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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 31-05-2026

TRIFOGLIO DEI PRATI
Trifolium pratense L.

Medaglia d'argento

TOSSICITÀ BASSISSIMA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Gunneridae
Clade Pentapetalae
Clade Superrosidae
Clade Rosidae
Clade Fabidae
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Faboideae
Clade Meso-Papilionoideae
Tribù Trifolieae
Genere Trifolium
Specie Trifolium pratense

Famiglia: Fabaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Trifoglio Rosso, Trifoglio Violetto, Trifoglio Dei Prati, Trifoglio Comune, Trifoglio Selvatico, Trifoglio Incarnato, Trifoglio Purpureo, Trifoglio Pratense, Red Clover, Cow Clover, Meadow Clover, Purple Clover, Wild Clover, Peavine Clover, Trefle Rouge, Trefle Violet, Trefle Des Pres, Klee Rot, Wiesenklee, Rotklee, Rodklover, Rode Klaver, Prachtklaver, Trébol Rojo, Trébol Violeta, Trébol Común, Trébol De Prado, Trifolium, Trèfle Rouge, Rotklee

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Lagopus Pratensis (L.) Bernh., Trifolium Boeticum Boiss., 1845, Trifolium Brachystylum Knaf, 1854, Trifolium Bracteatum Schousb., Trifolium Heterophyllum Lej., 1824, Trifolium Pensylvanicum Willdenow Ex Elliot, Trifolium Pratense F. Pratense, Trifolium Pratense Subsp. Boeticum (Boiss.) C.Vicioso, 1953, Trifolium Pratense Subsp. Expansum Jáv., Trifolium Pratense Subsp. Lenkoranicum Grossh., Trifolium Pratense Subsp. Sativum Ponert, Trifolium Pratense Subsp. Spontaneum Willk., Trifolium Sativum (Schreb.) Crome, Trifolium Sativum Subsp. Praecox Bobrov, Trifolium Silvestre Ducommun, 1869, Trifolium Ukrainicum Opperman, Trifolium Ukranicum Opperman, Triphylloides Pratensis (L.) Moench, 1794

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 20-50 CM, CON FUSTO ASCENDENTE E PELOSO. LE FOGLIE SONO ALTERNE, TRIFOGLIATE, CON FOGLIOLINE OVALI O ELLITTICHE, SPESSO SEGNATE DA UNA MACCHIA CHIARA A FORMA DI V. I FIORI, ROSA-PORPORINI, SONO RIUNITI IN CAPOLINI GLOBOSI E DENSI, SORRETTI DA UN CORTO PEDUNCOLO. IL FRUTTO È UN LEGUME PICCOLO E MEMBRANOSO, CONTENENTE 1-2 SEMI GIALLO-BRUNI. L'APPARATO RADICALE È FITTONANTE, CON NODULI RADICALI TIPICI DELLE LEGUMINOSE, CHE FISSANO L'AZOTO ATMOSFERICO. FIORISCE DA MAGGIO A SETTEMBRE.

FIORITURA O ANTESI...
APRILE, MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, (PRIMAVERA-ESTATE), CON PICCHI TRA MAGGIO E AGOSTO, PRODUCENDO CAPOLINI GLOBOSI DI COLORE ROSA-VIOLACEO

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ FUCHSIA
________ FUCHSIA CHIARO

HABITAT...
Trifolium pratense L. (trifoglio rosso) è una pianta erbacea perenne diffusa in Europa, Asia occidentale e Nord Africa, naturalizzata anche in altre regioni. Predilige prati, pascoli, bordi di strade e terreni incolti, adattandosi bene a zone soleggiate o leggermente ombreggiate. Cresce su suoli fertili, ben drenati e moderatamente umidi, con preferenza per terreni neutri o leggermente acidi. Resiste al calpestio e ai tagli frequenti, per questo è comune nei prati da sfalcio e nei campi agricoli, dove viene spesso coltivato come foraggio. Tollera climi temperati e si trova sia in pianura che in zone montane fino a circa 2500 metri di altitudine. La sua presenza è favorita in ambienti con moderata disponibilità idrica e buona luminosità.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
E IN PIENA FIORITURA (MAGGIO-AGOSTO) PER MASSIMIZZARE IL CONTENUTO DI ISOFLAVONI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
SOMMITÀ FIORITE ESSICCATE, RICCHE DI ISOFLAVONI (BIOCHANINA A, FORMONONETINA, GENISTEINA), MA ANCHE FOGLIE E FIORI FRESCHI IN PREPARAZIONI MINORI

AROMI DELLA DROGA...
ERBACEO E FLOREALE, CON NOTE DOLCI E LIEVEMENTE BALSAMICHE, PIÙ INTENSE NEI FIORI ESSICCATI

SAPORI DELLA DROGA...
LEGGERMENTE DOLCE E TERROSO, CON RETROGUSTO AMAROGNOLO DOVUTO AGLI ISOFLAVONI

TOSSICITÀ:
BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili mostrano una buona tollerabilità della specie alle dosi comunemente utilizzate negli studi clinici e nella pratica fitoterapica. Gli effetti indesiderati documentati risultano generalmente lievi e poco frequenti e comprendono occasionalmente disturbi gastrointestinali, cefalea o reazioni di ipersensibilità. Gli studi clinici, i dati osservazionali e le valutazioni tossicologiche non evidenziano una tossicità significativa nell'uso corretto della specie. Pur esistendo considerazioni cautelative legate alla presenza di fitoestrogeni, non emergono dati che giustifichino una classificazione tossicologica superiore.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Trifolium pratense L. è stato oggetto di numerosi studi clinici controllati e revisioni sistematiche, soprattutto per il trattamento dei sintomi della menopausa mediante estratti standardizzati ricchi in isoflavoni. I risultati sono tuttavia eterogenei e spesso contrastanti, con efficacia osservata principalmente in specifici estratti, specifiche titolazioni e particolari popolazioni di pazienti. Le evidenze non consentono una conferma generale dell'attività terapeutica dell'intera specie indipendentemente dalla forma farmaceutica. La classificazione più conservativa è pertanto dipendente dalle specifiche e dalle forme terapeutiche. Le evidenze disponibili comprendono studi clinici controllati, revisioni sistematiche, studi in vivo, studi in vitro e un ampio utilizzo fitoterapico documentato.

PRINCÍPI ATTIVI...
Isoflavoni: biochanina A, formononetina, genisteina, daidzeina, pratenseina, irilone, calicosina, pseudobaptigenina Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, isoramnetina, rutina, iperoside, isoquercitrina, trifolina, luteolina, apigenina Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido salicilico, acido protocatecuico Cumarine: cumarina, erniarina, umbelliferone, scopoletina Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Saponine triterpeniche: soyasaponine, medicagenici derivati, saponine triterpeniche complesse Polisaccaridi e mucillagini: arabinogalattani, pectine, polisaccaridi complessi Tannini: tannini condensati, procianidine oligomeriche Aminoacidi: arginina, lisina, leucina, isoleucina, valina, fenilalanina Carotenoidi: luteina, zeaxantina, beta-carotene Olio fisso: acido linoleico, acido alfa-linolenico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico Vitamine: vitamina C, vitamina E, folati, vitamina B1, vitamina B2 Minerali: calcio, magnesio, potassio, fosforo, ferro, manganese, zinco Pigmenti antocianici: cianidina, delfinidina, pelargonidina e relativi glicosidi

Bibliografia
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs Red Clover Trifolium pratense, 2019
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2002
  • American Herbal Pharmacopoeia, Red Clover Aerial Parts and Flowering Tops Monograph, 2011
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Kerry Bone e Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
  • Norman Farnsworth, NAPRALERT Database Review of Trifolium pratense Phytochemistry and Pharmacology, 2001
  • Edward M. Williamson, Major Herbs of Ayurveda and Western Herbal Medicine Red Clover, 2002
  • Atkinson C., Compston J. E., Day N. E., Dowsett M., Bingham S. A., The Effects of Phytoestrogen Isoflavones Derived from Red Clover on Menopausal Symptoms and Hormonal Parameters, Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, 2004
  • Beck V., Rohr U., Jungbauer A., Phytoestrogens Derived from Red Clover Their Estrogenic Activity and Therapeutic Potential, Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology, 2005
  • Booth N. L., Overk C. R., Yao P., Totura S., Deng Y., Hedayat A. S., Bolton J. L., Pauli G. F., Farnsworth N. R., The Chemical Composition and Biological Activity of Red Clover Extracts, Menopause, 2006

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Riduzione dei sintomi vasomotori della menopausa in alcune donne in postmenopausa mediante estratti standardizzati ricchi di isoflavoni. Supportata da studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi. I risultati risultano tuttavia eterogenei e non uniformemente confermati tra tutti gli studi disponibili; l'efficacia appare dipendente dal tipo di estratto, dal contenuto in isoflavoni e dalle caratteristiche della popolazione studiata. Miglioramento di alcuni parametri soggettivi correlati alla menopausa, in particolare vampate di calore e qualità della vita in specifici contesti clinici. Supportato da studi clinici randomizzati e revisioni sistematiche. Le evidenze sono moderate e non consentono una generalizzazione a tutte le preparazioni della specie. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività estrogenica selettiva e modulazione dei recettori estrogenici. Supportata da studi in vitro, studi farmacologici e studi clinici sugli isoflavoni della specie. Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro, studi fitochimici e studi sperimentali relativi agli isoflavoni e ai flavonoidi presenti nei capolini fioriti. Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e modelli animali. Le evidenze cliniche specifiche risultano insufficienti. Attività potenzialmente favorevole sul metabolismo osseo. Supportata da studi clinici preliminari, studi osservazionali, revisioni e modelli sperimentali. I risultati sono contrastanti e non consentono conclusioni definitive. Attività potenzialmente favorevole su alcuni parametri cardiovascolari e metabolici. Supportata da studi clinici preliminari e revisioni sistematiche con risultati non uniformi. Le evidenze sono considerate limitate. Attività vasoprotettiva. Supportata da studi in vitro, studi farmacologici e dati clinici preliminari. Attività neuroprotettiva potenziale. Supportata da studi in vitro e modelli animali. Mancano conferme cliniche adeguate. Attività antiproliferativa su linee cellulari sperimentali. Supportata esclusivamente da studi in vitro. Non costituisce indicazione terapeutica clinicamente validata. Uso storico e nella tradizione Uso tradizionale per i disturbi femminili associati alla menopausa. Uso tradizionale come depurativo. Uso tradizionale nelle affezioni cutanee croniche. Uso tradizionale come coadiuvante nelle eruzioni cutanee. Uso tradizionale come espettorante nelle affezioni respiratorie lievi. Uso tradizionale come blando diuretico. Uso tradizionale come tonico generale. Uso tradizionale nelle pratiche erboristiche primaverili depurative.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    !!MENOPAUSA E CLIMATERIO (VAMPATE E DISTURBI VARI)

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ++FITOESTROGENICO
    ++MODULAZIONE ESTROGENICA
    +ANTINFIAMMATORIO
    +CARDIOVASCOLARE CARDIOPROTETTORE
    +METABOLISMO OSSEO (SUPPORTO)
    +MODULATORE METABOLISMO LIPIDICO E GLICEMICO
    +NEUROPROTETTIVO NEUROTROFICO E ANTI-AGING
    +SUPPORTO AL METABOLISMO MINERALE E OSSEO
    +VASOMODULANTE
    !!ANTIMUTAGENICO ANTIPROLIFERATIVO
    !!ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO)

    Uso storico e nella tradizione

    ?BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI
    ?CATARRO VIE RESPIRATORIE (ANCHE CON TOSSE)
    ?DISMENORREA E OLIGOMENORREA
    ?ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
    ?INFEZIONI O INFIAMMAZIONI OCULARI E DELLE PALPEBRE
    ?SUPERFOOD
    ?TOSSI CONVULSE E PERTOSSE
    ?TUSSIFUGO E SEDATIVO DELLA TOSSE
    +CICATRIZZANTE O VULNERARIO
    +DEPURATIVO DRENANTE
    +DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING (USO ESTERNO)
    +ECZEMA
    +INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO)
    +IRRITAZIONI CUTANEE DA PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    +LESIONI CUTANEE - PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    +PSORIASI O PSIORIASI
    +RIEPITELIZZANTE
    +ULCERE DELLA PELLE
    +USTIONI E SCOTTATURE (ANCHE SOLARI O DA FREDDO)

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs Red Clover Trifolium pratense, 2019
  • American Herbal Pharmacopoeia, Red Clover Aerial Parts and Flowering Tops Monograph, 2011
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2002
  • Kerry Bone e Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Lethaby A., Marjoribanks J., Kronenberg F., Roberts H., Eden J., Phytoestrogens for Menopausal Vasomotor Symptoms, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2013
  • Atkinson C., Compston J. E., Day N. E., Dowsett M., Bingham S. A., The Effects of Phytoestrogen Isoflavones Derived from Red Clover on Menopausal Symptoms and Hormonal Parameters, Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, 2004
  • Booth N. L., Overk C. R., Yao P., Totura S., Deng Y., Hedayat A. S., Bolton J. L., Pauli G. F., Farnsworth N. R., The Chemical Composition and Biological Activity of Red Clover Extracts, Menopause, 2006
  • Beck V., Rohr U., Jungbauer A., Phytoestrogens Derived from Red Clover Their Estrogenic Activity and Therapeutic Potential, Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology, 2005
  • Ramos Al., Red Clover Isoflavones An Evidence Based Review of Safety and Efficacy, Phytotherapy Research, 2008

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    PIANTA SEGNALATA

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    GLI ESTRATTI DI TRIFOLIUM PRATENSE L. CONTENGONO ISOFLAVONI CON ATTIVITÀ ESTROGENICA E MODULATRICE DEI RECETTORI ESTROGENICI DOCUMENTATA DA STUDI IN VITRO, STUDI CLINICI E STUDI FARMACOLOGICI. TALE CARATTERISTICA DEVE ESSERE CONSIDERATA NELL'INTERPRETAZIONE DEGLI EFFETTI BIOLOGICI DELLA SPECIE. SONO STATE OSSERVATE INTERAZIONI POTENZIALI CON FARMACI ANTICOAGULANTI E ANTIAGGREGANTI SULLA BASE DELLA PRESENZA DI DERIVATI CUMARINICI, DI DATI FARMACOLOGICI E DI SEGNALAZIONI PRESENTI NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA. LE EVIDENZE CLINICHE DIRETTE RISULTANO TUTTAVIA LIMITATE. GLI STUDI CLINICI DISPONIBILI HANNO GENERALMENTE UTILIZZATO ESTRATTI STANDARDIZZATI RICCHI DI ISOFLAVONI; I RISULTATI OTTENUTI NON POSSONO ESSERE AUTOMATICAMENTE ESTESI A PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE, INFUSI, TINTURE O ALTRI ESTRATTI CON COMPOSIZIONE DIFFERENTE. QUESTA AVVERTENZA DERIVA DA DATI CLINICI E FARMACOLOGICI. LE EVIDENZE RELATIVE ALL'IMPIEGO A LUNGO TERMINE RIMANGONO PIÙ LIMITATE RISPETTO A QUELLE DISPONIBILI PER TRATTAMENTI DI BREVE E MEDIA DURATA. TALE CONSIDERAZIONE DERIVA DALL'ANALISI DEGLI STUDI CLINICI PUBBLICATI SULLA SPECIE. LE PROPRIETÀ BIOLOGICHE OSSERVATE DIPENDONO IN MISURA SIGNIFICATIVA DAL CONTENUTO QUANTITATIVO E QUALITATIVO DI BIOCHANINA A, FORMONONETINA, GENISTEINA E DAIDZEINA; PERTANTO PREPARAZIONI OTTENUTE DA DIFFERENTI CULTIVAR, CONDIZIONI DI COLTIVAZIONE O PROCESSI ESTRATTIVI POSSONO PRESENTARE ATTIVITÀ NON SOVRAPPONIBILI. EVIDENZA SUPPORTATA DA STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E CLINICI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A TRIFOLIUM PRATENSE L. O A PREPARAZIONI OTTENUTE DALLA SPECIE. TALE CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI REAZIONI ALLERGICHE E DA OSSERVAZIONI RIPORTATE NELLA LETTERATURA FITOTERAPICA E FARMACOLOGICA.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    ANTICOAGULANTI CUMARINICI
    ASPIRINA
    CLOPIDOGREL
    ESTROGENI
    ESTROGENICI ED ESTROPROGESTINICI
    FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
    FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9
    FARMACI ORMONALI (TAMOXIFENE, TERAPIE ESTROGENICHE)
    INIBITORI DELL'AROMATASI
    MODULATORI ORMONALI
    OMEGA-3 AD ALTI DOSAGGI
    TAMOXIFENE
    TERAPIE ORMONALI
    TROMBOLITICI
    WARFARIN

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di TRIFOGLIO DEI PRATI
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco nebulizzato dei capolini fioriti o delle sommità fiorite È la forma fitoterapica più utilizzata negli studi clinici. Gli estratti impiegati per i disturbi della menopausa sono generalmente standardizzati in isoflavoni totali. Il titolo più frequentemente studiato corrisponde a circa 40–80 mg al giorno di isoflavoni totali espressi principalmente come biochanina A e formononetina. La posologia abituale corrisponde a una quantità di estratto sufficiente a fornire tale apporto giornaliero. Estratto secco standardizzato ad isoflavoni Rappresenta la forma con il miglior supporto clinico. Gli estratti commerciali sono generalmente titolati al 7-12% di isoflavoni totali oppure standardizzati per fornire una quantità definita di isoflavoni per dose. La posologia comunemente impiegata negli studi clinici varia tra 40 e 80 mg al giorno di isoflavoni totali. Estratto idroalcolico secco concentrato Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica delle infiorescenze. Quando destinata al supporto dei sintomi menopausali dovrebbe garantire un apporto documentato di almeno 40 mg al giorno di isoflavoni totali. La posologia dipende dal rapporto droga/estratto e dalla standardizzazione dichiarata dal produttore. Estratto fluido Preparazione meno studiata rispetto agli estratti secchi standardizzati. Viene utilizzata soprattutto nella tradizione fitoterapica occidentale. Le dosi impiegate sono generalmente comprese tra 2 e 8 ml al giorno suddivisi in più assunzioni. Non esistono titoli universalmente accettati associati a un'efficacia clinica documentata. Tintura madre fitoterapica Preparata dalle parti aeree fiorite fresche o essiccate. Nella pratica erboristica vengono generalmente impiegati da 5 a 20 ml al giorno in dosi frazionate. Le evidenze cliniche risultano inferiori rispetto agli estratti standardizzati in isoflavoni. Estratto molle Disponibile in alcuni integratori specialistici. Per ottenere un effetto comparabile a quello osservato negli studi clinici è necessario che il prodotto garantisca un apporto giornaliero di isoflavoni sovrapponibile a quello degli estratti standardizzati, generalmente compreso tra 40 e 80 mg al giorno. Integratori in capsule o compresse standardizzati Sono la forma maggiormente utilizzata nella ricerca clinica. I prodotti più studiati forniscono normalmente tra 40 e 80 mg di isoflavoni totali al giorno. Dosi superiori sono state utilizzate in alcuni studi ma senza evidenze sufficienti per raccomandarne l'impiego routinario. Preparazioni omeopatiche Sono reperibili preparazioni di Trifolium pratense in tintura madre omeopatica e successive diluizioni quali D3, D4, D6, D12, C5, C7, C9, C12, C30 e superiori. Non esistono evidenze cliniche che dimostrino un'efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche di Trifolium pratense L. per le indicazioni fitoterapiche attribuite alla specie.
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs Red Clover Trifolium pratense, 2019
  • American Herbal Pharmacopoeia, Red Clover Aerial Parts and Flowering Tops Monograph, 2011
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2002
  • Kerry Bone e Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Lethaby A., Marjoribanks J., Kronenberg F., Roberts H., Eden J., Phytoestrogens for Menopausal Vasomotor Symptoms, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2013
  • Booth N. L., Overk C. R., Yao P., Totura S., Deng Y., Hedayat A. S., Bolton J. L., Pauli G. F., Farnsworth N. R., The Chemical Composition and Biological Activity of Red Clover Extracts, Menopause, 2006
  • Atkinson C., Compston J. E., Day N. E., Dowsett M., Bingham S. A., The Effects of Phytoestrogen Isoflavones Derived from Red Clover on Menopausal Symptoms and Hormonal Parameters, Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, 2004
  • Beck V., Rohr U., Jungbauer A., Phytoestrogens Derived from Red Clover Their Estrogenic Activity and Therapeutic Potential, Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology, 2005
  • Ramos Al., Red Clover Isoflavones An Evidence Based Review of Safety and Efficacy, Phytotherapy Research, 2008

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di TRIFOGLIO DEI PRATI
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso semplice di Trifolium pratense Capolini fioriti essiccati di Trifolium pratense 2-4 g. Acqua 200 mL. Lasciare in infusione per 10-15 minuti. Assumere da una a tre tazze al giorno. È la preparazione tradizionale più documentata per il supporto generale durante il climaterio e la menopausa. Infuso per il benessere femminile in menopausa Capolini fioriti di Trifolium pratense 2 g. Foglie di Melissa officinalis 1,5 g. Sommità fiorite di Achillea millefolium 1 g. Acqua 250 mL. Infusione per 10-15 minuti. Assumere una o due tazze al giorno. L'associazione è coerente con l'uso tradizionale e con le rispettive monografie fitoterapiche. Infuso con salvia e trifoglio rosso Capolini fioriti di Trifolium pratense 2 g. Foglie di Salvia officinalis 1-1,5 g. Acqua 250 mL. Infusione per 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno. Formula frequentemente utilizzata nella tradizione erboristica per il supporto dei disturbi vasomotori della menopausa. Infuso con trifoglio rosso e melissa Capolini fioriti di Trifolium pratense 2 g. Foglie di Melissa officinalis 2 g. Acqua 250 mL. Infusione per 10-15 minuti. Assumere una o due tazze al giorno. Preparazione tradizionalmente impiegata per il benessere generale durante il climaterio. Infuso depurativo tradizionale Capolini fioriti di Trifolium pratense 2 g. Foglie di Urtica dioica 2 g. Radice di Taraxacum officinale 1 g. Acqua 250 mL. Infusione per 15 minuti. Assumere una tazza una o due volte al giorno. L'impiego appartiene prevalentemente alla tradizione fitoterapica europea. Infuso per il benessere cutaneo tradizionale Capolini fioriti di Trifolium pratense 2 g. Sommità fiorite di Viola tricolor 2 g. Foglie di Urtica dioica 1 g. Acqua 250 mL. Infusione per 15 minuti. Assumere una o due tazze al giorno. Formula storicamente utilizzata nelle pratiche erboristiche depurative. Decotto leggero composto Capolini fioriti di Trifolium pratense 3 g. Radice di Taraxacum officinale 2 g. Radice di Arctium lappa 2 g. Acqua 300 mL. Portare a lieve ebollizione per 5 minuti e lasciare riposare per altri 10 minuti. Assumere una tazza al giorno. Preparazione tradizionale utilizzata soprattutto nelle cure stagionali depurative. Miscela erboristica per menopausa Capolini fioriti di Trifolium pratense 40%. Foglie di Salvia officinalis 25%. Foglie di Melissa officinalis 20%. Sommità fiorite di Achillea millefolium 15%. Utilizzare 3-4 g della miscela per 250 mL di acqua in infusione per 10-15 minuti. Assumere una o due tazze al giorno. Miscela erboristica depurativa tradizionale Capolini fioriti di Trifolium pratense 30%. Foglie di Urtica dioica 30%. Radice di Taraxacum officinale 20%. Radice di Arctium lappa 20%. Utilizzare 4 g della miscela per 250 mL di acqua. Assumere una o due tazze al giorno.
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs Red Clover Trifolium pratense, 2019
  • American Herbal Pharmacopoeia, Red Clover Aerial Parts and Flowering Tops Monograph, 2011
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2002
  • Kerry Bone e Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988
  • Lethaby A., Marjoribanks J., Kronenberg F., Roberts H., Eden J., Phytoestrogens for Menopausal Vasomotor Symptoms, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2013
  • Booth N. L., Overk C. R., Yao P., Totura S., Deng Y., Hedayat A. S., Bolton J. L., Pauli G. F., Farnsworth N. R., The Chemical Composition and Biological Activity of Red Clover Extracts, Menopause, 2006
  • Beck V., Rohr U., Jungbauer A., Phytoestrogens Derived from Red Clover Their Estrogenic Activity and Therapeutic Potential, Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology, 2005
  • Atkinson C., Compston J. E., Day N. E., Dowsett M., Bingham S. A., The Effects of Phytoestrogen Isoflavones Derived from Red Clover on Menopausal Symptoms and Hormonal Parameters, Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, 2004

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...
    Il miele di trifoglio rosso è relativamente raro come monoflora. La struttura profonda della corolla rende il nettare poco accessibile alle api con ligula corta; di conseguenza la bottinatura avviene soprattutto da parte di bombi e di api con apparato boccale più lungo. Per questo motivo il miele di Trifolium pratense si ritrova più spesso in mieli millefiori di prato o di pascolo, piuttosto che come miele monobotanico puro.

    USO ALIMENTARE...
    Trifolium pratense L. (trifoglio rosso) ha un uso culinario tradizionale e moderno discreto ma ben documentato, soprattutto in ambito rurale, erboristico e nella cucina naturale. Le parti impiegate sono principalmente fiori, foglie giovani e germogli, consumati freschi, essiccati o trasformati. I fiori freschi vengono utilizzati come ingrediente decorativo e funzionale in insalate miste, piatti freddi e preparazioni primaverili. Hanno un sapore dolce, leggermente erbaceo, con note che ricordano il miele e i legumi teneri. Sono spesso aggiunti a fine preparazione per preservarne colore e fragranza. I fiori essiccati trovano impiego nella preparazione di tisane alimentari, sciroppi leggeri e infusi dolcificati naturalmente. In alcune tradizioni contadine venivano macerati in acqua calda o tiepida per ottenere bevande rinfrescanti estive, talvolta aromatizzate con agrumi o altre erbe di campo. Le foglie giovani e i germogli teneri possono essere consumati crudi in piccole quantità, mescolati ad altre verdure di campo, oppure sbollentati brevemente e aggiunti a minestre, zuppe rustiche o ripieni vegetali. Il gusto è delicato, lievemente amarognolo, simile ad altri legumi erbacei. In passato, durante periodi di scarsità, le foglie essiccate e macinate venivano mescolate a farine cerealicole per arricchire pani rustici e focacce, apportando fibra e composti vegetali secondari. Questa pratica è oggi recuperata nella cucina sperimentale e foraging. I fiori possono essere utilizzati anche per la preparazione di gelatine, confetture leggere e miele aromatizzato, sfruttando il loro profumo tenue. In questi casi vengono infusi e successivamente filtrati, evitando la cottura prolungata. Dal punto di vista nutrizionale, il trifoglio rosso è apprezzato come alimento funzionale per il contenuto di: vitamine del gruppo B e vitamina C; sali minerali come calcio, magnesio e potassio; composti fenolici e isoflavoni, presenti soprattutto nei fiori. In ambito culinario contemporaneo, Trifolium pratense è utilizzato: nella cucina vegetale e naturale; nelle preparazioni primaverili depurative; come ingrediente di foraging in piatti a base di erbe spontanee; in infusi alimentari non medicinali dal gusto delicato. È consigliato un consumo moderato e variato, evitando l’uso prolungato e concentrato come alimento quotidiano, soprattutto in soggetti sensibili ai fitoestrogeni, mantenendo sempre una funzione culinaria e non terapeutica.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA...
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale. Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica. Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia. Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute" Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia. Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata. Bibliografia: J Nutr 2001;131:2957-62. Cancer Res 2005;65:879-86. J Clin Oncol 2002;15:1449-55. J Clin Oncol 2000;18:1068-74. J Epidemiol 2010;20:83-9. Nutr J 2008;7:17. CDI Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS Fitoestrogeni ed iperplasia dell'endometrio. (Prescrire International 2006; 15: 62-3) I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1). Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni). Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Trifolium pratense L. (trifoglio rosso) è una pianta ricca di significati storici, simbolici e culturali, oltre che di interesse agronomico e fitoterapico. Nel corso dei secoli ha accompagnato la vita rurale europea come pianta utile, simbolica e medicinale. Nella tradizione agricola, il trifoglio rosso è stato una delle piante più importanti per la rotazione delle colture. Già dal XVIII secolo veniva coltivato sistematicamente perché capace di arricchire il suolo e migliorare la fertilità dei campi, rendendolo fondamentale nella nascita dell’agricoltura moderna. Storicamente, era considerato un indicatore di pascoli sani. Campi ricchi di Trifolium pratense erano segno di terreni equilibrati e produttivi, e per questo la pianta era apprezzata sia dagli agricoltori sia dagli allevatori come foraggera di alto valore nutrizionale. Nella medicina popolare europea, il trifoglio rosso era noto come erba “depurativa del sangue”. Veniva utilizzato in decotti e infusi primaverili per favorire il benessere generale dopo l’inverno, spesso associato ad altre piante di campo raccolte spontaneamente. Un uso curioso e diffuso era quello topico: i fiori freschi venivano applicati localmente come impacchi su piccole irritazioni cutanee, arrossamenti o punture di insetti, sfruttando la tradizione empirica legata alle piante dei prati. Dal punto di vista simbolico, il trifoglio è da sempre legato alla fortuna e alla prosperità. Sebbene il celebre trifoglio a quattro foglie sia più spesso associato ad altre specie del genere Trifolium, anche T. pratense partecipava a questo immaginario popolare come pianta “benefica” e protettiva. Nelle culture contadine, il trifoglio rosso era talvolta chiamato “erba delle donne”, per il suo impiego tradizionale nel sostenere l’equilibrio femminile. Questo appellativo è stato in parte confermato dalla moderna ricerca fitochimica, che ha identificato nei fiori composti oggi noti come isoflavoni. Una curiosità botanica è la sua stretta relazione con gli insetti impollinatori, in particolare i bombi, che grazie alla loro ligula più lunga riescono ad accedere al nettare. Questa caratteristica ha reso il trifoglio rosso un esempio classico di coevoluzione pianta–impollinatore studiata in ecologia. Nel folklore europeo, il trifoglio rosso era anche associato alla protezione della casa e dei campi. In alcune zone veniva appeso essiccato nelle stalle o posto nei campi come segno di buon auspicio per il raccolto. Infine, Trifolium pratense rappresenta un interessante esempio di continuità tra tradizione e scienza moderna: una pianta umile dei prati che, da semplice foraggera e rimedio popolare, è diventata oggetto di studi fitoterapici e nutrizionali approfonditi, mantenendo vivo il legame tra cultura rurale e ricerca scientifica.


    Ricerche di articoli scientifici su Trifolium pratense L.

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Autore: erbeofficinali.org

    Carl Axel Magnus Lindman (1856-1928)
    Carl Axel Magnus Lindman (1856-1928)

    Per gentile concessione dell
    Autore: Maurizio Trenchi


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