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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 15-05-2026 |
SANTOREGGIA ORTENSE |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Tracheophyta Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Superasteridae Clade Asteridae Clade Lamiidae Ordine Lamiales Famiglia Lamiaceae Sottofamiglia Nepetoideae Tribù Mentheae Sottotribù Menthinae Genere Satureja Specie Satureja hortensis |
Famiglia: Lamiaceae |
| Santoreggia estiva, Santoreggia domestica, Savoreggia, Saturella, Cerea, Summer Savory, Herbe De Saint-Julien, Poivrée, Poivrette, Sadrée, Sarriette Commune, Sarriette D´été, Sarriette Des Champs, Sarriette Des Jardins, Savourée, Bohnenkraut, Pfefferkraut, Saturei, Winterbergminze, Saborija, Ajedrea Común, Ajedrea De Jardín, Sabroso, Saborida, Segurelha-Das-Hortas, Bonenkruid, Koele, Kunne, Peperkruid, Scharekruid, Tuinbonenkruid, Thrumbisht, Bresina, Saturejka Zahradní, Kesaekynteli, Czaber Ogrodowy, Thrumpi, Tragorigani, Satar, Satra, Za'atar, Zatar, Zatara, Sar, Seibari, Seiborii, Sabori, Marzeh, Cimbru, Chaber Sadovii |
| Clinopodium Hortense (L.) Kuntze, Clinopodium Hortense (L.) Makino & Nemoto, 1931, Clinopodium Pachyphyllum (K.Koch) Kuntze, Satureja Altaica Boriss., Satureja Brachiata Stokes, Satureja Densiflora Zein., 1969, Satureja Filicaulis Schott, Satureja Filicaulis Schott Ex Boiss., Satureja Hortensis Var. Distans K.Koch, Satureja Laxiflora Subsp. Zuvandica (D.A.Kapan.) D.A.Kapan., Satureja Litvinovii Schmalh., Satureja Litvinovii Schmalh. Ex Lipsky, Satureja Litwinowii Schmalh., Satureja Litwinowii Schmalh. Ex Lipsky, Satureja Officinarum Crantz, Satureja Pachyphylla C.Koch, Satureja Pachyphylla K.Koch, Satureja Postii Azn., Satureja Viminea Burm.f., Satureja Zuvandica D.A.Kapan., Thymus Cunila E.H.L.Krause |
| PIANTA ERBACEA ANNUALE CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI, SPESSO ROSSASTRI E PUBESCENTI. LE FOGLIE SONO LINEARI-LANCEOLATE, OPPOSTE, SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, DI COLORE VERDE SCURO E AROMATICHE. I FIORI SONO PICCOLI, LABIATI, DI COLORE BIANCO, ROSA O LILLA, RIUNITI IN VERTICILLASTRI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI, FORMANDO SPIGHE FOGLIOSE ALL'APICE DEI FUSTI. IL CALICE È TUBULARE, A 5 DENTI. LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE ERETTO O LEGGERMENTE BIFIDO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBO CON IL LOBO MEDIANO PIÙ GRANDE. GLI STAMI SONO QUATTRO, DIDINAMI. L'OVARIO È SUPERO, TETRALOCULARE, CHE MATURA IN QUATTRO PICCOLE NUCULE LISCE E SCURE RACCHIUSE NEL CALICE PERSISTENTE. LA PIANTA È INTENSAMENTE AROMATICA. |
| GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE (ESTATE-INIZIO AUTUNNO), CON PICCOLI FIORI BIANCHI O ROSATI RIUNITI IN VERTICILLI ASCELLARI |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| ________ BIANCO ROSATO |
| ________ LILLÀ CHIARO |
| Predilige habitat soleggiati e ben drenati. Sebbene spesso coltivata in orti e giardini, in natura si può trovare in zone aride, pendii sassosi, terreni incolti e bordi stradali, soprattutto in regioni con climi temperati caldi. Cresce meglio su suoli leggeri, sabbiosi o ghiaiosi, con un buon drenaggio e un pH neutro o leggermente alcalino. Essendo una specie annuale, dipende dalla germinazione dei semi per la sua sopravvivenza e colonizzazione di nuovi ambienti. La sua origine è probabilmente nel Mediterraneo orientale e nelle regioni circostanti, ma si è ampiamente diffusa e naturalizzata in molte altre parti del mondo grazie alla sua coltivazione come erba aromatica. Predilige l'esposizione al pieno sole per uno sviluppo ottimale e una maggiore concentrazione di oli essenziali. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| LUGLIO-AGOSTO (PIENA ESTATE) PER SOMMITÀ FIORITE, MASSIMA CONCENTRAZIONE DI OLI ESSENZIALI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| SOMMITÀ FIORITE E FOGLIE ESSICCATE, OCCASIONALMENTE OLIO ESSENZIALE ESTRATTO PER DISTILLAZIONE |
| INTENSO, PEPATO, CON NOTE DI TIMO E MAGGIORANA, DOVUTO A CARVACROLO E TIMOLO |
| FORTEMENTE AROMATICO, PICCANTE (SOPRANNOMINATO "PEPE D'ÂNE"), CON RETROGUSTO LEGGERMENTE AMARO E CANFORATO |
| TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della droga vegetale e delle preparazioni tradizionali alle dosi fitoterapiche comuni. Sono documentate possibili irritazioni gastrointestinali o mucose e fenomeni irritativi da olio essenziale concentrato ricco in fenoli monoterpenici come carvacrolo e timolo, soprattutto ad alte dosi o in uso non corretto. Non risultano evidenze di tossicità grave nell’uso appropriato documentato della specie. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: Sono disponibili studi sperimentali in vitro e in vivo coerenti riguardanti attività antimicrobica, antiossidante, spasmolitica gastrointestinale e digestiva di Satureja hortensis L., oltre a un uso fitoterapico tradizionale consolidato supportato da dati farmacologici sul fitocomplesso e sull’olio essenziale. Le evidenze cliniche controllate dirette sulla specie risultano tuttavia limitate e non sufficienti per classificare l’attività come confermata da evidenze scientifiche cliniche. |
| Oli essenziali: carvacrolo, gamma terpineno, para cimene, timolo, terpineno quattro olo, alfa terpineno, beta cariofillene, mircene, limonene, alfa pinene, beta pinene, borneolo, linalolo, cineolo, sabinene, canfene Polifenoli: acido rosmarinico, acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido p idrossibenzoico, acido vanillico Flavonoidi: apigenina, luteolina, quercetina, rutina, naringenina, esperidina, kaempferolo Tannini: tannini idrolizzabili, tannini condensati Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico Fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Saponine: saponine triterpeniche Pigmenti e carotenoidi: luteina, zeaxantina, beta carotene Composti amari: diterpeni amari, composti fenolici aromatici Minerali e oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, ferro, zinco, manganese Vitamine: vitamina C, vitamina A, vitamina B6, niacina |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’OLIO ESSENZIALE DI SATUREJA HORTENSIS L. PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE DELLE MUCOSE GASTROINTESTINALI E DEL CAVO ORALE AD ALTE CONCENTRAZIONI O IN USO NON DILUITO; EVIDENZA FARMACOLOGICA E SPERIMENTALE CORRELATA ALL’ELEVATO CONTENUTO DI FENOLI MONOTERPENICI. L’APPLICAZIONE TOPICA DELL’OLIO ESSENZIALE CONCENTRATO PUÒ PROVOCARE IRRITAZIONE CUTANEA, BRUCIORE O DERMATITE DA CONTATTO IN SOGGETTI SENSIBILI; EVIDENZA SPERIMENTALE E OSSERVAZIONALE DISPONIBILE PER PREPARAZIONI AD ALTA CONCENTRAZIONE. SONO DISPONIBILI DATI SPERIMENTALI IN VITRO RELATIVI AD ATTIVITÀ ANTIMICROBICA E CITOTOSSICA DELL’OLIO ESSENZIALE AD ALTE DOSI, MA MANCANO DATI CLINICI SUFFICIENTI PER DEFINIRE LA SICUREZZA DELL’IMPIEGO PROLUNGATO DI PREPARAZIONI CONCENTRATE. NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI ADEGUATI SULLA SICUREZZA DELL’USO FITOTERAPICO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO; IL LIMITE DELLE EVIDENZE IMPONE PRUDENZA NELL’USO DI ESTRATTI CONCENTRATI E OLIO ESSENZIALE. LE EVIDENZE DISPONIBILI SULLA SPECIE SONO PREVALENTEMENTE SPERIMENTALI E FITOCHIMICHE; RISULTANO LIMITATI GLI STUDI CLINICI CONTROLLATI DIRETTI SU SICUREZZA E INTERAZIONI FARMACOLOGICHE. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA O REAZIONI ALLERGICHE NOTE VERSO SATUREJA HORTENSIS L. O VERSO I SUOI COMPONENTI AROMATICI E FENOLICI, INCLUSI CARVACROLO E TIMOLO, OSSERVATE NELLA PRATICA FITOTERAPICA E AROMATERAPICA. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| GASTROLESIVI |
| IRRITANTI GASTROINTESTINALI |
| OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI |
| SOSTANZE IRRITANTI CUTANEE (ES. PEPERONCINO) |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di SANTOREGGIA ORTENSE basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco nebulizzato o estratto secco titolato di parti aeree fiorite di Satureja hortensis L. Disponibile in capsule, compresse o polvere micronizzata. Gli estratti standardizzati sono generalmente titolati in polifenoli totali oppure standardizzati indirettamente sul contenuto di olio essenziale con riferimento a carvacrolo e timolo. Per finalità fitoterapiche digestive e carminative vengono impiegati estratti con contenuto minimo di olio essenziale compreso orientativamente tra 1% e 3% e polifenoli totali non inferiori al 4%. La posologia abitualmente utilizzata negli integratori commerciali varia da 200 mg a 600 mg al giorno suddivisi in due o tre assunzioni dopo i pasti. Estratto idroalcolico fluido 1:1 oppure 1:2 di Satureja hortensis L. Preparazione ottenuta da sommità fiorite fresche o essiccate con solvente idroalcolico. Utilizzato prevalentemente come eupeptico aromatico, carminativo e coadiuvante nelle dispepsie funzionali leggere. Il dosaggio tradizionalmente impiegato negli integratori liquidi varia da 20 a 40 gocce fino a tre volte al giorno diluite in acqua dopo i pasti. Nei preparati professionali la standardizzazione può riferirsi al contenuto di fenoli monoterpenici. Tintura madre fitoterapica di Satureja hortensis L. Preparazione idroalcolica ottenuta generalmente in rapporto droga:solvente 1:10 con titolo alcolico variabile. Utilizzata soprattutto in formulazioni digestive e aromatiche. Posologia comunemente riportata nella pratica erboristica: 2-4 mL fino a tre volte al giorno. Olio essenziale di Satureja hortensis L. Distillato in corrente di vapore dalle sommità aeree fiorite. I principali marker fitochimici sono carvacrolo, gamma-terpinene, para-cimene e timolo. Gli oli essenziali destinati a impiego fitoterapico vengono normalmente chemotipizzati e standardizzati sul contenuto di carvacrolo, frequentemente compreso tra 30% e 60%. L’uso orale richiede cautela per l’elevata concentrazione di fenoli monoterpenici. Nei prodotti registrati o negli integratori il dosaggio usuale varia orientativamente da 20 mg a 100 mg al giorno opportunamente diluiti o veicolati. Per uso topico viene generalmente diluito allo 0,5-2% in oli vegetali o basi semisolide. Oleolito di Satureja hortensis L. Preparazione lipofila ottenuta mediante macerazione delle sommità fiorite in olio vegetale. Utilizzata tradizionalmente in formulazioni dermoprotettive aromatiche e balsamiche. Applicazione locale una o due volte al giorno su aree limitate della cute integra. Preparazioni galeniche magistrali con Satureja hortensis L. La droga essiccata o gli estratti possono essere inseriti in capsule, tavolette, sciroppi aromatici, collutori, pomate e gel. Nelle formulazioni digestive è frequentemente associata ad altre Lamiaceae aromatiche. Le concentrazioni vengono adattate alla presenza di olio essenziale e alla tollerabilità gastrointestinale. Preparazioni omeopatiche di Satureja hortensis L. Disponibili principalmente come tintura madre omeopatica e diluizioni hahnemanniane o korsakoviane. Le preparazioni reperibili comprendono generalmente diluizioni dalla D3 alla D30 oppure dalla CH4 alla CH30. L’impiego deriva dalla tradizione omeopatica e non da evidenze cliniche validate specifiche sulla specie. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di SANTOREGGIA ORTENSE basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso digestivo e carminativo con Satureja hortensis L. Sommità fiorite di Satureja hortensis 1,5-2 g, foglie di Melissa officinalis 1 g, capolini di Matricaria chamomilla 1 g. Infondere in 200 mL di acqua a 90-95 °C per 8-10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti principali. Utilizzato tradizionalmente per meteorismo, digestione lenta e spasmi gastrointestinali lievi. La combinazione presenta coerenza farmacologica documentata per attività aromatico-amara e spasmolitica. Tisana aromatica per dispepsia fermentativa Sommità di Satureja hortensis 1 g, frutti di Foeniculum vulgare 1,5 g, foglie di Mentha × piperita 1 g. Infusione in 250 mL di acqua calda per 10 minuti. Assunzione consigliata una o due volte al giorno dopo i pasti. Formulazione basata su uso fitoterapico consolidato e studi farmacologici relativi agli effetti carminativi e antiflatulenti delle droghe aromatiche impiegate. Infuso balsamico per vie respiratorie superiori Sommità fiorite di Satureja hortensis 1 g, foglie di Thymus vulgaris 1 g, foglie di Salvia officinalis 1 g. Infondere per 10 minuti in 200 mL di acqua calda. Utilizzato tradizionalmente come supporto aromatico balsamico e antisettico del cavo oro-faringeo. Non superare due somministrazioni giornaliere prolungate in soggetti sensibili agli oli essenziali fenolici. Decotto leggero ad uso gastrointestinale Sommità essiccate di Satureja hortensis 2 g in 250 mL di acqua. Portare a lieve ebollizione per circa 3 minuti e lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Assunzione fino a due volte al giorno. Preparazione tradizionale utilizzata in ambito domestico per digestione difficile e fermentazioni intestinali. Miscela eupeptica con Satureja hortensis e droghe amare aromatiche Satureja hortensis 1 g, Achillea millefolium 1 g, Artemisia dracunculus 0,5 g, Citrus limon scorza 0,5 g. Infondere in 200 mL di acqua per 8 minuti. Assunzione prima o dopo i pasti secondo tollerabilità individuale. Preparazione orientata al supporto della secrezione digestiva e della motilità gastrica. Tisana tradizionale per diarrea lieve non complicata Satureja hortensis 1 g, foglie di Rubus fruticosus 1 g, agrimonia 1 g. Infondere per 10 minuti in 200 mL di acqua. Utilizzo limitato nel tempo e solo in assenza di febbre o sintomi severi. La presenza di tannini e composti aromatici giustifica l’impiego tradizionale come coadiuvante astringente intestinale. Preparazione erboristica per uso topico aromatico Oleolito di Satureja hortensis 10 mL, oleolito di Calendula officinalis 20 mL, olio di Hypericum perforatum 20 mL. Applicazione locale su cute integra una o due volte al giorno. Utilizzato tradizionalmente come preparazione dermoprotettiva aromatica e lenitiva. Collutorio erboristico aromatico Satureja hortensis 1 g, Salvia officinalis 1 g, Matricaria chamomilla 1 g in 150 mL di acqua calda. Infondere 10 minuti, filtrare e utilizzare tiepido per risciacqui del cavo orale fino a due volte al giorno. Uso tradizionale basato su proprietà aromatiche e attività antimicrobica documentata in vitro delle droghe impiegate. |
| Vini, elisir, amari, tinture di SANTOREGGIA ORTENSE
Preparazione di un vino aromatico alla santoreggia Ingredienti Vino bianco leggero o rosso giovane: 1 litro Foglie fresche o secche di Satureja hortensis: 10–20 g (fresche) oppure 5–10 g (secche) (Facoltativo) scorza di limone o altre erbe aromatiche complementari come timo o rosmarino per arricchire la nota aromatica Procedimento Preparazione dell’erba: Lavare delicatamente le foglie di santoreggia e tamponare con carta assorbente. Se si usano foglie secche, non è necessario alcun trattamento preliminare. Infusione nel vino: Versare il vino scelto in un recipiente di vetro pulito con chiusura ermetica. Aggiungere la santoreggia (e, se desiderato, scorza di limone o altre erbe aromatiche). Macerazione: Chiudere il recipiente e lasciare macerare 3–7 giorni in luogo fresco e al riparo dalla luce. Agitare delicatamente il contenitore una volta al giorno. Filtrazione: Trascorso il tempo di infusione, filtrare il vino con un colino fine o con garza alimentare per rimuovere le parti vegetali. Imbottigliamento: Conservare il vino aromatizzato in bottiglie ben chiuse, preferibilmente in un luogo fresco. Uso e caratteristiche Uso gastronomico: questo vino aromatizzato alla santoreggia può essere consumato come aperitivo aromatico, servito fresco, oppure utilizzato in cucina per la preparazione di salse, marinate e piatti a base di erbe. Uso tradizionale e benessere: secondo l’uso tradizionale, vino o decotti alcolici di santoreggia venivano dati anche per stimolare la digestione, favorire l’appetito e migliorare il comfort gastrointestinale in modo delicato. In alcune aree rurali europee si usava anche bollire la santoreggia nel vino e consumarlo tiepido per questo scopo. Queste pratiche si basano su un impiego storico piuttosto che su evidenze cliniche moderne, ma riflettono l’integrazione dell’erba nelle bevande aromatiche della tradizione. Note di gusto: la santoreggia dona al vino un profilo aromatico pungente e leggermente pepato, con ricche note erbacee; se bilanciata con scorza di limone o altre erbe, può risultare più armonico e piacevole al palato. Precauzioni e consigli Il vino aromatizzato alla santoreggia è da considerarsi una bevanda aromatica e gastronomica, non un medicinale; il consumo va effettuato con moderazione. Se si desidera un effetto aromatico più delicato, è consigliabile usare foglie fresche in quantità controllata. Per chi ha sensibilità all’alcol, è possibile fare una infusione analcolica in acqua calda e poi aggiungere il vino solo al momento del consumo (in piccole quantità) oppure optare per un infuso semplice senza alcol. Bibliografia |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...
APPROFONDIMENTO SU ESSENZE GERMICIDE MAGGIORI...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Satureja hortensis L. |