaridi: arabinogalattani, polisaccaridi pectici Acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico |
Bibliografia |
Confermate da studi scientifici e clinici | ook | NON UTILIZZABILE IN AUTOTERAPIA |
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata | ++ | ANTIVIRALE |
| ++ | IMMUNOMODULANTE (SQUILIBRI IMMUNITARI) |
| + | ANTINFIAMMATORIO |
| + | LASSATIVO PURGANTE DRASTICO (AD USO OCCASIONALE) |
| !! | ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO) |
Uso storico e nella tradizione | +++ | COLORANTE |
| ++ | EMETICO |
| ++ | LASSATIVO PURGANTE DRASTICO (AD USO OCCASIONALE) |
| + | ANGINA FARINGEA |
| + | ANTIMICROBICO (USO ESTERNO) |
| + | INFEZIONI CAVO OROFARINGEO |
| + | INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI MUCOSE E CAVO ORALE |
| + | LINFOADENOPATIA |
| + | MASTITE E MASTALGIA |
| + | STITICHEZZA O STIPSI |
| + | TONSILLITE |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) LE CONCENTRAZIONI DEI PRINCIPI TOSSICI VARIANO CONSIDEREVOLMENTE TRA RADICI, FOGLIE, GERMOGLI, SEMI E FRUTTI E IN FUNZIONE DELLO STADIO DI SVILUPPO DELLA PIANTA. EVIDENZA DISPONIBILE: ANALISI FITOCHIMICHE E STUDI FARMACOGNOSTICI. LA RADICE RAPPRESENTA LA PARTE MAGGIORMENTE TOSSICA DELLA PIANTA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E NUMEROSI CASI CLINICI DI INTOSSICAZIONE. SONO DOCUMENTATI EPISODI DI NAUSEA, VOMITO, DIARREA PROFUSA, DOLORI ADDOMINALI E DISIDRATAZIONE ANCHE DOPO ASSUNZIONI RELATIVAMENTE MODESTE DI PREPARATI NON STANDARDIZZATI. EVIDENZA DISPONIBILE: CASISTICHE CLINICHE E SEGNALAZIONI TOSSICOLOGICHE. LE LECTINE E LE PROTEINE RIBOSOMA-INATTIVANTI DELLA SPECIE POSSIEDONO MARCATA ATTIVITÀ BIOLOGICA IN VITRO; LA RILEVANZA CLINICA PER L'USO FITOTERAPICO NON È STATA ADEGUATAMENTE DEFINITA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI IN VITRO E FARMACOLOGIA SPERIMENTALE. L'ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE OSSERVATA PER ALCUNI COSTITUENTI ISOLATI È STATA DOCUMENTATA PREVALENTEMENTE IN MODELLI SPERIMENTALI E NON È STATA CONFERMATA DA STUDI CLINICI CONTROLLATI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI IN VITRO E MODELLI ANIMALI. L'USO FITOTERAPICO MODERNO È LIMITATO DALL'ASSENZA DI EVIDENZE CLINICHE ROBUSTE E DAL PROFILO TOSSICOLOGICO SFAVOREVOLE DELLA SPECIE. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONI FARMACOGNOSTICHE, LETTERATURA TOSSICOLOGICA E DOCUMENTAZIONE FITOTERAPICA STORICA. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI RELATIVI ALLE SAPONINE TRITERPENICHE E ALLE PROTEINE BIOLOGICAMENTE ATTIVE PRESENTI NELLA SPECIE, NONCHÉ DALLA CONSOLIDATA PRATICA FITOTERAPICA CHE NE SCONSIGLIA L'IMPIEGO DURANTE LA GESTAZIONE. CONTROINDICATA DURANTE L'ALLATTAMENTO. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DELLA SPECIE E DALL'ASSENZA DI DATI DI SICUREZZA ADEGUATI. CONTROINDICATA NEI BAMBINI. NUMEROSI CASI DI INTOSSICAZIONE PEDIATRICA SONO DOCUMENTATI IN LETTERATURA TOSSICOLOGICA A SEGUITO DELL'INGESTIONE ACCIDENTALE DI BACCHE O ALTRE PARTI DELLA PIANTA. CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ NOTA A PHYTOLACCA AMERICANA O AI SUOI PREPARATI. CONTROINDICATA IN PRESENZA DI PATOLOGIE GASTROINTESTINALI INFIAMMATORIE O ULCERATIVE. TALE CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DALLE PROPRIETÀ IRRITANTI GASTROINTESTINALI DOCUMENTATE PER LA SPECIE E DAI DATI TOSSICOLOGICI DISPONIBILI. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTITUMORALI |
| CHEMIOTERAPICI |
| CITOTOSSICI |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| GASTROLESIVI |
| IMMUNOMODULANTI |
| IMMUNOSOPPRESSORI |
| IMMUNOSTIMOLANTI |
| IRRITANTI GASTROINTESTINALI |
| LASSATIVI FORTI O PURGANTI |
| MODULANTI SISTEMA IMMUNITARIO |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di FITOLACCA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Non esistono integratori standardizzati o estratti titolati sicuri e riconosciuti a base di Phytolacca decandra L. nella fitoterapia moderna, a causa dell’elevata tossicità della pianta e della presenza di saponine e lectine attive; l’uso interno è generalmente sconsigliato o limitato a contesti molto specifici e controllati. Estratto fluido della radice Storicamente presente in alcune farmacopee nordamericane e in preparazioni erboristiche tradizionali. Non esistono titolazioni standardizzate universalmente accettate né dosaggi terapeutici moderni supportati da studi clinici controllati. L'uso fitoterapico interno è oggi generalmente sconsigliato a causa della presenza di saponine triterpeniche, lectine e altre sostanze tossiche. Tintura madre della radice fresca Utilizzata storicamente nella fitoterapia tradizionale statunitense. Non sono disponibili titoli terapeutici validati né schemi posologici supportati da evidenze cliniche moderne. L'impiego interno è considerato potenzialmente tossico e non raccomandato nelle moderne linee guida fitoterapiche. Estratti secchi di radice Sono reperibili in alcuni integratori commerciali internazionali, spesso associati a prodotti destinati al supporto linfatico o immunitario. Non esistono standardizzazioni riconosciute dei principi attivi né livelli di titolazione correlati a efficacia clinica documentata. Non sono disponibili dosaggi terapeutici validati. Estratti secchi o fluidi delle bacche Le bacche mature sono state occasionalmente utilizzate nella medicina popolare e nell'industria dei coloranti naturali. Non esistono estratti standardizzati con indicazioni terapeutiche validate. L'impiego medicinale non è supportato da evidenze cliniche. Preparazioni omeopatiche Phytolacca americana è ampiamente presente nella farmacopea omeopatica internazionale come Phytolacca decandra. Tintura madre omeopatica Preparata generalmente dalla radice fresca secondo le metodiche delle farmacopee omeopatiche ufficiali. Utilizzata come materiale di partenza per le successive diluizioni. Diluizioni omeopatiche basse Disponibili comunemente nelle diluizioni D3, D4, D6, CH4, CH5, CH6. Diluizioni omeopatiche intermedie Disponibili comunemente nelle diluizioni CH9, CH12, CH15 e CH30. Diluizioni omeopatiche elevate Disponibili comunemente nelle diluizioni CH200 e superiori. Per tutte le preparazioni omeopatiche non esistono evidenze cliniche robuste che consentano di attribuire efficacia terapeutica specifica secondo i criteri della medicina basata sulle evidenze. In sintesi, per Phytolacca americana L. non esistono attualmente integratori standardizzati o estratti titolati per i quali siano stati definiti titolo necessario all'effetto terapeutico e posologia clinicamente validati. Le preparazioni reperibili derivano principalmente dalla tradizione erboristica storica oppure dall'impiego omeopatico. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di FITOLACCA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Phytolacca americana L. supportati da evidenze scientifiche moderne che consentano di definire dosaggi sicuri ed efficaci per uso fitoterapico. La specie presenta tossicità documentata, una finestra terapeutica sfavorevole e l'assenza di monografie fitoterapiche moderne che ne raccomandino l'impiego orale. Le principali fonti farmacognostiche e tossicologiche contemporanee sconsigliano la preparazione domestica di infusi, decotti e tisane della radice, delle foglie, dei semi o delle bacche a scopo terapeutico. Non sono disponibili formulazioni erboristiche sinergiche con altre specie vegetali supportate da evidenze scientifiche dirette, specifiche e verificabili su Phytolacca americana L. che consentano di proporre associazioni fitoterapiche sicure. Pertanto, con un approccio rigorosamente evidence-based e conservativo, non è possibile raccomandare né formulare tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche terapeutiche contenenti Phytolacca americana L. |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Phytolacca americana L. |