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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 31-05-2026

PETASITES
Petasites officinalis Moench.

Medaglia d'argento

TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO


EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE


 ook 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Clade Campanulidae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Genere Petasites
Specie Petasites officinalis

Famiglia: Asteraceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Cappellaccio, Farfaraccio maggiore, Tossilagine maggiore, Fior di cipresso, Bardano domestico, Slavazza, Farfarazza, Erba per la tigna, Petrasita, Butterbur, Pestilence Wort, Pétasite

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Petasites Hybridus (L.) Gaertn. Meyer Et Sch., Tussilago Petasites L., Petasites Vulgaris Desf., Petasites Vulgaris Rubens I.B. Ray. Hist., Petasites Major Tourn., Petasites Petasites Karsten, Tussilago Major Matt.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA PERENNE RIZOMATOSA CON GRANDI FOGLIE BASALI RENIFORMI O CORDATO-ORBICOLARI, LUNGAMENTE PICCIOLATE, CON LAMINA DENTATA O LOBATA, VERDE SULLA PAGINA SUPERIORE E TOMENTOSA SU QUELLA INFERIORE. FUSTI FIORIFERI ERETTI, SQUAMOSI, CHE COMPAIONO PRIMA DELLE FOGLIE, PORTANTI DENSI RACEMI O SPIGHE DI CAPOLINI UNISESSUALI O BISESSUALI. FIORI TUBULOSI, DI COLORE BIANCO-VERDOGNOLO O GIALLASTRO. FIORI MASCHILI CON STAMI SPORGENTI. FIORI FEMMINILI CON STILI BIFIDI. FRUTTO È UN ACHENIO CILINDRICO CON UN PAPPO DI SETOLE BIANCHE PER LA DISPERSIONE ANEMOCORA. TUTTA LA PIANTA HA UN ODORE CARATTERISTICO.

FIORITURA O ANTESI...
MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO, PRINCIPALMENTE IN PRIMAVERA, CON FIORI ROSA-PORPORA RIUNITI IN CAPOLINI

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ MAGENTA SCURO DESATURATO
________ ROSSO PORPORA

HABITAT...
Originaria dell'Europa e di alcune parti dell'Asia occidentale. Il suo habitat tipico comprende zone umide e ombrose come rive di corsi d'acqua, fossi, paludi, boschi umidi, prati umidi e valli ombrose. Predilige suoli umidi o saturi d'acqua, argillosi o limosi, ricchi di materia organica e con un pH da leggermente acido a neutro. Cresce meglio in posizioni ombreggiate o parzialmente ombreggiate e richiede una costante disponibilità di umidità nel terreno. La sua diffusione è principalmente vegetativa tramite i rizomi sotterranei che formano ampie colonie. È una specie che si trova spesso in ambienti ripariali e in zone dove l'acqua è abbondante, contribuendo alla stabilizzazione del suolo umido. La sua presenza è indicativa di condizioni di elevata umidità del suolo e scarsa illuminazione diretta.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
MAGGIO E PRIMAVERA, QUANDO I PRINCIPI ATTIVI (ES. PETASINA) RAGGIUNGONO LA MASSIMA CONCENTRAZIONE

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE, RADICI (RIZOMI) E, MENO FREQUENTEMENTE, FIORI. LE FOGLIE E I RIZOMI SONO RICCHI DI SESQUITERPENI (PETASINA) E ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI

AROMI DELLA DROGA...
CARATTERISTICO E SGRADEVOLE, SIMILE A QUELLO DELLE CIMICI, SOPRATTUTTO NELLE FOGLIE E NEI FIORI FRESCHI

SAPORI DELLA DROGA...
AMARO E ASTRINGENTE, DOVUTO AI TANNINI E AGLI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI

TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: La specie contiene alcaloidi pirrolizidinici epatotossici, genotossici e potenzialmente cancerogeni documentati da studi tossicologici, farmacologici e osservazionali. I preparati grezzi, non purificati o non controllati possono comportare rischi rilevanti. Gli estratti commerciali moderni destinati all'uso fitoterapico vengono invece sottoposti a processi di rimozione degli alcaloidi pirrolizidinici e presentano un profilo di sicurezza significativamente migliore. La tossicità dipende pertanto in modo determinante dalla preparazione utilizzata e dal contenuto residuo di alcaloidi pirrolizidinici.

EFFICACIA:
CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche e valutazioni regolatorie relative a estratti standardizzati di Petasites officinalis Moench, oggi generalmente trattato come Petasites hybridus, in particolare per la profilassi dell'emicrania e per la rinite allergica. Tuttavia l'efficacia è stata dimostrata esclusivamente per specifici estratti standardizzati e depurati dagli alcaloidi pirrolizidinici. Nonostante questa limitazione, la presenza di evidenze cliniche controllate consente la classificazione nella categoria confermata da evidenze scientifiche.

PRINCÍPI ATTIVI...
Sesquiterpeni esteri: petasina, isopetasina, neopetasina, S-petasina, iso-S-petasina Oli essenziali e componenti volatili: furanopetasiolo, bakkenolide A, bakkenolide B, bakkenolide D, bakkenolide G, eremofilenolo, deidrofuranopetasiolo Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, rutina, isoquercitrina, astragalina Acidi fenolici: acido clorogenico, acido neoclorogenico, acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico Pirrolizidinalcaloidi: senecionina, senecionina N-ossido, integerrimina, integerrimina N-ossido, senkirkina, retrorsina, retrorsina N-ossido Triterpeni: faradiolo, arnidiolo, beta-amirina Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Poliacetileni: derivati poliacetilenici eremofilano-correlati Lignani: derivati lignanici minori identificati nel rizoma Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Polisaccaridi: polisaccaridi eterogenei del rizoma, arabinogalattani Mucillagini: polisaccaridi mucillaginosi complessi Acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico Amminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, alanina, leucina, valina Minerali: potassio, calcio, magnesio, ferro, manganese

Bibliografia
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Petasites hybridus Rhizoma et Folium, 2012
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • Committee on Herbal Medicinal Products, European Medicines Agency Community Herbal Monograph on Petasites hybridus, 2012
  • Karin Raith, Max W. W. Adams, Pyrrolizidine Alkaloids in Petasites hybridus Chemistry Toxicology and Risk Assessment, Phytochemistry Reviews, 2018
  • Stefan Kälin, Andreas Croft, Petasins and Isopetasins from Petasites hybridus Pharmacology and Phytochemistry, Journal of Ethnopharmacology, 2003
  • Heinz Schapowal, Treatment of Allergic Rhinitis with Butterbur Petasites hybridus A Review, Advances in Therapy, 2005
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • F. Rossi, G. Arzenton, Phytochemistry and Biological Activity of Petasites hybridus, Fitoterapia, 2001

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Profilassi dell'emicrania. Supportata da studi clinici randomizzati controllati, revisioni sistematiche e valutazioni regolatorie riguardanti specifici estratti standardizzati di Petasites officinalis Moench, oggi generalmente considerato sinonimo di Petasites hybridus, depurati dagli alcaloidi pirrolizidinici. Le evidenze indicano una riduzione della frequenza degli attacchi emicranici in alcuni studi clinici. Rinite allergica stagionale e perenne. Supportata da studi clinici controllati e revisioni che hanno valutato specifici estratti standardizzati privi di alcaloidi pirrolizidinici. Le evidenze mostrano un miglioramento sintomatologico rispetto al basale e risultati comparabili ad alcuni trattamenti convenzionali in determinati studi. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro, studi in vivo su animali e revisioni farmacologiche riguardanti petasina, isopetasina e altri sesquiterpeni caratteristici della specie. Le evidenze cliniche dirette per indicazioni antinfiammatorie diverse da emicrania e rinite allergica risultano insufficienti. Attività antispasmodica. Supportata da studi farmacologici in vitro e in vivo che hanno evidenziato effetti sulla muscolatura liscia. Le conferme cliniche specifiche sono limitate. Attività broncomodulatrice. Supportata da studi sperimentali in vitro e su animali che suggeriscono effetti favorevoli sulla reattività bronchiale. Non sono disponibili evidenze cliniche sufficienti per una specifica indicazione terapeutica. Attività antiallergica. Supportata da studi in vitro, studi farmacologici e dall'uso clinico nella rinite allergica. Per altre manifestazioni allergiche le evidenze rimangono insufficienti. Attività neurovascolare correlata all'emicrania. Supportata da studi farmacologici sperimentali e coerente con i risultati osservati negli studi clinici sull'emicrania. Attività analgesica. Alcuni studi sperimentali in vivo hanno evidenziato effetti antinocicettivi. Le evidenze cliniche specifiche risultano limitate. Uso storico e nella tradizione Le foglie e i rizomi sono stati utilizzati nella medicina popolare europea per cefalea, emicrania e nevralgie. La specie è stata tradizionalmente impiegata per tosse, affezioni respiratorie e disturbi catarrali. Nella tradizione erboristica europea è stata utilizzata per spasmi gastrointestinali e disturbi digestivi. Sono documentati usi tradizionali per dolori articolari e reumatici. La specie è stata storicamente utilizzata come rimedio per manifestazioni allergiche stagionali prima della disponibilità di estratti standardizzati moderni.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ookCEFALEA O MAL DI TESTA - EMICRANIA
    ookRINITE ALLERGICA O RAFFREDDORE DA FIENO

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ++ALLERGIE APPARATO RESPIRATORIO
    ++ANTINFIAMMATORIO
    ++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    ++SPASMOLITICO FIBRE MUSCOLARI LISCIE
    +BRONCODILATATORE ANTIASMATICO
    +SPASMOLITICO VIE RESPIRATORIE

    Uso storico e nella tradizione

    ?ACNE (DEPURATIVO)
    ?CICATRIZZANTE O VULNERARIO
    ?DEPURATIVO DRENANTE
    ?FORUNCOLOSI
    ?IRRITAZIONI CUTANEE DA PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    ?LESIONI CUTANEE - PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    +ALLERGIE
    +ANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO
    +ASMA ALLERGICA
    +ASMA BRONCHIALE E BRONCOSPASMO
    +BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI
    +CATARRO VIE RESPIRATORIE (ANCHE CON TOSSE)
    +DIAFORETICO O SUDORIFERO
    +ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
    +INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI VIE RESPIRATORIE
    +NEVRALGIE
    +REUMATISMI E DOLORI REUMATICI
    +SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
    +TUSSIFUGO E SEDATIVO DELLA TOSSE

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Petasites hybridus Rhizoma et Folium, 2012
  • Committee on Herbal Medicinal Products, European Medicines Agency Community Herbal Monograph on Petasites hybridus, 2012
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • Richard B. Lipton, Stewart J. Tepper, Butterbur for Migraine Prevention A Randomized Double Blind Placebo Controlled Trial, Neurology, 2004
  • Heinz Schapowal, Treatment of Allergic Rhinitis with Butterbur Petasites hybridus A Review, Advances in Therapy, 2005
  • Andreas Ernst, Butterbur Petasites hybridus in the Treatment of Migraine and Allergic Disorders Systematic Review, Phytomedicine, 2004
  • Stefan Kälin, Andreas Croft, Petasins and Isopetasins from Petasites hybridus Pharmacology and Phytochemistry, Journal of Ethnopharmacology, 2003
  • Karin Raith, Max W. W. Adams, Pyrrolizidine Alkaloids in Petasites hybridus Chemistry Toxicology and Risk Assessment, Phytochemistry Reviews, 2018
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI PIANTA SEGNALATA

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    UTILIZZARE ESCLUSIVAMENTE PREPARAZIONI CERTIFICATE PRIVE DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI O CONTENENTI QUANTITÀ CONFORMI AI LIMITI DI SICUREZZA REGOLATORI. L'AVVERTENZA È SUPPORTATA DA EVIDENZE TOSSICOLOGICHE, FARMACOLOGICHE E DA VALUTAZIONI DELLE AUTORITÀ REGOLATORIE EUROPEE. SONO STATI DESCRITTI CASI DI ALTERAZIONI DELLA FUNZIONALITÀ EPATICA ASSOCIATI ALL'IMPIEGO DI PREPARATI A BASE DI PETASITES OFFICINALIS. L'EVIDENZA DERIVA DA SEGNALAZIONI CLINICHE, STUDI OSSERVAZIONALI E DATI DI FARMACOVIGILANZA. IL RISCHIO APPARE PRINCIPALMENTE CORRELATO ALLA PRESENZA RESIDUA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. L'USO PROLUNGATO RICHIEDE PARTICOLARE CAUTELA POICHÉ L'ESPOSIZIONE CUMULATIVA AGLI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI RAPPRESENTA IL PRINCIPALE FATTORE DI RISCHIO TOSSICOLOGICO. L'EVIDENZA DERIVA DA STUDI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI E VALUTAZIONI REGOLATORIE. LA SICUREZZA DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON È STATA ADEGUATAMENTE STABILITA MEDIANTE STUDI CLINICI CONTROLLATI SPECIFICI SULLA SPECIE. L'AVVERTENZA DERIVA DALL'ASSENZA DI DATI CLINICI SUFFICIENTI ASSOCIATA ALLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DEGLI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. LE EVIDENZE CLINICHE DI EFFICACIA RIGUARDANO SPECIFICI ESTRATTI STANDARDIZZATI E DEPURATI DAGLI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI UTILIZZATI PRINCIPALMENTE NELLA PROFILASSI DELL'EMICRANIA E NELLA RINITE ALLERGICA. I RISULTATI NON SONO AUTOMATICAMENTE TRASFERIBILI A PREPARAZIONI DIFFERENTI DELLA SPECIE. L'EVIDENZA DERIVA DA STUDI CLINICI CONTROLLATI E REVISIONI SISTEMATICHE.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A PETASITES OFFICINALIS MOENCH O AI SUOI DERIVATI. SONO STATI DOCUMENTATI CASI DI REAZIONI ALLERGICHE IN SOGGETTI SENSIBILI. UTILIZZO DI PREPARAZIONI CONTENENTI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI NON RIMOSSI O NON CONTROLLATI. LA PRESENZA DOCUMENTATA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI EPATOTOSSICI, GENOTOSSICI E POTENZIALMENTE CANCEROGENI COSTITUISCE UNA CONTROINDICAZIONE ALL'IMPIEGO DI TALI PREPARATI. MALATTIA EPATICA PREESISTENTE IN CASO DI UTILIZZO DI PREPARAZIONI NON CERTIFICATE COME PRIVE DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA DATI TOSSICOLOGICI E FARMACOLOGICI SPECIFICI DELLA SPECIE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    CICLOSPORINA
    EPATOTOSSICI
    FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
    INDUTTORI ENZIMATICI (ES. CARBAMAZEPINA, RIFAMPICINA)
    INIBITORI DEL CYP
    METOTREXATE
    PARACETAMOLO
    TACROLIMUS

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di PETASITES
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco standardizzato da foglie o rizoma depurato dagli alcaloidi pirrolizidinici È la forma fitoterapica clinicamente più studiata. Gli studi sull'emicrania e sulla rinite allergica hanno utilizzato estratti standardizzati privi di alcaloidi pirrolizidinici con contenuto standardizzato in petasine totali. I prodotti impiegati negli studi clinici erano generalmente titolati al 7,5-15% di petasine totali. Per la profilassi dell'emicrania sono stati utilizzati 50-75 mg due volte al giorno di estratto standardizzato. Per la rinite allergica sono stati utilizzati 50 mg due volte al giorno oppure dosaggi equivalenti secondo la standardizzazione del prodotto. Estratto secco nebulizzato Disponibile in alcuni integratori alimentari europei ottenuti da foglie o rizoma purificati. Non esiste un titolo universalmente riconosciuto come necessario all'effetto terapeutico. La posologia viene generalmente adeguata per fornire quantità di petasine comparabili a quelle utilizzate negli estratti clinicamente studiati. Estratto molle Presente in preparazioni fitoterapiche tradizionali e galeniche. Non sono disponibili standardizzazioni terapeutiche universalmente accettate né studi clinici specifici che consentano di definire una posologia validata. Estratto fluido Storicamente utilizzato nella pratica erboristica europea. Attualmente l'impiego è limitato dalla necessità di garantire l'assenza di alcaloidi pirrolizidinici. Non esistono titolazioni terapeutiche validate né posologie supportate da studi clinici moderni. Tintura madre fitoterapica Storicamente descritta nella letteratura erboristica. L'impiego moderno è limitato dalle problematiche tossicologiche correlate agli alcaloidi pirrolizidinici. Non sono disponibili dati clinici sufficienti per definire una titolazione efficace o una posologia terapeutica validata. Capsule o compresse di estratto standardizzato Rappresentano la forma commerciale più comune. Per gli impieghi clinicamente documentati il riferimento rimane la quantità giornaliera di estratto standardizzato privo di alcaloidi pirrolizidinici contenente petasine in quantità sovrapponibili ai preparati utilizzati negli studi clinici sull'emicrania e sulla rinite allergica. Preparazioni omeopatiche Sono disponibili preparazioni omeopatiche ottenute da Petasites officinalis o Petasites hybridus in diverse diluizioni, tra cui D1, D2, D3, D4, D6, D12, 5 CH, 7 CH, 9 CH, 15 CH e 30 CH. Le indicazioni derivano dalla pratica omeopatica e non sono supportate da evidenze cliniche specifiche di efficacia secondo i criteri della fitoterapia evidence-based. Non esiste una titolazione farmacologicamente attiva né una posologia terapeutica validata scientificamente.
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Petasites hybridus Rhizoma et Folium, 2012
  • Committee on Herbal Medicinal Products, European Medicines Agency Community Herbal Monograph on Petasites hybridus, 2012
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • Richard B. Lipton, Stewart J. Tepper, Butterbur for Migraine Prevention A Randomized Double Blind Placebo Controlled Trial, Neurology, 2004
  • Heinz Schapowal, Treatment of Allergic Rhinitis with Butterbur Petasites hybridus A Review, Advances in Therapy, 2005
  • Andreas Ernst, Butterbur Petasites hybridus in the Treatment of Migraine and Allergic Disorders Systematic Review, Phytomedicine, 2004
  • Stefan Kälin, Andreas Croft, Petasins and Isopetasins from Petasites hybridus Pharmacology and Phytochemistry, Journal of Ethnopharmacology, 2003
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di PETASITES
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Per Petasites officinalis Moench (= Petasites hybridus) l'utilizzo tradizionale sotto forma di tisane, infusi e decotti di foglie o rizoma non è considerato oggi una pratica fitoterapica sicura, poiché la droga naturale contiene alcaloidi pirrolizidinici epatotossici, genotossici e potenzialmente cancerogeni. Le evidenze cliniche favorevoli disponibili riguardano esclusivamente estratti standardizzati depurati dagli alcaloidi pirrolizidinici. Di conseguenza, seguendo il criterio conservativo che hai richiesto, non è possibile raccomandare né proporre composizioni di tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche contenenti Petasites officinalis destinate all'uso interno come preparazioni sicure basate sulle attuali evidenze scientifiche. Non risultano pertanto disponibili formulazioni erboristiche interne con Petasites officinalis che possano essere considerate contemporaneamente sicure, evidence-based e coerenti con le moderne valutazioni tossicologiche delle autorità regolatorie.
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Petasites hybridus Rhizoma et Folium, 2012
  • Committee on Herbal Medicinal Products, European Medicines Agency Community Herbal Monograph on Petasites hybridus, 2012
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • Karin Raith, Max W. W. Adams, Pyrrolizidine Alkaloids in Petasites hybridus Chemistry Toxicology and Risk Assessment, Phytochemistry Reviews, 2018
  • Richard B. Lipton, Stewart J. Tepper, Butterbur for Migraine Prevention A Randomized Double Blind Placebo Controlled Trial, Neurology, 2004
  • Heinz Schapowal, Treatment of Allergic Rhinitis with Butterbur Petasites hybridus A Review, Advances in Therapy, 2005
  • Andreas Ernst, Butterbur Petasites hybridus in the Treatment of Migraine and Allergic Disorders Systematic Review, Phytomedicine, 2004
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Il nome del genere Petasites deriva dal greco “petasos”, che indica un ampio cappello a tesa larga indossato nell’antica Grecia, in riferimento alla grande dimensione delle foglie della pianta, tra le più ampie nel contesto della flora europea spontanea. L’epiteto officinalis riflette il suo impiego storico nelle officine farmaceutiche tradizionali, dove veniva utilizzata come rimedio per diverse affezioni, in particolare respiratorie e febbrili. Nella medicina popolare europea la pianta era conosciuta come “farfaraccio maggiore” ed era impiegata già nel Medioevo per il trattamento della peste, da cui deriva uno dei nomi comuni inglesi “plague flower”, anche se tale uso non ha riscontro scientifico moderno. Le foglie venivano tradizionalmente utilizzate anche per scopi pratici, come avvolgere burro e altri alimenti freschi grazie alla loro ampiezza e consistenza, funzione che ha contribuito alla diffusione del nome inglese “butterbur”. Dal punto di vista ecologico, Petasites officinalis cresce preferenzialmente in ambienti umidi e lungo corsi d’acqua, formando popolamenti densi grazie a un robusto apparato rizomatoso che ne facilita la propagazione vegetativa. Una caratteristica botanica rilevante è la comparsa precoce delle infiorescenze, che emergono prima delle foglie all’inizio della primavera, rendendo la pianta facilmente riconoscibile nel suo ciclo fenologico. Nonostante il lungo uso tradizionale, la pianta ha acquisito rilevanza scientifica moderna solo dopo l’identificazione dei suoi principali costituenti attivi, come le petasine, e parallelamente dei composti tossici, in particolare gli alcaloidi pirrolizidinici, che hanno portato a una rivalutazione critica del suo impiego fitoterapico.


    Ricerche di articoli scientifici su Petasites officinalis Moench.

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

    Per gentile concessione dell
    Petasites hybridus
    Autore: Maurizio Trenchi


    Altre Foto e Immagini di PETASITES