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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 01-06-2026

SALVIA OFFICINALE
Salvia officinalis L.

Medaglia di bronzo

TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Clade Lamiidae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribù Mentheae
Genere Salvia
Specie Salvia officinalis

Famiglia: Lamiaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Salvia domestica, Salvia maggiore, Erba sacra, Tè di Grecia, Selvia, Salvia bianca, Berggarten Sage, Common Sage, Garden Sage, Kitchen Sage, Sauge, Thé De La Grèce, Salvia Real, Chá-Da-Europa, Sálvia, Salva-Mansa, Echter Salbei, Franse Thee, Salie, Selft, Selve, Tuinsalie, Tesalvie, Marameeah, Maramiah, Marimih, Maryamiya, Miraamih, Salima, Salmya, Chaj Gradinski, Ljekovita Kadulja, Rohtosalvia, Ryytisalvia, Salbi, Alisfakia, Faskomilo, Marva, Orvosi Zsálya, Zsálya, Sa-Ru-Bi-A, Sarubia, Se--Zi, Sezi, Ggae-Ggocc, Kkae-Ggocch, Sa-Ru-Bi-A, Sarubia, Se-I-Ji, Seiji, Sel-Bi-Eo, Selbieo, Kadulja

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Betonica Brachyodonta Klokov, 1960, Salvia Officinalis F. Lavandulifolia (Vahl) O.Bolòs & Vigo, Salvia Officinalis Var. Lavandulifolia (Vahl) Pau

DESCRIZIONE BOTANICA...
SUFFRUTICE PERENNE AROMATICO CON FUSTI LEGNOSI ALLA BASE E RAMIFICAZIONI ERBACEE ERETTE. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, DI FORMA OBLUNGA-LANCEOLATA, DI COLORE GRIGIO-VERDE O BIANCO-TOMENTOSE, CON MARGINE CRENATO O INTERO. I FIORI SONO LABIATI, DI COLORE BLU-VIOLETTO, ROSA O BIANCO, RIUNITI IN VERTICILLASTRI CHE FORMANO LUNGHE SPIGHE ALL'APICE DEI FUSTI. IL CALICE È TUBULARE-CAMPANULATO, BILABIATO, PERSISTENTE. LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE ERETTO O FALCATO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBO CON IL LOBO MEDIANO PIÙ GRANDE. GLI STAMI SONO DUE, CON CONNETTIVO ALLUNGATO E UN BRACCIO FERTILE E UNO STERILE. L'OVARIO È SUPERO, TETRALOCULARE, CHE MATURA IN QUATTRO NUCULE OVOIDALI DI COLORE SCURO.

FIORITURA O ANTESI...
MAGGIO GIUGNO LUGLIO, TARDA PRIMAVERA-ESTATE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ AZZURRINO
________ BIANCO
________ BLU MODERATO
________ BLU SCURO DESATURATO
________ VIOLETTO PURO

HABITAT...
* Clima mediterraneo: Predilige climi temperati caldi, con estati secche e inverni miti. * Terreni aridi e calcarei: Cresce meglio in terreni ben drenati, sassosi o calcarei, tipici delle zone collinari e costiere. * Esposizione solare: Ama le posizioni soleggiate e riparate dal vento. * Macchia mediterranea: È una pianta tipica della macchia mediterranea, dove cresce insieme ad altre specie aromatiche come il rosmarino, il timo e il mirto. * Rupi e ghiaioni: Si trova spesso su rupi, ghiaioni e pendii aridi, dove le sue radici profonde le permettono di resistere alla siccità. * Prati e pascoli: Cresce anche in prati e pascoli aridi, soprattutto in zone collinari. Distribuzione geografica: * La salvia officinale è originaria del bacino del Mediterraneo orientale. * Oggi è diffusa in molte parti del mondo, soprattutto in zone con clima temperato. * In Italia, è presente soprattutto nelle regioni centro-meridionali, ma si trova anche allo stato spontaneizzato in altre zone. Coltivazione: * Grazie alla sua adattabilità, la salvia officinale può essere coltivata facilmente in giardini e orti. * Richiede poche cure e resiste bene alla siccità. * È importante assicurarsi che il terreno sia ben drenato e che la pianta sia esposta al sole per diverse ore al giorno.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
PRIMA O ALL'INIZIO DELLA FIORITURA (MAGGIO-GIUGNO), IN PRIMAVERA-INIZIO ESTATE

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE (SALVIAE FOLIUM) O, MENO COMUNEMENTE, SOMMITÀ FIORITE

AROMI DELLA DROGA...
FORTE, AROMATICO, CARATTERISTICO, CANFORACEO

SAPORI DELLA DROGA...
AROMATICO, AMARO, LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CANFORACEO, PUNGENTE

TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: Le foglie e le preparazioni fitoterapiche correttamente dosate presentano generalmente un profilo di sicurezza favorevole documentato da monografie ufficiali, studi clinici e lunga esperienza d'uso. Tuttavia l'olio essenziale e le preparazioni ad elevato contenuto di tujone possono provocare effetti neurotossici, convulsioni e altri fenomeni tossici in caso di sovradosaggio o uso improprio. La tossicità dipende pertanto dalla forma di preparazione, dal contenuto di tujone, dalla dose assunta e dalla durata dell'esposizione. Per questo motivo la classificazione più appropriata è relativa a quanto specificato.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche e monografie ufficiali direttamente riferiti a Salvia officinalis L. che supportano alcune applicazioni terapeutiche, in particolare per infiammazioni del cavo orale e della gola, iperidrosi e alcuni disturbi della menopausa. Tuttavia le evidenze riguardano specifiche preparazioni, estratti, dosaggi e modalità di somministrazione. Non tutte le parti della pianta, i fitocomplessi o le forme galeniche presentano lo stesso livello di documentazione clinica. La valutazione più conservativa è quindi che l'efficacia dipenda dalle specifiche e dalle forme terapeutiche utilizzate. Le evidenze comprendono studi clinici, revisioni sistematiche, dati in vivo, dati in vitro e un uso fitoterapico consolidato.

PRINCÍPI ATTIVI...
Olio essenziale: tujone alfa, tujone beta, canfora, cineolo uno-otto, borneolo, acetato di bornile, canfene, limonene, pinene alfa, pinene beta, mircene, linalolo, cariofillene beta, umulene, viridiflorolo Diterpeni fenolici: acido carnosico, carnosolo, rosmanolo, epirosmanolo, metilcarnosato Acidi fenolici: acido rosmarinico, acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido salvianolico Flavonoidi: luteolina, apigenina, quercetina, kaempferolo, genkwanina, hispidulina, cirsimaritina, salvigenina Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico, uvaolo Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Sesquiterpeni: cariofillene beta, umulene, germacrene D, biciclogermacrene Monoterpeni: cineolo uno-otto, canfora, borneolo, acetato di bornile, limonene, canfene, pinene alfa, pinene beta, mircene, linalolo Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Polisaccaridi: arabinogalattani, pectine, eteropolisaccaridi Sostanze amare: diterpeni amari, derivati terpenici amari Acidi organici: acido malico, acido citrico, acido succinico Vitamine: acido ascorbico, tocoferoli, carotenoidi Minerali: potassio, calcio, magnesio, manganese, ferro

Bibliografia
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Salvia officinalis L. folium, 2023
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Salviae Folium, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
  • Ghorbani Abdolbaset, Esmaeilizadeh Mahdi, Pharmacological Properties of Salvia officinalis and Its Components, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2017
  • Hamidpour Mohsen, Hamidpour Reza, Hamidpour Shahin, Shahlari Mahmoud, Chemistry, Pharmacology and Medicinal Property of Sage Salvia officinalis L., Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2014
  • Lu Yi, Foo Loo Yong, Polyphenolics of Salvia A Review, Phytochemistry, 2002
  • Perry Nigel, Bollen Christine, Perry Elaine, Ballard Clive, Salvia for Dementia Therapy Review of Pharmacological Activity and Pilot Clinical Studies, Pharmacology Biochemistry and Behavior, 2003
  • Walch Stefan Georg, Tinzoh Lucie Nkwengoua, Zimmermann Bernd F., Stühlinger Werner, Lachenmeier Dirk, Antioxidant Capacity and Polyphenolic Composition of Sage Salvia officinalis L., Food Chemistry, 2011
  • Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Infiammazioni del cavo orale e della gola. Supportate da studi clinici controllati, monografie ufficiali EMA ed ESCOP e da un uso medico consolidato. Le preparazioni a base di foglie di Salvia officinalis impiegate come collutori, gargarismi o preparazioni oromucosali hanno mostrato efficacia nel trattamento sintomatico delle infiammazioni orofaringee. Iperidrosi e sudorazione eccessiva. Supportata da studi clinici, studi osservazionali e revisioni della letteratura. Le evidenze riguardano principalmente estratti e preparazioni ottenute dalle foglie. Disturbi vasomotori della menopausa. Alcuni studi clinici controllati hanno documentato una riduzione della frequenza e dell'intensità delle vampate di calore mediante specifici estratti di Salvia officinalis. Le evidenze sono limitate a preparazioni ben definite e non estendibili a tutte le forme galeniche. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro, modelli animali e revisioni farmacologiche attribuite principalmente all'acido rosmarinico, all'acido carnosico e ai diterpeni fenolici. Attività antiossidante. Supportata da numerosi studi in vitro, studi animali e revisioni fitochimiche che documentano una marcata capacità di neutralizzazione delle specie reattive dell'ossigeno. Attività antimicrobica. Supportata da studi in vitro nei confronti di diversi microrganismi batterici e fungini. Le conferme cliniche risultano limitate. Attività antivirale. Supportata prevalentemente da studi in vitro e da dati sperimentali. Le evidenze cliniche risultano insufficienti per indicazioni terapeutiche validate. Attività digestiva e carminativa. Supportata da uso fitoterapico documentato, monografie ufficiali e dati farmacologici sperimentali. Attività coleretica e colagoga. Supportata da studi farmacologici sperimentali e da un uso tradizionale consolidato. Attività antispasmodica. Supportata da studi sperimentali in vitro e in vivo e da utilizzo fitoterapico tradizionale documentato. Attività ipoglicemizzante. Supportata da studi in vitro, modelli animali e limitati studi clinici preliminari. Le evidenze non consentono attualmente una validazione terapeutica definitiva. Attività ipolipemizzante. Supportata da studi sperimentali e da limitate osservazioni cliniche. Le evidenze risultano ancora insufficienti per indicazioni terapeutiche consolidate. Attività neurocognitiva. Alcuni studi clinici preliminari e studi farmacologici suggeriscono possibili effetti favorevoli su memoria e funzioni cognitive. Le evidenze sono ancora limitate e non consentono conclusioni definitive. Uso storico e nella tradizione Impiego nelle affezioni del cavo orale, della gola e delle vie respiratorie superiori. Utilizzo come digestivo, stomachico e carminativo nei disturbi gastrointestinali funzionali. Impiego tradizionale come antiidrotico nelle sudorazioni eccessive. Utilizzo tradizionale nelle alterazioni del ciclo mestruale e nei disturbi della menopausa. Impiego come tonico generale e pianta aromatica medicinale nella tradizione europea e mediterranea. Utilizzo tradizionale nelle affezioni cutanee mediante applicazioni esterne.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    !!ANGINA FARINGEA
    !!COLLUTTORIO ASTRINGENTE ORO-FARINGEO
    !!GENGIVITE
    !!INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI MUCOSE E CAVO ORALE
    !!MENOPAUSA E CLIMATERIO (VAMPATE E DISTURBI VARI)
    !!STOMATITE
    !!SUDORAZIONE PROFUSA O NOTTURNA

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ++ANTIMICROBICO (USO ESTERNO)
    ++ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    ++ANTINFIAMMATORIO
    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ++COLERETICO
    ++DIGESTIVO
    ++DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
    ++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
    +COLAGOGO
    +DECLINO E DEFICIT COGNITIVO
    +IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA
    +IPOLIPIDEMIZZANTE (IPERCOLESTEROLEMIA, IPERTRIGLICERIDEMIA, IPERLIPIDEMIA)
    +MIGLIORATIVO MEMORIA E AMNESIE
    +MODULATORE METABOLISMO LIPIDICO E GLICEMICO
    +NOOTROPO (DISORDINI COGNITIVI)
    +SPASMOLITICO GASTRO-ENTERICO

    Uso storico e nella tradizione

    +++CONDIMENTO O SPEZIA
    ++ALLATTAMENTO (ANTIGALATTOGOGO)
    ++CONSERVANTE ALIMENTARE NATURALE
    ++FITOCOSMETICO
    +AMENORREA E IPOMENORREA
    +ATONIA GASTRICA
    +CATARRO VIE RESPIRATORIE (ANCHE CON TOSSE)
    +DIGESTIVO EUPEPTICO AMARO PURO
    +EMMENAGOGO
    +FARINGITE E RINOFARINGITE
    +INFEZIONI CAVO OROFARINGEO
    +INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
    +LARINGITE E RAUCEDINE
    +NEUROTONICO - TONICO NERVINO - TONICO CEREBRALE
    +SEBORREA
    +SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Salvia officinalis L. folium, 2023
  • European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Salvia officinalis L. folium, 2023
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Salviae Folium, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
  • Ghorbani Abdolbaset, Esmaeilizadeh Mahdi, Pharmacological Properties of Salvia officinalis and Its Components, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2017
  • Hamidpour Mohsen, Hamidpour Reza, Hamidpour Shahin, Shahlari Mahmoud, Chemistry, Pharmacology and Medicinal Property of Sage Salvia officinalis L., Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2014
  • Perry Nigel, Bollen Christine, Perry Elaine, Ballard Clive, Salvia for Dementia Therapy Review of Pharmacological Activity and Pilot Clinical Studies, Pharmacology Biochemistry and Behavior, 2003
  • Lu Yi, Foo Loo Yong, Polyphenolics of Salvia A Review, Phytochemistry, 2002
  • Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
  • Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    L'OLIO ESSENZIALE E LE PREPARAZIONI AD ALTO CONTENUTO DI TUJONE NON DEVONO ESSERE UTILIZZATI A DOSAGGI ELEVATI O PER PERIODI PROLUNGATI. STUDI TOSSICOLOGICI, FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONI CLINICHE DOCUMENTANO IL RISCHIO DI NEUROTOSSICITÀ, AGITAZIONE, TREMORI E CONVULSIONI CORRELATI AL TUJONE. LE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE OTTENUTE DALLE FOGLIE E CONFORMI ALLE FARMACOPEE UFFICIALI PRESENTANO CONCENTRAZIONI DI TUJONE SIGNIFICATIVAMENTE INFERIORI RISPETTO ALL'OLIO ESSENZIALE. EVIDENZA DERIVANTE DA MONOGRAFIE UFFICIALI, STUDI FITOCHIMICI E VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE. I DATI DISPONIBILI SULLA SICUREZZA DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO INSUFFICIENTI PER CONSENTIRE UNA VALUTAZIONE CONCLUSIVA DEL RAPPORTO RISCHIO-BENEFICIO PER L'IMPIEGO TERAPEUTICO. EVIDENZA DERIVANTE DALL'ASSENZA DI STUDI CLINICI ADEGUATI SULLA SPECIE. L'ATTIVITÀ ANTIIDROTICA DOCUMENTATA PER LA SPECIE POTREBBE TEORICAMENTE MODIFICARE LA FISIOLOGIA DELLA LATTAZIONE. EVIDENZA BASATA SU DATI FARMACOLOGICI, OSSERVAZIONI CLINICHE LIMITATE E USO TRADIZIONALE DOCUMENTATO. ALCUNI STUDI SPERIMENTALI E CLINICI HANNO EVIDENZIATO ATTIVITÀ IPOGLICEMIZZANTI. I SOGGETTI IN TRATTAMENTO PER ALTERAZIONI DEL METABOLISMO GLUCIDICO DOVREBBERO UTILIZZARE PREPARAZIONI DI SALVIA OFFICINALIS CON ADEGUATO MONITORAGGIO CLINICO. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI IN VITRO, STUDI IN VIVO E LIMITATI STUDI CLINICI. L'IMPIEGO CONCOMITANTE DI PREPARAZIONI CONCENTRATE O DI OLIO ESSENZIALE CON SOSTANZE AD ATTIVITÀ PROCONVULSIVANTE RICHIEDE CAUTELA. EVIDENZA DERIVANTE DA DATI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI RELATIVI AL TUJONE. LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RIGUARDANO PRINCIPALMENTE FOGLIE, ESTRATTI IDROALCOLICI, ESTRATTI ACQUOSI E PREPARAZIONI STANDARDIZZATE. I RISULTATI NON POSSONO ESSERE AUTOMATICAMENTE ESTESI A TUTTE LE FORME GALENICHE DELLA SPECIE. EVIDENZA DERIVANTE DA REVISIONI SISTEMATICHE, STUDI CLINICI E MONOGRAFIE UFFICIALI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A SALVIA OFFICINALIS L. O AI SUOI PREPARATI. CONTROINDICAZIONE ALL'USO DELL'OLIO ESSENZIALE DI SALVIA OFFICINALIS L. IN SOGGETTI CON EPILESSIA O ANAMNESI DI DISTURBI CONVULSIVI, SULLA BASE DELLA DOCUMENTATA ATTIVITÀ CONVULSIVANTE DEL TUJONE CONTENUTO NELL'OLIO ESSENZIALE E NELLE PREPARAZIONI AD ELEVATA CONCENTRAZIONE DI OLIO VOLATILE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTICONVULSIVANTI
    ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
    ANTIEPILETTICI
    BARBITURICI
    BENZODIAZEPINE
    DEPRESSIVI DEL SNC
    INSULINA
    INSULINA (POTENZIAMENTO)
    IPNOTICI
    IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO)
    IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
    METFORMINA
    NEUROLETTICI
    PSICOFARMACI
    PSICOTROPI
    SEDATIVI DEL SNC
    STIMOLANTI DEL SNC
    SULFONILUREE

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di SALVIA OFFICINALE
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco di foglie Forma fitoterapica più documentata nelle monografie ufficiali. Gli estratti sono generalmente ottenuti dalle foglie essiccate e standardizzati principalmente in derivati idrossicinnamici espressi come acido rosmarinico oppure in olio essenziale totale. Un titolo frequentemente utilizzato è almeno il 2,5% di acido rosmarinico. Le dosi giornaliere comunemente impiegate corrispondono a 300-1200 mg di estratto secco, suddivisi in una o più somministrazioni. Le indicazioni maggiormente documentate riguardano infiammazioni orofaringee, iperidrosi e disturbi vasomotori della menopausa. Estratto secco standardizzato per acido rosmarinico Preparazione impiegata soprattutto negli integratori destinati al supporto antiossidante e neurocognitivo. I titoli variano generalmente dal 2,5% al 10% di acido rosmarinico. I dosaggi utilizzati negli studi e nelle formulazioni commerciali sono generalmente compresi tra 200 e 600 mg al giorno. Estratto secco standardizzato per diterpeni fenolici Preparazione ottenuta da foglie selezionate e standardizzata in acido carnosico e carnosolo. I titoli variano notevolmente secondo il produttore e non esiste uno standard terapeutico universalmente riconosciuto. I dosaggi normalmente impiegati sono compresi tra 150 e 500 mg al giorno. Estratto nebulizzato di foglie Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica e successiva essiccazione a spruzzo. Utilizzata in capsule e compresse. Le dosi abituali variano generalmente da 300 a 1000 mg al giorno a seconda della concentrazione del fitocomplesso. Estratto fluido di foglie Estratto idroalcolico con rapporto droga/estratto variabile secondo la farmacopea di riferimento. La dose giornaliera normalmente impiegata corrisponde a circa 1-4 ml al giorno suddivisi in più assunzioni. Estratto molle di foglie Preparazione concentrata impiegata in capsule molli e formulazioni composte. Non esiste un titolo universalmente accettato come requisito terapeutico. Le dosi dipendono dal rapporto di estrazione e dalla standardizzazione adottata. Tintura madre fitoterapica Preparazione idroalcolica ottenuta dalle foglie fresche o essiccate. Le dosi tradizionalmente utilizzate corrispondono generalmente a 2-6 ml al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni. Estratto acquoso secco Utilizzato soprattutto nelle formulazioni per il benessere della gola e del cavo orale. La standardizzazione è generalmente riferita ai polifenoli totali oppure all'acido rosmarinico. I dosaggi abitualmente impiegati sono compresi tra 300 e 900 mg al giorno. Compresse e capsule di polvere micronizzata di foglie Preparazione ottenuta dalla semplice polverizzazione della droga vegetale. Le dosi giornaliere comunemente utilizzate sono comprese tra 1 e 3 g di foglie essiccate equivalenti. Preparazioni per collutori e gargarismi Prodotte a partire da estratti acquosi, idroalcolici o secchi standardizzati. Le concentrazioni variano secondo la formulazione. Rappresentano una delle forme d'impiego meglio documentate per infiammazioni del cavo orale, gengiviti e stomatiti. Olio essenziale di Salvia officinalis Preparazione ricca di tujone alfa, tujone beta e canfora. L'impiego fitoterapico interno richiede particolare cautela per il rischio di neurotossicità correlato al tujone. Non esiste una posologia generale universalmente accettata per l'automedicazione. Le monografie ufficiali raccomandano prudenza e limitazioni d'uso. Preparazioni omeopatiche Sono disponibili tintura madre omeopatica, granuli, globuli, compresse e gocce alle diluizioni D, CH e LM ottenute da Salvia officinalis. L'impiego omeopatico tradizionale riguarda soprattutto iperidrosi, disturbi della menopausa e disturbi funzionali vari. Non esistono titoli fitoterapici né dosaggi terapeutici validati scientificamente per tali preparazioni.
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Salvia officinalis L. folium, 2023
  • European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Salvia officinalis L. folium, 2023
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Salviae Folium, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
  • Ghorbani Abdolbaset, Esmaeilizadeh Mahdi, Pharmacological Properties of Salvia officinalis and Its Components, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2017
  • Hamidpour Mohsen, Hamidpour Reza, Hamidpour Shahin, Shahlari Mahmoud, Chemistry, Pharmacology and Medicinal Property of Sage Salvia officinalis L., Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2014
  • Perry Nigel, Bollen Christine, Perry Elaine, Ballard Clive, Salvia for Dementia Therapy Review of Pharmacological Activity and Pilot Clinical Studies, Pharmacology Biochemistry and Behavior, 2003
  • Lu Yi, Foo Loo Yong, Polyphenolics of Salvia A Review, Phytochemistry, 2002
  • Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
  • Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di SALVIA OFFICINALE
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso di Salvia officinalis L. Foglie essiccate di Salvia officinalis 1,5-3 g Acqua 200 ml Versare acqua bollente sulla droga, lasciare in infusione per 10-15 minuti e filtrare. Assumere fino a tre volte al giorno. Preparazione tradizionale e supportata da monografie ufficiali per il benessere digestivo, orofaringeo e per la sudorazione eccessiva. Infuso per il benessere della gola Foglie di Salvia officinalis 2 g Fiori di Malva sylvestris 2 g Fiori di Matricaria chamomilla 1 g Acqua 250 ml Lasciare in infusione per 10-15 minuti e filtrare. Utilizzabile come bevanda oppure per gargarismi dopo raffreddamento. Infuso digestivo aromatico Foglie di Salvia officinalis 1,5 g Foglie di Mentha × piperita 1,5 g Frutti di Foeniculum vulgare 2 g Acqua 250 ml Lasciare in infusione per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali. Infuso per la sudorazione eccessiva Foglie di Salvia officinalis 3 g Acqua 200 ml Lasciare in infusione per 15 minuti. Assumere una o due volte al giorno. È la preparazione tradizionale maggiormente documentata per questo impiego. Infuso per i disturbi della menopausa Foglie di Salvia officinalis 2 g Foglie di Melissa officinalis 2 g Acqua 250 ml Lasciare in infusione per 10-15 minuti. Assumere una o due tazze al giorno. Decotto leggero di Salvia officinalis L. Foglie essiccate di Salvia officinalis 3 g Acqua 250 ml Portare a ebollizione per circa 5 minuti, lasciare riposare 10 minuti e filtrare. Utilizzato soprattutto per risciacqui e gargarismi. Decotto per risciacqui orali Foglie di Salvia officinalis 2 g Fiori di Matricaria chamomilla 2 g Acqua 250 ml Far sobbollire per 5 minuti, lasciare riposare e filtrare. Utilizzare esclusivamente dopo raffreddamento. Tisana digestiva tradizionale Foglie di Salvia officinalis 1,5 g Sommità fiorite di Thymus vulgaris 1 g Foglie di Mentha × piperita 1,5 g Frutti di Foeniculum vulgare 2 g Acqua 250 ml Infondere per 10 minuti e filtrare. Assumere dopo i pasti. Tisana balsamica tradizionale Foglie di Salvia officinalis 2 g Sommità fiorite di Thymus vulgaris 1 g Fiori di Malva sylvestris 2 g Acqua 250 ml Lasciare in infusione per 15 minuti e filtrare. Formulazione erboristica per gargarismi Foglie di Salvia officinalis 3 g Fiori di Matricaria chamomilla 2 g Foglie di Plantago lanceolata 2 g Acqua 300 ml Lasciare in infusione per 15 minuti. Filtrare accuratamente e utilizzare come collutorio o gargarismo. Formulazione erboristica digestiva e carminativa Foglie di Salvia officinalis 2 g Foglie di Mentha × piperita 2 g Frutti di Foeniculum vulgare 2 g Acqua 250 ml Lasciare in infusione per circa 10 minuti e filtrare. Assumere dopo i pasti. Formulazione erboristica tradizionale per il climaterio Foglie di Salvia officinalis 2 g Foglie di Melissa officinalis 2 g Fiori di Tilia cordata 2 g Acqua 250 ml Lasciare in infusione per 10-15 minuti e filtrare. Assumere una o due tazze al giorno.
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Salvia officinalis L. folium, 2023
  • European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Salvia officinalis L. folium, 2023
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Salviae Folium, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
  • Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
  • Ghorbani Abdolbaset, Esmaeilizadeh Mahdi, Pharmacological Properties of Salvia officinalis and Its Components, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2017
  • Hamidpour Mohsen, Hamidpour Reza, Hamidpour Shahin, Shahlari Mahmoud, Chemistry, Pharmacology and Medicinal Property of Sage Salvia officinalis L., Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2014
  • Perry Nigel, Bollen Christine, Perry Elaine, Ballard Clive, Salvia for Dementia Therapy Review of Pharmacological Activity and Pilot Clinical Studies, Pharmacology Biochemistry and Behavior, 2003
  • Bruneton Jean, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 2009
  • Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004

  • PREPARATI ALCOLICI...
    Vini, elisir, amari, tinture di SALVIA OFFICINALE
    Vino medicinale di Salvia officinalis L. Preparazione tradizionale documentata nella farmacopea europea e nella tradizione erboristica mediterranea. Si utilizzano 20–30 g di foglie essiccate di Salvia officinalis in 1 litro di vino bianco a gradazione moderata. La macerazione avviene a temperatura ambiente per 7–10 giorni in recipiente chiuso, con agitazione periodica, seguita da filtrazione. L’assunzione tradizionale è di 20–50 ml una o due volte al giorno prima dei pasti. L’uso è indicato nella tradizione per disturbi digestivi, stati di debolezza e come tonico generale. Le evidenze scientifiche sono limitate e di tipo etnobotanico e farmacologico indiretto. Tintura vinosa di Salvia officinalis L. Preparazione idroalcolica ottenuta utilizzando vino ad alta gradazione o vino fortificato. Si impiegano 1 parte di droga secca e 5 parti di vino, con macerazione per 10–14 giorni. Dopo filtrazione si ottiene una preparazione più concentrata rispetto al vino medicinale. La posologia tradizionale è di 10–20 ml al giorno. Utilizzata storicamente per affezioni digestive e come coadiuvante nelle infiammazioni del cavo orale. Le evidenze sono di tipo tradizionale, con supporto farmacologico sui costituenti estratti. Liquore erboristico a base di Salvia officinalis L. Preparazione tradizionale domestica e officinale. Si utilizzano 30–50 g di foglie fresche o essiccate in 500–700 ml di alcol etilico alimentare diluito o in miscela con vino, con macerazione di 2–3 settimane. Dopo filtrazione si può aggiungere una modesta quantità di zucchero. L’assunzione è limitata a piccole dosi di 10–20 ml al giorno. L’uso è principalmente digestivo e aromatico. Non esistono evidenze cliniche dirette su questa preparazione, ma solo dati etnobotanici e farmacologici indiretti. Nel complesso, le preparazioni alcoliche di Salvia officinalis sono ben documentate nella tradizione europea ma non rappresentano forme clinicamente validate secondo criteri moderni. L’uso deve considerare il contenuto in tujone e l’apporto alcolico.
  • European Medicines Agency, Assessment report on Salvia officinalis L. folium, EMA Committee on Herbal Medicinal Products, 2016
  • Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs, American Botanical Council, 1998
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers, 2004
  • Bruneton J., Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, Lavoisier Publishing, 1999
  • Fournier P., Le Livre des Plantes Médicinales et Vénéneuses de France, 1948
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...
    Salvia officinalis L. è una specie nettarifera e pollinifera di notevole interesse apistico. I suoi fiori sono visitati intensamente dalle api durante la fioritura, soprattutto nelle aree mediterranee dove la specie viene coltivata estensivamente o cresce in popolazioni abbondanti. Il miele monoflorale di salvia è una tipologia ben riconosciuta e commercializzata in diverse regioni del bacino mediterraneo. È considerato uno dei mieli monofloreali più pregiati per le sue caratteristiche organolettiche particolarmente fini e delicate. Allo stato liquido presenta generalmente un colore molto chiaro, variabile dal quasi incolore al giallo paglierino chiaro, talvolta con leggere sfumature dorate. Dopo la cristallizzazione assume tonalità più chiare, tendenti al bianco crema o all'avorio. La cristallizzazione è normalmente lenta o medio-lenta a causa del rapporto tra glucosio e fruttosio. Quando cristallizza forma generalmente una massa fine, compatta e omogenea. L'aroma è delicato, elegante e poco aggressivo. Si distinguono note floreali leggere, sfumature erbacee aromatiche e talvolta lievi richiami balsamici e speziati che ricordano la pianta da cui deriva. Il sapore è dolce ma non stucchevole, con persistenza aromatica moderata. Le note vegetali e aromatiche risultano generalmente più evidenti rispetto ad altri mieli chiari. L'amaro è assente o appena percettibile. Dal punto di vista melissopalinologico il miele monoflorale di salvia può essere ottenuto soprattutto in aree caratterizzate da estese fioriture e da limitata concorrenza di altre specie nettarifere contemporanee. La sua produzione è particolarmente nota in alcune zone dell'Italia centro-meridionale, della Sardegna, della Croazia, della Dalmazia e di altre regioni mediterranee. Le proprietà biologiche del miele di salvia non differiscono sostanzialmente da quelle degli altri mieli monoflorali di alta qualità, essendo attribuibili principalmente alla presenza di zuccheri naturali, composti fenolici, enzimi e sostanze aromatiche derivanti dall'origine botanica. Tuttavia le evidenze scientifiche disponibili riguardano prevalentemente il miele come alimento e non consentono di attribuire specifiche proprietà terapeutiche esclusive al miele monoflorale di salvia.

    USO ALIMENTARE...
    Salvia officinalis L. è una delle specie aromatiche più rilevanti nella tradizione culinaria mediterranea, utilizzata principalmente per le foglie fresche o essiccate. Il profilo aromatico è intenso, caldo e leggermente amarognolo, con note balsamiche dovute alla presenza di oli essenziali, in particolare tujone, cineolo e canfora. In ambito gastronomico viene impiegata come aromatizzante per carni, soprattutto carni bianche e suine, e per preparazioni a base di fegato. È tradizionalmente associata a piatti ricchi di grassi per la sua capacità di bilanciare il sapore e facilitare la digestione, coerentemente con le sue proprietà coleretiche e carminative documentate farmacologicamente. Un uso tipico è nella preparazione del burro aromatizzato, come nel condimento per paste fresche e gnocchi, dove le foglie vengono brevemente rosolate nel burro per liberare i composti volatili liposolubili. La stabilità aromatica della pianta consente anche l’impiego in cotture prolungate, come arrosti e stufati. Le foglie possono essere utilizzate anche in frittura, spesso in pastella, oppure per aromatizzare oli e aceti. In alcune tradizioni regionali sono impiegate nella preparazione di liquori e digestivi, oltre che in prodotti da forno salati. L’uso alimentare è generalmente sicuro alle dosi culinarie, ma deve essere moderato in considerazione del contenuto in tujone, soprattutto evitando l’impiego eccessivo o concentrato, in linea con le valutazioni tossicologiche disponibili.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA...
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale. Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica. Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia. Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute" Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia. Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata. Bibliografia: J Nutr 2001;131:2957-62. Cancer Res 2005;65:879-86. J Clin Oncol 2002;15:1449-55. J Clin Oncol 2000;18:1068-74. J Epidemiol 2010;20:83-9. Nutr J 2008;7:17. CDI Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS Fitoestrogeni ed iperplasia dell'endometrio. (Prescrire International 2006; 15: 62-3) I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1). Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni). Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Salvia officinalis L. deve il proprio nome al latino salvus e salvare, a indicare il valore medicinale attribuito alla pianta già in epoca romana, dove era considerata una panacea per numerosi disturbi e raccolta con rituali specifici che ne sottolineavano l’importanza simbolica e terapeutica. La Salvia rientrava tra le erbe che gli antichi Egizi usavano per l'imbalsamazione ma la consideravano utile anche a dare fertilità alle donne. I Greci invece impedivano agli atleti di assumerla durante le gare sportive, per evitare l'effetto "doping" (che non possiede). Nel Medioevo europeo era una delle piante fondamentali negli horti dei monasteri e nei giardini dei semplici, tanto che la Scuola Medica Salernitana la citava con il celebre aforisma “Cur moriatur homo cui salvia crescit in horto”, evidenziandone il ruolo centrale nella medicina tradizionale. Durante il Rinascimento la salvia era considerata non solo un rimedio medicinale ma anche un simbolo di longevità e saggezza, spesso associata a pratiche preventive più che curative, in linea con una visione proto-igienica della salute. In alcune tradizioni europee era attribuito alla pianta anche un valore protettivo e rituale, venendo utilizzata per purificazioni domestiche o come amuleto contro influssi negativi, riflettendo un intreccio tra uso medicinale e credenze popolari. Dal punto di vista storico-commerciale, la salvia era oggetto di scambi tra Europa e Asia, e in alcune fonti viene riportato che mercanti cinesi fossero disposti a scambiare tè con salvia europea, a testimonianza della sua reputazione internazionale. In ambito scientifico moderno, Salvia officinalis è stata una delle specie modello nello studio degli oli essenziali e dei loro effetti sul sistema nervoso centrale, contribuendo allo sviluppo della farmacognosia contemporanea.


    Ricerche di articoli scientifici su Salvia officinalis L.

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
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    © erbeofficinali.org (CC BY-SA 3.0)
    Autore: A.Tucci

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    Altre Foto e Immagini di SALVIA OFFICINALE