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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 15-05-2026

SOIA
Glycine max (L.) Merr.

Medaglia di bronzo

TOSSICITÀ BASSA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Clade Rosidae
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Faboideae
Tribù Phaseoleae
Sottotribù Glycininae
Genere Glycine
Specie Glycine max

Famiglia: Fabaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Soja, Soya, Soybean, Haba Soya, Sojabohne, Soya Bean, Fagiolo Di Soia, Fagiolo Della Cina, Chinese Soybean, Edamame (per I Baccelli Immaturi).

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Dolichos Sofa L., Glycine Angustifolia Miq., Glycine Formosa Hosok., Glycine Javanica Thunb., Glycine Mas, Phalseolus Max L., Phaseolus Max L., Phaseolus Sordidus Salisb., Soja Max (L.) Piper

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA ANNUALE CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO E PUBESCENTE, ALTO FINO A 1 METRO. LE FOGLIE SONO ALTERNE, TRIFOGLIATE, CON LUNGHE STIPOLE ALLA BASE DEL PICCIOLO; LE FOGLIOLINE SONO OVATE O LANCEOLATE, DI COLORE VERDE E PUBESCENTI. I FIORI SONO PICCOLI, PAPILIONACEI, DI COLORE BIANCO, ROSA O VIOLETTO, RIUNITI IN BREVI RACEMI ASCELLARI. IL CALICE È TUBOLARE CON CINQUE DENTI. LA COROLLA HA UN VESSILLO LARGO, DUE ALI E UNA CARENA FORMATA DA DUE PETALI FUSI. GLI STAMI SONO DIECI, DIADELPHI (9 SALDATI PER I FILAMENTI E UNO LIBERO). L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CON 2-5 OVULI, CHE MATURA IN UN LEGUME (BACCELLO) ALLUNGATO, PUBESCENTE, CONTENENTE 1-5 SEMI GLOBOSI O OVALI, DI COLORE VARIABILE DAL GIALLO AL VERDE, AL MARRONE O AL NERO, RICCHI DI PROTEINE E OLIO.

FIORITURA O ANTESI...
LUGLIO AGOSTO PER 3-4 SETTIMANE, CON FIORI BIANCHI, ROSA O VIOLA IN RACEMI ASCELLARI

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ FUCHSIA CHIARO

HABITAT...
Coltivata in un'ampia varietà di climi temperati caldi, subtropicali e tropicali. Originaria dell'Asia orientale, in particolare della Cina, la soia è oggi coltivata su vasta scala in tutto il mondo, specialmente in Nord e Sud America, Asia e Africa. Predilige habitat di campi coltivati con suoli fertili, ben drenati, limosi o argillosi-limosi, con un pH compreso tra 6.0 e 7.0. Richiede una stagione di crescita calda con temperature ottimali tra i 20 e i 30°C e una buona disponibilità di acqua, soprattutto durante la fioritura e la formazione dei baccelli. La soia è una pianta eliofila che necessita di piena esposizione al sole per una fotosintesi efficiente e una buona produzione di semi. Sebbene sia adattabile a diverse condizioni di suolo, una buona struttura del terreno è fondamentale per lo sviluppo delle radici e l'assorbimento dei nutrienti. La soia è una leguminosa e ha la capacità di fissare l'azoto atmosferico grazie alla simbiosi con batteri del genere Bradyrhizobium presenti nel suolo, riducendo la necessità di fertilizzanti azotati. La sua coltivazione è diffusa nelle pianure e nelle aree collinari con un clima favorevole e una gestione agricola adeguata.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
LA RACCOLTA DEI SEMI (DROGA) AVVIENE IN AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE) A MATURAZIONE COMPLETA, QUANDO I BACCELLI SONO SECCHI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
SEMI ESSICCATI (INTERI O TRASFORMATI IN FARINA/ESTRATTI), RICCHI DI ISOFLAVONI (GENISTEINA, DAIDZEINA), PROTEINE (40%) E LECITINA

AROMI DELLA DROGA...
TERROSO E LEGNOSO, CON NOTE ERBACEE E LIEVEMENTE DOLCIASTRE NEI SEMI FRESCHI

SAPORI DELLA DROGA...
NEUTRO-LEGGERMENTE DOLCE NEI SEMI COTTI; AMARO E ASTRINGENTE NEGLI ESTRATTI CONCENTRATI

TOSSICITÀ:
BASSA
Motivazione: Glycine max presenta generalmente una buona sicurezza alle dosi alimentari e fitoterapiche comunemente utilizzate. Gli effetti indesiderati documentati sono prevalentemente lievi e gastrointestinali oppure correlati a fenomeni allergici in soggetti sensibilizzati alle proteine della soia. Esistono dati clinici e tossicologici estesi sull’uso umano diretto della specie.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: le evidenze cliniche controllate e le revisioni sistematiche riguardano specificamente frazioni isolate o estratti standardizzati della soia, in particolare proteine di soia e isoflavoni, con effetti su lipidi plasmatici e sintomi della menopausa; tali risultati non sono generalizzabili alla droga vegetale nel suo complesso e mostrano esiti variabili tra studi, indicando una chiara dipendenza da composizione, standardizzazione e modalità d’uso

PRINCÍPI ATTIVI...
Proteine: glicinina, beta-conglicinina, subunità alfa beta gamma della conglicinina Lipidi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico, fosfolipidi, lecitine Carboidrati: saccarosio, raffinosio, stachiosio, polisaccaridi non amidacei Isoflavoni: genisteina, daidzeina, gliciteina, genistina, daidzina Fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo Saponine: saponine di soia gruppo A e B, soyasaponine I II III IV V Fibre: emicellulose, cellulosa, pectine Peptidi bioattivi: lunasina, peptidi derivati dalla digestione proteica Vitamine: tocoferoli alfa beta gamma delta, vitamina K, vitamine del gruppo B Minerali: calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, zinco Inibitori enzimatici: inibitori della tripsina, inibitori della chimotripsina Acidi fenolici: acido ferulico, acido caffeico, acido p-cumarico

Bibliografia
  • World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Glycine max, 2009
  • European Food Safety Authority, Scientific opinion on the substantiation of health claims related to soy isoflavones, 2012
  • Messina M, Soybean isoflavone exposure does not have feminizing effects on men a critical examination of the clinical evidence, Fertility and Sterility, 2010
  • Setchell KD, Clerici C, Equol history chemistry and formation, Journal of Nutrition, 2010
  • Kudou S, Fleury Y, Welti D, Magnolato D, Uchida T, Kitamura K, Okubo K, Malonyl isoflavone glycosides in soybean seeds, Agricultural and Biological Chemistry, 1991
  • Berhow MA, Wagner ED, Vaughn SF, Plewa MJ, Characterization and antimutagenic activity of soybean saponins, Mutation Research, 2000
  • Friedman M, Nutritional value of proteins from different food sources a review, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 1996
  • Xiao CW, Health effects of soy protein and isoflavones in humans, Journal of Nutrition, 2008
  • Ruiz-Larrea MB, Mohan AR, Paganga G, Miller NJ, Bolwell GP, Rice-Evans CA, Antioxidant activity of phytoestrogenic isoflavones, Free Radical Research, 1997
  • Rietjens IMCM, Louisse J, Beekmann K, The potential health effects of dietary phytoestrogens, British Journal of Pharmacology, 2017

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Sono disponibili meta-analisi, revisioni sistematiche e studi clinici controllati su preparati e alimenti derivati da Glycine max per la riduzione moderata dei sintomi vasomotori della menopausa, in particolare vampate di calore, soprattutto con preparati standardizzati ricchi in isoflavoni. L’efficacia risulta variabile secondo composizione, dose, profilo metabolico individuale e durata del trattamento. Sono disponibili evidenze cliniche moderate sul miglioramento di alcuni parametri lipidici, in particolare riduzione moderata del colesterolo LDL e del colesterolo totale in sostituzione di proteine animali con proteine di soia nella dieta. Gli effetti osservati risultano generalmente modesti e dipendenti dal contesto nutrizionale. Sono disponibili studi clinici e revisioni sistematiche sul possibile effetto di modulazione del metabolismo osseo in donne in post-menopausa mediante isoflavoni di soia; i risultati risultano però eterogenei e non uniformemente conclusivi. Sono disponibili evidenze cliniche sull’attività fitoestrogenica selettiva delle isoflavoni di Glycine max con effetti endocrino-metabolici documentati ma generalmente moderati e dipendenti dalla formulazione utilizzata. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Sono disponibili studi in vitro e in vivo animale che documentano attività antiossidante correlata principalmente a isoflavoni, saponine e peptidi bioattivi della specie. Sono disponibili studi sperimentali in vitro e animali che mostrano attività ipoglicemizzante e miglioramento della sensibilità insulinica mediante modulazione del metabolismo glucidico e lipidico. Sono disponibili studi sperimentali e osservazionali riguardanti attività cardiovascolare cardioprotettiva, inclusi effetti su funzione endoteliale, stress ossidativo e metabolismo lipidico; le evidenze cliniche definitive rimangono però limitate. Sono disponibili dati sperimentali relativi ad attività antinfiammatoria mediante modulazione di mediatori proinfiammatori e citochine in modelli cellulari e animali. Sono disponibili studi in vitro riguardanti possibili attività antiproliferative e modulazione di pathway cellulari correlati a neoplasie ormone-dipendenti; tali dati non costituiscono dimostrazione clinica di efficacia antitumorale. Sono disponibili dati sperimentali su possibili effetti osteoprotettivi e di supporto al metabolismo osseo associati alle isoflavoni. Uso storico e nella tradizione Nelle tradizioni alimentari e mediche dell’Asia orientale Glycine max è stata storicamente impiegata come alimento nutraceutico e tonico dietetico. Sono documentati usi tradizionali per supporto della salute femminile nel climaterio e nella menopausa. Sono documentati usi storici come alimento di supporto metabolico e cardiovascolare. Sono riportati impieghi tradizionali come alimento ricostituente e proteico in condizioni di debolezza o convalescenza.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ++IPOLIPIDEMIZZANTE (IPERCOLESTEROLEMIA, IPERTRIGLICERIDEMIA, IPERLIPIDEMIA)
    !!MENOPAUSA E CLIMATERIO (VAMPATE E DISTURBI VARI)

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ?ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO)
    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    +ANTINFIAMMATORIO
    +CARDIOVASCOLARE CARDIOPROTETTORE
    +IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA
    +SUPPORTO AL METABOLISMO MINERALE E OSSEO
    !!FITOESTROGENICO
    !!MODULATORE METABOLISMO LIPIDICO E GLICEMICO

    Uso storico e nella tradizione

    ookALIMENTO NUTRACEUTICO
    ?ALOPECIA O AREA E DEBOLEZZA DEI CAPELLI
    ?ANTITUMORALE ( ANTIPROLIFERATIVO O RITARDANTE)
    ?CARDIOVASCOLARE CARDIOPROTETTORE
    ?MIGLIORATIVO MEMORIA E AMNESIE
    ?OSTEOPOROSI
    ?TRICOFILO
    +MENOPAUSA E CLIMATERIO (VAMPATE E DISTURBI VARI)

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Glycine max Merr., 2013
  • Messina Mark, Soy and Health Update: Evaluation of the Clinical and Epidemiologic Literature, 2016
  • Hamilton-Reeves Jill M., Vazquez Gabriela, Duval Sue J. et al., Clinical studies show no effects of soy protein or isoflavones on reproductive hormones in men: results of a meta-analysis, 2010
  • Lethaby Anne, Marjoribanks Jane, Kronenberg Fredi et al., Phytoestrogens for menopausal vasomotor symptoms, 2013
  • Kurzer Mindy S., Soy consumption for reduction of menopausal symptoms, 2008
  • Setchell Kenneth D.R., Soy Isoflavones — Benefits and Risks from Nature’s Selective Estrogen Receptor Modulators, 2001
  • Rizzo Gianluca, Baroni Luciana, Soy, Soy Foods and Their Role in Vegetarian Diets, 2018
  • Anderson James W., Johnstone Brenda M., Cook-Newell Margaret E., Meta-analysis of the effects of soy protein intake on serum lipids, 1995
  • Taku Kana, Melby Melissa K., Takebayashi Junko et al., Extracted or synthesized soybean isoflavones reduce menopausal hot flash frequency and severity: systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials, 2012
  • Xiao Changting Wei, Mei Juan, Wood Christopher et al., Effect of soy protein on thyroid function in healthy adults and hypothyroid patients: a review of the relevant literature, 2012

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    PIANTA SEGNALATA

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    CONDIZIONI ESTROGENO-SENSIBILI. GLI ISOFLAVONI DELLA SOIA (GENISTEINA, DAIDZEINA) PRESENTANO ATTIVITÀ ESTROGENICA SELETTIVA. STUDI CLINICI E REVISIONI SISTEMATICHE INDICANO EFFETTI MODULANTI SUI RECETTORI ESTROGENICI; L’USO IN SOGGETTI CON NEOPLASIE ORMONO-DIPENDENTI RICHIEDE VALUTAZIONE MEDICA. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA. INTERAZIONE CON TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA O MODULATORI DEI RECETTORI ESTROGENICI. STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SUGGERISCONO POSSIBILI INTERAZIONI FUNZIONALI PER COMPETIZIONE RECETTORIALE. EVIDENZA CLINICA LIMITATA MA PLAUSIBILITÀ FARMACODINAMICA DOCUMENTATA. FUNZIONE TIROIDEA E APPORTO IODICO. STUDI CLINICI E IN VIVO INDICANO CHE GLI ISOFLAVONI POSSONO INTERFERIRE CON LA FUNZIONE TIROIDEA IN CONDIZIONI DI CARENZA IODICA. EVIDENZA CLINICA CONDIZIONATA E DIPENDENTE DALLO STATO NUTRIZIONALE IODICO. INTERAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI. ALCUNI DATI OSSERVAZIONALI E FARMACOLOGICI SUGGERISCONO POSSIBILI EFFETTI SUL METABOLISMO DELLA VITAMINA K O SULL’EMOSTASI. EVIDENZA LIMITATA E NON CONCLUSIVA. ASSORBIMENTO DI FARMACI E NUTRIENTI. LE PROTEINE E FIBRE DELLA SOIA POSSONO INFLUENZARE LA BIODISPONIBILITÀ DI ALCUNI FARMACI. EVIDENZA FARMACOLOGICA GENERALE E STUDI CLINICI INDIRETTI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    SONO POSSIBILI INTERFERENZE CON L'ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-GONADI. CONDIZIONI ESTROGENO-SENSIBILI, INTERAZIONE CON TERAPIA ORMONALE, FUNZIONE TIROIDEA IN CARENZA IODICA, INTERAZIONE CON ANTICOAGULANTI, INTERFERENZA CON ASSORBIMENTO DI FARMACI E NUTRIENTI IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA ALLA SOIA O AI SUOI DERIVATI. ESISTONO EVIDENZE CLINICHE CONSOLIDATE DI REAZIONI ALLERGICHE IGE-MEDIATE, ANCHE SEVERE, DOCUMENTATE IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SULL’UOMO. ALLERGIA ALIMENTARE ALLA SOIA DIAGNOSTICATA. LA SOIA È RICONOSCIUTA COME UNO DEI PRINCIPALI ALLERGENI ALIMENTARI, CON CONTROINDICAZIONE ASSOLUTA ALL’USO FITOTERAPICO NEI SOGGETTI SENSIBILIZZATI, SUPPORTATA DA AMPIA LETTERATURA CLINICA.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI CUMARINICI
    FARMACI ORMONALI (TAMOXIFENE, TERAPIE ESTROGENICHE)
    FARMACI PER TIROIDE (LEVOTIROXINA)
    IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
    WARFARIN

    ERBE SINERGICHE *...
    (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
    TRIFOGLIO DEI PRATI

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    GINKGO BILOBA
    IPERICO
    TRIFOGLIO DEI PRATI

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di SOIA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco nebulizzato del rizoma titolato in polisaccaridi totali. I preparati con finalità metaboliche e antiossidanti vengono generalmente standardizzati al 20-50% in polisaccaridi, con dosaggi comunemente utilizzati tra 300 e 1500 mg al giorno suddivisi in una o due somministrazioni. Gli estratti ad elevata concentrazione polisaccaridica sono quelli maggiormente studiati in ambito sperimentale per attività ipoglicemizzanti, immunomodulanti e antiossidanti. Estratto secco idroalcolico del rizoma standardizzato in flavonoidi totali. Le formulazioni impiegano titolazioni variabili generalmente comprese tra 5% e 20% di flavonoidi espressi come equivalenti flavonici, con posologie usuali tra 200 e 800 mg al giorno. Gli estratti ricchi in omoisoflavoni e flavonoidi risultano associati soprattutto ad attività antiossidanti e antinfiammatorie documentate in modelli sperimentali. Estratto secco concentrato del rizoma standardizzato in saponine steroidee. Le preparazioni disponibili utilizzano titolazioni generalmente comprese tra 1% e 8% in saponine totali, con dosaggi compresi tra 250 e 1000 mg al giorno. Le saponine risultano tra i principali costituenti bioattivi associati ad attività metaboliche e cardiovascolari sperimentali. Estratto acquoso concentrato del rizoma ricco in mucillagini e polisaccaridi ad alto peso molecolare. Queste formulazioni vengono utilizzate soprattutto in ambito nutraceutico orientale come supporto metabolico e immunitario, con dosaggi generalmente compresi tra 1 e 6 g al giorno di estratto equivalente. L’estrazione acquosa è la metodica maggiormente utilizzata negli studi sui polisaccaridi di Polygonatum odoratum. Estratto fermentato del rizoma standardizzato in polisaccaridi fermentati e frazioni bioattive derivate. I preparati fermentati vengono utilizzati in dosaggi equivalenti generalmente compresi tra 500 mg e 2 g al giorno. La fermentazione modifica il profilo bioattivo aumentando alcune attività antiossidanti e immunomodulanti osservate in modelli animali e in vitro. Polvere micronizzata del rizoma intero essiccato utilizzata come integratore alimentare tradizionale. Le dosi comunemente impiegate nelle formulazioni nutraceutiche orientali variano da 2 a 10 g al giorno suddivisi in più assunzioni. La standardizzazione quantitativa è spesso assente oppure limitata ai polisaccaridi totali. Tintura madre fitoterapica del rizoma fresco o essiccato in rapporto estrattivo tradizionale. Le formulazioni commerciali non presentano una standardizzazione universalmente riconosciuta dei principi attivi. I dosaggi generalmente impiegati sono compresi tra 20 e 60 gocce una o tre volte al giorno secondo concentrazione e titolo estrattivo. Preparazioni omeopatiche ottenute dal rizoma secondo metodiche hahnemanniane o francesi, disponibili principalmente in diluizioni dalla D3 alla D30 e dalla CH4 alla CH30. L’utilizzo omeopatico tradizionale riguarda soprattutto formulazioni individualizzate senza evidenze cliniche specifiche robuste sulla specie. I dosaggi seguono la pratica omeopatica standard in granuli, globuli o gocce secondo diluizione prescritta.
  • XY Zong, A Review on Extraction, Purification, Structural Characteristics and Bioactivities of Polysaccharides from Polygonatum odoratum (Mill.) Druce, 2022
  • J Bi, A Review on the Application, Phytochemistry and Pharmacology of Polygonatum odoratum, an Edible Medicinal Plant, 2023
  • H Lin, Pharmacological Properties of Polygonatum and Its Active Ingredients in Cardiovascular Diseases, 2024
  • XP Ye, Flavonoids from the Genus Polygonatum: Biological Activities and Biosynthesis Pathways, 2025
  • L Guo, Polygonatum odoratum Polysaccharides: A Comprehensive Review of Bioaccumulation, Extraction, Structure Characteristics, Bioactivities and Application, 2025
  • L Luo, A Review of Polygonatum Mill. Genus: Its Taxonomy, Chemical Constituents, Pharmacological Effects and Applications, 2022
  • Wayne C. Liao, Jung-Ping Huang, Wen-Ying Huang, Chemical Composition Analysis and Biofunctionality of Polygonatum sibiricum and Polygonatum odoratum Extracts, 2023
  • Y Li, Polygonatum odoratum Fermented Polysaccharides Enhance Immunity and Modulate Gut Microbiota in Mice, 2024
  • GH Xia, Effects of Fermentation Treatments on Polygonatum odoratum and Its Antioxidant Properties, 2021
  • W Liu, Bioactive Molecules from Polygonatum odoratum, 2026

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di SOIA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso nutraceutico tradizionale di semi di Glycine max tostati e frantumati 5-10 g associati a Trifolium pratense 1-2 g e Foeniculum vulgare 1 g in 250 ml di acqua calda per 10-15 minuti. La formulazione viene utilizzata come supporto nei disturbi vasomotori della menopausa e nel metabolismo lipidico grazie alla presenza combinata di isoflavoni e composti fitoestrogenici moderati. Assunzione consigliata una o due volte al giorno evitando uso concomitante con terapie ormonali senza supervisione medica. Decotto metabolico con semi di Glycine max 15 g, Avena sativa 10 g e Cinnamomum verum 2 g in 500 ml di acqua con bollitura lenta per 20-30 minuti. La preparazione è tradizionalmente impiegata come supporto metabolico e glicemico grazie al contenuto in proteine, fibre solubili e polifenoli. Utilizzo consigliato una o due volte al giorno durante i pasti principali. Infuso con Glycine max germinata essiccata 5 g, Camellia sinensis verde 2 g e Zingiber officinale 1 g in 250 ml di acqua a 80 °C per 8-10 minuti. La formulazione viene utilizzata come supporto antiossidante e metabolico in soggetti adulti normotesi. L’associazione sfrutta la complementarità tra isoflavoni della soia, catechine del tè verde e gingeroli dello zenzero. Non consigliato in soggetti sensibili alla caffeina. Decotto tradizionale orientale con semi di Glycine max neri 20 g e Astragalus membranaceus 6-9 g in 600 ml di acqua ridotti a circa 300 ml dopo ebollizione di 30-40 minuti. La formulazione è utilizzata nella medicina tradizionale asiatica come tonico metabolico e immunonutrizionale. Le evidenze disponibili risultano principalmente sperimentali e tradizionali. Infuso proteico vegetale con farina micronizzata di Glycine max parzialmente sgrassata 10-15 g, Althaea officinalis 2 g e Matricaria chamomilla 2 g dispersa in acqua calda non bollente. La preparazione viene utilizzata come formulazione emolliente e nutrizionale per soggetti con sensibilità gastrica o aumentato fabbisogno proteico. Assunzione consigliata una volta al giorno lontano da farmaci tiroidei. Bevanda funzionale con latte di Glycine max fermentato associato a Curcuma longa estratto secco equivalente a 500 mg e Piper nigrum 50 mg. La formulazione è utilizzata come supporto antiossidante e infiammatorio metabolico. Le associazioni con curcuminoidi mostrano dati sperimentali favorevoli sulla modulazione infiammatoria e lipidica. Utilizzare preferibilmente durante il pasto serale. Infuso con semi di Glycine max tostati 8 g e Glycyrrhiza glabra 1-2 g utilizzato tradizionalmente come supporto energetico e tonico. L’associazione deve essere evitata nei soggetti ipertesi o in trattamento con diuretici e corticosteroidi a causa del potenziale effetto mineralcorticoide della liquirizia. Decotto con Glycine max 15 g, Panax ginseng 2-3 g e Schisandra chinensis 2 g impiegato in ambito fitoterapico orientale come formulazione adattogena e di supporto alla fatigue metabolica. Le evidenze disponibili derivano prevalentemente da studi sperimentali e osservazionali. Evitare l’uso in presenza di ipertensione non controllata o terapie anticoagulanti.
  • Mark Messina, Soy and Health Update: Evaluation of the Clinical and Epidemiologic Literature, 2016
  • Kaayla T. Daniel, The Whole Soy Story: The Dark Side of America’s Favorite Health Food, 2005
  • Stephen Barnes, The Biochemistry, Chemistry and Physiology of the Isoflavones in Soybeans and Their Food Products, 1998
  • Hiroko Kudou, Isoflavone Glycosides and Aglycones Contents in Soybeans and Soy Foods Are Affected by Processing Conditions, 1991
  • Qinghua Wang, Soy Isoflavones and Cardiovascular Disease Risk Factors: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials, 2015
  • Anna Wu, Soy Intake and Risk of Type 2 Diabetes Mellitus: An Updated Systematic Review and Meta-Analysis of Observational Studies, 2020
  • Franco Bazzano, Soy Protein Intake and Risk of Cardiovascular Disease: A Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials, 2003
  • Kenneth D. R. Setchell, Soy Isoflavones — Benefits and Risks from Nature’s Selective Estrogen Receptor Modulators, 2003
  • Joan Sabaté, Soy Consumption and Cardiovascular Health: A Review of the Evidence, 2009
  • Harumi Okamoto, Fermented Soy Products and Health Effects: A Review of Experimental and Clinical Studies, 2021

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    USO ALIMENTARE...
    Glycine max rappresenta una delle principali fonti proteiche vegetali a livello globale ed è utilizzata in numerose preparazioni alimentari, sia tradizionali sia industriali. I semi interi possono essere consumati dopo cottura prolungata, soprattutto nella forma immatura nota come edamame, caratterizzata da maggiore digeribilità e contenuto più elevato di acqua. I semi maturi richiedono ammollo e lunga cottura per ridurre fattori antinutrizionali e migliorare la biodisponibilità delle proteine. La soia è ampiamente utilizzata sotto forma di derivati fermentati tradizionali. Tra questi rientrano il miso, il tempeh e la salsa di soia, prodotti attraverso fermentazioni controllate che migliorano digeribilità, profilo nutrizionale e sviluppo di composti aromatici complessi. Il tofu rappresenta uno dei principali derivati non fermentati ed è ottenuto per coagulazione del latte di soia. È caratterizzato da elevato contenuto proteico e versatilità culinaria, potendo essere utilizzato in preparazioni dolci e salate. Il latte di soia è una bevanda ottenuta dalla macinazione e filtrazione dei semi, utilizzata come alternativa alle bevande di origine animale. Può essere consumato tal quale o impiegato come base per ulteriori trasformazioni alimentari. La farina di soia e le proteine testurizzate sono impiegate nell’industria alimentare per arricchire prodotti da forno, sostituire parzialmente la carne o migliorare il contenuto proteico di preparazioni alimentari. L’olio di soia, estratto dai semi, è largamente utilizzato in cucina e nell’industria alimentare per la sua composizione in acidi grassi polinsaturi, pur essendo soggetto a ossidazione se esposto a temperature elevate o conservazione prolungata. Nel complesso, l’uso culinario di Glycine max è estremamente diversificato e comprende sia forme tradizionali asiatiche sia prodotti altamente trasformati diffusi nella dieta occidentale.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA...
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale. Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica. Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia. Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute" Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia. Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata. Bibliografia: J Nutr 2001;131:2957-62. Cancer Res 2005;65:879-86. J Clin Oncol 2002;15:1449-55. J Clin Oncol 2000;18:1068-74. J Epidemiol 2010;20:83-9. Nutr J 2008;7:17. CDI Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS Fitoestrogeni ed iperplasia dell'endometrio. (Prescrire International 2006; 15: 62-3) I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1). Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni). Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Glycine max è una delle colture più antiche coltivate dall’uomo, con origine nella Cina settentrionale dove veniva già domesticata oltre 3000 anni fa. Nella tradizione agricola cinese era considerata una delle “cinque piante sacre” insieme a riso, frumento, orzo e miglio, a testimonianza della sua importanza nutrizionale e culturale. Un aspetto peculiare della soia è la sua classificazione botanica come leguminosa capace di fissare l’azoto atmosferico grazie alla simbiosi con batteri del genere Rhizobium, caratteristica che ha avuto un impatto rilevante sull’agricoltura tradizionale e moderna migliorando la fertilità del suolo. Nonostante oggi sia associata principalmente all’alimentazione umana e animale, storicamente la soia era utilizzata in Asia soprattutto dopo processi di fermentazione, poiché il consumo diretto dei semi crudi era limitato dalla presenza di fattori antinutrizionali. Le tecniche di fermentazione rappresentano quindi un adattamento culturale e tecnologico fondamentale. Nel XX secolo Glycine max ha acquisito un ruolo strategico globale diventando una delle principali commodity agricole, utilizzata non solo per scopi alimentari ma anche industriali, inclusa la produzione di oli, bioplastiche, vernici e biodiesel. Un elemento curioso riguarda la variabilità fitochimica della soia, in particolare il contenuto di isoflavoni, che può variare significativamente in funzione della varietà, delle condizioni ambientali e dei processi tecnologici, influenzando direttamente le proprietà nutrizionali e biologiche. Dal punto di vista nutrizionale, la soia è una delle poche fonti vegetali contenenti proteine considerate complete per l’apporto di aminoacidi essenziali, caratteristica che ha contribuito alla sua diffusione nelle diete vegetariane e vegane contemporanee. Infine, l’interesse scientifico verso Glycine max è cresciuto notevolmente negli ultimi decenni, in particolare per il contenuto in fitoestrogeni, che ha portato a un ampio dibattito scientifico e clinico sul loro ruolo nella salute umana, con risultati talvolta eterogenei e ancora oggetto di studio.


    Ricerche di articoli scientifici su Glycine max (L.) Merr.

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