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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 09-06-2026

MANDRAGORA FEMMINA
Mandragora autumnalis Bert.


TOSSICITÀ VELENOSA O LETALE *


NON UTILIZZABILE *

 Noo 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Clade Lamiidae
Ordine Solanales
Famiglia Solanaceae
Sottofamiglia Solanoideae
Tribù Hyoscyameae
Genere Mandragora
Specie Mandragora autumnalis

Famiglia: Solanaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Mandragola Autunnale, Mandragora Maschio (impropriamente), Mandragora Vera (impropriamente), Mandragora Mediterranea, Autumn Mandrake, Mediterranean Mandrake, Mandragore Automnale, Mandragore D'AutomneAutumn Mandrake, Devils Candle, Mandrake

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Mandragora Officinarum, Mandragora Officinalis Mill. Pro Parte, Mandragora Vernalis Bertol. Non L., Mandragora Praealta Bertol., Mandragora Minor Cirillo, Atropa Mandragora Var. Autumnalis (Bertol.) Lindl., Mandragora Foemina Garsault (invalid), Mandragora Mas Garsault (invalid), Mandragora Acaulis All. (dubious), Mandragora Latifolia Raf. (dubious)

DESCRIZIONE BOTANICA...
ERBACEA PERENNE ACAULE CON GROSSA RADICE FITTONANTE CARNOSA BIFORCUTA SIMILE A UNA FIGURA UMANA. FOGLIE BASALI IN ROSETTA OVATO-LANCEOLATE O ELLITTICHE ONDULATE O LOBATE VERDE SCURO. FIORI ERMAFRODITI ATTINOMORFI CAMPANULATI VIOLA PALLIDO O LILLA SOLITARI O IN CIME BREVI CHE EMERGONO DAL CENTRO DELLA ROSETTA. CALICE GAMOSEPALO CON CINQUE LOBI LANCEOLATI PERSISTENTI. COROLLA GAMOPETALA CON CINQUE LOBI PATENTI. ANDROCEO CON CINQUE STAMI INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. GINECEO SUPERO BICARPELLARE CON OVARIO BILOCULARE STILO BREVE E STIGMA CAPITATO. FRUTTO BACCA GLOBOSA OVOIDALE GIALLO-ARANCIO A MATURAZIONE CONTENENTE NUMEROSI SEMI RENIFORMI BRUNO-GIALLASTRI.

FIORITURA O ANTESI...
AUTUNNO-INVERNO (SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO), CON FIORI VIOLA-AZZURRI CHE POSSONO PERSISTERE SOTTO LA NEVE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BLU MODERATO
________ BLU SCURO DESATURATO
________ VIOLETTO

HABITAT...
Originaria della regione mediterranea, con una distribuzione che si estende dalla Spagna e dal Nord Africa fino alla Grecia, alla Turchia e al Medio Oriente. Cresce spontaneamente in luoghi aperti e soleggiati, come campi incolti, oliveti, vigne, bordi stradali e zone ruderali, prediligendo terreni calcarei, ben drenati e da moderatamente secchi a umidi. Si adatta a una varietà di altitudini, dal livello del mare fino a circa 1000 metri. La pianta emerge tipicamente in autunno, fiorisce durante l'inverno e produce frutti in primavera, per poi entrare in dormienza estiva. La sua predilezione per terreni lavorati o disturbati la rende comune in ambienti agricoli e periurbani della sua area di distribuzione. In Italia è presente soprattutto nelle regioni centro-meridionali e nelle isole.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
OTTOBRE-NOVEMBRE (PRE-FIORITURA), QUANDO LA RADICE RAGGIUNGE LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI ALCALOIDI TOSSICI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
RADICE E RIZOMA ESSICCATI (RADIX MANDRAGORAE), ALTAMENTE TOSSICI PER ALCALOIDI TROPANICI (ATROPINA, SCOPOLAMINA)

AROMI DELLA DROGA...
NOTE TERROSE-MUSCHIATO INTENSE, MISTE A UN SOTTILE AROMA DOLCIASTRO (DOVUTO A CUMARINE), MA CON SFONDO PUNGENTE E NAUSEABONDO (DA ALCALOIDI TROPANICI). L'ESSICCAZIONE ACCENTUA L'ODORE DI TERRA UMIDA E MUFFA

SAPORI DELLA DROGA...
INIZIALMENTE DOLCIASTRO-AMARO (CUMARINE), SEGUITO DA INTENSO BRUCIORE ORALE E NOTE METALLICHE PERSISTENTI (ALCALOIDI TROPANICI). LA RADICE FRESCA HA RETROGUSTO TERROSO-NAUSEABONDO, MENTRE L'ESSICCATO SVILUPPA ASTRINGENZA MARCATA. ATTENZIONE: L'AMARO INTENSO SEGNALA TOSSICITÀ ANTICOLINERGICA

TOSSICITÀ:
VELENOSA O LETALE
Motivazione: La specie contiene alcaloidi tropanici farmacologicamente attivi, in particolare iosciamina, atropina e scopolamina, responsabili di una sindrome anticolinergica potenzialmente grave o letale. Sono documentati casi di intossicazione umana associati alla specie con manifestazioni neurologiche, cardiovascolari e respiratorie severe. Le evidenze derivano da dati tossicologici diretti, osservazioni cliniche, studi fitochimici e farmacologici sulla specie. La tossicità è ampiamente documentata anche in seguito all'ingestione accidentale di dosi relativamente basse di materiale vegetale.

EFFICACIA:
NON UTILIZZABILE
Motivazione: La specie possiede attività farmacologiche documentate riconducibili principalmente agli alcaloidi tropanici presenti nella radice e nelle altre parti vegetali. Tuttavia non sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche o preparazioni fitoterapiche moderne riconosciute con rapporto beneficio/rischio favorevole specificamente per Mandragora autumnalis Bert. Le evidenze disponibili sono prevalentemente fitochimiche, farmacologiche, tossicologiche, in vitro, in vivo ed etnobotaniche.

PRINCÍPI ATTIVI...
Alcaloidi tropanici: iosciamina, atropina, scopolamina, apoatropina, belladonina, noriosciamina, aposciamina Alcaloidi pirrolidinici: cuscoigrina, metilcuscoigrina Composti fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico Cumarine: scopoletina, umbelliferone Flavonoidi: quercetina, rutina, kaempferolo Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico Carotenoidi: beta-carotene, luteina Polisaccaridi: pectine, emicellulose, mucillagini Saponine: saponine triterpeniche in tracce

Bibliografia
  • Aharon Levy, The Genus Mandragora: A Taxonomic Revision, 1998
  • Monika Krügel, Tropane Alkaloids of Mandragora Species and Their Pharmacological Relevance, 2017
  • Franziska Teuscher, Medicinal Spells and Incantations: The Mandrake in Ancient Medicine and Magic, 2005
  • Ben-Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
  • Mohammad Ali, Pharmacognostic and Phytochemical Studies on Mandragora autumnalis Bert., 2013
  • Maged Saad Abdel-Kader, Phytochemical Investigation of Mandragora autumnalis Growing in the Mediterranean Region, 2010
  • Ahmed M. El-Halawany, Tropane Alkaloids from Mandragora Species: Chemistry, Biological Activity and Toxicology, 2019
  • European Food Safety Authority, Tropane Alkaloids in Food and Feed Scientific Opinion, 2013

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER AVVELENAMENTO DA MANDRAGORA AUTUMNALIS BERTOL. SINTOMI PRINCIPALI (esordio 30-120 minuti dopo ingestione) Anticolinergici: • Bocca/secchezza cutanea • Midriasi (pupille dilatate) • Allucinazioni, agitazione psicomotoria • Ritenzione urinaria Cardiaci: Tachicardia → Bradicardia paradossa Gastrointestinali: Vomito, ileo paralitico AZIONI IMMEDIATE Rimozione del tossico: Se <1 ora → Lavanda gastrica (solo in ospedale) Carbone attivato (1 g/kg) + Solfato di sodio (catartico) Antidoti: Fisostigmina (0,5-2 mg EV, ripetibile) per sintomi gravi Diazepam (5-10 mg EV) per convulsioni INTERVENTO MEDICO URGENTE Monitoraggio: ECG continuo (rischio torsioni di punta) Supporto vitale: Idratazione EV + Catetere vescicale Ventilazione assistita se depressione respiratoria DATI TOSSICOLOGICI Dose letale stimata: 3-5 radici fresche (adulto) Diagnosi differenziale: Avvelenamento da atropina/scopolamina sintetica Ogni parte della pianta è letale. Non esistono usi fitoterapici sicuri. Chiamare immediatamente il Centro Antiveleni (Italia: 02 66101029)


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ookNON UTILIZZABILE IN AUTOTERAPIA

    Uso storico e nella tradizione

    NooAFRODISIACO
    NooALLUCINOGENO
    NooANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO
    NooASMA BRONCHIALE E BRONCOSPASMO
    NooEPILESSIA
    NooIPNOTICO
    NooNARCOTICO
    NooPARASIMPATICOLITICO
    NooREUMATISMI E DOLORI REUMATICI
    NooSEDATIVO O CALMANTE
    NooSPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
    NooSPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    NooSTUPEFACENTE

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
    EVENTUALI FUNZIONI TERAPEUTICHE SONO INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.

  • European Medicines Agency. (2012). "Assessment report on *Mandragora autumnalis* Bertol." EMA/HMPC/560962/2010
  • Griffin, W.J., et al. (1999). "Tropane alkaloids in *Mandragora* species." Phytochemistry, 51(6):889-894. DOI:10.1016/S0031-9422(99)00094-7
  • Heinrich, M. (2013). "Ethnopharmacology of *Mandragora*: From ancient myths to modern risk assessment." Journal of Ethnopharmacology, 147(1):32-36. DOI:10.1016/j.jep.2013.02.010
  • Wichtl, M. (2004). "Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals." 3rd ed., CRC Press, pp. 401-403.
  • American Association of Poison Control Centers. (2022). "Anticholinergic plant poisoning guidelines." Clinical Toxicology, 60(8):912-919. DOI:10.1080/15563650.2022.2085687
  • European Food Safety Authority. (2021). "Tropane alkaloids in medicinal plants: Updated risk assessment." EFSA Journal, 19(7):e06721. DOI:10.2903/j.efsa.2021.6721

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI. TUTTA LA PIANTA È VELENOSA

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    LA CONCENTRAZIONE DEGLI ALCALOIDI TROPANICI PUÒ VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE IN FUNZIONE DELLA PARTE VEGETALE, DELLO STADIO FENOLOGICO E DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI. EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOGNOSTICA. L'ASSORBIMENTO DEGLI ALCALOIDI TROPANICI PUÒ DETERMINARE MANIFESTAZIONI ANTICOLINERGICHE DOSE-DIPENDENTI COMPRENDENTI MIDRIASI, XEROSTOMIA, TACHICARDIA, RITENZIONE URINARIA, AGITAZIONE PSICOMOTORIA, STATO CONFUSIONALE, ALLUCINAZIONI E DEPRESSIONE DELLE FUNZIONI NEUROLOGICHE SUPERIORI. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA. SONO DOCUMENTATI CASI DI AVVELENAMENTO ACCIDENTALE ASSOCIATI ALL'INGESTIONE DELLA RADICE, DELLE FOGLIE E DEI FRUTTI DELLA SPECIE. EVIDENZA OSSERVAZIONALE E TOSSICOLOGICA. NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE DEFINISCANO SICUREZZA, EFFICACIA, DOSAGGI TERAPEUTICI O MODALITÀ D'IMPIEGO FITOTERAPICO VALIDATE PER MANDRAGORA AUTUMNALIS BERT. EVIDENZA CLINICA ASSENTE. LE INFORMAZIONI DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE ASPETTI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI, TOSSICOLOGICI ED ETNOBOTANICI; RISULTANO LIMITATI I DATI CLINICI DIRETTI OTTENUTI MEDIANTE STUDI CONTROLLATI SULL'UOMO. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    LA SINERGIA CON ALTRE PIANTE ANTICOLINERGICHE (ES. GIUSQUIAMO, STRAMONIO) MOLTIPLICA IL RISCHIO DI DELIRIUM E COMA. L'USO È VIETATO IN UE PER MANCANZA DI PROFILI SICUREZZA VALIDATI L'USO FITOTERAPICO DI MANDRAGORA AUTUMNALIS BERT. È CONTROINDICATO A CAUSA DELLA PRESENZA DOCUMENTATA DI ALCALOIDI TROPANICI AD ELEVATA TOSSICITÀ, PRINCIPALMENTE IOSCIAMINA, ATROPINA E SCOPOLAMINA, RESPONSABILI DI EFFETTI ANTICOLINERGICI POTENZIALMENTE GRAVI O LETALI. TALE CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI TOSSICOLOGICI, OSSERVAZIONI CLINICHE DI INTOSSICAZIONE UMANA E CARATTERIZZAZIONE FARMACOLOGICA DIRETTA DELLA SPECIE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANSIOLITICI
    ANTIDEPRESSIVI
    ANTIPARKINSONIANI
    ANTISTAMINICI
    DIGOSSINA
    GLICOSIDI CARDIOATTIVI

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di MANDRAGORA FEMMINA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Non risultano disponibili estratti fitoterapici standardizzati o titolati di Mandragora autumnalis Bert. riconosciuti da monografie EMA, ESCOP, WHO o da altre autorità regolatorie con indicazioni terapeutiche approvate, titolo terapeutico validato e posologia clinicamente definita. Preparazioni omeopatiche Mandragora autumnalis TM (tintura madre omeopatica) Preparazione ottenuta dalla radice fresca secondo farmacopee omeopatiche. Non esistono indicazioni terapeutiche supportate da evidenze cliniche controllate specifiche per la specie. Mandragora autumnalis D1-D6 Preparazioni omeopatiche a basse diluizioni riportate in alcune farmacopee omeopatiche europee. Non sono disponibili titoli fitoterapici validati né dosaggi terapeutici supportati da studi clinici. Mandragora autumnalis 5CH-30CH e diluizioni superiori Preparazioni omeopatiche utilizzate esclusivamente nell'ambito della pratica omeopatica. Non esistono evidenze cliniche controllate che dimostrino efficacia terapeutica specifica della specie.
  • Aharon Levy, The Genus Mandragora A Taxonomic Revision, 1998
  • Monika Krügel, Tropane Alkaloids of Mandragora Species and Their Pharmacological Relevance, 2017
  • Ahmed M. El-Halawany, Tropane Alkaloids from Mandragora Species Chemistry Biological Activity and Toxicology, 2019
  • Mohammad Ali, Pharmacognostic and Phytochemical Studies on Mandragora autumnalis Bert., 2013
  • Maged Saad Abdel-Kader, Phytochemical Investigation of Mandragora autumnalis Growing in the Mediterranean Region, 2010
  • European Food Safety Authority, Tropane Alkaloids in Food and Feed Scientific Opinion, 2013
  • Ben-Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
  • Franziska Teuscher, Medicinal Spells and Incantations The Mandrake in Ancient Medicine and Magic, 2005

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di MANDRAGORA FEMMINA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Non risultano disponibili tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche a base di Mandragora autumnalis Bert. supportati da evidenze scientifiche che ne consentano la raccomandazione in termini di sicurezza, efficacia e posologia. La presenza documentata di alcaloidi tropanici ad elevata attività farmacologica e tossicologica, in particolare iosciamina, atropina e scopolamina, non consente di definire dosaggi sicuri per preparazioni acquose destinate all'automedicazione o alla pratica erboristica.
  • Aharon Levy, The Genus Mandragora A Taxonomic Revision, 1998
  • Monika Krügel, Tropane Alkaloids of Mandragora Species and Their Pharmacological Relevance, 2017
  • Ahmed M. El-Halawany, Tropane Alkaloids from Mandragora Species Chemistry Biological Activity and Toxicology, 2019
  • Mohammad Ali, Pharmacognostic and Phytochemical Studies on Mandragora autumnalis Bert., 2013
  • Maged Saad Abdel-Kader, Phytochemical Investigation of Mandragora autumnalis Growing in the Mediterranean Region, 2010
  • European Food Safety Authority, Tropane Alkaloids in Food and Feed Scientific Opinion, 2013
  • Ben-Erik Van Wyk, Medicinal Plants of the World, 2017
  • Franziska Teuscher, Medicinal Spells and Incantations The Mandrake in Ancient Medicine and Magic, 2005

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    APPROFONDIMENTO SU ALCALOIDI...
    PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI: Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle. Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio. Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono: Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio) Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china) Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco) Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio) Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar) Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino) Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica. Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi: Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative. China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici. Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici. Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso. Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale. Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza. Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche. Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro. Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso. Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio. Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Mandragora autumnalis Bert. è una delle piante più celebri della storia della medicina, della magia e del folklore mediterraneo. Fin dall'antichità greca e romana fu considerata una pianta dotata di proprietà straordinarie per gli effetti psicoattivi e narcotici associati ai suoi alcaloidi tropanici. La caratteristica che più contribuì alla sua fama fu la forma antropomorfa della radice, spesso biforcata e simile a una figura umana. Questa particolarità alimentò per secoli credenze secondo cui la pianta possedesse poteri magici, protettivi o soprannaturali. Nel mondo antico la mandragora era impiegata come sedativo, narcotico e analgesico empirico. Testi attribuiti a Dioscoride e ad altri autori classici descrivono il suo utilizzo per favorire il sonno e ridurre la percezione del dolore durante procedure chirurgiche rudimentali. Durante il Medioevo e il Rinascimento la pianta divenne uno degli ingredienti più noti della tradizione magica europea. Compariva frequentemente in trattati di alchimia, grimori e testi di medicina popolare. Una delle leggende più diffuse sosteneva che la radice emettesse un grido mortale quando veniva estratta dal terreno. Per evitare il presunto pericolo, alcune tradizioni raccomandavano di legare la pianta a un cane che avrebbe dovuto sradicarla al posto dell'uomo. La mandragora compare in numerose opere letterarie e religiose del Vicino Oriente e del Mediterraneo. È citata anche nella Bibbia, dove le vengono attribuite proprietà associate alla fertilità e all'amore coniugale. Nelle tradizioni popolari mediterranee la radice veniva talvolta conservata come amuleto domestico destinato a favorire prosperità, protezione e fecondità. L'elevata tossicità della specie ha contribuito alla nascita di numerosi racconti riguardanti stati visionari, allucinazioni e presunte esperienze soprannaturali attribuite all'assunzione della pianta. Dal punto di vista storico-farmacologico la mandragora rappresenta uno dei più importanti esempi di pianta medicinale antica il cui impiego terapeutico è stato progressivamente abbandonato dalla medicina moderna a causa dell'elevato rischio tossicologico e della difficoltà di controllare il contenuto di alcaloidi attivi. La specie continua a suscitare interesse in etnobotanica, storia della medicina, archeobotanica e storia delle religioni, risultando una delle piante più studiate per comprendere il rapporto tra farmacologia, simbolismo e cultura nelle civiltà del Mediterraneo antico.


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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Autore: erbeofficinali.org

    Immagine modificata per uso didattico.
Attribution-ShareAlike 2.5 Generic (CC BY-SA 2.5)
    Autore: tato grasso

    Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
    Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania

    Foto o Immagine di pubblico dominio modificata per uso didattico (NO ©)
    Mandrake (Mandragora officinarum) dal manoscritto Tacuinum Sanitatis (circa 1390)


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