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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 04-06-2026

PEYOTE
Lophophora williamsii (Lem. ex Salm-Dyck) J.M.Coult.


TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO


NON UTILIZZABILE *

 Noo 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superasteridae
Clade Caryophyllanae
Ordine Caryophyllales
Famiglia Cactaceae
Sottofamiglia Cactoideae
Tribù Cacteae
Genere Lophophora
Specie Lophophora williamsii

Famiglia: Cactaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Peyotl, Jculi, Mescal Buttons, Cactus Di Mescal, Bottoni Di Mescal, Devil's Root, Divine Cactus, Dry Whiskey, Dumpling Cactus, Green Pill, Hikuli, Hikuri, Piltzintecuhtli, Sacred Mushroom, Tuna De Tierra, Wurzel Des Teufels, Péyotl, Peyotl Cactus, Peyiote, Pijote

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Anhalonium Lewinii Henn., Anhalonium Williamsii (Lem. Ex Salm-Dyck) C.F.Först., Anhalonium Williamsii (Salm-Dyck) Rümpler, Ariocarpus Williamsii (Lem. Ex Salm-Dyck) Voss, Echinocactus Lewinii (Henn.) K.Schum., Echinocactus Lewinii Henn., Echinocactus Lewisii (Henn.) K.Schum., Echinocactus Williamsianus Lem., Echinocactus Williamsii Lem., Echinocactus Williamsii Lem. Ex Salm-Dyck, Echinocactus Williamsii Var. Anhaloninicus K.Schum., Echinocactus Williamsii Var. Luteus Rouhier, Echinocactus Williamsii Var. Pellotinicus (K.Schum.) Rouhier, Echinocactus Williamsii Var. Pellotinicus K.Schum., Lophophora Echinata Croizat, Lophophora Echinata Var. Lutea (Rouhier) Croizat, Lophophora Echinata Var. Typica Croizat, Lophophora Jourdaniana Haberm., Lophophora Lewinii (Henn.) Rusby, Lophophora Lewinii C.H.Thomps., Lophophora Lutea (Rouhier) Backeb., Lophophora Lutea Var. Texana (Fric Ex Kreuz.) Backeb., Lophophora Pentagona (Croizat) V.Gapon, Lophophora Pluricostata (Croizat) V.Gapon, Lophophora Williamsii Subsp. Grymi Halda, Kupcák & Sladk., Lophophora Williamsii Var. Cristata Houghton, Lophophora Williamsii Var. Decipiens Croizat, Lophophora Williamsii Var. Echinata (Croizat) Bravo, Lophophora Williamsii Var. Heptagona Y.Itô, Lophophora Williamsii Var. Lewinii (Henn.) J.M.Coult., Lophophora Williamsii Var. Lutea (Rouhier) Soulaire, Lophophora Williamsii Var. Pentagona Croizat, Lophophora Williamsii Var. Pluricostata Croizat, Lophophora Williamsii Var. Texana Fric, Lophophora Williamsii Var. Texana Fric Ex Kreuz., Lophophora Williamsii Var. Typica Croizat, Mammillaria Lewinii (Henn.) H.Karst., Mammillaria Williamsii (Lem. Ex Salm-Dyck) J.M.Coult., Peyotl Xochimilcensis F.Hern., Peyotl Zacatensis F.Hern.

DESCRIZIONE BOTANICA...
CACTUS PICCOLO, GLOBOSO, SENZA SPINE, DI COLORE VERDE-BLUASTRO O GRIGIO-VERDE, SPESSO CON CIUFFI DI LANA BIANCASTRA NELLE AREOLE. FUSTO DEPRESSO, DIVISO IN COSTE POCO PRONUNCIATE E TUBERCOLI ARROTONDATI. FIORI ERMAFRODITI, PICCOLI, DIURNI, CHE SPUNTANO DALL'APICE LANOSO, DI COLORE BIANCO-ROSATO O GIALLASTRO. PERIANZIO FORMATO DA NUMEROSI TEPALI. ANDROCEO CON NUMEROSI STAMI. GINECEO CON OVARIO INFERO MONOCARPELLARE, STILO BREVE E NUMEROSI STIGMI. FRUTTO È UNA PICCOLA BACCA ALLUNGATA, DI COLORE ROSA O BIANCASTRO, CONTENENTE PICCOLI SEMI NERI. LA CRESCITA È MOLTO LENTA.

FIORITURA O ANTESI...
PRIMAVERA, ESTATE (DA MAGGIO A LUGLIO), PRODUCENDO FIORI BIANCHI O ROSA CHE EMERGONO DALLA PARTE APICALE DEL CACTUS

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ BIANCO ROSATO
________ GIALLO CHIARISSIMO
________ ROSATO

HABITAT...
Originario delle regioni desertiche del Messico settentrionale e del sud-ovest del Texas negli Stati Uniti. Il suo habitat tipico comprende deserti calcarei o sabbiosi, boscaglie xerofile, pendii rocciosi e pianure aride, spesso in associazione con arbusti desertici e altre piante succulente. Predilige suoli ben drenati, poveri di materia organica, spesso con una componente calcarea o ghiaiosa. Cresce in climi aridi e semiaridi con precipitazioni scarse e irregolari, elevate temperature diurne e notevoli escursioni termiche tra giorno e notte. Si trova generalmente ad altitudini comprese tra i 100 e i 1900 metri sul livello del mare. La sua crescita è lenta e la sua sopravvivenza dipende dalla sua capacità di resistere a condizioni di siccità prolungata e forte insolazione. Spesso si mimetizza con l'ambiente circostante grazie al suo colore grigio-verde e alla sua crescita a livello del suolo, rendendolo difficile da individuare. La sua distribuzione è limitata a specifiche zone desertiche con le condizioni pedologiche e climatiche adatte.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
TARDA PRIMAVERA E INIZIO ESTATE (MAGGIO-GIUGNO), QUANDO LA CONCENTRAZIONE DI MESCALINA NEI "BOTONES" (PARTI AEREE) RAGGIUNGE IL PICCO

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
SI UTILIZZA IL "BOTON" (LA PARTE SUPERIORE DEL CACTUS, RICCA DI MESCALINA), CONSUMATO FRESCO, ESSICCATO O IN INFUSI. LA MESCALINA È IL PRINCIPIO ATTIVO ALLUCINOGENO PRINCIPALE

AROMI DELLA DROGA...
TERROSO E MUSCHIATO, CON NOTE AMARE E LIEVEMENTE ACIDE, PIÙ INTENSO NELLE PREPARAZIONI ESSICCATE

SAPORI DELLA DROGA...
ESTREMAMENTE AMARO E PUNGENTE, SPESSO MASCHERATO CON MIELE NEGLI INFUSI PER RENDERLO PIÙ TOLLERABILE

TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano che Lophophora williamsii non presenta la tossicità sistemica elevata tipica di molte piante velenose e i casi documentati di morte direttamente attribuibili al peyote in uso tradizionale corretto sono estremamente rari. Tuttavia la presenza di mescalina e di altri alcaloidi psicoattivi può determinare alterazioni percettive, disturbi cognitivi transitori, nausea, vomito, tachicardia, aumento della pressione arteriosa, ansia, reazioni psicologiche avverse e aggravamento di condizioni psichiatriche preesistenti. Il profilo di rischio dipende fortemente dal dosaggio, dalla vulnerabilità individuale, dal contesto di assunzione e dalla presenza di patologie concomitanti.

EFFICACIA:
NON UTILIZZABILE
Motivazione: Sebbene la specie contenga alcaloidi farmacologicamente attivi e siano disponibili studi clinici, osservazionali, etnobotanici e farmacologici diretti sulla pianta e sulla mescalina, non esistono impieghi fitoterapici moderni riconosciuti supportati da monografie ufficiali o linee guida terapeutiche. L'interesse scientifico attuale riguarda prevalentemente gli effetti psichedelici, etnobotanici e neurofarmacologici della specie piuttosto che un utilizzo fitoterapico validato.

PRINCÍPI ATTIVI...
Alcaloidi fenetilaminici: mescalina, N-metilmescalina, N-acetilmescalina, tiramina, ordenina, candicina Alcaloidi tetraidroisochinolinici: pellotina, anhalonidina, anhalamina, anhalinina, anhalidina, anhalonina, lofoforina, peyotina, anhalotina Ammine biogene: tiramina, ordenina, candicina Composti fenolici semplici: derivati metossilati fenolici precursori biosintetici della mescalina Polisaccaridi: mucillagini, polisaccaridi strutturali della polpa del cactus Acidi organici: acido malico, acido citrico e altri acidi carbossilici presenti nei tessuti succulenti Sali minerali: potassio, calcio, magnesio, fosforo Fitosteroli: beta-sitosterolo e steroli vegetali correlati

Bibliografia
  • Marjolein Doesburg-van Kleffens, Amy Klemmedson, Carsten Gründemann, An Overview on the Hallucinogenic Peyote and Its Alkaloid Mescaline The Importance of Context Ceremony and Culture, 2023
  • Richard J. Dinis-Oliveira, Pharmacokinetic and Pharmacodynamic Aspects of Peyote and Mescaline A Review, 2019
  • Bruce K. Cassels, Manuel J. Pérez, Alkaloids of the Cactaceae The Classics, 2019
  • Jan Lundström, Biosynthesis of Mescaline and Tetrahydroisoquinoline Alkaloids in Lophophora williamsii, 1971
  • Hassan R. El-Seedi, Prehistoric Peyote Use Alkaloid Analysis and Radiocarbon Dating of Archaeological Specimens of Lophophora from Texas, 2005
  • Jonathan L. Watkins, Elucidation of the Mescaline Biosynthetic Pathway in Lophophora williamsii, 2023
  • Christian B. M. Poulie, In Vitro and In Vivo Evaluation of Pellotine A Hypnotic Lophophora Alkaloid, 2023
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • George Edward Trease, William Charles Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che abbiano dimostrato un'efficacia fitoterapica terapeutica di Lophophora williamsii per specifiche indicazioni mediche riconosciute. Gli studi clinici disponibili riguardano prevalentemente gli effetti psicologici, neurocognitivi, comportamentali e soggettivi del peyote o della mescalina contenuta nella specie, ma non consentono di definire indicazioni fitoterapiche validate secondo i criteri della medicina basata sulle evidenze. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività psichedelica e psicotropa. Evidenza disponibile: studi clinici osservazionali, studi farmacologici nell'uomo, dati etnofarmacologici e caratterizzazione fitochimica diretta della specie. L'effetto è attribuito principalmente alla mescalina e ad altri alcaloidi fenetilaminici. Tale attività rappresenta un effetto farmacologico documentato ma non una proprietà fitoterapica terapeuticamente validata. Modificazione degli stati di coscienza. Evidenza disponibile: studi clinici osservazionali, studi farmacologici e documentazione etnobotanica. Sono stati osservati cambiamenti della percezione sensoriale, dell'elaborazione cognitiva e dell'esperienza emotiva. Effetti psicospirituali e introspettivi. Evidenza disponibile: studi osservazionali su utilizzatori rituali del peyote, revisioni etnofarmacologiche e ricerche cliniche descrittive. Le evidenze riguardano fenomeni soggettivi e culturali e non costituiscono indicazioni terapeutiche formalmente validate. Attività ipnotica della pellotina. Evidenza disponibile: studi in vitro e in vivo animale relativi a un alcaloide isolato presente nella specie. I dati non consentono di attribuire alla droga vegetale un utilizzo terapeutico consolidato. Le evidenze disponibili risultano prevalentemente farmacologiche, etnofarmacologiche, osservazionali o sperimentali. Non esistono monografie fitoterapiche ufficiali che riconoscano indicazioni terapeutiche della specie. Uso storico e nella tradizione Impiego rituale e sacramentale presso numerose popolazioni indigene del Messico e del Nord America. Utilizzo tradizionale in contesti religiosi, spirituali e divinatori. Uso etnobotanico come mezzo per favorire stati visionari e alterati di coscienza. Utilizzo tradizionale durante cerimonie collettive, pratiche di guarigione spirituale e percorsi rituali comunitari. Impiego storico come strumento culturale per introspezione, esperienza religiosa e coesione sociale. Tali usi sono documentati dalla letteratura etnobotanica e antropologica ma non costituiscono validazione scientifica di efficacia terapeutica.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ookNON UTILIZZABILE IN AUTOTERAPIA

    Uso storico e nella tradizione

    NooALLUCINOGENO
    NooIPNOTICO
    NooSTUPEFACENTE

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • Marjolein Doesburg-van Kleffens, Amy Klemmedson, Carsten Gründemann, An Overview on the Hallucinogenic Peyote and Its Alkaloid Mescaline The Importance of Context Ceremony and Culture, 2023
  • Richard J Dinis-Oliveira, Pharmacokinetic and Pharmacodynamic Aspects of Peyote and Mescaline A Review, 2019
  • Christian B M Poulie, In Vitro and In Vivo Evaluation of Pellotine A Hypnotic Lophophora Alkaloid, 2023
  • Jonathan L Watkins, Elucidation of the Mescaline Biosynthetic Pathway in Lophophora williamsii, 2023
  • Bruce K Cassels, Manuel J Pérez, Alkaloids of the Cactaceae The Classics, 2019
  • Hassan R El-Seedi, Prehistoric Peyote Use Alkaloid Analysis and Radiocarbon Dating of Archaeological Specimens of Lophophora from Texas, 2005
  • Karl R Jansen, The Toxicology of Peyote and Mescaline A Review, 1999
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • George Edward Trease, William Charles Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    LA SPECIE CONTIENE MESCALINA E NUMEROSI ALTRI ALCALOIDI FENETILAMINICI E ISOCHINOLINICI CON ATTIVITÀ PSICOATTIVA CENTRALE DOCUMENTATA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E CLINICI DIRETTI SULLA SPECIE. L'ASSUNZIONE PUÒ DETERMINARE ALTERAZIONI DELLA PERCEZIONE, MODIFICAZIONI COGNITIVE, DISTORSIONE DELLA PERCEZIONE TEMPORALE E SPAZIALE, ESPERIENZE VISIONARIE E MODIFICAZIONI DELLO STATO DI COSCIENZA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI ED ETNOFARMACOLOGICI. SONO FREQUENTEMENTE RIPORTATI NAUSEA, VOMITO E DISTURBI GASTROINTESTINALI NELLE FASI INIZIALI DELL'ESPERIENZA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI OSSERVAZIONALI E DOCUMENTAZIONE ETNOBOTANICA. POSSONO VERIFICARSI AUMENTI TRANSITORI DELLA FREQUENZA CARDIACA, DELLA PRESSIONE ARTERIOSA E DELLA TEMPERATURA CORPOREA. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI E FARMACOLOGICI SULL'IMPIEGO DEL PEYOTE. IN SOGGETTI PREDISPOSTI POSSONO MANIFESTARSI REAZIONI PSICOLOGICHE AVVERSE QUALI ANSIA INTENSA, PANICO, DISFORIA O ESPERIENZE PSICOLOGICAMENTE DESTABILIZZANTI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI E FARMACOLOGICI. LE EVIDENZE DISPONIBILI INDICANO UNA BASSA TOSSICITÀ ORGANICA ACUTA RISPETTO A NUMEROSE ALTRE SOSTANZE PSICOATTIVE, MA I DATI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE RIMANGONO LIMITATI. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONI SISTEMATICHE, STUDI OSSERVAZIONALI E DATI TOSSICOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE. LA COMPOSIZIONE ALCALOIDICA E IL CONTENUTO DI MESCALINA POSSONO VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE TRA INDIVIDUI, POPOLAZIONI E CONDIZIONI DI CRESCITA, RENDENDO DIFFICILE LA PREVISIONE DELL'INTENSITÀ DEGLI EFFETTI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI E FARMACOGNOSTICI. L'IMPIEGO DELLA SPECIE È SOGGETTO A RESTRIZIONI NORMATIVE IN NUMEROSI PAESI. EVIDENZA DISPONIBILE: DOCUMENTAZIONE NORMATIVA E LETTERATURA ETNOFARMACOLOGICA INTERNAZIONALE. LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE CONTESTI RITUALI, ETNOBOTANICI, OSSERVAZIONALI E SPERIMENTALI; NON ESISTONO MONOGRAFIE FITOTERAPICHE UFFICIALI CHE NE SUPPORTINO L'UTILIZZO TERAPEUTICO CORRENTE. EVIDENZA DISPONIBILE: REVISIONE DELLA LETTERATURA SCIENTIFICA E FARMACOGNOSTICA.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    AZIONE STUPEFACENTE. VIETATO L´USO PER LEGGE. DISTURBI PSICOTICI, SCHIZOFRENIA E PRECEDENTI EPISODI PSICOTICI. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI CLINICI OSSERVAZIONALI, DATI ETNOFARMACOLOGICI E FARMACOLOGIA DIRETTA DELLA SPECIE CHE DOCUMENTANO IL POTENZIALE PEGGIORAMENTO O RIATTIVAZIONE DI SINTOMI PSICOTICI CORRELATI ALL'ASSUNZIONE DI PEYOTE CONTENENTE MESCALINA. DISTURBO BIPOLARE. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE E DATI FARMACOLOGICI RELATIVI AGLI EFFETTI PSICHEDELICI DELLA MESCALINA PRESENTE NELLA SPECIE. IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A LOPHOPHORA WILLIAMSII O AI SUOI COSTITUENTI. EVIDENZA DISPONIBILE: PRINCIPIO FARMACOLOGICO GENERALE APPLICABILE AI PREPARATI VEGETALI CONTENENTI PRINCIPI ATTIVI BIOLOGICAMENTE RILEVANTI.

    INCOMPATIBILITÀ CON FARMACI O SOSTANZE
    Interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche non rilevate o non ancora ampiamente documentate

    ORGANI UMANI...
    (Organi coinvolti nell'azione fitoterapica)
    OCCHI ORGANI VISIVI
    SISTEMA NERVOSO CENTRALE O SNC

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di PEYOTE
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratti standardizzati o titolati Non risultano monografie fitoterapiche ufficiali che riconoscano estratti standardizzati o titolati di Lophophora williamsii per impiego terapeutico. Non sono stati definiti titoli terapeutici riconosciuti né posologie fitoterapiche validate. La specie contiene mescalina e altri alcaloidi psicoattivi soggetti a restrizioni normative in numerosi Paesi e non è utilizzata nella moderna fitoterapia evidence-based. Integratori alimentari Non risultano integratori alimentari standardizzati legalmente e universalmente riconosciuti a base di Lophophora williamsii destinati a finalità fitoterapiche. Non sono disponibili dosaggi terapeutici validati da monografie ufficiali o linee guida fitoterapiche. Estratti sperimentali In letteratura sono descritti estratti utilizzati per studi fitochimici e farmacologici finalizzati all'analisi degli alcaloidi della specie, in particolare mescalina, pellotina e composti correlati. Tali preparazioni appartengono all'ambito della ricerca scientifica e non costituiscono prodotti fitoterapici con posologia terapeutica definita. Preparazioni omeopatiche Sono riportate in alcune farmacopee omeopatiche e cataloghi omeopatici preparazioni ottenute da Lophophora williamsii sotto forma di tintura madre omeopatica e successive diluizioni decimali e centesimali. Le diluizioni commercializzate variano a seconda del produttore e possono comprendere D3, D4, D6, D12, C5, C7, C9, C15, C30 e superiori. Non esistono evidenze cliniche che dimostrino l'efficacia terapeutica delle preparazioni omeopatiche ottenute dalla specie. Per Lophophora williamsii non esistono attualmente preparazioni fitoterapiche riconosciute con titolo necessario all'effetto terapeutico e relativa posologia validata da autorità fitoterapiche internazionali o da monografie ufficiali.
  • Marjolein Doesburg-van Kleffens, Amy Klemmedson, Carsten Gründemann, An Overview on the Hallucinogenic Peyote and Its Alkaloid Mescaline The Importance of Context Ceremony and Culture, 2023
  • Richard J Dinis-Oliveira, Pharmacokinetic and Pharmacodynamic Aspects of Peyote and Mescaline A Review, 2019
  • Bruce K Cassels, Manuel J Pérez, Alkaloids of the Cactaceae The Classics, 2019
  • Jonathan L Watkins, Elucidation of the Mescaline Biosynthetic Pathway in Lophophora williamsii, 2023
  • Christian B M Poulie, In Vitro and In Vivo Evaluation of Pellotine A Hypnotic Lophophora Alkaloid, 2023
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • George Edward Trease, William Charles Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Karl R Jansen, The Toxicology of Peyote and Mescaline A Review, 1999
  • Hassan R El-Seedi, Prehistoric Peyote Use Alkaloid Analysis and Radiocarbon Dating of Archaeological Specimens of Lophophora from Texas, 2005

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di PEYOTE
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Lophophora williamsii non può essere oggetto di indicazioni pratiche per la preparazione di tisane, infusi, decotti, formulazioni erboristiche, dosaggi o combinazioni con altre piante. La specie contiene mescalina e altri alcaloidi psicoattivi con effetti allucinogeni documentati ed è soggetta a restrizioni normative in numerosi Paesi. Fornire istruzioni operative per la preparazione o l'impiego della pianta costituirebbe un'indicazione d'uso di una sostanza psicoattiva. Dal punto di vista della fitoterapia evidence-based non esistono inoltre formulazioni erboristiche ufficialmente riconosciute, monografie fitoterapiche approvate o schemi posologici validati per preparazioni a base di Lophophora williamsii.
  • Marjolein Doesburg-van Kleffens, Amy Klemmedson, Carsten Gründemann, An Overview on the Hallucinogenic Peyote and Its Alkaloid Mescaline The Importance of Context Ceremony and Culture, 2023
  • Richard J Dinis-Oliveira, Pharmacokinetic and Pharmacodynamic Aspects of Peyote and Mescaline A Review, 2019
  • Bruce K Cassels, Manuel J Pérez, Alkaloids of the Cactaceae The Classics, 2019
  • Jonathan L Watkins, Elucidation of the Mescaline Biosynthetic Pathway in Lophophora williamsii, 2023
  • Christian B M Poulie, In Vitro and In Vivo Evaluation of Pellotine A Hypnotic Lophophora Alkaloid, 2023
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • George Edward Trease, William Charles Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Karl R Jansen, The Toxicology of Peyote and Mescaline A Review, 1999
  • Hassan R El-Seedi, Prehistoric Peyote Use Alkaloid Analysis and Radiocarbon Dating of Archaeological Specimens of Lophophora from Texas, 2005

  • PIANTA DOPANTE
    Contiene mescalina, sostanza psicotropa vietata.

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    APPROFONDIMENTO SU ALCALOIDI...
    PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI: Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle. Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio. Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono: Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio) Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china) Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco) Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio) Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar) Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino) Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica. Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi: Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative. China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici. Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici. Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso. Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale. Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza. Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche. Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro. Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso. Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio. Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Lophophora williamsii è uno dei cactus più studiati e culturalmente significativi del continente nordamericano. Cresce molto lentamente e un singolo esemplare può impiegare numerosi anni per raggiungere dimensioni considerate mature. Il nome comune peyote deriva probabilmente dal termine nahuatl peyotl, utilizzato dalle popolazioni indigene del Messico prima dell'arrivo degli Europei. Le testimonianze archeologiche indicano che l'utilizzo umano della specie risale ad almeno cinquemila anni fa, rendendola una delle piante psicoattive con la più lunga continuità documentata di impiego culturale al mondo. A differenza della maggior parte dei cactus, Lophophora williamsii è priva di spine vere e proprie. Al loro posto presenta areole lanose da cui emergono fiori rosati o biancastri. La parte utilizzata tradizionalmente è la porzione superiore del fusto, comunemente chiamata "button" o "corona". Se raccolta senza distruggere la radice, la pianta può rigenerare nuove teste vegetative. Nel corso del XIX e dell'inizio del XX secolo il peyote attirò grande interesse da parte di farmacologi, medici, chimici e psichiatri europei e statunitensi, contribuendo allo sviluppo delle prime ricerche moderne sugli stati modificati di coscienza. La mescalina fu uno dei primi alcaloidi psichedelici naturali ad essere isolati in forma pura e successivamente sintetizzati in laboratorio, svolgendo un ruolo storico fondamentale nella nascita della psicofarmacologia moderna. Lo scrittore britannico Aldous Huxley contribuì alla notorietà internazionale della specie attraverso il libro "The Doors of Perception", nel quale descrisse esperienze indotte dalla mescalina. La specie riveste un ruolo sacramentale centrale nella Native American Church, organizzazione religiosa che integra tradizioni indigene e pratiche spirituali sviluppatesi tra XIX e XX secolo. In molte comunità indigene il peyote non è considerato una semplice pianta medicinale ma un'entità sacra associata alla guarigione spirituale, alla preghiera, alla riflessione personale e alla coesione comunitaria. Le popolazioni naturali sono minacciate in alcune aree dalla raccolta eccessiva, dalla perdita di habitat e dalla crescita estremamente lenta della specie, fattori che hanno portato a programmi di conservazione e tutela. Dal punto di vista botanico rappresenta un esempio notevole di adattamento agli ambienti desertici: gran parte del corpo vegetativo rimane seminterrata, riducendo la perdita d'acqua e l'esposizione alle elevate temperature. Numerosi studi recenti hanno chiarito diversi passaggi della biosintesi della mescalina, risolvendo questioni scientifiche rimaste aperte per oltre mezzo secolo. La specie occupa una posizione unica nella storia della botanica, dell'antropologia, dell'etnobotanica, della farmacologia e delle religioni comparate, essendo contemporaneamente una pianta desertica, una fonte di alcaloidi psicoattivi e un importante simbolo culturale per diverse popolazioni indigene del Nord America.


    Ricerche di articoli scientifici su Lophophora williamsii (Lem. ex Salm-Dyck) J.M.Coult.

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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