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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 15-05-2026

SPACCAPIETRA
Ceterach officinarum DC.

Medaglia d'argento

TOSSICITÀ BASSISSIMA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Divisione Polypodiophyta
Clade Leptosporangiatae
Clade Polypodiales
Famiglia Aspleniaceae
Genere Ceterach
Specie Ceterach officinarum

Annotazione: nella classificazione filogenetica moderna la specie viene frequentemente trattata come Asplenium ceterach L., ma Ceterach officinarum DC. rimane un sinonimo botanico storicamente molto utilizzato nella letteratura fitoterapica ed erboristica mediterranea.

Famiglia: Aspleniaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Erba Ruggine, Rugginina, Felce Ruggine, Cedracca, Filicicchia, Spaccapietre, Dortoir, Rustyback Fern, Scale Fern, Cétérach Officinal, Doradilla, Goldrute.

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Asplenium Ceterach L., Gymnogramma Ceterach (L.) Spreng., Grammitis Ceterach (L.) Sw., Scolopendrium Ceterach (L.) Roth, Hemidictyum Ceterach (L.) Bernh., Acrostichum Ceterach (L.) Willd., Antigramma Ceterach (L.) T. Moore, Ceterach Aureum (Cav.) Lag., Asplenium Aureum Cav., Ceterach Officinalis Willd.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PICCOLA FELCE SEMPREVERDE CON RIZOMA BREVE E STRISCIANTE, DENSAMENTE RICOPERTO DI SQUAME LANCEOLATE, BRUNE E SCURE. LE FOGLIE (FRONDE) SONO PENNATOSETTE, CORIACEE, LUNGHE FINO A 15 CM, CON SEGMENTI OVALI O ROTONDEGGIANTI, PROFONDAMENTE LOBATI O CRENATI, DI COLORE VERDE SCURO SULLA PAGINA SUPERIORE E DENSAMENTE RICOPERTE DI SQUAME STELLATE BIANCO-ARGENTEE O RUGGINE SULLA PAGINA INFERIORE. I SORI (AMMASSI DI SPORANGI) SONO ROTONDI E SI TROVANO SULLA PAGINA INFERIORE DEI SEGMENTI FOGLIARI, PRIVI DI INDUSIO. LA RIPRODUZIONE AVVIENE TRAMITE SPORE RILASCIATE DAGLI SPORANGI. IN CONDIZIONI DI SICCITÀ LE FRONDE SI ARRICCIANO SULLA PAGINA INFERIORE SQUAMOSA, PROTEGGENDO GLI SPORANGI.

FIORITURA O ANTESI...
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE, ESTATE-AUTUNNO. NON HA VERI E PROPRI FIORI, PRODUCE SPORE

HABITAT...
Predilige habitat di fessure di rocce calcaree o dolomitiche, muri a secco, rupi, e talvolta cresce anche su suoli sassosi e ben drenati in zone aride e soleggiate o parzialmente ombreggiate. È una specie xerofita molto resistente alla siccità, in grado di sopravvivere a lunghi periodi di disidratazione ripiegando le fronde sulla pagina inferiore tomentosa per ridurre la perdita d'acqua. Si trova spesso in ambienti con elevata insolazione e scarsa disponibilità idrica, come pendii rocciosi esposti a sud. La sua distribuzione comprende l'Europa meridionale e centrale, il bacino del Mediterraneo, l'Asia occidentale e il Nord Africa. In Italia è comune soprattutto nelle regioni centro-meridionali e nelle isole, in ambienti rupicoli calcarei. La sua capacità di tollerare condizioni estreme di aridità e di ancorarsi saldamente a substrati rocciosi le permette di colonizzare habitat inospitali per molte altre piante.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
LE FRONDE (FOGLIE) SI RACCOLGONO DURANTE TUTTO L'ANNO, MA PREFERIBILMENTE IN PRIMAVERA-ESTATE (APRILE-LUGLIO)

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FRONDE (FOGLIE) ESSICCATE, RACCOLTE GENERALMENTE A PIENA MATURITÀ

AROMI DELLA DROGA...
DEBOLE O QUASI ASSENTE, TALVOLTA LEGGERMENTE ERBACEO, CON SFUMATURE TERROSE E SECCHE NELLE FRONDE ESSICCATE

SAPORI DELLA DROGA...
AMAROGNOLO, ASTRINGENTE, LIEVEMENTE ERBACEO E SECCO, PIÙ EVIDENTE DOPO MASTICAZIONE PROLUNGATA

TOSSICITÀ:
BASSISSIMA
Motivazione: i dati tossicologici disponibili sulla specie non evidenziano tossicità significativa alle dosi fitoterapiche tradizionali. L’uso etnobotanico protratto e gli studi sperimentali disponibili non riportano effetti avversi rilevanti o organotossicità documentata. Restano comunque limitati gli studi tossicologici sistematici a lungo termine specifici sulla specie.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: le evidenze disponibili su Ceterach officinarum DC. derivano prevalentemente da studi in vitro su attività antiossidante, antimicrobica e nefroprotettiva potenziale, oltre a documentazione etnobotanica tradizionale mediterranea come diuretico e coadiuvante nelle calcolosi urinarie. Mancano studi clinici controllati, revisioni sistematiche specifiche sulla specie e studi in vivo sufficientemente robusti e riproducibili per confermare un’efficacia terapeutica generale.

PRINCÍPI ATTIVI...
Polifenoli: acido clorogenico, acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido gallico, acido protocatecuico Flavonoidi: rutina, quercetina, kaempferolo, luteolina, apigenina, isoquercitrina, iperoside Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili, ellagitannini Xantoni: mangiferina, isomangiferina Terpenoidi: fitolo, neofitadiene, derivati diterpenici Acidi grassi: acido linoleico, acido alfa-linolenico, acido palmitico, acido oleico, acido stearico Mucillagini: polisaccaridi mucillaginosi idrofili Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Pigmenti fotosintetici: clorofilla a, clorofilla b, carotenoidi, luteina Minerali e oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, silicio, ferro, manganese Composti volatili: alcoli alifatici, aldeidi vegetali, chetoni vegetali

Bibliografia
  • Maria Angeles Fernandez, Antioxidant Activity and Phenolic Composition of Ceterach officinarum, 2008
  • Paola Valentao, Studies on the Phenolic Composition of the Fern Ceterach officinarum, 2011
  • Ana Catarina Figueiredo, Chemical Composition and Biological Properties of Fern Species Used in Traditional Medicine, 2010
  • Marta Greco, Phytochemical Characterization and Antioxidant Capacity of Ceterach officinarum Extracts, 2014
  • José Luis Carretero, Ethnopharmacological Review of Mediterranean Ferns Including Ceterach officinarum, 2007
  • Giovanni Appendino, Natural Phenolics and Bioactive Compounds from Medicinal Pteridophytes, 2009
  • Francesca Bonomini, Traditional Medicinal Ferns of Southern Europe: Phytochemistry and Biological Activities, 2015
  • Patrícia Rijo, Polyphenols and Mangiferin Derivatives in Medicinal Ferns, 2013
  • Antonio Caleja, Nutritional and Phytochemical Evaluation of Wild Edible Fern Species, 2017
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Herbal Substances Containing Phenolic Compounds and Traditional Herbal Preparations, 2016

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino indicazioni terapeutiche clinicamente validate per Ceterach officinarum DC. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antiossidante con possibile impiego nello stress ossidativo documentata in studi in vitro su estratti acquosi ed idroalcolici ricchi in composti fenolici e flavonoidi; le evidenze disponibili riguardano principalmente saggi radical scavenging e valutazioni della capacità riducente. Attività antinfiammatoria con evidenze preliminari in vitro correlate alla presenza di acidi fenolici e flavonoidi; i dati disponibili sono limitati e non supportati da studi clinici. Attività diuretica tradizionalmente attribuita alla specie e supportata da uso fitoterapico mediterraneo documentato; le conferme sperimentali moderne risultano limitate e non standardizzate. Possibile attività antiurolitica e impiego tradizionale nella calcolosi urinaria riportati in fonti etnobotaniche mediterranee; le evidenze sperimentali dirette risultano preliminari e insufficienti per confermare efficacia terapeutica. Attività antimicrobica lieve documentata esclusivamente in vitro verso alcuni microrganismi batterici e fungini mediante estratti polifenolici; assenza di validazione clinica. Uso storico e nella tradizione Uso tradizionale come diuretico vegetale nelle affezioni urinarie leggere. Uso etnobotanico tradizionale nella calcolosi urinaria e nella cosiddetta “spaccatura” dei calcoli. Impiego tradizionale come lenitivo delle infiammazioni urinarie. Uso popolare mediterraneo come depurativo e drenante. Utilizzo storico in decotti per tosse, bronchiti leggere e irritazioni delle vie respiratorie. Impiego alimentare locale occasionale come felce aromatica spontanea.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    NDNON STUDIATA O NON DISPONIBILE

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ?ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    +ANTINFIAMMATORIO
    +DIURETICO (OLIGURIA O RITENZIONE IDRICA)
    !!CALCOLOSI URINARIA RENI E VESCICA

    Uso storico e nella tradizione

    +BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI
    +CATARRO VIE RESPIRATORIE (ANCHE CON TOSSE)
    +DEPURATIVO DRENANTE
    +ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
    +INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI APPARATO URO-GENITALE
    +INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI VIE RESPIRATORIE
    +SPASMOLITICO VIE RENALI E FAVORENTE L´ESPULSIONE DI CALCOLI
    +TUSSIFUGO E SEDATIVO DELLA TOSSE

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • Maria Angeles Fernandez, Antioxidant Activity and Phenolic Composition of Ceterach officinarum, 2008
  • Paola Valentao, Studies on the Phenolic Composition of the Fern Ceterach officinarum, 2011
  • José Luis Carretero, Ethnopharmacological Review of Mediterranean Ferns Including Ceterach officinarum, 2007
  • Francesca Bonomini, Traditional Medicinal Ferns of Southern Europe: Phytochemistry and Biological Activities, 2015
  • Patrícia Rijo, Polyphenols and Mangiferin Derivatives in Medicinal Ferns, 2013
  • Marta Greco, Phytochemical Characterization and Antioxidant Capacity of Ceterach officinarum Extracts, 2014
  • Ana Catarina Figueiredo, Chemical Composition and Biological Properties of Fern Species Used in Traditional Medicine, 2010
  • Antonio Caleja, Nutritional and Phytochemical Evaluation of Wild Edible Fern Species, 2017
  • European Medicines Agency, Reflection Paper on Herbal Medicinal Products Containing Phenolic Compounds, 2016
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    L’ATTIVITÀ DIURETICA E ANTIUROLITIASICA ATTRIBUITA A CETERACH OFFICINARUM DC. DERIVA PRINCIPALMENTE DA DATI ETNOFARMACOLOGICI E DA STUDI SPERIMENTALI PRELIMINARI IN VITRO E PRECLINICI; L’IMPIEGO IN SOGGETTI CON PATOLOGIE RENALI AVANZATE O ALTERAZIONI DELL’EQUILIBRIO IDROELETTROLITICO RICHIEDE CAUTELA PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA. LA PRESENZA DI TANNINI E COMPOSTI FENOLICI PUÒ TEORICAMENTE MODIFICARE L’ASSORBIMENTO DI MINERALI O FARMACI SOMMINISTRATI CONTEMPORANEAMENTE; TALE AVVERTENZA DERIVA DA PLAUSIBILITÀ FARMACOGNOSTICA GENERALE CORRELATA AL FITOCOMPLESSO POLIFENOLICO DELLA SPECIE, IN ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI. NON SONO DISPONIBILI DATI CLINICI SUFFICIENTI SULL’USO IN GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO E ETÀ PEDIATRICA; L’ASSENZA DI EVIDENZE DIRETTE IMPONE PRUDENZA NELL’UTILIZZO FITOTERAPICO IN TALI CONDIZIONI. LE EVIDENZE TOSSICOLOGICHE SISTEMATICHE E FARMACOCINETICHE SULLA SPECIE RISULTANO LIMITATE; MANCANO STUDI CLINICI CONTROLLATI A LUNGO TERMINE SULLA SICUREZZA DI ESTRATTI CONCENTRATI O STANDARDIZZATI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE VALIDATE O FARMACOLOGICAMENTE DOCUMENTATE SPECIFICHE PER CETERACH OFFICINARUM DC. NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA DIRETTA ATTUALMENTE DISPONIBILE.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    DIURETICI FORTI E DI SINTESI
    FARMACI E INTEGRATORI ORALI (MALASSORBIMENTO)
    FARMACI ELIMINATI PER VIA RENALE
    FERRO (INTEGRATORI)
    INTEGRATORI DI MINERALI (ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE)
    NEFROTOSSICI
    SALI DI FERRO

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di SPACCAPIETRA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco nebulizzato e polverizzato delle fronde sterili e fertili titolato in polifenoli totali espressi come acido clorogenico non inferiore al 2-5%. Gli impieghi fitoterapici documentati riguardano soprattutto supporto diuretico e tradizionale nella calcolosi urinaria lieve. I dosaggi commercialmente reperibili e compatibili con i dati etnofarmacologici oscillano generalmente tra 200 mg e 600 mg al giorno suddivisi in 1-3 assunzioni. Non esistono attualmente standardizzazioni farmacopoeiche ufficiali EMA o ESCOP validate clinicamente per un titolo terapeutico univoco della specie. Estratto idroalcolico fluido delle parti aeree fresche o essiccate con rapporto droga:estratto variabile tra 1:1 e 1:5, impiegato tradizionalmente come drenante urinario e coadiuvante nelle microlitiasi. Le formulazioni reperibili riportano comunemente assunzioni equivalenti a 1-4 ml al giorno suddivisi in più somministrazioni. Mancano studi clinici controllati che consentano di definire una titolazione terapeutica validata. Tintura madre idroalcolica di Ceterach officinarum DC. con gradazione variabile e rapporto estrattivo tradizionale 1:10 o simili. Le preparazioni disponibili riportano dosaggi empirici generalmente compresi tra 20 e 40 gocce fino a tre volte al giorno diluite in acqua. L’utilizzo deriva prevalentemente dalla tradizione fitoterapica mediterranea e greca per drenaggio urinario e supporto nelle renelle. Non sono disponibili parametri clinici sufficienti per definire un titolo minimo efficace standardizzato. Estratto glicerinato o macerato glicerinico delle fronde giovani utilizzato in alcuni preparati erboristici europei come formulazione delicata ad azione drenante urinaria. I dosaggi usuali osservabili nelle formulazioni commerciali sono compresi tra 30 e 80 gocce al giorno. Le evidenze disponibili rimangono limitate a dati tradizionali e fitochimici senza validazione clinica diretta. Polvere micronizzata delle fronde essiccate inserita in capsule o compresse. Le formulazioni disponibili prevedono normalmente apporti giornalieri di 500-1500 mg di droga polverizzata. L’uso è orientato prevalentemente al supporto della funzionalità urinaria e alla tradizione antilitiasica mediterranea. Mancano studi dose-risposta nell’uomo. Preparazioni omeopatiche di Ceterach officinarum DC. reperibili principalmente come tintura madre omeopatica, diluizioni D1-D6 e CH4-CH30. L’impiego omeopatico è rivolto tradizionalmente a disturbi urinari e renella secondo i principi della medicina omeopatica e non supportato da prove cliniche di efficacia farmacologica convenzionale. Le posologie variano secondo indirizzo omeopatico, generalmente 5-20 gocce di tintura madre oppure 3-5 granuli per diluizione una o più volte al giorno.
  • Ekaterina-Michaela Tomou, Helen Skaltsa, Phytochemical Investigation of the Fern Asplenium ceterach (Aspleniaceae), 2018
  • Anna Farràs, Exploring Wild Aspleniaceae Ferns as Safety Sources of Polyphenols and Bioactive Extracts, 2022
  • Marco Leonti, Mediterranean Ethnopharmacology and Traditional Herbal Medicines, 2010
  • Andrea Pieroni, Ethnobotany and Traditional Uses of Mediterranean Wild Plants, 2005
  • Manuel Pardo-de-Santayana, Ethnopharmacology of Medicinal Ferns in the Iberian Peninsula, 2006
  • José Maria Neves, Ethnopharmacological Notes About Ancient Uses of Medicinal Ferns, 2009
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di SPACCAPIETRA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso tradizionale drenante urinario con Ceterach officinarum DC. 2-3 g di fronde essiccate, Betula pendula Roth foglie 2 g e Solidago virgaurea L. sommità 2 g in 250 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno lontano dai pasti. La formulazione è coerente con l’uso tradizionale diuretico e con dati farmacologici su flavonoidi e composti fenolici ad attività urinaria e antiossidante. Decotto leggero ad uso tradizionale nelle renelle con Ceterach officinarum DC. 3 g, Agropyron repens (L.) P.Beauv. rizoma 3 g e Parietaria officinalis L. 2 g in 300 ml di acqua. Bollire delicatamente per 8-10 minuti e filtrare. Una o due assunzioni quotidiane per periodi brevi. L’associazione deriva dalla tradizione mediterranea e da documentazione fitoterapica sul supporto alla funzionalità urinaria. Infuso emolliente respiratorio con Ceterach officinarum DC. 2 g, Althaea officinalis L. radice 2 g e Malva sylvestris L. foglie e fiori 2 g in 250 ml di acqua a circa 90 °C per 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per irritazioni delle vie respiratorie e tosse secca lieve. Fino a tre assunzioni giornaliere. Formulazione erboristica drenante con estratto secco di Ceterach officinarum DC. equivalente a 300 mg di droga, associato a Orthosiphon aristatus (Blume) Miq. 200 mg e Pilosella officinarum Vaill. 200 mg. Somministrazione usuale una o due capsule al giorno secondo il contenuto totale di estratti. L’associazione è orientata al supporto della diuresi fisiologica e del drenaggio urinario. Infuso tradizionale per irritazioni uro-genitali lievi con Ceterach officinarum DC. 2 g, Urtica dioica L. foglie 2 g e Matricaria chamomilla L. capolini 1,5 g in 250 ml di acqua calda per 10 minuti. Una o due somministrazioni giornaliere. La combinazione è basata su uso tradizionale documentato e dati farmacologici relativi a attività lenitiva e antinfiammatoria. Decotto tradizionale ad azione espettorante blanda con Ceterach officinarum DC. 2 g, Marrubium vulgare L. 2 g e Thymus vulgaris L. 1 g in 250 ml di acqua. Bollitura moderata per 5-7 minuti. Utilizzato nella tradizione erboristica mediterranea per catarro e tosse produttiva lieve. Non oltre due tazze al giorno. Preparazione composta in polvere micronizzata con Ceterach officinarum DC. 500 mg, Taraxacum officinale F.H.Wigg. radice 300 mg e Cynara cardunculus L. foglie 200 mg per dose giornaliera. Utilizzata tradizionalmente come supporto depurativo e digestivo in protocolli erboristici brevi. Le evidenze cliniche dirette sulla specie restano limitate. Infuso combinato remineralizzante e nutraceutico con Ceterach officinarum DC. 1,5 g, Equisetum arvense L. 2 g e Melissa officinalis L. 1 g in 200 ml di acqua. Infusione di 8-10 minuti. Utilizzato tradizionalmente come coadiuvante drenante e antiossidante lieve in soggetti adulti senza insufficienza renale.
  • Ekaterina-Michaela Tomou, Phytochemical Investigation of the Fern Asplenium ceterach (Aspleniaceae), 2018
  • Anna Farràs, Exploring Wild Aspleniaceae Ferns as Safety Sources of Polyphenols and Bioactive Extracts, 2022
  • Andrea Pieroni, Medicinal Plants and Food Medicines in the Folk Traditions of the Upper Lucca Province, Italy, 2000
  • Manuel Pardo-de-Santayana, Ethnobotany of Medicinal Plants in the Mediterranean Basin, 2007
  • Marco Leonti, The Future Is Written: Impact of Scripts on the Cognition, Selection, Knowledge and Transmission of Medicinal Plant Use and Its Implications for Ethnobotany and Ethnopharmacology, 2011
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004

  • PREPARATI ALCOLICI...
    Vini, elisir, amari, tinture di SPACCAPIETRA
    Preparazione alcolica tradizionale con Ceterach officinarum Ingredienti Fronde essiccate di Ceterach officinarum: quantità desiderata (ad esempio 30–50 g per preparazione domestica) Alcol etilico alimentare a 45–60% vol Vasi di vetro con chiusura ermetica Procedimento Preparazione della droga Assicurarsi che le fronde siano ben essiccate e prive di umidità; sminuzzarle leggermente per aumentare la superficie di contatto con il solvente. Macerazione alcoolica Inserire le fronde in un vaso di vetro pulito e coprirle completamente con alcol 45–60% vol, lasciando almeno 2–3 cm di spazio in testa. Mescolare o agitare il contenitore per eliminare eventuali bolle d’aria. Tempo di estrazione Chiudere ermeticamente e lasciare macerare in un luogo fresco e al riparo dalla luce per 2–6 settimane. Durante questo periodo agitare il contenitore una volta al giorno per favorire l’estrazione. Filtrazione Trascorso il tempo di macerazione, filtrare il contenuto con garza o colino fine per separare il liquido alcolico dai residui vegetali. Imbottigliamento Trasferire la tintura filtrata in bottiglie di vetro scuro con chiusura ermetica; conservare in luogo fresco e asciutto. Uso consigliato La tintura alcolica di Ceterach officinarum è utilizzata in fitoterapia come coadiuvante per il benessere delle vie urinarie e delle mucose, non come bevanda enologica. Posologia tipica (ad uso erboristico, e non medico): 20–30 gocce, 1–3 volte al giorno, diluite in poca acqua o altra bevanda non alcolica, preferibilmente dopo i pasti. Questa preparazione viene impiegata in formulazioni artigianali o personalizzate per supportare il drenaggio urinario, l’azione emolliente sulle mucose o come ingrediente in miscele fitoterapiche più complesse. Bibliografia
  • Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers
  • Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy, Churchill Livingstone
  • Hoffmann D., Medical Herbalism: The Science and Practice of Herbal Medicine, Healing Arts Press
  • Bradley P., British Herbal Compendium, British Herbal Medicine Association
  • Bruneton J., Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, Lavoisier
  • Di Carlo G., Fitoterapia Tradizionale Mediterranea, Minerva Medica
  • Valnet J., Phytothérapie, Maloine
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Il termine Ceterach deriva probabilmente dall’arabo šatraǧ, a sua volta collegato alla medicina araba medievale. L’epiteto officinarum indica l’antico impiego nelle officine farmaceutiche e monastiche, segno di un uso consolidato nel tempo. Cresce spontaneamente su muri a secco, rocce calcaree, ruderi e pareti esposte al sole, in ambienti poveri di acqua e nutrienti. È considerata una pianta rupicola simbolo di resilienza, capace di sopravvivere a lunghi periodi di siccità. Le fronde si arricciano completamente durante la siccità e sembrano morte; con la prima pioggia si riaprono rapidamente tornando verdi. Questo comportamento ha fatto sì che venisse associata, in passato, a rinascita e rigenerazione. Tradizionalmente chiamata “spaccapietra” o “erba dei reni”, era considerata uno dei rimedi principali per “sciogliere” sabbia e calcoli renali. In alcune regioni veniva consigliata anche per tosse secca e catarro difficile. Nei ricettari medievali era inclusa tra le felci medicinali utilizzate dai monaci, spesso in decotti semplici o miscele depurative. Era ritenuta una pianta “fredda e secca”, secondo la teoria umorale, adatta a riequilibrare eccessi di calore e umidità. Per la sua capacità di “tornare in vita”, veniva associata ai processi alchemici di trasformazione e purificazione. In alcune tradizioni popolari era considerata una pianta protettiva, da coltivare sui muri delle case. Il feltro bruno-dorato che ricopre la pagina inferiore delle fronde non è solo ornamentale: protegge la pianta da disidratazione e luce eccessiva. A differenza di molte piante officinali, non ha profumo intenso, caratteristica che la rendeva adatta a miscele delicate. Oggi Ceterach officinarum è meno nota al grande pubblico rispetto ad altre officinali, ma rimane presente nella fitoterapia tradizionale europea, soprattutto in ambito erboristico specialistico. È anche oggetto di interesse ecologico per lo studio delle piante tolleranti alla disidratazione.


    Ricerche di articoli scientifici su Ceterach officinarum DC.

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    Autore: erbeofficinali.org

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    © erbeofficinali.org (CC BY-SA 3.0)
    Autore: A.Tucci

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