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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 07-06-2026

GELSEMIO
Gelsemium sempervirens (L.) J.St.-Hil.


TOSSICITÀ VELENOSA O LETALE *


NON UTILIZZABILE *

 Noo 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Clade Lamiidae
Ordine Gentianales
Famiglia Gelsemiaceae
Genere Gelsemium
Specie Gelsemium sempervirens

Famiglia: Gelsemiaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Gelsomino Giallo, Gelsomino Della Carolina, Yellow Jasmine, Evening Trumpet, Allspice Jasmine, Carolina Jasmine, Carolina Jessamie, Evening Trumpet-flower, False Jasmine, Gelsemina, Gift-Jasmin, Jasmim Amarelo, Jasmim Da Carolina

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Bignonia sempervirens L., Bigonia sempervirens L., Gelsemium lucidum Poir., Gelsemium nitidum Michx., Gelsemium nitidum var. inodorum Nutt., Gelsemium sempervirens (L.) Pers., Gelsemium sempervirens (L.) W.T.Aiton, Jeffersonia sempervirens (L.) Brickell, Lisianthius sempervirens Mill., Lisianthius sempervirens Mill. ex Steud., Lisianthius volubilis Salisb.

DESCRIZIONE BOTANICA...
LIANA SEMPREVERDE CON FUSTI SOTTILI E VOLUBILI. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, LANCEOLATE O OVATO-LANCEOLATE, LUCIDE E DI COLORE VERDE SCURO. I FIORI SONO VISTOSI, IMBUTIFORMI, DI COLORE GIALLO BRILLANTE, SOLITARI O IN PICCOLE CIME ASCELLARI, MOLTO PROFUMATI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA OBLUNGA APPIATTITA CHE SI APRE A MATURAZIONE RILASCIANDO NUMEROSI SEMI ALATI. TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO VELENOSE.

FIORITURA O ANTESI...
FEBBRAIO MARZO APRILE (FINE INVERNO-INIZIO PRIMAVERA), CON FIORI GIALLI A TROMBETTA

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ GIALLO
________ GIALLO CHIARISSIMO

HABITAT...
Originaria del sud-est degli Stati Uniti, del Messico e del Guatemala. Predilige boschi aperti, siepi e bordi stradali, crescendo spesso su alberi e recinzioni. Si adatta a una varietà di suoli, ma predilige terreni umidi, ben drenati e ricchi di sostanza organica. Cresce meglio in pieno sole, anche se tollera l'ombra parziale. È comune nelle pianure costiere e può trovarsi anche in aree disturbate.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
TARDA PRIMAVERA (DA MARZO A MAGGIO), QUANDO RADICI E CORTECCIA RAGGIUNGONO LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI GELSEMICINA PIANTA NEUROTOSSICA LETALE - EVITARE QUALSIASI RACCOLTA FAI-DA-TE

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
RADICE (GELSEMII RADIX), TOSSICA E USATA SOLO IN PREPARAZIONI OMEOPATICHE

AROMI DELLA DROGA...
LEGNOSO-AMARO, CON NOTE ERBACEE PUNGENTI E UN SOTTILE SENTORE MUSCHIATO. POCO GRADEVOLE, RICORDA VAGAMENTE IL FIENO VECCHIO

SAPORI DELLA DROGA...
AMARISSIMO E PERSISTENTE, CON NOTE METALLICHE E CAUSTICHE, SEGUITO DA INTORPIDIMENTO LINGUALE E SENSAZIONE BRUCIANTE IN GOLA

TOSSICITÀ:
VELENOSA O LETALE
Motivazione: La tossicità della specie è ampiamente documentata da casi clinici umani, segnalazioni tossicologiche, studi sperimentali e letteratura medico-legale. Gli alcaloidi indolici presenti nella pianta, in particolare gelsemina, gelseminina e composti correlati, possono provocare depressione del sistema nervoso centrale, disturbi visivi, debolezza muscolare, insufficienza respiratoria, collasso cardiovascolare e morte. Sono documentati avvelenamenti gravi e letali conseguenti all'ingestione di piccole quantità di materiale vegetale o di preparazioni concentrate della specie. Tutte le parti della pianta contengono gelsemina e altri alcaloidi estremamente tossici, che possono causare paralisi, insufficienza respiratoria e morte anche a basse dosi se ingeriti.

EFFICACIA:
NON UTILIZZABILE
Motivazione: Gelsemium sempervirens contiene alcaloidi altamente tossici; l’uso fitoterapico non è sicuro e non è raccomandato. La pianta è impiegata solo in preparazioni omeopatiche altamente diluite.

PRINCÍPI ATTIVI...
Alcaloidi indolici monoterpenici: gelsemina, gelseminina, sempervirina, gelsevirina, koumina, gelsemicina, gelsemoidina, rankinidina, humantenina, gelsenicina, gelselegina, gelsedina, sempervidina Alcaloidi ossindolici: gelsenossina, derivati ossindolici della gelsemina Alcaloidi correlati alla koumina: koumina N-ossido, derivati della koumina Iridoidi e secoiridoidi: tracce di composti iridoidici segnalati in alcuni studi fitochimici Steroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico Cere e lipidi vegetali: frazioni lipidiche cuticolari e composti cerosi Resine: componenti resinosi non completamente caratterizzati

Bibliografia
  • Jin Guang-Zhen, Greenberg David A., Gelsemium sempervirens and Gelsemine Its Traditional Use, Pharmacology and Toxicology in Neurological Disorders, Current Neuropharmacology, 2013
  • Dutt Vineet, Dhar Vikas J., Sharma Anil, Gelsemium sempervirens A Review of Its Ethnobotany, Phytochemistry and Pharmacology, International Journal of Green Pharmacy, 2010
  • Friese Jan, Gleitz Johannes, Gutser Ute, Heubach Josef, Selve Norbert, Wilkens Michael, Stimulation of Glycine Receptor Chloride Current by the Alkaloid Gelsemine, Neuroscience Letters, 1996
  • Kitajima Masataka, Nakamura Takashi, Kogure Nobutoshi, Takayama Hiromitsu, Monoterpenoid Indole Alkaloids from Gelsemium Species, Journal of Natural Medicines, 2006
  • Takayama Hiromitsu, Chemistry and Pharmacology of Gelsemium Alkaloids, Proceedings of the Japanese Academy Series B, 2004
  • Dutt Vineet, Kumar Sunil, Phytochemical and Pharmacological Profile of Gelsemium sempervirens, Pharmacognosy Reviews, 2011
  • Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • Dewick Paul M., Medicinal Natural Products A Biosynthetic Approach, 2009
  • Hegnauer Robert, Chemotaxonomie der Pflanzen Band 8, 1989
  • Cordell Geoffrey A., Introduction to Alkaloids A Biogenetic Approach, 1981

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA Gelsemium sempervirens AZIONI IMMEDIATE Rimuovere ogni traccia vegetale dalla bocca Sciacquare con acqua (NON provocare il vomito) Somministrare carbone attivo (1 g/kg di peso) Posizione laterale di sicurezza se compaiono tremori CHIAMATA D'EMERGENZA Italia: Centro Antiveleni di Milano 02 66101029 Europa: 112 Specificare: "Avvelenamento da gelsemicina" Parte ingerita (radice/corteccia/foglie) Quantità e orario assunzione SINTOMI (entro 30-90 minuti) Fase iniziale: Visione offuscata Ptosi palpebrale (palpebre cadenti) Secchezza delle fauci Fase avanzata: Paralisi muscolare progressiva Arresto respiratorio Morte per asfissia TRATTAMENTO OSPEDALIERO URGENTE Antidoto: Nessuno specifico → terapia sintomatica Supporto vitale: Intubazione e ventilazione meccanica Atropina per bradicardia estrema Monitoraggio: Saturazione O2 Elettromiografia COSE ASSOLUTAMENTE DA EVITARE Somministrare stimolanti (caffeina) Far camminare il paziente Ritardare il ricovero PROGNOSI Mortalità: >80% senza trattamento Sopravvivenza possibile solo con terapia intensiva entro 1 ora Fonti:
  • EMA (2015). *Acute Toxicity Report on Gelsemium spp.*
  • WHO (2023). *Neurotoxic Plant Poisoning Guidelines*
  • ATTENZIONE: La pianta è vietata in UE. Ogni caso va denunciato alle autorità sanitarie. Se sospetti un contatto, AGISCI SUBITO - il tempo è critico!


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ookNON UTILIZZABILE IN AUTOTERAPIA

    Uso storico e nella tradizione

    NooANSIOLITICO (ANSIA E AGITAZIONE NERVOSA)
    NooCEFALEA O MAL DI TESTA - EMICRANIA
    NooDEPRESSIONE NERVOSA O PSICHICA
    NooEPILESSIA
    NooINSONNIA
    NooNEVRALGIE
    NooNEVRALGIE (DEL TRIGEMINO)
    NooNEVRITI
    NooNEVROSI (DISTURBI)
    NooREUMATISMI E DOLORI REUMATICI
    NooSCIATICA E SCIATALGIA
    NooSEDATIVO O CALMANTE
    NooSPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
    NooSTUPEFACENTE
    NooTREMORI E VERTIGINI PSICOTICHE
    NooUSO OMEOPATICO
    NooVERTIGINI

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
    EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.

  • EMA (2015). *Assessment Report on Gelsemium spp.*
  • American Association of Poison Control Centers (2023). *Neurotoxic Plant Guidelines*
  • Bisset, N.G. (1992). *Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals*

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    LA SPECIE CONTIENE ALCALOIDI INDOLICI ALTAMENTE TOSSICI, IN PARTICOLARE GELSEMINA, GELSEMININA E COMPOSTI CORRELATI. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI, TOSSICOLOGICI, FARMACOLOGICI E DA NUMEROSI CASI CLINICI DI AVVELENAMENTO UMANO. SONO DOCUMENTATI EFFETTI TOSSICI DOSE-DIPENDENTI COMPRENDENTI VISIONE OFFUSCATA, PTOSI PALPEBRALE, VERTIGINI, ATASSIA, DEBOLEZZA MUSCOLARE PROGRESSIVA, DEPRESSIONE DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE, BRADICARDIA, INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E ARRESTO RESPIRATORIO. EVIDENZA DERIVANTE DA OSSERVAZIONI CLINICHE, CASISTICHE TOSSICOLOGICHE E STUDI SPERIMENTALI. GLI EFFETTI NEUROFARMACOLOGICI OSSERVATI SPERIMENTALMENTE COINVOLGONO SISTEMI GLICINERGICI E ALTRI BERSAGLI NEURONALI CENTRALI. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI IN VITRO E IN VIVO SUGLI ALCALOIDI ISOLATI DELLA SPECIE. L'ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE DIMOSTRINO SICUREZZA ED EFFICACIA TERAPEUTICA IMPEDISCE LA DEFINIZIONE DI UN RAPPORTO BENEFICIO-RISCHIO FAVOREVOLE PER L'IMPIEGO FITOTERAPICO DELLA SPECIE. EVIDENZA DERIVANTE DALLA LETTERATURA CLINICA DISPONIBILE. LE PREPARAZIONI VEGETALI POSSONO PRESENTARE UNA MARCATA VARIABILITÀ NEL CONTENUTO ALCALOIDICO CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ DELL'ESPOSIZIONE TOSSICOLOGICA. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI E FARMACOGNOSTICI. GRAN PARTE DELLE INFORMAZIONI FARMACOLOGICHE DISPONIBILI DERIVA DA STUDI SU ALCALOIDI ISOLATI O DA MODELLI SPERIMENTALI E NON CONSENTE DI STABILIRE INDICAZIONI TERAPEUTICHE VALIDATE PER LA DROGA VEGETALE NEL SUO COMPLESSO. EVIDENZA DERIVANTE DA REVISIONI FARMACOLOGICHE E FITOCHIMICHE.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    ERBA ALTAMENTE TOSSICA! VIETATO L'USO COMUNE. LA GELSEMICINA È LETALE ANCHE IN MICRODOSI (0.5 MG/KG) GELSEMIUM SEMPERVIRENS È CONTROINDICATO PER QUALSIASI IMPIEGO FITOTERAPICO INTERNO A CAUSA DELLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ SISTEMICA E DEL RISTRETTO MARGINE TRA DOSE FARMACOLOGICAMENTE ATTIVA E DOSE TOSSICA. GELSEMIUM SEMPERVIRENS È CONTROINDICATO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SULLA BASE DELLA TOSSICITÀ SISTEMICA DOCUMENTATA E DELL'ASSENZA DI CONDIZIONI DI SICUREZZA ACCETTABILI PER L'USO UMANO. GELSEMIUM SEMPERVIRENS È CONTROINDICATO NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI A CAUSA DELLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DEGLI ALCALOIDI PRESENTI NELLA SPECIE. CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON INSUFFICIENZA RESPIRATORIA, DEPRESSIONE RESPIRATORIA O PATOLOGIE NEUROMUSCOLARI IN QUANTO GLI ALCALOIDI DELLA SPECIE POSSONO AGGRAVARE LA COMPROMISSIONE RESPIRATORIA.

    INCOMPATIBILITÀ CON FARMACI O SOSTANZE
    Interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche non rilevate o non ancora ampiamente documentate

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di GELSEMIO
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Gelsemium sempervirens (L.) J.St.-Hil. è una specie contenente alcaloidi indolici ad elevata tossicità, tra cui gelsemina, sempervirina e gelseminina. Il margine tra dose farmacologicamente attiva e dose tossica è estremamente ristretto e non esistono preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute con rapporto beneficio/rischio favorevole. Per questo motivo non sono disponibili estratti fitoterapici standardizzati o titolati con posologia terapeutica validata e raccomandabile. Preparazioni omeopatiche Sono disponibili in commercio preparazioni omeopatiche ottenute da Gelsemium sempervirens, generalmente sotto forma di tintura madre omeopatica e diluizioni decimali e centesimali quali D3, D4, D6, D12, CH5, CH7, CH9, CH15, CH30, CH200 e diluizioni superiori. Le preparazioni omeopatiche costituiscono attualmente il principale impiego commerciale della specie. Le diluizioni elevate generalmente non contengono quantità farmacologicamente rilevanti degli alcaloidi originari della pianta e non esistono evidenze cliniche sufficienti che ne dimostrino l'efficacia terapeutica per specifiche indicazioni mediche secondo i criteri della medicina basata sulle prove.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volumes 1–4, 1999–2009
  • European Medicines Agency, Reflection Paper on Herbal Medicinal Products Containing Toxic Alkaloids, 2014
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Lewis S. Nelson, Richard D. Shih, Michael J. Balick, Handbook of Poisonous and Injurious Plants, 2007
  • Bernd Frohne, Hans Jürgen Pfänder, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005
  • Frank C. Lu, Lewis B. Kacew, Lu's Basic Toxicology Fundamentals Target Organs and Risk Assessment, 2018
  • Thomas S. C. Li, Medicinal Plants Culture Utilization and Phytopharmacology, 2000

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di GELSEMIO
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Non esistono tisane, decotti, infusi o formulazioni erboristiche a base di Gelsemium sempervirens (L.) J.St.-Hil. supportati da evidenze scientifiche che ne dimostrino sicurezza ed efficacia nella moderna fitoterapia. Qualsiasi preparazione ottenuta da radici, rizomi, fusti, foglie o altre parti della pianta, sia come monocomponente sia in associazione con altre erbe medicinali, comporta un rischio tossicologico documentato e non dispone di uno schema posologico sicuro validato da evidenze cliniche.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volumes 1–4, 1999–2009
  • European Medicines Agency, Reflection Paper on Herbal Medicinal Products Containing Toxic Alkaloids, 2014
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Lewis S. Nelson, Richard D. Shih, Michael J. Balick, Handbook of Poisonous and Injurious Plants, 2007
  • Bernd Frohne, Hans Jürgen Pfänder, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005
  • Frank C. Lu, Lewis B. Kacew, Lu's Basic Toxicology Fundamentals Target Organs and Risk Assessment, 2018
  • Thomas S. C. Li, Medicinal Plants Culture Utilization and Phytopharmacology, 2000

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    APPROFONDIMENTO SU ALCALOIDI...
    PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI: Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle. Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio. Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono: Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio) Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china) Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco) Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio) Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar) Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino) Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica. Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi: Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative. China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici. Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici. Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso. Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale. Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza. Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche. Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro. Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso. Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio. Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Gelsemium sempervirens è una liana sempreverde originaria degli Stati Uniti sudorientali, particolarmente diffusa dalla Virginia alla Florida e fino al Texas orientale. È il fiore ufficiale dello Stato della Carolina del Sud, dove viene comunemente chiamato "Yellow Jessamine". Nonostante la notevole tossicità, la specie ebbe una certa importanza nella medicina nordamericana del XIX secolo. Estratti e tinture venivano utilizzati per nevralgie, dolori e stati febbrili, ma il ridotto margine tra dose attiva e dose tossica ne limitò progressivamente l'impiego. Il nome Gelsemium deriva probabilmente da una latinizzazione del termine italiano gelsomino, dovuta alla somiglianza dei fiori con quelli dei veri gelsomini, benché le due piante appartengano a gruppi botanici completamente differenti. La specie è considerata una delle piante ornamentali tossiche più celebri del Nord America. Tutte le parti della pianta contengono alcaloidi biologicamente attivi, con particolare concentrazione nelle radici. Nel XIX e all'inizio del XX secolo numerosi casi di avvelenamento accidentale, suicidario e criminale furono descritti nella letteratura medica e tossicologica, contribuendo allo sviluppo delle conoscenze sugli alcaloidi neurotossici vegetali. La gelsemina, principale alcaloide della specie, è stata ampiamente studiata come modello sperimentale in neurofarmacologia per comprendere il funzionamento dei recettori glicinergici e di altri sistemi neurotrasmettitoriali. La pianta è diventata molto più nota in omeopatia che in fitoterapia. Ancora oggi Gelsemium rappresenta uno dei rimedi omeopatici più diffusi a livello internazionale, nonostante l'assenza di indicazioni fitoterapiche validate. I suoi fiori gialli, profumati e molto appariscenti ne hanno favorito la diffusione come ornamentale in numerose regioni temperate e subtropicali del mondo. Nella sistematica storica la specie era tradizionalmente inclusa nelle Loganiaceae. Le moderne analisi filogenetiche molecolari hanno successivamente portato al riconoscimento della famiglia Gelsemiaceae come gruppo autonomo, oggi universalmente accettato dalle classificazioni botaniche contemporanee. Gelsemium sempervirens rappresenta un classico esempio di pianta che associa elevato valore ornamentale, interesse storico-medicinale e marcata pericolosità tossicologica, motivo per cui è frequentemente citata nei trattati di farmacognosia, tossicologia vegetale e storia della medicina.


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    Autore: erbeofficinali.org

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Gelsemium sempervirens

    Public domain image for educational use. Courtesy ecoport.org
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    Ted Bodner

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