| UNCARIA | | Uncaria tormentosa (Willd. ex Schult.) DC. | | (Rubiaceae) |
CLASSIFICAZIONE
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Gentianales Famiglia: Rubiaceae
| NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI | | Unghia di gatto, Una de gato |
| DESCRIZIONE BOTANICA | | LIANA CON FUSTO LEGNOSO ALTA FINO A 20 M |
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| DROGA UTILIZZATA | | CORTECCIA DEL FUSTO E DELLE RADICI DI PIANTE ADULTE |
| CONTROINDICAZIONI | | NON È STATA STUDIATA IN DONNE IN GRAVIDANZA O ALLATTAMENTO. NELLE TERAPIE PROLUNGATE È SEGNALATO UN LEGGERO CALO DI VITAMINA A. IL SOVRADOSAGGIO PUÒ PROVOCARE DIARREA. |
| QUALITÀ DELL'ATTIVITÀ FITOTERAPICA | | VALIDA PER I SOLI ESTRATTI |
ESTRATTI: | |
| Uncaria polvere | |
| Forma terapeutica non affidabile
250 mg per cpr
Adulti: 2 cpr 3 volte al giorno per 3 mesi
Bambini: 1 cpr 1-3 volte al giorno | |
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| Uncaria 1DH | |
| Forma terapeutica non affidabile
XV gtt sublinguali 3 volte al giorno
Bambini: metà dose diluita in acqua | |
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| Uncaria Estratto secco standardizzato | |
| Titolazione doppia: alcaloidi ossindolici pentaciclici 3% e glucosidi triterpenici 6%
Rappresenta la forma corretta d´impiego | |
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| 100-500 mg al giorno |
| NOTE DI FITOTERAPIA | | Data l´esistenza di numerosi chemiotipi di Uncaria è necessario avvalersi a scopo fitoterapeutico del fitocomplesso presente nell´estratto titolato e standardizzato della corteccia. |
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| UTILE DA SAPERE | PIANTE ADATTOGENE ED IMMUNOSTIMOLANTI
Presso tutte le culture e nelle medicine tradizionali di ogni angolo del globo troviamo delle piante adattogene, cioè delle specie vegetali in grado di aumentare la resistenza dell’organismo a stress endogeni ed esogeni, migliorando la performance fisica e mentale, in risposta a stimoli di natura fisica, chimica e biologica. Il termine adattogeno viene infatti dal vocabolo latino adaptare e da quello greco genes (“prodotto da”.) e fu coniato nel 1947 dallo scienziato russo N.V. Lazarev; nel 1969 Brekhman e Dardymov stabilirono dei criteri specifici affinché una droga vegetale possa definirsi adattogena.
L’effetto di queste piante si affianca alla risposta fisiologica che già di per sé l’organismo mette in opera quando soggetto ad uno stimolo che ne turbi l’equilibrio biologico, al fine di ristabilire prontamente l’omeostasi; tali risposte sono di carattere prevalentemente ormonale, cioè con effetti transitori, ma esistono anche vere e proprie modificazioni funzionali o morfologiche che si generano nelle persone sottoposte frequentemente a stress (per es. negli atleti sottoposti a molte ore di allenamento quotidiano) o che si sono evolute in alcune etnie nel corso di milioni di anni in risposta all’ambiente (per es.: la variazione del colore della pelle in funzione dell’esposizione ai raggi solari o le maggiori dimensioni della gabbia toracica delle popolazioni andine, costrette a vivere sopra i 4000 mt, dove l’ossigeno scarseggia).
Le piante adattogene non corrispondono a nessuna categoria della farmacologia classica e meno ancora hanno corrispettivi nei farmaci di sintesi: nella maggior parte dei casi, infatti, esse sono aspecifiche, agendo su differenti organi o tessuti bersaglio e provocando, nell’insieme, una risposta adattogena; ciò è dovuto al fatto che il fitocomplesso spesso si compone di principi attivi di svariata natura chimica, che sono però sinergici. Il meccanismo d’azione delle droghe
adattogene è generalmente assai complicato e non sempre ancor ben compreso.
Molte droghe adattogene hanno anche azione antimicrobica ed immunostimolante, in tal modo
contribuendo a migliorare le difese dell’organismo contro agenti eziologici esterni; altre hanno dimostrato di avere interessanti e promettenti effetti antitumorali, su cui la ricerca sta ora indagando.
Altre ancora hanno azione prevalentemente nootropa (dal Greco noos, “mente”, e tropein,
“sorvegliare”), cioè migliorano la performance mentale e l’umore; alla classe delle droghe nootrope
appartengono tutte le piante contenenti metilxantine (caffeina e derivati), che sono più propriamente degli stimolanti e che saranno oggetto di una scheda a parte.
Infine sono state incluse in questa scheda delle piante meramente immunostimolanti dato che,
funzionalmente, sono simili a quelle adattogene, ovvero servono ad aiutare l’organismo a sviluppare una linea difensiva contro gli attacchi esterni.
Proprio per la loro caratteristica di migliorare le risposte dell’organismo, l’utilizzo di droghe adattogene non è necessariamente circoscritto a stati patologici, ma rientra piuttosto nel campo del benessere e della prevenzione (alcune risultano per esempio assai utili per aiutare a prevenire, durante la stagione invernale, le malattie da raffreddamento). Naturalmente sono anche molto utili negli stati di convalescenza ed in generale di astenia.
Tratto da EPO S.r.l. ISTITUTO FARMOCHIMICO FITOTERAPICO |
| ANNOTAZIONI | PROPRIETÁ IMMUNOSTIMOLANTI DI UNCARIA Prove farmacologiche hanno dimostrato che gli alcaloidi della Uncaria tomentosa sono in grado di determinare attività immunostimolante e immunomodulante che si traduce in un aumento della fagocitosi da parte dei macrofagi. La predominanza o meno degli alcaloidi di tipo tetraciclico o pentaciclico risulta assai importante nel determinare l'attività farmacologica della pianta: i primi esercitano una più netta azione ipotensiva ed una modesta attività immunostimolante; nei secondi, al contrario, è questa azione a prevalere. I principi attivi dell'Uncaria tomentosa sembrano essere efficaci nel contrastare l'azione della DNA-polimerasi e della transcriptasi inversa implicate nella replicazione dei virus. Viene segnalata anche un'azione antimutagenica che pu= essere attribuita "ad un meccanismo antiossidativo che agisce inibendo la trasformazione di sostanze promutageniche in sostanze mutageniche.... In un test mutagenico in vivo si è notato che l'urina di soggetti fumatori ha un'attività mutagenica prima della sperimentazione, ma mostra una diminuzione netta del potenziale mutagenico dall'inizio della somministrazione di Uncaria tomentosa fino ad otto giorni dopo la sospensione". Ultimamente è stata dimostrata l'inibizione della proliferazione di cellule tumorali umane in due linee cellulari leucemiche ed una linea cellulare di linfoma B. L'Uncaria è risultata priva di potere mutageno e di tossicità. Un lavoro in doppio cieco contro placebo effettuato con il suo estratto (doppia titolazione) ha confermato anche l'attività immunostimolante. Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
La pianta cresce tra i 300 e i 900 metri delle foreste tropicali del Sud America. I ´curanderos´ peruviani la usano per curare ferite profonde - ulcerazioni - patologie degenerative - infiammazioni di varia natura - dolori osteoarticolari - nel postpartum ecc. |
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