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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 06-06-2026

VITALBA
Clematis vitalba L.


TOSSICITÀ MEDIA


EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA


 ? 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Ranunculanae
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Sottofamiglia Ranunculoideae
Tribù Anemoneae
Genere Clematis
Specie Clematis vitalba

Famiglia: Ranunculaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Clematide vitalba, Traveller´s joy, White Vine, Evergreen Clematis, Clématite vigne-blanche, Botigueras, Vide-branca, Clématite, Clematite, Gemeine Waldrebe

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Anemone Vitalba (L.) E.H.L.Krause, Anemone Vitalba (L.) K.Krause, Clematis Bannatica Schur, Clematis Bellojocensis Gand., Clematis Crenata Jord., Clematis Dumosa Gand., Clematis Dumosa Salisb., Clematis Grata Maxim., Clematis Odontophylla Gand., Clematis Pilosa Dulac, Clematis Scandens Borkh., Clematis Sepium Lam., Clematis Taurica Besser, Clematis Taurica Besser Ex Nyman, Clematis Transiens Gand., Clematis Vitalba F. Crenata (Jord.) O.Bolòs & Vigo, Clematis Vitalba Subsp. Integrata Gaudin, Clematis Vitalba Subsp. Taurica (Nyman) Kuntze, Clematis Vitalba Var. Angustiloba Schur, Clematis Vitalba Var. Angustisecta Gremli, Clematis Vitalba Var. Bannatica Wierzb., Clematis Vitalba Var. Bannatica Wierzb. Ex Rchb., Clematis Vitalba Var. Chlorantha Murr, Clematis Vitalba Var. Cordata Schur, Clematis Vitalba Var. Crenata (Jord.) Rouy & Foucaud, Clematis Vitalba Var. Integra DC., Clematis Vitalba Var. Integrata DC., Clematis Vitalba Var. Lobata Corb., Clematis Vitalba Var. Scandens (Borkh.) Hegi, Clematis Vitalba Var. Simplicifolia Godet, Clematis Vitalba Var. Syriaca Boiss., Clematis Vitalba Var. Taurica Rouy & Foucaud, Clematis Vitalba Var. Timbali Drabble, Clematitis Vitalba (L.) Couret-Vill., Clematitis Vitalba (L.) Moench, Viorna Clematitis Garsault

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA RAMPICANTE TIPO LIANA CHE PUÒ ARRIVARE FINO A 20M DI ALTEZZA. FOGLIE PEDUNCOLATE OPPOSTE LANCEOLATE IMPARIPENNATE CON 3 - 5 SEGMENTI OVOIDALI A MARGINE DENTATO O INTERO, FIORI VERDASTRI ERMAFRODITI FORMATI DA 4 SEPALI BIANCO-VERDASTRI IN INFIORESCENZE, OVARIO SUPERO CHE PRODUCE ACHENI CON ESTREMITÀ PIUMOSA TRASPORTATI DAL VENTO

FIORITURA O ANTESI...
ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO), CON PICCOLI FIORI BIANCO-VERDASTRI RIUNITI IN PANNOCCHIE, PROFUMATI LA SERA

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ BIANCO CREMA
________ BIANCO GIALLASTRO
________ BIANCO VERDASTRO
________ GIALLOGNOLO

HABITAT...
Pinta originaria delle zone temperate e temperato-fredde dell'America, Cina, Europa e Siberia. In Italia, cresce in zone con siepi, muretti abbandonati, in luoghi selvatici, al margine di fiumi e di canali, specie dei boschi caducifogli e delle macchie a tipo temperato. Si adatta alla maggior parte dei suoli e cresce ad altezze sino a 1300 m. Oggi sembra meno diffusa a seguito alla scomparsa di siepi e di arbusteti, ma ha la capacità di ricolonizzarsi repentinamente con invadenza, diventando talora pianta infestante.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
ESTATE (LUGLIO-SETTEMBRE) PER LE PARTI AEREE, QUANDO I PRINCIPI ATTIVI (SAPONINE, ALCALOIDI) SONO PIÙ CONCENTRATI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE E GIOVANI RAMETTI ESSICCATI (RARAMENTE LE BACCHE, PER LA LORO TOSSICITÀ). LA LINFA FRESCA È IRRITANTE E NON PIÙ USATA IN FITOTERAPIA MODERNA

AROMI DELLA DROGA...
DELICATO E FLOREALE, SIMILE AL BIANCOSPINO, CON NOTE ERBACEE E LIEVEMENTE AMARE

SAPORI DELLA DROGA...
AMARO INTENSO E ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO PUNGENTE (DOVUTO A PROTOANEMONINA E SAPONINE)

TOSSICITÀ:
MEDIA
Motivazione: La specie contiene ranunculina che, per idrolisi nei tessuti freschi, genera protoanemonina, sostanza irritante documentata. Sono descritti effetti tossicologici diretti sulla specie comprendenti dermatiti da contatto, irritazione delle mucose, disturbi gastrointestinali dopo ingestione e fenomeni infiammatori locali. La tossicità tende a ridursi significativamente con l'essiccazione per conversione della protoanemonina in anemonina meno reattiva, ma la pianta fresca presenta una tossicità ben documentata. Le evidenze derivano da dati tossicologici, osservazioni cliniche, segnalazioni di avvelenamento e studi fitochimici specifici sulla specie.

EFFICACIA:
DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Per Clematis vitalba L. non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino un'efficacia terapeutica nell'uomo. Esistono dati etnobotanici storici e alcune osservazioni farmacologiche e fitochimiche sulla specie, ma le evidenze sperimentali dirette sono limitate, non standardizzate e insufficienti per confermare un'attività fitoterapica generale. Il livello di evidenza disponibile è prevalentemente etnobotanico, fitochimico e in parte in vitro.

PRINCÍPI ATTIVI...
Saponine triterpeniche: oleanolico acido, hederagenina, derivati saponinici triterpenici Lattoni e composti protoanemoninici: ranunculina, protoanemonina, anemonina Triterpeni pentaciclici: acido oleanolico, beta-amirina, derivati triterpenici Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, rutina, isoquercitrina Acidi fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, acido p-cumarico, acido ferulico Polifenoli: derivati fenolici totali, tannini semplici Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili Carboidrati e polisaccaridi: zuccheri semplici, polisaccaridi strutturali Acidi organici: acido malico, acido citrico Pigmenti e composti secondari minori: carotenoidi, clorofille

Bibliografia
  • Wink Michael, Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010
  • Seidemann Johannes, World Spice Plants: Economic Usage, Botany, Taxonomy, 2005
  • Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
  • Tutin T.G. et al., Flora Europaea Volume 1: Psilotaceae to Platanaceae, 1993
  • Bown Deni, Encyclopedia of Herbs and Their Uses, 2001
  • Mabberley David J., Mabberley's Plant-Book: A Portable Dictionary of Plants, Their Classification and Uses, 2017
  • Wang X.Y., Zhang Y., Phytochemical Constituents and Biological Activities of Clematis Species: A Review, 2021
  • Kumar Vineet, Singh Jaya, Phytochemistry and Pharmacological Potential of the Genus Clematis, 2015

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che abbiano dimostrato efficacia terapeutica di Clematis vitalba L. per indicazioni mediche specifiche nell'uomo. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività irritante e rubefacente locale. Supportata da dati fitochimici, tossicologici e farmacologici diretti sulla specie. La presenza di ranunculina e della sua trasformazione in protoanemonina determina effetti irritativi su cute e mucose. Si tratta di un effetto biologico documentato ma non di una proprietà terapeutica clinicamente validata. Attività antimicrobica. Alcuni studi sperimentali in vitro su estratti della specie hanno evidenziato attività inibitoria nei confronti di determinati microrganismi. Le evidenze sono preliminari, limitate e prive di conferma clinica. Attività antiossidante. Alcuni estratti della specie hanno mostrato attività antiossidante in saggi in vitro attribuita principalmente a composti fenolici e flavonoidi. Le evidenze sono esclusivamente sperimentali e non supportano indicazioni terapeutiche. Attività citotossica. Studi in vitro hanno evidenziato effetti citotossici di alcuni estratti e costituenti della specie su linee cellulari sperimentali. I risultati non consentono alcuna estrapolazione terapeutica clinica. Le evidenze farmacologiche disponibili risultano limitate, eterogenee e prevalentemente basate su studi fitochimici e sperimentali. Non sono disponibili dimostrazioni convincenti di efficacia terapeutica clinica per specifiche patologie. Uso storico e nella tradizione Nella medicina popolare europea la specie è stata utilizzata esternamente come revulsivo e rubefacente. Sono documentati usi tradizionali esterni per dolori articolari, reumatismi e nevralgie. In alcune tradizioni fitoterapiche popolari è stata impiegata per affezioni cutanee croniche. Sono riportati usi storici come diuretico e depurativo, privi di conferma scientifica moderna. In diverse aree europee la pianta è stata utilizzata nella medicina empirica per il trattamento di cefalee, gotta e disturbi reumatici senza validazione clinica.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ?ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    ?ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ?ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO)
    ?ANTITUMORALE E CITOTOSSICO

    Uso storico e nella tradizione

    ?DIURETICO (OLIGURIA O RITENZIONE IDRICA)
    ?STITICHEZZA O STIPSI
    +CONTUSIONI DISTORSIONI TRAUMI E STRAPPI MUSCOLARI
    +EMATOMA E ECCHIMOSI
    +INFIAMMAZIONI E DOLORI OSTEOARTICOLARI
    +NEVRALGIE
    +REUMATISMI E DOLORI REUMATICI
    +RUBEFACENTE

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
  • Wink Michael, Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010
  • Kumar Vineet, Singh Jaya, Phytochemistry and Pharmacological Potential of the Genus Clematis, 2015
  • Wang X.Y., Zhang Y., Phytochemical Constituents and Biological Activities of Clematis Species: A Review, 2021
  • Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants: A Handbook for Doctors, Pharmacists, Toxicologists, Biologists and Veterinarians, 2005
  • Cooper Malcolm R., Johnson A.W., Poisonous Plants and Fungi in Britain and Ireland, 1998
  • Tutin T.G. et al., Flora Europaea Volume 1: Psilotaceae to Platanaceae, 1993
  • Bown Deni, Encyclopedia of Herbs and Their Uses, 2001
  • Mabberley David J., Mabberley's Plant-Book: A Portable Dictionary of Plants, Their Classification and Uses, 2017

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    LA PIANTA FRESCA CONTIENE RANUNCULINA CHE PUÒ TRASFORMARSI IN PROTOANEMONINA, COMPOSTO FORTEMENTE IRRITANTE PER CUTE E MUCOSE. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI E TOSSICOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE. IL CONTATTO CON IL MATERIALE VEGETALE FRESCO PUÒ PROVOCARE DERMATITE IRRITATIVA, ERITEMA, VESCICOLAZIONE E LESIONI CUTANEE LOCALI. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE, SEGNALAZIONI TOSSICOLOGICHE E DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALLA SPECIE. L'INGESTIONE DELLA PIANTA FRESCA PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE ORALE, NAUSEA, VOMITO, DOLORI ADDOMINALI E DIARREA. EVIDENZA DISPONIBILE: CASI TOSSICOLOGICI RIPORTATI E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA CORRELATA ALLA PROTOANEMONINA. L'ESSICCAZIONE RIDUCE SIGNIFICATIVAMENTE IL CONTENUTO DI PROTOANEMONINA ATTRAVERSO CONVERSIONE AD ANEMONINA, MA NON ESISTONO STUDI CLINICI CHE DEFINISCANO SICUREZZA ED EFFICACIA DI PREPARAZIONI FITOTERAPICHE STANDARDIZZATE OTTENUTE DALLA SPECIE. EVIDENZA DISPONIBILE: STUDI FITOCHIMICI E ASSENZA DI EVIDENZE CLINICHE CONTROLLATE.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ NOTA A CLEMATIS VITALBA L. O COMPARSA DOCUMENTATA DI DERMATITE DA CONTATTO DOPO ESPOSIZIONE ALLA PIANTA. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE E OSSERVAZIONI TOSSICOLOGICHE DIRETTE SULLA SPECIE. USO INTERNO DELLA PIANTA FRESCA. LA PRESENZA DOCUMENTATA DI PROTOANEMONINA IRRITANTE DERIVANTE DALL'IDROLISI DELLA RANUNCULINA È ASSOCIATA A TOSSICITÀ GASTROINTESTINALE E MUCOSALE; PERTANTO L'IMPIEGO FITOTERAPICO INTERNO DELLA DROGA FRESCA È CONTROINDICATO SULLA BASE DI DATI TOSSICOLOGICI E FARMACOLOGICI SPECIFICI.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    GASTROLESIVI
    IRRITANTI GASTROINTESTINALI
    RUBEFACENTI
    SOSTANZE IRRITANTI CUTANEE (ES. PEPERONCINO)

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di VITALBA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco di Clematis vitalba L. Non risultano disponibili monografie fitoterapiche ufficiali che definiscano estratti secchi standardizzati o titolati di Clematis vitalba destinati a impiego terapeutico umano. La letteratura scientifica disponibile non consente di identificare un titolo minimo di principi attivi correlato a un effetto terapeutico clinicamente validato. Non sono state definite posologie evidence-based per uso fitoterapico interno a causa della tossicità della droga fresca e dell'assenza di studi clinici adeguati. Estratto fluido di Clematis vitalba L. Storicamente presente nella fitoterapia europea tradizionale, ma attualmente privo di standardizzazione riconosciuta e di dosaggi terapeutici supportati da evidenze cliniche. Non sono disponibili titolazioni ufficiali né intervalli posologici validati per impiego interno. Tintura madre di Clematis vitalba L. Utilizzata soprattutto come materia prima omeopatica. Non esistono titoli farmacognostici riconosciuti correlati a specifici effetti terapeutici fitoterapici. L'uso fitoterapico interno non è supportato da dati clinici e non dispone di posologie validate. Estratti per uso esterno Preparazioni tradizionali ottenute da parti aeree della pianta sono state impiegate storicamente per applicazioni locali rubefacenti e revulsive. Non esistono standardizzazioni ufficiali, titolazioni terapeutiche riconosciute o protocolli clinici validati. L'elevato potenziale irritante limita fortemente l'impiego contemporaneo. Preparazioni omeopatiche Clematis è presente in diverse farmacopee omeopatiche come preparazione derivata da parti aeree fresche di Clematis vitalba. Le diluizioni più comunemente reperibili comprendono D3, D4, D6, D12, D30, CH5, CH7, CH9, CH15, CH30 e superiori. Le indicazioni derivano esclusivamente dalla dottrina omeopatica e non da evidenze cliniche di efficacia. Le modalità di somministrazione e la posologia dipendono dalla scuola omeopatica adottata e non corrispondono a dosaggi fitoterapici. Integratori standardizzati o titolati Non risultano attualmente disponibili integratori alimentari standardizzati o titolati a base di Clematis vitalba con indicazioni terapeutiche riconosciute, titolo minimo efficace definito o posologia supportata da studi clinici controllati.
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, ultima edizione disponibile
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, vari volumi
  • Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, Clematis vitalba, ultima edizione disponibile
  • Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
  • Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2007
  • Stojanović Gordana, Radulović Niko, Hashimoto Tatsuo, Palić Radomir, In Vitro Antimicrobial Activity of Extracts of Clematis vitalba L., 2008
  • Orhan Ilkay, Sener Bilge, Choudhary Muhammad Iqbal, Khalid Atta ur Rahman, Acetylcholinesterase and Butyrylcholinesterase Inhibitory Activity of Some Turkish Medicinal Plants, 2004
  • Kumar Vinod, Singh Jaya, Pharmacognostical and Phytochemical Studies on Clematis Species A Review, 2011
  • EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union Herbal Monographs and Assessment Reports, consultazione delle monografie disponibili

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di VITALBA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Con un approccio rigorosamente conservativo e basato sulle evidenze disponibili, non è possibile fornire tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche sicure ed evidence-based contenenti Clematis vitalba L. per uso interno. La specie contiene protoanemonina e altri composti irritanti documentati; inoltre mancano monografie EMA, ESCOP, Commissione E o OMS che definiscano preparazioni orali sicure, dosaggi terapeutici validati o indicazioni cliniche approvate per tisane, infusi o decotti. Non risultano disponibili formulazioni fitoterapiche tradizionali o moderne con Clematis vitalba L. associate ad altre piante sinergiche che siano supportate da evidenze scientifiche sufficienti e che consentano di definire dosaggi sicuri per uso interno. Pertanto, allo stato attuale delle conoscenze, non possono essere raccomandate composizioni di tisane, infusi, decotti o miscele erboristiche contenenti Clematis vitalba L. sulla base di criteri di sicurezza ed evidence-based.
  • European Medicines Agency, Assessment Reports and European Union Herbal Monographs, consultazione delle monografie disponibili
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, ultima edizione disponibile
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, vari volumi
  • Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
  • Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
  • Gruenwald Joerg, Brendler Thomas, Jaenicke Christof, PDR for Herbal Medicines, 2007
  • Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, Clematis vitalba, ultima edizione disponibile
  • Frohne Dietrich, Pfänder Hans Jürgen, Poisonous Plants A Handbook for Doctors Pharmacists Toxicologists Biologists and Veterinarians, 2005
  • Wink Michael, Medicinal Plants A Source of Anti-Parasitic Secondary Metabolites, 2012
  • Stojanović Gordana, Radulović Niko, Hashimoto Tatsuo, Palić Radomir, In Vitro Antimicrobial Activity of Extracts of Clematis vitalba L., 2008

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    USO ALIMENTARE...
    Clematis vitalba L. possiede una lunga storia di utilizzo alimentare tradizionale in alcune regioni dell'Europa meridionale, soprattutto in Italia, dove i giovani germogli primaverili venivano raccolti e consumati dopo accurata cottura. L'impiego culinario tradizionale riguarda esclusivamente i getti molto giovani raccolti prima della completa lignificazione. Tali parti venivano normalmente lessate e successivamente utilizzate in frittate, minestre, ripieni o altre preparazioni locali. In varie aree dell'Italia centrale e nord-orientale la specie era considerata una verdura spontanea stagionale. La pianta fresca contiene protoanemonina, sostanza irritante responsabile di effetti vescicanti sulle mucose e sulla cute. Per questo motivo il consumo a crudo non appartiene alla tradizione alimentare documentata ed è considerato inadatto. La cottura prolungata favorisce la degradazione della protoanemonina in composti significativamente meno irritanti. Nonostante l'esistenza di questo uso etnobotanico, Clematis vitalba non è attualmente considerata una specie alimentare di largo impiego e non dispone di valutazioni moderne approfondite sulla sicurezza alimentare a lungo termine. Le fonti contemporanee raccomandano pertanto prudenza, limitando eventuali utilizzi alle pratiche tradizionali documentate e ai giovani germogli accuratamente cotti. Le parti adulte della pianta, comprese foglie mature, fusti sviluppati e altre porzioni vegetative, non sono generalmente considerate idonee al consumo alimentare per il maggiore contenuto di composti irritanti e per la scarsità di dati moderni sulla sicurezza.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Clematis vitalba è una delle liane spontanee più diffuse d'Europa e può raggiungere lunghezze considerevoli, arrampicandosi sugli alberi mediante i piccioli fogliari volubili che funzionano come organi di sostegno. Il nome specifico "vitalba" deriva dal latino vitis alba, cioè "vite bianca", in riferimento all'aspetto dei lunghi fusti rampicanti e alla colorazione chiara della corteccia nei rami più vecchi. In molte regioni europee la specie era conosciuta come "erba dei mendicanti" perché in passato alcune persone utilizzavano il succo fresco della pianta per provocare artificialmente ulcerazioni e irritazioni cutanee al fine di suscitare compassione durante l'elemosina. I fusti maturi, molto flessibili e resistenti, venivano tradizionalmente impiegati per intrecci rurali, legature agricole, cestineria rustica e piccoli manufatti domestici. Nelle campagne europee i rami secchi erano talvolta utilizzati come sostituto occasionale del tabacco. Questa pratica è documentata soprattutto tra pastori e contadini, ma spesso provocava irritazione delle mucose per la presenza di sostanze caustiche residue. La caratteristica infruttescenza piumosa, formata dagli stili persistenti degli acheni, produce vistose masse bianco-argentee che rimangono sulla pianta per gran parte dell'inverno e costituiscono uno dei principali elementi ornamentali naturali della specie. In numerose tradizioni popolari la vitalba era associata a credenze magiche e protettive. In alcune aree rurali si riteneva che i suoi intrecci naturali rappresentassero simbolicamente il legame tra il mondo selvatico e quello coltivato. La specie possiede una notevole capacità colonizzatrice e può ricoprire rapidamente arbusti e alberi, formando dense cortine vegetali. Per questo motivo è stata talvolta considerata infestante in ambienti forestali e margini boschivi. L'utilizzo alimentare dei giovani germogli cotti è attestato in diverse regioni italiane, soprattutto nell'Italia centrale e nord-orientale, dove entravano nella preparazione di frittate e pietanze tradizionali primaverili. I vistosi ciuffi argentati dei frutti maturi hanno contribuito alla diffusione della specie nei giardini storici europei come pianta ornamentale spontanea, ben prima della selezione delle moderne clematidi da giardino.


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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

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    Autore: erbeofficinali.org

    Per gentile concessione dell
    Autore: Maurizio Trenchi

    Foto modificata per uso didattico da Wikipedia. Originale di pubblico dominio o licenza CC BY SA
    Autore: Leo Michels - https://www.imagines-plantarum.de/

    Foto modificata per uso didattico da Wikipedia. Originale di pubblico dominio o licenza CC BY SA
    Autore: BerndH


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