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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 05-06-2026 |
SASSAFRASSO |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Angiospermae Clade Magnoliidae Ordine Laurales Famiglia Lauraceae Genere Sassafras Specie Sassafras albidum |
Famiglia: Lauraceae |
| Sassafrasso d´America, Lauro Degl'irocchesi, Sassafrax, Cinnamonwood, Filè Powder, Gumbo Filé, Mitten Tree, Saxifras, Tea Tree, White Sassafras, Ague tree bark, Laurier des Iroquois, Fenchelholzbaum, Sassefras, Sasafrasa, Szasszafrász Babérfa, Sassafurasu, Sasapareosu, Sasafras Lekarski, Lavr Amerikanskij, Sassafrasové Listy, |
| Euosmus Albida Nutt., Euosmus Sassafras (L.) Nutt., Laurus Albida Loudon, Laurus Albida Loudon Ex Meisn., Laurus Albida Nutt., Laurus Diversifolia Stokes, Laurus Salsafraz Noronha, Laurus Sassafras L., Laurus Variifolia Salisb., Persea Sassafras (L.) Spreng., Sassafras Albidum F. Moldenkei Oswald, Sassafras Albidum Var. Albidum, Sassafras Albidum Var. Molle (Raf.) Fernald, Sassafras Laurus Macloskie, Sassafras Officinale T.Nees & C.H.Eberm., Sassafras Officinale Var. Albidum (Nutt.) S.F.Blake, Sassafras Officinalis T.Nees & C.H.Eberm., Sassafras Officinarum J.Presl, Sassafras Rubrum Raf., Sassafras Sassafras (L.) H.Karst., Sassafras Triloba Raf., Sassafras Triloba Var. Mollis Raf., Sassafras Variifolium (Salisb.) Kuntze, Sassafras Variifolium Var. Albidum (Nutt.) Fernald, Tetranthera Albida (Nutt.) Spreng. |
| ALBERO DECIDUO DI MEDIE DIMENSIONI CON CORTECCIA PROFONDAMENTE SOLCATA NEGLI ESEMPLARI MATURI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, SEMPLICI, DI FORMA VARIABILE (OVALE INTERA, BILOBATA O TRILOBATA SULLA STESSA PIANTA), DI COLORE VERDE BRILLANTE CHE VIRA AL GIALLO, ARANCIO E ROSSO IN AUTUNNO. È UNA SPECIE DIOICA CON FIORI PICCOLI, GIALLASTRI-VERDI, RIUNITI IN RACEMI PENDULI CHE COMPAIONO PRIMA DELLE FOGLIE. I FIORI MASCHILI HANNO NOVE STAMI, QUELLI FEMMINILI UN OVARIO SUPERO UNILOCULARE CHE MATURA IN UNA DRUPA BLU SCURO O NERASTRA, PORTATA SU UN PEDICELLO ROSSO INGROSSATO, CONTENENTE UN SINGOLO SEME. TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO AROMATICHE. |
| MARZO-APRILE (INIZIO PRIMAVERA), CON PICCOLI FIORI GIALLO-VERDASTRI RIUNITI IN RACEMI PRIMA DELLA COMPARSA DELLE FOGLIE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO CHIARISSIMO |
| ________ GIALLO VERDASTRO |
| Si trova comunemente ai margini dei boschi, nei campi, lungo i bordi delle strade e nelle recinzioni. Predilige suoli ben drenati, umidi e leggermente acidi, ma può tollerare una varietà di tipi di terreno, inclusi quelli poveri e secchi una volta stabilito. È una specie eliofila che cresce meglio in pieno sole o in leggera ombra. Il sassofrasso è nativo del Nord America orientale, dalle regioni meridionali del Maine e dell'Ontario fino alla Florida centrale e al Texas orientale. Si adatta a diversi habitat forestali, dalle foreste di latifoglie decidue ai boschi misti, e può essere una specie pioniera in aree disturbate o in vecchi campi in fase di successione. La sua capacità di formare thickets tramite polloni radicali gli permette di colonizzare rapidamente nuove aree. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE) PER LA CORTECCIA DELLE RADICI (MASSIMA CONCENTRAZIONE DI SAFROLO), PRIMAVERA PER LE FOGLIE GIOVANI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| CORTECCIA DELLE RADICI ESSICCATA (PRINCIPALE FONTE DI OLIO ESSENZIALE E SAFROLO), OCCASIONALMENTE FOGLIE ESSICCATE PER PREPARAZIONI ALIMENTARI (ES. FILÉ POWDER) |
| INTENSO, DOLCE-SPEZIATO CON NOTE DI CANNELLA, ANICE E LEGNO FRESCO, DOVUTO AL SAFROLO (80% DELL'OLIO ESSENZIALE) |
| RADICE AMARA E PUNGENTE, CON RETROGUSTO CALDO E LEGGERMENTE PICCANTE; FOGLIE PIÙ DELICATE, SIMILI A LIQUIRIZIA E AGRUMI |
| TOSSICITÀ: ALTA |
| Motivazione: La tossicità è supportata da estese evidenze tossicologiche sperimentali dirette sulla specie e sul suo principale componente, il safrolo. Studi in vivo hanno dimostrato epatotossicità, genotossicità e attività cancerogena negli animali da laboratorio. Per tali motivi l'impiego del safrolo come additivo alimentare è stato vietato o fortemente limitato in numerosi Paesi. Sebbene la gravità dipenda dalla parte vegetale utilizzata, dal contenuto di safrolo e dalla dose assunta,il profilo tossicologico complessivo della specie giustifica una classificazione conservativa di tossicità alta. |
| EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA |
| Motivazione: Per Sassafras albidum esistono usi etnobotanici documentati e alcuni studi farmacologici in vitro e in vivo riferiti soprattutto all'olio essenziale e ai suoi costituenti. Tuttavia non sono disponibili studi clinici controllati di qualità né revisioni sistematiche che confermino un'efficacia terapeutica specifica della specie. Inoltre il potenziale terapeutico è limitato dalla presenza di safrolo, composto associato a rilevanti problemi tossicologici. Le evidenze disponibili risultano pertanto insufficienti per confermare un'efficacia fitoterapica consolidata. |
| Oli essenziali: safrolo, canfora, eugenolo, metileugenolo, alfa-pinene, beta-pinene, limonene, mircene, linalolo, cineolo, terpinen-4-olo, borneolo, canfene, alfa-terpineolo Fenilpropanoidi: safrolo, eugenolo, metileugenolo, asarone Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Mucillagini: polisaccaridi mucillaginosi Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, isoquercitrina Lignani: sesamina, derivati lignanici minori Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Acidi fenolici: acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido vanillico Sesquiterpeni: nerolidolo, cariofillene, ossido di cariofillene Monoterpeni: alfa-pinene, beta-pinene, limonene, mircene, canfene, linalolo, cineolo, borneolo, alfa-terpineolo Alcaloidi: tracce di alcaloidi benzilisochinolinici Resine: frazioni resinose aromatiche Lipidi: acidi grassi, trigliceridi, cere vegetali |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L'OLIO ESSENZIALE HA UNA FORTE TOSSICITÀ: PARE CHE VI SIANO STATI AVVELENAMENTI DI BAMBINI PER INGESTIONE DI POCHI GRAMMI. IL SAFROLO-A DOSI ELEVATE PUÒ PROVOCARE MORTE PER DEGENERAZIONE DEL CUORE-FEGATO E RENI. LA PRESENZA DI SAFROLO RICHIEDE PARTICOLARE CAUTELA NELL'IMPIEGO DI QUALSIASI PREPARAZIONE OTTENUTA DA CORTECCIA RADICALE, RADICI O OLIO ESSENZIALE. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI TOSSICOLOGICI IN VIVO E VALUTAZIONI REGOLATORIE INTERNAZIONALI CHE DOCUMENTANO EPATOTOSSICITÀ, GENOTOSSICITÀ E CANCEROGENICITÀ SPERIMENTALE. L'OLIO ESSENZIALE NON DEVE ESSERE CONSIDERATO EQUIVALENTE ALLE PREPARAZIONI TRADIZIONALI ACQUOSE. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI CHE DIMOSTRANO CONCENTRAZIONI SIGNIFICATIVAMENTE PIÙ ELEVATE DI SAFROLO NELL'OLIO ESSENZIALE RISPETTO AD ALTRE PREPARAZIONI VEGETALI. L'IMPIEGO PROLUNGATO NON È SUPPORTATO DA DATI CLINICI DI SICUREZZA. EVIDENZA DISPONIBILE: ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI DI LUNGA DURATA E PRESENZA DI DATI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI CHE SUGGERISCONO UN RISCHIO CUMULATIVO CORRELATO ALL'ESPOSIZIONE AL SAFROLO. L'UTILIZZO IN ETÀ PEDIATRICA NON È SUPPORTATO DA ADEGUATE EVIDENZE CLINICHE DI SICUREZZA. EVIDENZA DISPONIBILE: ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA POPOLAZIONE PEDIATRICA. LE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE OTTENUTE DALLA SPECIE PRESENTANO UNA MARCATA VARIABILITÀ COMPOSITIVA LEGATA ALL'ORIGINE BOTANICA, ALLA PARTE UTILIZZATA E AL METODO ESTRATTIVO. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI E FARMACOGNOSTICI SULLA COMPOSIZIONE DEGLI ESTRATTI E DELL'OLIO ESSENZIALE. LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE STUDI SPERIMENTALI, TOSSICOLOGICI E FITOCHIMICI; RISULTANO INVECE MOLTO LIMITATI I DATI CLINICI DIRETTI SULL'IMPIEGO TERAPEUTICO DELLA SPECIE NELL'UOMO. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) GRAVIDANZA. L'USO DI SASSAFRAS ALBIDUM È CONTROINDICATO IN GRAVIDANZA SULLA BASE DI DATI TOSSICOLOGICI E FARMACOLOGICI DIRETTI CHE DOCUMENTANO LA PRESENZA DI SAFROLO, COMPOSTO ASSOCIATO A TOSSICITÀ RIPRODUTTIVA SPERIMENTALE E A POTENZIALE RISCHIO FETALE. IPERSENSIBILITÀ NOTA A SASSAFRAS ALBIDUM O AI SUOI PREPARATI. COSTITUISCE UNA CONTROINDICAZIONE GENERALE DERIVANTE DALLA PRATICA FITOTERAPICA E DALLA POSSIBILITÀ DI REAZIONI ALLERGICHE INDIVIDUALI DOCUMENTATE PER PRODOTTI CONTENENTI OLI ESSENZIALI DELLA SPECIE. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ACIDO VALPROICO |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| CARBAMAZEPINA |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2E1 |
| FARMACI PER LA TUBERCOLOSI (ES. ISONIAZIDE) |
| INDUTTORI ENZIMATICI (ES. CARBAMAZEPINA, RIFAMPICINA) |
| INIBITORI DEL CYP |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di SASSAFRASSO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Sassafras albidum è una specie per la quale non esistono attualmente preparazioni fitoterapiche standardizzate riconosciute e supportate da monografie ufficiali moderne con indicazione di un titolo specifico necessario all'effetto terapeutico. Inoltre, a causa della presenza di safrolo nella corteccia radicale e nell'olio essenziale, molte preparazioni tradizionali sono state abbandonate o fortemente limitate in numerosi Paesi. Estratto secco della corteccia radicale Storicamente disponibile come estratto secco ottenuto dalla corteccia delle radici. Non risultano standardizzazioni universalmente accettate basate su marcatori fitochimici terapeuticamente validati. Non sono disponibili dosaggi fitoterapici moderni supportati da evidenze cliniche sufficienti. L'uso fitoterapico contemporaneo è generalmente sconsigliato per problematiche di sicurezza tossicologica correlate al safrolo. Estratto fluido Storicamente presente nella farmacopea nordamericana come estratto fluido della corteccia radicale. Non risultano titolazioni riconosciute per principi attivi responsabili di effetti terapeutici documentati. Non esistono attualmente posologie fitoterapiche validate da studi clinici controllati. Tintura madre fitoterapica Tradizionalmente preparata dalla corteccia radicale o da altre parti della pianta. Non sono disponibili standardizzazioni ufficiali moderne né titoli quantitativi correlati a effetti terapeutici dimostrati. L'impiego fitoterapico è oggi limitato dalla presenza di costituenti con potenziale tossicologico. Olio essenziale di sassafrasso Ricco storicamente di safrolo in percentuali elevate e variabili. Non è considerato un integratore fitoterapico appropriato. L'utilizzo interno non è raccomandato a causa delle evidenze tossicologiche e cancerogene osservate negli studi sperimentali sul safrolo. Non esiste un titolo terapeutico riconosciuto né una posologia fitoterapica sicura per uso orale. Integratori alimentari Non risultano integratori alimentari moderni standardizzati e ampiamente accettati contenenti Sassafras albidum con indicazioni terapeutiche supportate da evidenze cliniche. Quando presenti sul mercato internazionale, sono generalmente formulazioni tradizionali o prodotti soggetti a restrizioni normative. Preparazioni omeopatiche Disponibili come Sassafras officinale o Sassafras nelle diluizioni omeopatiche più comuni quali D3, D4, D6, D12, D30, CH5, CH7, CH9, CH15, CH30 e superiori. Le posologie dipendono esclusivamente dalla scuola omeopatica adottata. Non esistono titoli fitochimici né standardizzazioni farmacognostiche rilevanti per tali preparazioni poiché le diluizioni omeopatiche non vengono classificate come estratti fitoterapici. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di SASSAFRASSO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Per Sassafras albidum non è possibile formulare tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche ad uso interno basate su dosaggi sicuri ed evidenze scientifiche moderne. La ragione è che la droga tradizionalmente utilizzata, soprattutto la corteccia radicale, contiene safrolo, sostanza per la quale esistono evidenze sperimentali di epatotossicità e cancerogenicità. Per questo motivo numerose autorità regolatorie hanno limitato o vietato l'impiego alimentare e fitoterapico interno delle preparazioni contenenti safrolo. Non risultano monografie EMA, ESCOP, Commissione E o WHO che definiscano dosaggi terapeutici sicuri e raccomandabili per infusi, decotti o tisane di Sassafras albidum. Non risultano inoltre formulazioni erboristiche moderne evidence-based con Sassafras albidum associate ad altre piante medicinali per indicazioni terapeutiche riconosciute e supportate da adeguate evidenze cliniche. Secondo un approccio farmacognostico rigoroso e conservativo, l'assenza di dati di sicurezza sufficienti e la presenza di un costituente tossicologicamente problematico non consentono di proporre composizioni, dosaggi o formulazioni erboristiche per uso interno. |
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Ricerche di articoli scientifici su Sassafras albidum (Nutt.) Nees |